ESTREMISTA!!

Gli utenti registrati possono scrivere una risposta

1 AntonellaSagone, 14/08/11 15:59

Vorrei fare con voi una riflessione sulla parola, anzi epiteto, di "estremista" che spesso viene affibbiato a noi veg.

Credo che dovremmo superare l'atteggiamento difensivo e dire "no, non è vero, non sono estremista, perché..." e lì giù a cercare di dimostrare.

Penso che dovremmo portare questo attributo come un trofeo, come gli "Impressionisti" (dispregiativamente definiti tali dall'arte omologata, e che divntarono una delle correnti artistiche più appezzate della storia).

Nella mia vita mi capita spesso di venire tacciata di estremismo: perché sono Veg, perché promuovo l'allattamento al seno, perché natursita quando posso, perché vado scalza (no, nessuna "parentela spirituale", è l'altro che per mimesi ha cercato di imitare scalzisti inveterati come me), ecc ecc.

Ben presto ho capito che se cercavo di giustificarmi ero fritta.

immaginiamo una scala ideale in cui a un'entremità c'è il cacciatore, il vivisettore o magari il serial killer di animali, e all'altra estremità c'è chi non fa nulla che direttamente o indirettamente comporti sofferenza o sfruttamento di animali. E in mezzo tutta la gamma, dall'allevatore al consumatore di salsicce al vegetariano all'addestratore di galli da combattimento a quello che è veg ma ammazza le zanzare.

Il veganismo sarà all'estremità della scala. Trovo sia un bell'estremismo.

Io sono per l'accudimento e alimentazione fisiologica dei bambini: seno materno a richiesta del bambino finché non ne viene meno il bisogno. "Ma nemmeno il ciuccio gli vuoi dare?? Estremista!"

Odio le scarpe e adoro sentire il terreno sotto i piedi, e vado scalza quanto posso... "Estremista!! Almeno dei sandali, cavoli!"

e sì che non vado in giro a sgridare le mamme che danno il biberon o a cercare di convincerle (fornire informazioni e sostegno però si, eh!). Né a strappare i ciucci dalla bocca dei bambini. Né a sabotare le scarpe altrui con la taglierina. Né a inseguire la gente con manicaretti veg in mano.

Eppure, se in una scala ipotetica sulla violenza io dicessi: io sono contro ogni tipo di violenza fisica o psichica, forse qualcuno mi direbbe: "eh, ma sei estremista"! Almeno uno sculaccione, un pugno sul naso ogni tanto, quando-ce-vo'-ce-vo'!"

Sembra che nell'immaginario collettivo la parola estremista descriva persone che vogliono per forza obbligare gli altri a fare ciò che ritengono giusto... Non, semplicemente, persona che in una gamma di comportamenti scelgono un'estremità della scala graduata.

QUesto si chiama proiezione ragazzi. In un mondo in cui le scelte dei più non si limitano ad essere scelte personali, ma assurgono a norma, legge non scritta, "standard di giustezza", queste persone pensano che tutti operino le loro scelte con la stessa volontà di prevaricare.
E allora: Estremisti!!

io credo che a un'affermazione di questo tipo ci sia un solo modo giusto di rispondere:
"eh, assolutamente sì!" - con un sorriso smagliante.

2 eweg, 14/08/11 16:14

Quoto. Avrei scritto lo stesso in altri thread, ma non ne avevo voglia. Grazie di avermi tolto il pensiero.

Dobbiamo renderci conto che uno può chiamare le cose come vuole, ma la sostanza non cambia (una rosa chiamata con un altro nome eccetera). Non è che se ettichetti l'essere vegan come estremismo la bontà di questa scelta cambi. Così come puoi chiamare i membri dell'ALF "terroristi", ma questo non cambia quello che fanno.

E' la realtà dei fatti che va vista e giudicata per quella che è, non le parole con cui viene descritta, oggi basta immettere certe parole tra le masse (tipo "ecoterrorista", esistono davvero?) per ottenere le reazioni desiderate.

Le parole devono solo descrivere la realtà, non sostituirsi ad essa.

3 thundergoat, 14/08/11 16:28

Quoto entrambi! Bellissime parole, le assimilerò e le applicherò, non ero ancora arrivata a questa consapevolezza! :D

4 Marina, 14/08/11 16:29

La sostanza non cambia, ok, ma se uno usa quella parola per insultare appositamente, cioè per sottintendere che una data cosa è sbagliata, da non fare e che chi la fa è in torto, allora col cavolo che lascio perdere...

Ciao,
Marina

5 AntonellaSagone, 14/08/11 18:16

il problema è che abbiamo a che fare non solo con una cultura non-veg, ma con una cultura conformista, che idolatra il consumismo, l'individualismo, il narcisismo, l'autarchia affettiva... e che secondo me, al giorno d'oggi, causa anche seri problemi cognitivi a tutta una generazione di ragazzi cresciuti colla TV e i videogiochi e molto poca interazione umana.

Quindi in sostanza cosa succede: che noi esprimiamo magari un'ideale e una convinzione personale, e certo che ne siamo convinti della bontà di questa idea, ma la percezione che l'altra persona ha di quello che diciamo è alterata dalle lenti colorate con le quali vede il mondo, e dal modo in cui è abutata a comunicare, che un modo fatto di attacco e difesa, fatto di giochi di potere: cioè alla fine definire chi a ragione e chi ha torto, chi ha potere e chi no, diventa persino più importante dei contenuti di quello che si dice.

non so se mi sono spiegata o se sono troppo astrusa, nel caso siete autorizzati a colpirmi in testa con un qualsiasi oggetto crueltyfree :)

allora, io parlo della mia scelta veg e del perché, e chi mi ascolta, e presumibilmente non è veg, specialmente se sente che c'è del vero in quello che dico, invece di avere una reazione sana (cioè dispiacersi per non averlo capito prima e diventare veg) ha una reazione disfunzionale (cioè si difende da un presunto attacco, attaccando a sua volta).

reazione sana significa essere in contatto con i propri sentimenti e bisogni, connessi a ciò che è vitale in noi. Nella fattispecie potrebbe essere un senso di costernazione e dolore per ciò che ho fatto fino a quel momento, e anche però la contentezza di poter avere un modo per smettere di casare morte e sofferenza negli animali...
In questo processo, che è quello che a me interessa suscitare in chi non è veg per portarlo dalla mia parte, non c'è assolutamente la necessità di accurare o di sentirsi in colpa (so che qui qualcuno non sarà d'accordo, ma io credo che il dolore e la costernazione siano sentimenti sani, il senso di colpa no, e sia anche molto meno produttivo ai fini di un cambiamento).

Il punto è che viviamo in un mondo in cui si comunica accusando e difendendosi, e quindi affermando una cosa contraria si viene percepiti comunque come accusatori...
qui scatta la difesa e bisogna trovare qualcosa che non va nel tuo "aggressore", dimostrare che ha torto o che è lui il "cattivo" o "l'idiota", perché se non lo è lui, allora per il limitato modo di vedere della ns cultura... lo sei tu stesso!

6 AntonellaSagone, 14/08/11 18:23

quindi per finire (di fatto marina rispondo a te) certo che non si deve lasciar pedere se si trova una reazione di questo tipo: ma comprendere cosa c'è dietro può aiutare a non far anzare sempre più le barriere e invece aiutare l'altro a non essere sulla difensiva e quindi ascoltare vereamente quello che si sta dicendo.

Per questo suggerivo un sorriso smagliante:

"Sì, è vero, è una scelta radicale, più che estremista se vuoi puoi chiamarla estrema: ma è proprio quello che mi fa stare bene con me stessa e con il mondo".

Il problema non è nella radice della parola (estrema) ma nel suffisso "-ista". Un suffisso che io trovo anche quello bellissimo, ma che può spaventare.

"-ista" è quando una posizione diventa un credo del quale ti fai attivamente e anche aggressivamente promotore. Io posso essere pacifico, ma se mi sdraio davanti a un carro armato sono pacifista. Se mi spoglio, sono semplicemente nudo; se inneggio alla nudità, sono nudista. E così via...

questo suffisso in sé non è cattivo ma suscita echi sinistri... quindi io eviterei di usarlo o di farlo usare se possibile!

7 eweg, 14/08/11 18:26

AntonellaSagone ha scritto:
il problema è che abbiamo a che fare non solo con una cultura non-veg, ma con una cultura conformista, che idolatra il consumismo, l'individualismo, il narcisismo, l'autarchia affettiva... e che secondo me, al giorno d'oggi, causa anche seri problemi cognitivi a tutta una generazione di ragazzi cresciuti colla TV e i videogiochi e molto poca interazione umana.

sono cresciuti anche con la scuola

Quindi in sostanza cosa succede: che noi esprimiamo magari un'ideale e una convinzione personale, e certo che ne siamo convinti della bontà di questa idea, ma la percezione che l'altra persona ha di quello che diciamo è alterata dalle lenti colorate con le quali vede il mondo, e dal modo in cui è abutata a comunicare, che un modo fatto di attacco e difesa, fatto di giochi di potere: cioè alla fine definire chi a ragione e chi ha torto, chi ha potere e chi no, diventa persino più importante dei contenuti di quello che si dice.

appunto, si fanno delle gare di retorica assurde completamente scollegate dalla realtà il cui unico "oggetto" (non so se mi esprimo bene) sono le parole dell'altro e non il contenuto (spesso assente)

non so se mi sono spiegata o se sono troppo astrusa, nel caso siete autorizzati a colpirmi in testa con un qualsiasi oggetto crueltyfree :)

ho qui una scure VeganOK

8 ariel444, 14/08/11 23:47

amo questa donna (Antonella) e ciò che scrive (e amo anche Marina, perchè quando rompono, rompono)

9 seitanterzo, 15/08/11 01:57

Guarda che Antonella è una rompiballe professionista! :D

10 ariel444, 15/08/11 11:09

seitanterzo ha scritto:
Guarda che Antonella è una rompiballe professionista! :D

appunto! :-D

11 AntonellaSagone, 15/08/11 17:36

grazie grazie mi fate arrossire :-))

12 Lia78, 21/08/11 14:54

Che belle parole Antonella! Vorrei averle scritte io....

Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!