Pulizie ecologiche; pagina 3
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nynphea,
2/05/06 20:10
ma io per tua informazione sono 2 anni che i cosmetici me li preparo da me, visto che le garanzie degli standard sono quelle che sono.. vuoi tutte le info sulla mia routine??
io non conosco barbara se non da persona virtuale e tanto meno non ho mai venduto cosmeticio simili, io studio certificazioni ambientali che sono istituite dalla UE e se vuoi te le descrivo così hai un'idea di come funziona una certificazione seria che si fonda su veri e propri regolamenti
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Andrea,
2/05/06 20:13
nynphea ha scritto:
Scrivi che " nel caso delle altre ditte viene testato tutto e di sicuro. " la penso allo stesso modo, le ditte senza nessun controllo effettivo testano e ri-testano siamo d'accordo;
Esatto!! Come 2 delle 5 che vendete.
- Quindi il "cruelty-free" NON E' una bufala ma e' una delle cose piu' vicine all'impatto zero.
- Ancora meglio se e' cruelty-free e bio/eco
- Ancora meglio se e' auto-prodotto (senza ingredienti animali ovviamente).
Lo stesso vale per l'alimentazione:
- il cibo vegan comprato in negozio e' una delle milgiori alternative
- ancora meglio se non e' conentuto in plastica ecc.
- ancora meglio se uno coltiva e prparara da solo il possibile.
Qunesto non significa che l'alimentazione vegan sia una bufala, ma solo che non c'e' alcun limite al
miglioramento, in nessun campo.
Peccato che sia diametralmente opposto a cio' che
affermate (e vendete) voi.
33
Andrea,
2/05/06 20:17
nynphea ha scritto:
ma io per tua informazione sono 2 anni che i cosmetici me li preparo da me, visto che le garanzie degli standard sono quelle che sono.. vuoi tutte le info sulla mia routine??
No, mi basta che tu smetta di fare affermazioni false che danneggiano gli animali..
io non conosco barbara se non da persona virtuale e tanto meno non ho mai venduto cosmeticio simili, io studio certificazioni ambientali che sono istituite dalla UE e se vuoi te le descrivo così hai un'idea di come funziona una certificazione seria che si fonda su veri e propri regolamenti
No, perche' stai volutamente parlando di certificazioni e regolamenti che non hanno niente a che vedere col nostro discorso. E usi discorsi che sono sicuramente esatti, ma volti a dimostrare una cosa che gia' sappiamo tutti: che gli ingredienti sono testati. Mai messo in dubbio.
34
nynphea,
2/05/06 20:55
sono felice per te che le altre 3 ditte che citi ti danno garanzie sufficienti per assicurare l'assenza di test e ri-test lungo tutta la loro filiera..
nessuno a me da garanzie sui ri-test dei fornitori di materie prime, c'è un vuoto di monitoraggio sulle loro attività
tu sei così sicuro che i ri-test sono remoti, non so su che dati ti basi visto che nel passo che ho citato prima la commissione europea denuncia l'impossibilità di definire dati precisi; a questo punto mi devo fidare solo sulle tue sensazioni
la mia scelta di consumatrice, l'ho fatta non acquisto e stop, così non appoggio nessuno, visto che nessuno a me da garanzie, diffondi stili di vita come quello che ho scelto, forse è il modo piu concreto per aiutare qualsiasi forma di vita, mi sembra che questo topic sia iniziato guarda un po dai link al sito di barbara su alcune ricette fai da te
35
Andrea,
2/05/06 22:23
Continui a dire cose false.
sono felice per te che le altre 3 ditte che citi ti danno garanzie sufficienti per assicurare l'assenza di test e ri-test lungo tutta la loro filiera..
Mai affermato questo. Le altre 3 ditte, essendo cruelty free danno garanzie sui test. Sui ri-test nessuno puo'
dare garanzie. O hai una linea diretta col padreterno?
nessuno a me da garanzie sui ri-test dei fornitori di materie prime, c'è un vuoto di monitoraggio sulle loro attività
Non si parla dei "ri-test" si parla dei test. Non
cambiare discorso, abbi un minimo di onesta' una volta tanto.
tu sei così sicuro che i ri-test sono remoti, non so su che dati ti basi visto che nel passo che ho citato prima la commissione europea denuncia l'impossibilità di definire dati precisi; a questo punto mi devo fidare solo sulle tue sensazioni
Non cambiare discorso. Sei esattamente come quelle persone che mangiano carne e non potendo giustificare il fatto, insistono sul fatto che per coltivare un vegetarle non sia stato ucciso alcun animale.
la mia scelta di consumatrice, l'ho fatta non acquisto e stop, così non appoggio nessuno
Niente da ridire, e' sicuramente la scelta migliore. Ma
non vedo cosa c'entra visto che non si critica questa tua scelta, ma le cose false che tu e barbara affermate consapevolmente.
mi sembra che questo topic sia iniziato guarda un po
dai link al sito di barbara su alcune ricette fai da te
Niente da ridire su quelle ricette infatti. Di nuovo, non vedo cosa c'entra visto che le ciritiche sono alle affermazioni, false e dannose presenti sullo stesso sito.
In vita mia ho sentito tante cose false, assurde, disoneste, e assistito a tanti patetici tentativi di sviare l'attenzione dal punto del discorso, ma mai cosi' tanti concentrati in pochi messaggi.
36
nynphea,
3/05/06 00:01
Una domanda a cui continui a non dare peso e a cui rispondi solo con tue opinioni: mi puoi dare i dati precisi su quanti ri-test vengono fatti dai fornitori di materie prime in un anno?
e per favore mi citi le fonti da cui provengono questi dati?
Le mie considerazioni si basano su una denuncia di organismi competententi in sede di commissione europea
Una volta che me li hai dati(intanto inviali anche a bruxelles perchè anche loro vorrebbero conoscerli) e mi avrai dimostrato che i fornitori ri-testano poco o niente, solo in questo caso potrai affermare che l'assenza di monitoraggio dei fornitori è ininfluente
Perchè il discorso parte dalla trasparenza dello standard: chi acquista un prodotto con stampato sopra un coniglietto che rappresenta lo standard pensa di aver la "certezza"
che i prodotti non siano realizzati grazie alla sperimentazione su animali.
(è anche lo standard che lo dice: "E’ importante ricordare che i consumatori sensibili a questo argomento vogliono essere CERTI che i prodotti da loro comprati non siano realizzati grazie alla sperimentazione su animali.")
Dato che "ricordare questa aspettativa dei consumatori è importante" è bene accompagnare all'immagine del coniglietto un'etichetta che ricorda ai consumatori che le reali garanzie che da lo standard non corrispondono alle aspettative di "certezza" che il consumatore si aspetta
(le stesse aspettative che lo standard riconosce)
Se riconosci che la mia scelta è la migliore, come mai solo su promiseland e su saicosatispalmi-org c'è la convinzione che questa sia una strada da condividere e da diffondere e concretamente è cresciuto un sistema di sharing delle conoscenze tecniche e delle esperienze per creare cosmetici e prodotti per l'igiene della casa, non eri per la scelta meno-peggio?? Certo è una scelta un po impegnativa ma è meno peggio rispetto alla tua
37
Andrea,
3/05/06 01:06
nynphea ha scritto:
Una domanda a cui continui a non dare peso e a cui rispondi solo con tue opinioni: mi puoi dare i dati precisi su quanti ri-test vengono fatti dai fornitori di materie prime in un anno?
Il termine "disonesta'" sta assumendo nuovi significati
;)
Non si tratta di non dare peso, qui si parla di cosmetici testati e non. I "ri-test" verranno efffettuati comunque, su ogni tipo di sostanza, non abbiamo controllo su di essi, ma sui test invece si'. Si parla di quello su cui come consumatori possiamo influire, non del sesso degli angeli.
Quindi smettete di mentire, e di sviare il discorso sui "ri-test" o su fantomatici ingredienti non testati, che
non esistono, o sulla positive list che non c'entrta niente.
38
Marina,
3/05/06 01:49
Certo che e' veramente stupefacente come si tiri in ballo pure il REACH, che coi test cosmetici non c'entra nulla, per sostenere che lo Standard cruelty-free non ha senso
:-)
I test del REACH vengono fatti su tutte le sostanze chimiche, non sono i test specifici per quelle usate nei cosmetici, sono i test di base, fatti per tutte le sostanze. Cosa c'entra questo con lo Standard sui cosmetici? Nulla.
Il REACH va ovviamente combattuto, ma non riguarda i cosmetici o gli standard sui cosmetici, riguarda ben altro, e' di una cosa di tutt'altra portata.
Come mai adesso c'e' questa idea fissa dei ri-test? Suona un po' come "anche le carote soffrono", no?
E' ovvio che nessuno ti possa dare una garanzia su quanto avverra' in futuro, e se una sostanza gia' in uso verra' ritestata perche' a qualcuno salta il ghiribizzo di farlo. Ma questo dovrebbe allora indurci a non preferire chi si impegna a non usare prodotti NUOVI, che DI SICURO implicano NUOVI TEST?!? Ma dove sta la logica in tutto questo?
E' altrettanto ovvio che e' meglio preferire cose il
piu' possibile vegetali, biologiche, fatte in casa, ecc. ecc. Ma questo NON e' in contrasto con lo scegliere i prodotti di chi aderisce allo Standard. E' un passo in piu', e' qualcosa che e' bene invitare a fare, e'
giusto farlo, ma... senza demolire il primo passo - scegliere prodotti che non usano ingredienti nuovi e quindi non incerementano la vivisezione - che va fatto, comunque. Allora: se volete fare qualcosa di utile, se volete
"aprire gli occhi" alla gente, fatelo COSTRUENDO su qualcosa, non DEMOLENDO, non dite bugie, non dite che altri sostengono delle cose quando invece ne sostengono ben altre. Non porta a nulla fare cosi', fa solo danno.
E' infine ovvio che gli standard e le certificazioni
vadano migliorati. Migliorati, pero', non buttati nel cesso.
Poi l'altra cosa che lascia stupefatti e' che vi sono
gia' state dette queste cose in altri forum, da settimane, anzi, mesi ormai, e quindi non potete non saperle, e voi, ancora, continuate a dire come se fosse la prima volta che se ne parla, che il cruelty-free non esiste perche' tutti gli ingredenti sono comunque testati.
Difficile pensare che siate in buona fede, con un comportamento cosi', fingendo ogni volta che non vi sia
mai stato detto nulla e ricominciando a dire sempre le stesse cose.
Non ne capisco il motivo, veramente non lo capisco, ma d'altra parte il piu' delle volte gli umani sono incomprensibili.
Buonanotte,
Marina
39
nynphea,
3/05/06 09:38
ma dove sono tutte queste falsità??
continuo a ripetere sempre e solo le stesse cose con cui concordate anche voi:
- su progetti come reach, lo standard non da nessuna garanzia
- sui ri-test di sostanze che sono state testate in precedenza lo standard non da nessuna garanzia (e voi NON sapete quantificare questi ri-test, ma non solo voi, non è possibile quantificarli perchè non c'è nessuna forma di controllo sui ri-test)
- su sostanze che che aggirano lo standard perchè testate per fini diversi da quello cosmetico ma che alla fine vengono usati quasi esclusivamente per cosmetici, lo standard definisce una norma del 50% dove "L’informazione sull’utilizzazione principale è ottenibile dal fornitore e da quanti
direttamente coinvolti nella formulazione del prodotto.L’obiettivo è poter conoscere responsabilità di una Società
quando ha il controllo o quando è coinvolta in test o ri – test su animali." Ma come è possibile applicarla con certezza se sui fornitori e sui ri-test non c'è nessuna forma di controllo?
-sui filtri solari l'applicazione dello standard richiede delle deroghe
Siamo in pieno accordo su questi aspetti, a questo punto il marchio della certificazione Icea-Lav risulta "inappropriato" perchè genera nel consumatore una percezione errata delle reali garanzie che lo standard può assicurare, il marchio deve essere modificato, il messaggio del marchio deve essere ridimensionato;
Ma non sono solo io che lo sostengo è lo stesso Standard a definire quali sono le aspettative dei consumatori:
ri-copio le stesse cose che ho scritto prima e che non avete letto..
"chi acquista un prodotto con stampato sopra un
coniglietto
che rappresenta lo standard pensa di aver la "certezza"
che i prodotti non siano realizzati grazie alla sperimentazione su animali.
(è anche lo standard che lo dice: "E’ importante ricordare che i consumatori sensibili a questo argomento vogliono essere CERTI che i prodotti da loro comprati non siano realizzati grazie alla sperimentazione su animali.")"
NON ho mai detto che lo standard deve essere eliminato, in tutti questi post continuate ad attribuirmi parole e intenzioni che non ho mai detto, ne pensato.
La mia intenzione è SOLO di "richiedere trasparenza e chiarezza ad Icea e Lav affinchè tutti i consumatori finali (soprattutto coloro che non sono ancora a conoscenza delle reali garanzie) siano nelle condizioni opportune per fare scelte di consumo consapevoli e responsabili"
ri-scrivo...
"Dato che "ricordare questa aspettativa dei consumatori è importante" è bene accompagnare all'immagine del coniglietto un'etichetta che ricorda ai consumatori che le reali garanzie che da lo standard non corrispondono alle aspettative di "certezza" che il consumatore si aspetta
(le stesse aspettative che lo standard riconosce)"
E finisco: non ho mai giudicato o fatto riferimenti alle vostre intenzioni o alla vostra persona e non ho intenzioni di farne, mi sono sempre limitata a discutere dello standard e delle vostre idee sullo standard, nei vostri interventi non posso dire di essere stata trattata allo stesso modo
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nynphea,
3/05/06 09:52
- dimenticavo nello standard viene usato il termine "filiera" su cui si tenta di avere il controllo, va sottolineato che l'unico controllo che lo standard può garantire è limitato visto che si basa solo sul "criterio dell'anno" e di fatto non c'è nessun controllo ne nei laboratori delle imprese che costituiscono la filiera, ne un controllo diretto sulla loro documentazione, l'unico controllo viene fatto attraverso dichiarazioni che pervengono all'impresa che aderente allo standard
ma anche su questo siamo in accordo, è il consumatore finale che va informato al momento dell'acquisto in modo preciso
41
Andrea,
3/05/06 10:19
nynphea ha scritto:
ma dove sono tutte queste falsità??
Facciamo prima a dire quali sono le cose non false.. comunque in effetti rispetto a barbara3, che mente spudoratamente, tu sei molto piu' sottile.
continuo a ripetere sempre e solo le stesse cose con cui concordate anche voi:
Che pero' non hanno niente a che vedere con lo standard,
ad esempio dici "su progetti come reach, lo standard non
da nessuna garanzia", o ancora "sui ri-test di sostanze
che sono state testate in precedenza lo standard non da nessuna garanzia" .
E allora?
Lo standard non garantisce neppure che il produttore non sia un molestatore di bambini. Lo standard garantisce altre cose, cioe' che quegli ingredienti non vengano piu' sottoposti alla serie di test obbligatori per legge.
Siamo d'accordo sul discorso del REACH, sui ri-test e
sulle molestie ai bambini, semplicemente e' assolutamente scorretto usare argomentazioni del genere per definire lo standard una "bufala". Esattamente come il fatto che non
si possa escludere che coltivando vegetali vengano uccisi degli animali che stanno nel terreno non significa che l'alimentazione veg*ana sia una farsa.
In entrambi i casi si limitano i danni, e l'usare la non assoluta perfezione contro le scelte che minimizzano la sofferenza e' assolutamente scorretto.
42
nynphea,
3/05/06 10:46
Hai scritto:
"Facciamo prima a dire quali sono le cose non false.. "
No, no c'è tutto il tempo cita tutte le cose false che ho scritto: c'è stata un'unica volta che mi sono espressa
male e me ne assumo le responsabilità
se decidi sempre di leggere e commentare 4-5 righe dei papiri che scrivo, presumo che il resto lo condividi..
Hai scritto "E allora?"
allora non basta che lo sappiamo io e altri 3, perchè come RICONOSCE lo standard(e riconosco il buon senso di chi ha percepito la necessità di scrivelo nello standard) le aspettative dei consumatori che acquistano un prodotto con un simbolo-coniglietto sono ben altre, ma non so perchè queste precisazioni non sono loro dovute e per conoscerle devono fare come me: cercare le direttive e aver tempo di leggere tutto
le mie accuse sono sempre state riferite alla trasparenza e alla chiarezza dello standard, non puoi attribuirmi altre cose che non ho detto, e anche in altre sedi sono sempre stata coerente
sulla chiarezza ad es esempio: mi spieghi come fa ad essere applicata con certezza la regola del 50% visto che "L’informazione sull’utilizzazione principale è ottenibile dal fornitore e da quantidirettamente coinvolti nella formulazione del prodotto.L’obiettivo è poter conoscere responsabilità di
una Società quando ha il controllo o quando è coinvolta in test o ri – test su animali." Ma come è possibile applicarla con
certezza se sui fornitori e sui ri-test non c'è nessuna forma di controllo?
Cosa rispondi ad una consumatrice? (io per adesso non lo sono)
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Marina,
3/05/06 13:12
nynphea ha scritto:
allora non basta che lo sappiamo io e altri 3, perchè come RICONOSCE lo standard(e riconosco il buon senso di chi ha percepito la necessità di scrivelo nello standard) le aspettative dei consumatori che acquistano un prodotto con un simbolo-coniglietto sono ben altre, ma non so perchè queste precisazioni non sono loro dovute e per conoscerle devono fare come me: cercare le direttive e aver tempo di leggere tutto
No, non devono leggersi le direttive, basta che si leggano un semplice pieghevole che spiega cosa significa lo Standard.
Lo sappiamo benissimo che e' materia complessa, e che ancora un sacco di gente crede che lo Standard indichi che gli ingredienti non sono stati testati del tutto, ma su questo non possiamo farci nulla, se non spiegarlo sempre il piu' chiaramente possibile.
Poi se uno vuole approfondire, bene, se uno non vuole, non importa, basta che scelga comunque di comprare cose che non incrementano la vivisezione.
Invece dire che lo Standard e' una bufala e sostenere che lo Standard dice che gli ingredienti sono non testati non fa altro che aumentare la confusione, ed e' una cosa
falsa.
Allora, lo scopo qual e'? Aumentare la confusione, e indurre tutti a fregarsene del fatto che un prodotto aderisca allo Standard, o cercare di diminuirla spiegando con pazienza, ogni volta, a chi e' interessato, il significato reale dello Standard (e comunque pochi sono interessati, perche' la cosa e' troppo complicata, e
tutti vogliono una spiegazione semplificata)?
Pensi che aiuti dire "il cruelty-free e' una bufala"?
Pensi che questo induca la gente a fare di piu'?
Non ti sembra lampante che invece la indica a "fare di meno", cioe' a fregarsene?
Poi vuoi anche dire a tutti che, siccome comunque con lo Standard si ottiene "troppo poco" (cioe' "solo" il non incremento della vivisezione a priori), e' bene farsi da se' saponi, shampoo, detersivi e quant'altro, OTTIMO, fai benissimo, questo ha un senso, non dire che e' una
bufala.
La richiesta e' una sola: smettetela di essere
DISTRUTTIVE, poi parlate di "guerra tra poveri", questa guerra tra poveri l'avete iniziata voi, noi cerchiamo solo di limitare i danni e farvi smettere, ok?
Fate il vostro lavoro, date i vostri consigli, senza distruggere e senza dire cose non vere che non fanno altro che socraggiare e confondere la gente.
Ciao,
Marina
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nynphea,
4/05/06 20:20
_ma scusa rileggette i miei post bene e indicatemi dove sono stata distruttiva; quello che ho sempre chiesto è solo una cosa, trasparenza e chiarezza fino in fondo, non ho mai chiesto di eliminare lo standard
_la stesura del regolamento dello standard non è chiara e precisa e ci sono incompletezze:
A) sono in attesa di una risposta alla pre3cedente domanda specifica sulla regola del 50% come fa ad essere
applicata?
B) la definizione di fornitori data nello standard è a dir poco confusa e può essere interpretata in diversi modi, e non è la sola
C) deve essere specificato che lo standard non da garanzie sui ri-test e su iniziative come reach: perchè chi è del settore lo sa, ma un consumatore no
Ma è il modo di stendere un regolamento serio e distinto?
Inoltre avete detto che siete favorevoli a vincoli che obblighino ai produttori a non usare sostanze di sintesi non biodegradibli e nocive per l'ambiente, (scusate) ma ho l'istinto di scrivere bla bla bla, perchè nello standard non c'è nessun riferimento a simili vincoli;
Se fate una revisione del biodizionario, le sostanze con semaforo rosso non sono solo quelle di sintesi o nocive per la salute, ma anche sostanze di origine animale e/o nocive per gli animali, questo è un lavoro valido e serio che ha un valore inestimabile per la funzione a cui è destinato
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nynphea,
4/05/06 20:55
trasparenza e chiarezza:
"cruelty free" cosa significa? qual'è l'aspettativa di
un consumatore che legge l'espressione cruelty free? le garanzie che da lo standard sono proporzionate alla traduzione dell'espressione cruelty free?
Questo è chiedere chiarezza e trasparenza e non fare confusione.. perchè negli ultimi miei messaggi ho fatto alcune domande precise sullo standard e non ho ricevuto risposte?