estremismo=spostamento dell'aggressività; pagina 7

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91 AntonellaSagone, 23/09/11 10:19

interessante discussione e preziosa perla da aggiungere alla collana delle stupidate, questa detta da un mio collega peraltro perché sono psicologa anche io.

a proposito di estremismo vi linko il topic che avevo aperto sull'argomento poco tempo fa: https://www.veganhome.it/forum/vivere-vegan/estremista/

però adesos alla luce di questa discussione modificherei il mio punto di vista, perché mi rendo con che non mangiare cibi animali non è all'altra estremità del serial killer di gattini... è al punto zero!

mi riaggancio alla parte in cui si discuteva "faaccio del bene/non faccio del male". solo se faccio attivismo per gli animali faccio del bene. Se uso le mie scelte per far cambiare le coscienze degli altri, faccio del bene, ma lo devo fare in modo attivo e consapevole. altrimenti la mia azione è neutra. non-violenta (con il trattino). Mentre l'azione Nonviolenta (senza trattino) è quella di Gandhi che brucia la carta di identità o che fa la marcia per il sale o di ian palach che si sdraia davanti al carro armato.

rifiutarsi di nuocere con le proprie azioni o scelte è stare al punto zero della scala, come dicevo altrove, sogno un mondo in cui essere vegan sia, semplicemente, la condizione NORMALE, perché mangiare carne e derivati è l'aberrazione.

Tutto torna a dove poniamo il punto zero, lo standard di riferimento.
Per il mondo carnivoro, in cui la bistecca e il bicchiere di latte sono la normalità, lo standard, questo è percepito come il punto zero, e il nostro rifiutarci di mangiarli viene percepito come una deviazione dalla norma, quindi posto all'estremità della scala (immagino che per il mangiatore di salsicce, l'altro estremo della scala non sia dove lui si percepisce, magari ci mette chi dilania coniglietti vivi con le mani e di denti?). Da qui l'accusa di "estremista".

Comunque è anche una reazione ricorrente di chiunque non sia nella coerenza, di fronte a chi invece è coerente, di accusare di estremismo o di "esagerazione", piuttosto che prendere atto della propria contraddizione interiore.

92 AntonellaSagone, 23/09/11 11:23

volevo anche aggiungere qualcosa, da psicologa, rispetto al discorso "aggressività".

Aggressività è un termine che tutti rigirano a loro piacimento attribuendogli il significato che gli aggrada.

Quando studiavo avevo scelto come materia complementare etologia, e il punto di vista della psicologia animale mi ha aiutato perché affrontava proprio questo punto.

in realtà c'è un'enorme confusione fra aggressività e violenza, fra comportamento predatorio e aggressività, fra aggressività e distruttività.

Il comportamento predatorio è proprio di alcune specie, e non ha nulla a che fare con la violenza e poco con la aggressività.

dietro ai comprotamenti violenti ci sono certi ormoni e certi stati neurocomportamentali ben precisi, misurabili, come quello cosiddetto "combatti o fuggi", che entra in gioco quando l'individuo percepisce un pericolo e quindi, secondo i casi, fugge o attacca. In corpo scorre l'adrenalina e gli ormoni dello stress, come il cortisolo, che servono ad attenuare gli effetti collaterali della paura e del dolore e a rendere l'individuo più capace di correre velocemente via o di difendersi bene. Non c'entra nulla con il mangiare e non c'entra nulla con il predare, nemmeno negli animali predatori, che quando cacciano hanno una certa adrenalina in corpo ma non gli ormoni dello stress, semmai endorfine, può forse essere simile allo stato ormonale e neurocomportamentale di un atleta che sta per battere il record in una performance sportiva.

Il vero comprotamento aggressivo-violento a cui pensa il mio collega è quello INTERspecifico, cioè rivolto verso membri della propia specie. Questi comprotamenti di lotta servono per stabilire le gerarchie all'interno di un gruppo, quindi riguardano il territorio, la scelta sessuale, la difesa della prole, il diritto a mangiare per primi il cibo del branco eccetera. Sono comportamenti che indirizzano la violenza contro altri membri della specie, ma hanno dei meccanismi di controllo (tipicamente i segnali di resa dell'avversario, o lotte ritualizzate) che impediscono a una specie di decimarsi da sé (il che evolutivamente parlando non avrebbe senso).

Sembra che nella specie umana sia andato storto qualcosa rispetto a questi meccanismi, per cui i segnali di resa non fungono da interruttore in modo così assoluto o efficace come succede nelle altre specie animali, ma questo è un discorso lungo e da fare a parte. Parte del problema (come evidenziato dal libro di Lorenz (L'aggressività - ed. il Saggiatore) è anche dato dal fatto che abbiamo sviluppato "strumenti" per far male a distanza (come le bombe ad es) che impediscono a chi li usa di recepire i segnali di resa altrui.

in breve: il mio collega ha le idee un po' confuse.

93 flokim, 23/09/11 11:37

GRAZIE Antonella per tutte le precisazioni e le info. E' un discorso molto interessante e non si finisce mai d'imparare!

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!