rapporti con persone non vegan; pagina 6

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76 Lonewolf, 5/07/09 17:09

Hai ragione...
in effetti questi suoi atteggiamenti verso il veganismo sono tali anche in altri aspetti...
quello che mi fa rabbia è sentire "mi può anche dispiacere per gli animali, ma a me il gusto della carne, del prosciutto ecc ecc piace e non ci rinuncio"
Del resto, cosa potevo aspettarmi da uno che preferisce che prenda antidepressivi piuttosto che avere la pazienza (vabbeh, ce ne vuole tanta, in effetti) di sopportare le mie crisi?
scusate se vado continuamente fuori argomento, ma è così strano, piacevole direi, sfogarsi con qualcuno che non mi dà addosso e per cui non sono io quella sbagliata e che, in fondo, lui è una brava persona....

77 Tableboy, 5/07/09 17:44

Magari fosse così facile trovare il partner vegan come noi ma, purtroppo per molti è già molto trovarlo il partner figuriamoci vegan.
Quindi la domanda è semplice se il vostro partner non rispetta minimamente la vostra scelta vegan che cosa vi trattriene realmente dal mollarlo? Poi perchè vi siete messi con lui/lei se era ostile al veganismo?
Un si può perndere uno/a fidanzato/a o convivente senza prima informarsi per poi andare a lamentarsi.
Non sono molti i vegan in italia e a volte uno si deve accontentare sperando che esso/ella cambi oppure farsi single a vita, che non è niente male.

78 FireandRain, 5/07/09 17:58

Lonewolf ha scritto:
Hai ragione...
in effetti questi suoi atteggiamenti verso il veganismo sono tali anche in altri aspetti...
quello che mi fa rabbia è sentire "mi può anche dispiacere per gli animali, ma a me il gusto della carne, del prosciutto ecc ecc piace e non ci rinuncio"

Non era per nulla difficile capirlo dalle sue affermazioni che tu hai riportato.

Del resto, cosa potevo aspettarmi da uno che preferisce che prenda antidepressivi piuttosto che avere la pazienza (vabbeh, ce ne vuole tanta, in effetti) di sopportare le mie crisi?

Le cosiddette crisi ti vengono perchè il tuo io si espande ma intorno a te hai un ambiente, un contesto, familiare in primis, che tende viceversa a contrarlo, ad ingabbiarlo, a reprimerlo, a mortificarlo, a denigrarlo. Il risultato di questo braccio di ferro, tra espansione e repressione, è la crisi depressiva.
Non a caso la depressione è stata mirabilmente definita come una manifestazione di protesta verso la realtà in cui dobbiamo vivere, che siamo costretti a sopportare, che non ci sta bene, che ci soffoca.
Ma, per varie ragioni, anzichè esplodere all' esterno, implode dentro di noi finendo con l'annientarci, con il farci provare rabbia, paura, senso di colpa, dolore, timore di essere giudicati, incapacità ed afasia nell' esternare ciò che proviamo. Questo solo per citare alcune emozioni che uno stato depressivo strappa fuori dal nostro "di dentro". Dal nostro vissuto, come si dice. Gli antidepressivi servono allora a mitigare gli scossoni che la nostra anima prova in questi momenti; di per sè quindi non sono negativi in tal senso. Ma resta il fatto che il problema va risolto alla radice, fino a non aver più bisogno di prenderli.
E' come, per fare un paragone, in un circuito elettrico (il tuo stato d'animo), in cui passa di continuo elettricità (le emozioni), il salvavita (l'antidepressivo) ci viene in aiuto quando vi è un sovraccarico di corrente (la crisi). Anzichè far scattare spesso il salvavita non è allora meglio rivedere a fondo il circuito elettrico, così da ritararlo definitivamente, renderlo più idoneo perchè il flusso di corrente possa scorrere con maggiore facilità ? Ossia come DEVE.

scusate se vado continuamente fuori argomento, ma è così strano, piacevole direi, sfogarsi con qualcuno che non mi dà addosso e per cui non sono io quella sbagliata e che, in fondo, lui è una brava persona....

Ti risulta strano proprio perchè piacevole. E questo conferma quanto appena dettoti. E' per te una cosa assolutamente nuova poter parlare liberamente. Che poi nient'altro è poter dire semplicemente ciò che si pensa. E questo non è nè banale nè scontato. Ma deve essere così. Per tutti, te compresa. Anzi, per te per prima. Riflettici.
TU NON SEI ASSOLUTAMENTE SBAGLIATA.

Daniele

79 Lonewolf, 5/07/09 18:20

Tableboy ha scritto:

Poi perchè vi siete messi
con lui/lei se era ostile al veganismo?
Un si può perndere uno/a fidanzato/a o convivente senza prima informarsi per poi andare a lamentarsi.

Quando mi "sono messa con lui" non ero vegana, ero vegetariana, ma sui generis, ero completamente ignorante sulla realtà che si cela dietro carne, latte, uova ecc.... il problema è quello: una volta che vieni a sapere, che capisci, non puoi dire, ah va beh, poverini, ma sono buoni! e forse sono un'estremista, ma non capisco come lui possa essere così indifferente alla sofferenza animale, o giustificarsi con i "mi piace il sapore" "si è sempre fatto così" ecc ecc.
riguardo al mollarlo ho già scritto che il non farlo subito, purtroppo, è solo per questioni economiche (mie e sue.... )

80 Lonewolf, 5/07/09 18:27

FireandRain ha scritto:
E' come, per fare un paragone, in un circuito elettrico (il tuo stato d'animo), in cui passa di continuo elettricità (le emozioni), il salvavita (l'antidepressivo) ci viene in aiuto quando vi è un sovraccarico di corrente (la crisi). Anzichè far scattare spesso il salvavita non è allora meglio rivedere a fondo il circuito elettrico, così da ritararlo definitivamente, renderlo più idoneo perchè il flusso di corrente possa scorrere con maggiore facilità ? Ossia come DEVE.

sei un esperto del settore? perché da quello che ho letto il funzionamento è praticamente questo, e tu lo spieghi in un modo veramente comprensibile....
purtroppo io convivo con questa "patologia" da che ho memoria, anche se il prenderne coscienza e attuare quanto in mio potere per stare meno peggio è storia più recente. Ma non ha a che vedere con l'essere diventata vegana, giacchè lo sono solo da un anno (e aggiungo purtroppo).
Certo che vivere la contraddizione di amare così tanto gli animali e vederne pezzi dentro il frigo, o vedere chi li ingurgita non è sicuramente un aiuto per la serenità....

Ti risulta strano proprio perchè piacevole. E questo conferma quanto appena dettoti. E' per te una cosa assolutamente nuova poter parlare liberamente. Che poi nient'altro è poter dire semplicemente ciò che si pensa. E questo non è nè banale nè scontato. Ma deve essere così. Per tutti, te compresa. Anzi, per te per prima. Riflettici.
TU NON SEI ASSOLUTAMENTE SBAGLIATA.

Daniele

Grazie di cuore. Davvero.

Rosanna

81 FireandRain, 5/07/09 20:58

Lonewolf ha scritto:
sei un esperto del settore? perché da quello che ho letto il funzionamento è praticamente questo, e tu lo spieghi in un modo veramente comprensibile....

No, non sono "un esperto del settore", non in senso canonico almeno. Tutt' al più in senso lato. Diciamo che ho una... "laurea honoris causa" in merito...
Ci tengo comunque a sottolineare di aver semplificato oltremodo il "funzionamento" dello stato depressivo. E ci tengo a specificarlo non voglio assolutamente fuorviare chi legge.
La depressione, fatta eccezione per i casi di natura organica, che rappresentano in percentuale la minoranza del totale, è uno stato "amplificato" dell'anima, ossia delle emozioni. Ma nel contempo della mente, quindi dei pensieri.

Emozioni e pensieri sono infatti intimamente connessi, senza soluzione di continuità e confini.

purtroppo io convivo con questa "patologia" da che ho memoria,

Le radici di una depressione vanno ricercate in profondità nel proprio vissuto, nella propria storia personale, che va scrutata nella sua interezza.
Non mi meraviglierei affatto se nel tuo caso tali radici affondino nell' infanzia: dal momento che da quando ne hai "memoria convivi con questa patologia". Uno stato innaturale che è finito con il divenire il tuo stato, il tuo sentire e quindi il tuo essere, il tuo stare al mondo ed interagire con gli altri.
In estrema sintesi: le cause sono spesso da ricercare in un ambiente familiare, in un rapporto genitoriale in particolar modo, che non ha tollerato, che non voluto o saputo comprendere le tue emozioni, che le ha anzi attaccate, tarpate, soffocate, nel tentativo di modificarle e quindi correggerle, poichè i cosiddetti "grandi" non si riconoscevano in esse, perchè estranee al loro modo di vedere, che vedevano così (stupidamente) minacciato da quello di una bambina.
Un bambino difficile, troppo intelligente, troppo vivace o, viceversa, troppo introverso, sognatore, che legge e pensa troppo. In ogni caso un bambino "strano", non come gli altri, che non pensa a ciò che invece pensano tutti i bimbi della sua età.
Ma in tal modo il bambino soffre, il suo disagio, la sua tristezza divengono via via il suo vestito quotidiano. Invisibile agli occhi altrui. Finchè, diventato adulto, assimilate tali emozioni con dolore e naturalezza, arriva ad effermare: "sono fatto così, non posso farci nulla" oppure "è il mio carattere, l'ho sempre avuto". Nulla di più errato !
Tutto ciò non è affatto arrivato dall' alto, ineluttabilmente, per "divina intercessione" !

anche se il prenderne coscienza e attuare quanto in
mio potere per stare meno peggio è storia più recente. Ma non ha a che vedere con l'essere diventata vegana, giacchè lo sono solo da un anno (e aggiungo purtroppo).

Il tuo decidere di essere vegana è invece da correlare, in quanto conseguenza, all' aver preso coscienza di quella che tu chiami "patologia". A riprova di ciò non è un caso che, a livello temporale, il primo coincide con la seconda.
Quando la mareggiata del picco depressivo è terminata, sulla spiaggia delle nostre emozioni restano tante conchiglie, multiformi e colorate. Tra queste, una delle più incredibili ed affascinanti, è di certo quella dell' empatia, che spesso e volentieri finisce con l' abbracciare anche gli altri esseri senzienti.
Con questo, ovviamente, non voglio assolutamente affermare che per divenire vegan bisogna per forza di cose attraversare un periodo depressivo. Sia chiaro.

Grazie di cuore. Davvero.

Rosanna

Di nulla. Ho solo scritto ciò che sento e penso

Daniele

82 cipi90, 5/07/09 23:44

Andrea ha scritto:
cipi90 ha scritto:
Io non ho dato del talebano a nessuno.

Non voglio essere puntiglioso come al solito, ma hai detto che ti comporteresti da "talebano" se facessi una cosa che alcuni di noi hanno detto di aver fatto quindi hai dato dei talebani ad alcuni di noi (per quella che è una scelta personale).

a quanto pare qualcuno vuole sempre avere ragione perchè mette > davanti il suo ego.

[ ... ]

non scriverò più nulla che possa essere offensivo

Azz.. meno male che non vuoi essere offensivo :)

Ciao Andrea,
rileggendo meglio quello che avevo scritto, direi che forse hai ragione e sembrava dessi del "talebano" a chi si separa perchè il suo compagno/a non è vegan o non approva queste scelte. In effetti non intendevo dire questo ma solo dare un rafforzativo ad una scelta che può essere anche grave quando hai dei figli e quindi forse è meglio meditare bene...
Mi scuso con tutti i vegan , non intendevo certo dire che la NOSTRA scelta non è importante e non comporta una catena di eventi senza dubbio positivi, per se stessi, glia ltri, gli animali il senso ecologico più profondo d'intendere la natura e l'esistenza.
Grazie per la tua puntigliosotà
mi hai aiutato a correggere un errore!

83 Lene, 6/07/09 13:21

Il titolo del tread mi fa pensare che il soggetto sia piu’ ampio e non si riferisca solo ai partner ma in generale alle persone che ci circondano. Durante questo anno (qui conosco esclusiavmente persone non veg) e in questi giorni in particolare (in cui ospito amici, sono spesso invitata a cena...) sto sperimentando la difficolta’ e frustrazione sempre crescente di mostrare il sorriso indifferente (per evitare discussioni) di fronte ad affermazioni del tipo “hai ragione ma la carne mi piace troppo”, “scordati che sta settimana non mangio carne qui da te”, “ma come si fa a rinunciare al salame”. Il tutto detto magari davanti a un bel piatto di verdure alla griglia o di spaghetti con sugo fatto in casa da me, da persone che hanno mangiato per una settimana pølsen e fiskebolle (wurstel e polpette di pesce) che metterebbero a dura prova il fisico di chiunque...
Non mi stupisce che a volte i vegan vengano accusati di misantropia...di fronte a dimostrazoni di tale chiusura (..per essere diplomatica...) rimango doppiamente ferita perche’spesso provengono da persone a cui voglio bene e con le quali su altri diversi piani mi trovo davvero in sintonia.
Concordo in pieno con Marina quando dice che non dobbiamo avere l’atteggiamento di “chi deve essere tollerato”, nonostante questo e nonostante una rabbia infinita di fronte alla ridicolizzazione della sofferenza animale mi accorgo spesso di trovarmi a fare l’errore di scusarmi o giustificarmi ripetendo “mi spiace ma non lo mangio..comunque non preoccuparti per me...”. Qualcuno mi spiega in pratica cosa dice e come si comporta di fronte a inviti e esternazioni simili a quelle di cui sopra? Non mi va di passare la vita a litigare e mi soffermo sulle spiegazioni solo se vedo reale interesse di fronte a me...

Per quanto riguarda i partner...posso dire che a volte il bisogno di avere una persona accanto ci fa diventare miopi... In questi mesi sto frequentando un ragazzo non vegano ma mi rendo conto di riuscire a farlo solo perche’ so che la “lontananza” ha spinto entrambi a cercare affetto e che appena terminata la mia permanenza qui se lui non dovesse cambiare e diventare veg non mi struggerø nel lasciarlo!

84 Marina, 6/07/09 13:31

Lene ha scritto:
Qualcuno mi
spiega in pratica cosa dice e come si comporta di fronte a inviti e esternazioni simili a quelle di cui sopra? Non mi va di passare la vita a litigare e mi soffermo sulle spiegazioni solo se vedo reale interesse di fronte a me...

Mi e' difficile dare un consiglio perche' sono anni che non mi capitano queste cose, ma per forza l'argomento deve saltare fuori?
Non si puo' semplicemente evitare?
Posto che a chi chiede info con reale interesse e' giusto rispondere, non si riesce invece a non parlare proprio della cosa con tutti gli altri, visto che non serve a nulla?
O se dicono qualcosa loro tagliar corto dicendo "non vedo ragioni per parlare di questa cosa, lo trovo tedioso, cambiamo argomento".

Per quanto riguarda i partner...posso dire che a volte il bisogno di avere una persona accanto ci fa diventare miopi... In questi mesi sto frequentando un ragazzo non vegano ma mi rendo conto di riuscire a farlo solo perche’ so che la “lontananza” ha spinto entrambi a cercare affetto e che appena terminata la mia permanenza qui se lui non dovesse cambiare e diventare veg non mi struggerø nel lasciarlo!

Ma una relazione temporanea infatti e' molto diversa dal condividere la vita, e comunque un po' di tempo ci vuole perche' l'altra persona possa capire e agire di conseguenza.

Ciao,
Marina

85 Danila76, 6/07/09 14:55

cipi90 ha scritto:
Ciao Andrea,

rileggendo meglio quello che avevo scritto, direi che forse hai ragione e sembrava dessi del "talebano" a chi si separa perchè il suo compagno/a non è vegan o non approva queste scelte. In effetti non intendevo dire questo ma solo dare un rafforzativo ad una scelta che può essere anche grave quando hai dei figli e quindi forse è meglio meditare bene...
Mi scuso con tutti i vegan , non intendevo certo dire che la NOSTRA scelta non è importante e non comporta una catena di eventi senza dubbio positivi, per se stessi, glia ltri, gli animali il senso ecologico più profondo d'intendere la natura e l'esistenza.
Grazie per la tua puntigliosotà
mi hai aiutato a correggere un errore!

Io credo che la scelta più grave sia vivere con una persona che si ciba di animali e che i propri figli si abituino a vedere un genitore che mangia carne convinti che questo sia normale. Io ho preferito separarmi nonostante mio figlio avesse due anni, e sono più che convinta che questa sia stata la scelta migliore nella mia situazione, non avrei potuto sopportare altro tempo, soprattutto, ripeto, per la presenza di un bimbo in casa. altra cosa per cui mi sono battuta è stata quella di non proporre mai cibo animale al bambino, anche se, per asili nidi e scuola materna sono riuscita ad ottenere solo dieta vegetariana, impossibile fargli eliminare alcuni derivati. non potrei sopportare di vederlo mangiare un cadavere, i bimbi hanno bisogno di coerenza non gli puoi dire che gli animali non si mangiano, che è crudele sfruttarli e ucciderli e poi offrirgli una bistecca o fargli vedere che papà mangia la porchetta. danila

86 Lifting_Shadows, 6/07/09 15:17

Lene ha scritto:
Il titolo del tread [...]

A me capita, quando sono in compagnia e magari mi sto divertendo, che all'improvviso salti fuori una battuta idiota sugli animali, o una proposta di andare a mangiare, o siamo proprio già a tavola, ed ecco che sento una distanza, un abisso fra me e i miei amici/cari, che resteranno per sempre cari, ma non è una bella sensazione, anzi, è quasi solitudine...Era un bel momento e poi puff sti scemi rovinano tutto senza quasi accorgersene. Mi consolo pensando che il mio circolo di amicizie vegane crescerà sempre di più, e che tanto coi miei amici non ci devo passare ogni secondo della mia vita...per fortuna!!!
La cosa più odiosa è quando ti chiedono cosa vuol dire vegano cosa non mangi ecc, ma tu sei appena uscita da una spiegazione di tre ore con un altro gruppetto...allora dico che non voglio essere monotematica e ne parleremo in un'altra occasione, piuttosto parlatemi di voi (che io non ho più fiato!).

87 Lifting_Shadows, 6/07/09 15:31

Danila76 ha scritto:
Io credo che la scelta più grave [...]

Non posso che ammirarti per la tua forza e coerenza...sicuramente un bambino non crescerebbe più sereno se i genitori continuassero a stare insieme ma senza amore o almeno rispetto, in un ambiente pieno di tensioni insuperabili. Mannaggia ma basterebbe diventare vegani per evitare così tanti casini alla vita propria e altrui!!
E' che a volte mi domando ingenuamente cosa ci sia di difficile nel diventarlo, perchè mai gli altri oppongano tanta resistenza. Sarà che proprio in questi giorni credevo che una ragazza volesse diventare vegana: senza volerlo avevo smontato ad una ad una tutte le sue convinzioni su carne latte ecc (da notare che lei si definisce mezza vegetariana perchè non mangia l'agnello a Pasqua, e dice di amare gli animali). Sconvolta, mi ha chiesto email telefono ecc per informarla. Le ho detto tutto quello che potevo, tenendo conto anche del fatto che mi avevo chiesto di non linkarle foto e filmati cruenti. Sembrava così presa dal tutto, pensavo "madò questa diventa vegana!!!", quando mi manda un'email e mi dice che anche se pensare a tutto questo sfruttamento le fa passare la voglia di mangiare in generale, è comunque spaventata all'idea di cambiare. Ci sono rimasta malissimo, e ovviamente ora sono convinta che sia colpa mia, che non ho saputo gestirla e mi sono fatta scappare una potenziale vegana (o almeno vegetariana, senza il "mezza") :(

88 Danila76, 6/07/09 15:55

Lifting_Shadows ha scritto:
E' che a volte mi domando ingenuamente cosa ci sia di difficile nel diventarlo, perchè mai gli altri oppongano tanta resistenza. ...

Ci
sono rimasta malissimo, e ovviamente ora sono convinta che sia colpa mia, che non ho saputo gestirla e mi sono fatta scappare una potenziale vegana (o almeno vegetariana, senza il "mezza") :(

avevo letto tempo fa, credo in dieci mosse per diventare vegani, che probabilmente vegan si nasce, e una volta che si è capito nulla ci può fermare, questa tua amica magari è già vegan dentro, deve solo elaborare le nozioni acquisite e fare la svolta, io credo che tu non abbia colpe per questa rinuncia iniziale.
quello che con fatica ho imparato a fare è, che quando una persona è interessata positivamente e aperta all'ascolto, cerco di darle tempo per riflettere e contemporaneamente di insistere in maniera non aggressiva. con mia mamma è funzionato, ci sono voluti anni ma ora deve solo eliminare un paio di alimenti a base di latte. sto cercando di lavorare due mie colleghe, che recepiscono e che, anche se non lo fanno per ragioni etiche, come le mie, stanno eliminando tutti i cadaveri e la maggior parte dei derivati animali perchè capiscono che stanno meglio. non condivido il loro pensiero ma intanto è qualche animale in meno ucciso, visto che, a loro volta, anche le loro famiglie non mangiano più carne. quindi insegui la potenziale vegana, non farla scappare, per me ci puoi riuscire.

89 cipi90, 6/07/09 17:36

Danila76 ha scritto:
cipi90 ha scritto:
Ciao Andrea,

rileggendo meglio quello che avevo scritto, direi che forse > hai ragione e sembrava dessi del "talebano" a chi si separa > perchè il suo compagno/a non è vegan o non approva queste > scelte. In effetti non intendevo dire questo ma solo dare un > rafforzativo ad una scelta che può essere anche grave quando > hai dei figli e quindi forse è meglio meditare bene... > Mi scuso con tutti i vegan , non intendevo certo dire che la > NOSTRA scelta non è importante e non comporta una catena di > eventi senza dubbio positivi, per se stessi, glia ltri, gli > animali il senso ecologico più profondo d'intendere la > natura e l'esistenza.
Grazie per la tua puntigliosotà
mi hai aiutato a correggere un errore!

Io credo che la scelta più grave sia vivere con una persona che si ciba di animali e che i propri figli si abituino a vedere un genitore che mangia carne convinti che questo sia normale. Io ho preferito separarmi nonostante mio figlio avesse due anni, e sono più che convinta che questa sia stata la scelta migliore nella mia situazione, non avrei potuto sopportare altro tempo, soprattutto, ripeto, per la presenza di un bimbo in casa. altra cosa per cui mi sono battuta è stata quella di non proporre mai cibo animale al bambino, anche se, per asili nidi e scuola materna sono riuscita ad ottenere solo dieta vegetariana, impossibile fargli eliminare alcuni derivati. non potrei sopportare di vederlo mangiare un cadavere, i bimbi hanno bisogno di coerenza non gli puoi dire che gli animali non si mangiano, che è crudele sfruttarli e ucciderli e poi offrirgli una bistecca o fargli vedere che papà mangia la porchetta. danila

Sono perfettamente daccordo con te.
E' evidente che in questo momento non mi è possibile separarmi per motovi che stò a spiegare, ma logicamente il tuo ragionamento non fa una piega.
Non riferendomi a questa situazione ma parlando in generale noi tutti spesso scendiamo a compromessi con gli altri e soprattutto con noi stessi per mantenere un'armonia e non scendere in guerra continua.
Io credo che forse l'argomento vegan anche se molto importante e fondante nella complessità di una persona non possa essere messo per forza al primo posto.
Mia figlia odia la carne e conosce già tutto quello che deve conoscere ma la sua dolce età spesso le fa scordare COSA stà mangiando ( o meglio cosa le propinano pensando sia a suo fin di bene...) e credo ti poter aspettare ancora un po' di tempo per farle prendere la decisione finale in modo autonomo e senza influenze sia neg che pos. Io credo sia questo il meglio per mia figlia.
Grazie infinite per il tuo consiglio.
Ciao

90 cipi90, 6/07/09 17:37

A volte la coerenza non è la migliore scelta
l'esistenza non è mai fissa e immutabile perchè così è solo la morte.

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"Papà, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."

La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.

Scrivi la storia con noi