Pulizie ecologiche

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1 nonnapapera, 27/04/06 14:02

Non so se avete fatto caso ai prezzi dei prodotti ecologici per la pulizia della casa. Anche evitando gli eccessi sono dei costi non facilmente sostenibili per una famiglia media. Perciò, ho ritenuto opportuno recuperare i metodi della nonna là dove è possibile: olio di gomito- ingrediente principale-, alcool, acqua e aceto, sapone di marsiglia solido o in scaglie, limone, bicarbonato o sale, a seconda degli utilizzi. Vorrei sapere se sto andando bene o se comunque anche questi prodotti non sono totalmente biodegradabili. Qualcuno di voi si intende di chimica?

2 kardia, 30/04/06 16:26

io vorrei sapere se in tutti i saponi di marsiglia c'è la glicerina e se esiste la glicerina vegetale

3 michelangelo, 30/04/06 21:14

esiste, ma se non è specificato , è animale.

4 michelangelo, 30/04/06 21:15

il sapone di marsiglia almacabio è privo di glic. animale.

5 nonnapapera, 1/05/06 12:22

Grazie per le risposte! Mi è sempre piaciuto il sapone per l'igiene personale e per la pulizia della casa, perchè
odio i prodotti che fanno un chilo di schiuma e necessitano di tantissima acqua (sprecata) per mandarla via. Non sapevo che contenesse glicerina animale, dovrò fare più attenzione agli ingredienti.

6 Pazzerellona, 1/05/06 15:06

Traggo da saicosatispalmi.org
DETERSIVO PIATTI (a mano e in lavastoviglie):
3 limoni, 400 ml di acqua, 200 gr di sale, 100 ml di aceto bianco. Tagliare i limoni in 4-5 pezzi togliendo solo i semi, frullarli con un mixer insieme ad un pò di acqua e al sale, mettere la poltiglia in una pentola, aggiungere tutta l'acqua e l'aceto e far bollire per circa 10 minuti
girando con una frusta perchè non si attacchi. Quando si è addensato e un pò raffreddato mettere in vasetti di vetro e usarne due cucchiai da minestra per la lavastoviglie e a piacere per i piatti a mano.
E' anche un ottimo anticalcare per il lavello e la stufa soprattutto se sono in inox.
Questa ricetta l'ho presa dal vecchio forum di
Promiseland.
La sto sperimentando da qualche mese con successo... unico consiglio: aggiungere un po' di detersivo ecologico per piatti a mano, se i piatti da pulire sono unti (per togliere il grasso, infatti, ci vogliono i tensioattivi).

7 nonnapapera, 2/05/06 13:44

Pazzerellona, interessante questo sito che mi hai consigliato!
Ma sono un po' sconfortata da quello che ho appreso da esso...mi sembra che non si possa avere veramente la certezza che un prodotto sia cruelty-free o ecologico, dato che è come chiedere al pescivendolo di garantire che il proprio pesce è fresco. In ogni caso, si possono sempre usare prodotti semplici e presenti sul mercato da anni che si spera non abbiano bisogno di essere testati sugli animali, come il sapone, l'acqua di rose, il burro di karitè...Oppure rimanere selvagge e incolte come le nostre antenate e come le creature che vogliamo difendere! In fondo, quasi tutti i cosmetici non sono indispensabili! Negli ultimi tempi la questione dell'ecologia mi sta facendo venire l'ulcera, mi sembra di essere capitata in
un manicomio dove i pazzi sono quelli che fanno le regole e le persone equilibrate e lucide sono quelle a cui si annuisce senza ascoltare. Mi rendo conto perfettamente che cambiare per una persona è difficile perchè richiede autocritica, impegno e disponibilità a rimettere in discussione molti aspetti della vita tra cui anche quello sociale. Io a volte ho delle crisi al pensiero di dire ad un carnivoro che sono vegan oppure al pensiero di non agire come gli altri. Mi manca a volte il sostegno dell'approvazione sociale. Ma è solo una recrudescenza che passa quando ripasso le mie motivazioni.
Capisco anche che per un'azienda cambiare è impossibile perchè ci sono di mezzo i soldi (il Dio denaro!) e finchè non converrà o sarà obbligatorio produrre prodotti non inquinanti e davvero cruelty-free non ci penserà neppure a farlo.
Tuttavia, mi si rizzano i peli delle braccia quando sento persone così incapaci di amare da affermare che la vita animale è "proprietà" dell'uomo solo per essere
autorizzati ad andare a cacciare di frodo nei parchi naturali! Ebbene sì, ci sono persone che non hanno a cuore neppure un pochino il pianeta che li ospita, la propria salute o quella dei propri cari, che non hanno voglia di amare perchè è faticoso. Ci sono persone così visceralmente egoiste da annullare dentro di sè qualsiasi interesse per le proprie responsabilità morali nei confronti dei propri simili, persone che non provano nemmeno un po' di pietà
per un animale torturato per la propria bellezza dermatologica o freschezza ascellare. Dovrebbero essere abbattute le persone che non provano almeno un pizzico di empatia nei confronti di un essere vivente, perchè personalmente le ritengo capaci di fare qualsiasi cosa a chiunque.
Sapeste quanto mi è difficile convivere con queste persone sempre girate dalla parte dell'orecchio sordo, non parlo
di quelle ingenue persone che per educazione sono abituate ad aderire pedissequamente alle richieste della società massmediatica e quindi fanno di esse il proprio punto di riferimento. Queste persone sono ragionevoli e comprendono almeno i motivi delle scelte diverse dalla loro. Parlo di quelle persone che per scelta di vita hanno deciso di manipolare qualsiasi informazione che si opponga ai propri interessi. Vi faccio un esempio calzante: conoscevo un ometto sui quarant'anni che asseriva che le donne
avrebbero dovuto essere più promiscue, credendo anche di essere molto sottile, e cercando di persuadere ogni donna ad essere più disponibile. Chiaro come il sole il suo interesse di fondo, no? Mi suscitava schifo e ilarità. Lo stesso vale per il cacciatore che sostiene che la caccia è uno sport, per l'allevatore di polli che sostiene che l'aviaria non esiste, per il medico che sostiene che la medicina ufficiale è l'unica chance, per il veggente che sostiene che la magia esiste. Non si può affermare che non siano interessati e la loro opinione è inutile persino ascoltarla. Ma l'opinione di chi rinuncia
all'approvazione e al benessere e si sacrifica per la verità, questa per me è sacra. Non siete d'accordo?

8 Pazzerellona, 2/05/06 15:09

Nonnapapera, sto raccogliendo informazioni per produrre in casa la maggior parte di cosmetici possibili.

Per ora ho il gel per capelli e la ceretta, sto cercando di informarmi al meglio per shampoo, creme per il viso eccetera.
Appena avrò il parere delle spignattatrici di fiducia, posto tutto anche su veganhome.

Questa è una discussione su un impacco anticellulite al cacao da parte di ragazze che lo stanno provando, per accedere devi registrarti.

http://www.contraccezioneamica.com/forum/viewtopic.php?t=2320&start=0
Qui le mie esperienze col gel di semi di lino

http://veruccia.blogspot.com/2006/04/rettifica-grazie-kham.html
Qui qualche scambio di opinioni sulla ceretta

http://www.saicosatispalmi.org/index.php?option=com_mamboboard&Itemid=41&func=view&id=2491&catid=4
Per il resto... spero di poter dare notizie presto.

9 Andrea, 2/05/06 15:49

nonnapapera ha scritto:
Ma sono un po' sconfortata da quello che ho appreso da esso...

Tranquilla, non c'e' motivo di essere sconfortati ;)

mi sembra che non si possa avere veramente la
certezza che un prodotto sia cruelty-free o ecologico, dato che è come chiedere al pescivendolo di garantire che il proprio pesce è fresco.

No, quello che e' scritto su quel sito e' FALSO (la
scelta da parte mia del termine "falso" al posto di "sbagliato" e' consapevole).

In particolare da mesi vanno affermando che:

1) La presenza di ingredienti prodotti prima di un determinato anno e' autocertificata.

Affermazione FALSA. Circa la meta' delle aziende sono certificate da enti esterni.

2) L'autocertificazione non ha alcun significato perche'
si puo' facilmente mentire

FALSO. Le tante aziende che mentono usano i soliti giri di parole come "non testato su animali", marchi a forma di coniglietto ecc. In quel caso non rischiano niente. Al contrario, mentire con un'adesione formale a uno standard sui propri ingredienti significa rischiare veramente grosso per un'azienda, soprattutto per quelle (e sono la maggior parte) che non sono grandi multinazionali ma piccole realta'.

Queste persone stanno attaccando il lavoro di varie persone (LAV -- associazione che disprezzo fortemente ma che qui ha fatto una buona cosa -- , VIVO, Antonella di Paola ecc.).

Sono il primo a dire che non bisogna fidarsi di chi sta cercando di venderci della merce, ma in questo caso entrambe le parti cercano di venderci una merce.

Infatti il sito
http://www.saicosatispalmi.org/
puo' essere compreso pienamente solo dopo aver osservato che esiste anche
http://www.saicosatispalmi.com/
che ti vende prodotti che NON ADERISCONO AD ALCUNO STANDARD SUL CRUELTY-FREE.

******************************************************** Questi vendono prodotti con ingredienti non crulety-free e per evitare la concorrenza degli altri dicono che il cruelty-free non esiste e che quindi non c'e' differenza tra i loro prodotti e gli altri.

In pratica e' come se un produttore di alimenti non vegan affermasse che l'alimentazione vegan e' una farsa perche' quando compriamo un cibo garantito 100% vegetale il produttore puo' anche mentire sugli ingredienti! **********************************************************

Altre considerazioni che non posso fare a meno di fare sono:

1) le aziende che hanno sottoscritto gli standard non hanno molto da guadagnare dal mercato rappresentanto da noi animalisti (pensiamo allo smercio della COOP ad esempio) mentre i siti in questione sono rivolti a un pubblico molto "alternativo" rispetto alla grande distribuzione.

2) le aziende che hanno sottoscritto lo standard hanno preso la responsabilita' di un'autocertificazione
formale, non scrivono con nick anonimi sui forum, quindi rischiano conseguenze pesanti se mentono.

3) Le persone super-partes, che hanno lavorato agli standard hanno piu' volte e in piu' sedi spiegato
perche' il cruelty-free ha perfettamente senso, ma nessuna di queste repliche e' stata pubblicata sui siti in questione

4) Enrambi i siti in questione sono registrati tramite un "domain proxy". In pratica per ogni siti i dati dell'intestatario sono pubblici, ma alcune aziende offrono un servizio per cuii lo registrano loro. Questo ha senso se stai svelando un complotto internazionale e vuoi proteggerti, non se vendi cosmetici..

andrea

10 barbara3, 2/05/06 16:12

Scusate se intervengo, ma mi è stato segnalato questo thread e ovviamente mi sento chiamata in causa.
Mi dispiace molto, tra l'altro, leggere qui delle
obiezioni senza che mi siano mai state rivolte personalmente. Sono fautrice del dialogo, questo messaggio invece ha un tono accusatorio che francamente non penso proprio di meritare.

Andrea ha scritto:
No, quello che e' scritto su quel sito e' FALSO (la scelta da parte mia del termine "falso" al posto di "sbagliato" e' consapevole).

Quello che è scritto su saicosatispalmi.ORG è frutto di un lavoro di alcune persone, non solo mio, che si sono sbattute a leggere i disciplinari e a chiedere di avere una positive list (di sostanze) scoprendo che non c'è. La lettera che è stata mandata a lav e a coop ha ottenuto risposte a nostro parere evasive. E' tutto documentato,
non ci siamo inventati niente e ognuno poi trarrà le proprie conclusioni a riguardo.
A mio modo di vedere la strada per il cruelty-free è ancora lunga.

In particolare da mesi vanno affermando che:
1) La presenza di ingredienti prodotti prima di un determinato anno e' autocertificata.
Affermazione FALSA. Circa la meta' delle aziende sono certificate da enti esterni.

Certo, ma sono certificate da enti esterni le aziende PRODUTTRICI DI COSMETICI, non quelle PRODUTTRICI DI MATERIE PRIME.
E' un po' diversa la cosa.

2) L'autocertificazione non ha alcun significato perche' si puo' facilmente mentire
FALSO. Le tante aziende che mentono usano i soliti giri di parole come "non testato su animali", marchi a forma di coniglietto ecc. In quel caso non rischiano niente. Al contrario, mentire con un'adesione formale a uno standard sui propri ingredienti significa rischiare veramente grosso per un'azienda, soprattutto per quelle (e sono la maggior parte) che non sono grandi multinazionali ma piccole realta'.

Sì, ma siamo sempre lì: le aziende produttrici di COSMETICI che si certificano, ottengono dai propri fornitori di MATERIE PRIME delle autocertificazioni. Poichè dai produttori di materie prime a controllare non va nessuno, questi possono dire cio' che vogliono, o sbaglio?

Queste persone stanno attaccando il lavoro di varie persone (LAV -- associazione che disprezzo fortemente ma che qui ha fatto una buona cosa -- , VIVO, Antonella di Paola ecc.).

Non è un attacco, porcaccia la miseria! Ma perchè si vuole fare la lotta tra poveri? Non è un attacco, è un tentativo di capire perchè, forse non ci crederete, ma usare un cosmetico non testato piacerebbe moltissimo anche a me!

Infatti il sito
http://www.saicosatispalmi.org/
puo' essere compreso pienamente solo dopo aver osservato che esiste anche
http://www.saicosatispalmi.com/
che ti vende prodotti che NON ADERISCONO AD ALCUNO STANDARD SUL CRUELTY-FREE. ******************************************************** Questi vendono prodotti con ingredienti non crulety-free e per evitare la concorrenza degli altri dicono che il cruelty-free non esiste e che quindi non c'e' differenza tra i loro prodotti e gli altri.

Ecco, questo è il colpo più basso che mi si potesse sferrare. Sono veramente amareggiata da questa cosa. :-( Infatti il .org esiste da un anno (prima ospitato da splinder come blog). Il .com esiste da un mese! Semmai è il .com che può essere compreso leggendo il .org, non certo viceversa.
Sto semplicemente tentando di guadagnarmi onestamente da vivere facendo ciò in cui credo.
I prodotti che vendo sono tutti non testati, secondo i fornitori. Ma io non metterò questa dicitura finchè non ci saranno leggi più precise e trasparenti. Faccio una cosa che va contro ai miei interessi, perchè ci credo! Quanto agli standard cruelty-free: ben 3 su 5 produttori sono nella positive list VIVO, se proprio ci tieni a saperlo. Solo che non lo vado sbandierando perchè non mi sembra giusto.
Se pensi ancora che voglia vendere fumo per guadagnarci, fà pure.

4) Enrambi i siti in questione sono registrati tramite un "domain proxy". In pratica per ogni siti i dati dell'intestatario sono pubblici, ma alcune aziende offrono un servizio per cuii lo registrano loro. Questo ha senso se stai svelando un complotto internazionale e vuoi proteggerti, non se vendi cosmetici..

No, questa è l'uscita più fantastica di tutte. Io non ci posso credere.
Quando ho registrato il .org (che pago di tasca mia tra l'altro e gestisco da un anno in modo totalmente volontario) ero una semplice cittadina che non voleva rendere di dominio pubblico il proprio indirizzo di casa. Non mi sembra una cosa così folle.

11 Andrea, 2/05/06 16:47

E' tutto documentato, non ci siamo inventati niente
e ognuno poi trarrà le proprie conclusioni a riguardo.

Ci sono affermazioni vere, e altre false. Ma in particolare le affermazioni:

1) le ditte della positive list sono tutte autocertificate 2) e' possibile autocertificarsi dichiarando il falso
senza rischiare niente

sono quelle che portano oviamente a concludere che il cruelty-free non esista, ma sono 2 affermazioni FALSE

Queste persone stanno attaccando il lavoro di varie persone > (LAV -- associazione che disprezzo fortemente ma che qui ha > fatto una buona cosa -- , VIVO, Antonella di Paola ecc.).

Non è un attacco, porcaccia la miseria!

No? Titoli come "La bufala del crulety-free" non sono un attacco? ;) Dillo a chi ha dedicano anni a lavorarci che non e' un attacco.

Sto semplicemente tentando di guadagnarmi onestamente da vivere facendo ciò in cui credo.

No, le affermazioni false di cui sopra non sono oneste.

Non so se Antonalla di Paola ha guadagnato dalla vendita del suo libro, in tal caso quello e' guadagnare
onestamente da quello in cui si crede.

Un modo per guadagnare onestamente sarebbe spiegare che il vero cruelty-free non e' solo usare ingredienti non testati, ma ANCHE non inquinanti e auto-produrre il piu' possibile. Distribuire un sottoinsieme delle marche della positive-list, le meno inquinanti, e dare le ricette per auto-produrre il resto. E li' sarei il primo a comprare da te.

Ma dire che il cruelty-free e' una bufala e' falso e scorretto.

E' la stessa differenza che passa tra il dire che OLTRE a mangiare vegan si possono cercare prodotti senza involucri in plastica ecc. (cosa giustissima) e dire che il vero vegan non esiste perche' si puo' mentire sugli
ingredienti senza alcuna conseguenza vendendo poi alimenti che vegan proprio non lo sono.

I prodotti che vendo sono tutti non testati, secondo i fornitori.

Ma non gli ingredienti. La lista VIVO assicura che anche gli ingredienti non lo siano, a meno che un'azienda non
sia tanto stupida da rischiare grosso per un guadagno marginale.

Se pensi ancora che voglia vendere fumo per guadagnarci, fà pure.

Il problema non e' il vendere fumo, il problema e' che se ti fai un giro per i forum, vedrai che gente che comprava seguendo la lista VIVO adesso compra qualsiasi cosa convinta che il "cruelty-free" sia una bufala.

Il problema e' che per 1 persona che legge il tuo sito e ordina da te, ce ne sono 100 che semplicemente al supermercato riprendono a comprare cio' che costa meno o che piace di piu'.

Quando ho registrato il .org (che pago di tasca mia tra l'altro e gestisco da un anno in modo totalmente volontario) ero una semplice cittadina che non voleva rendere di dominio pubblico il proprio indirizzo di casa. Non mi sembra una cosa così folle.

Ti assicuro pero' che molta gente, tra 2 persone, una anonima, che trae profitto e altre che si espongono con nome e cognome senza trarre alcun profitto, si fidino piu' delle seconde. Ti assicuro che molte gente peserebbe diversamente quello che legge sul .org se sapesse che
c'e' anche il .com a vendere prodotti. Mi pare corretto farlo sapere.

andrea

12 Marina, 2/05/06 17:31

barbara3 ha scritto:
Scusate se intervengo, ma mi è stato segnalato questo thread e ovviamente mi sento chiamata in causa.
Mi dispiace molto, tra l'altro, leggere qui delle obiezioni senza che mi siano mai state rivolte personalmente.

Guarda che le stesse obiezioni, in una lettera ben dettagliata, ti sono gia' state rivolte da Antonella de Paola, settimane fa, non sono cose nuove.

Quello che è scritto su saicosatispalmi.ORG è frutto di un lavoro di alcune persone, non solo mio, che si sono sbattute a leggere i disciplinari e a chiedere di avere una positive list (di sostanze) scoprendo che non c'è.

Ma ancora con questa positive-list? Ma che diavolo c'entra la positive list? Le aziende ora vengono certificate in base a uno standard che dice che l'ingrediente deve essere piu' vecchio di tot, e quindi non testato dopo un anno
tot, e questo tot non e' praticamente mai il 1976, e
quindi la positive list non c'entra nulla, e questo e'
gia' stato detto piu' volte.

A mio modo di vedere la strada per il cruelty-free è ancora lunga.

Certo che lo e', ma dicendo che non puo' esistere e che tutto quello che e' stato detto e fatto e' solo una
bufala la rendera' infinita, non lunga.
Perche', come ha detto Andrea, se ci tieni, non dici semplicemente che oltre al cruelty-free e' bene tenere conto anche di altri parametri, e che e' bene comprare
cose che contengano una percentuale maggiore di vegetali, ecc ecc?

Certo, ma sono certificate da enti esterni le aziende PRODUTTRICI DI COSMETICI, non quelle PRODUTTRICI DI MATERIE PRIME.

No.
Si certifica che le materie prime usate da quelle aziende siano in linea con lo standard.
Ovvio che la certificazione la deve avere chi vende al consumatore, non chi produce la materia prima, che il consumatore non sa nemmeno chi sia. Il "bollino di garanzia" deve averlo chi vende al dettaglio.
MA per avere questo bollino sono gli ingredienti che vengono certificati.

Sì, ma siamo sempre lì: le aziende produttrici di COSMETICI che si certificano, ottengono dai propri fornitori di MATERIE PRIME delle autocertificazioni. Poichè dai produttori di materie prime a controllare non va nessuno, questi possono dire cio' che vogliono, o sbaglio?

Ma per questo basta l'anno di produzione, non e' che
serva molto. Non ci sono sostanze chimiche non testate su animali, quindi quello non lo vai di sicuro a certificare! Ci sono solo sostanze chimiche testate prima di un certo anno e se una azienda che vende un cosmetico si impegna a usare solo sostanze "vecchie" con un anno FISSATO (non "piu' vecchie di tot anni") vuol dire che di certo non incrementea l'uso di animali.
Questo e' quello che si certifica, ed e' a oggi il
massimo ottenibile perche' non si puo vendere una sostanza nuova senza testarla su animali.
Questo e' stato detto in tutte le salse, non e' una novita'.

Non è un attacco, porcaccia la miseria! Ma perchè si vuole fare la lotta tra poveri? Non è un attacco, è un tentativo di capire perchè, forse non ci crederete, ma usare un cosmetico non testato piacerebbe moltissimo anche a me!

Ripeto: un cosmetico non testato non esiste, ma questo non significa che non esista uno Standard a cui le ditte possono aderire *che non incrementi la vivisezione*.
Questo e' il significato di cruelty-free, e sul libro di Antonella de Paola o sul sito di VIVO questo e' ben spiegato.

E allora smettiamola di negare che uno Standard esista senza nemmeno aver capito - o far finta di non aver capito - cosa vuol dire...

Sto semplicemente tentando di guadagnarmi onestamente da vivere facendo ciò in cui credo.

E allora fallo senza dire cose false su quello che fanno gli altri, e senza indurre le persone a pensare che allora tanto vale comprare un prodotto o un altro.

Faresti un servizio migliore a tutti quanti, in primis agli animali, se la smettessi tu con questa "guerra".

Ciao,
Marina

13 barbara3, 2/05/06 17:53

Andrea ha scritto:
1) le ditte della positive list sono tutte autocertificate 2) e' possibile autocertificarsi dichiarando il falso senza rischiare niente

sono quelle che portano oviamente a concludere che il cruelty-free non esista, ma sono 2 affermazioni FALSE

Aridaje. Conosci laboratori che producono materie prime (non cosmetici, materie prime!) certificati? se sì mi dici quali sono così imparo qualcosa di nuovo anche io e vado subito ad aggiornare gli articoli?

No? Titoli come "La bufala del crulety-free" non sono un attacco? ;) Dillo a chi ha dedicano anni a lavorarci che non e' un attacco.

Se uno lavora 10 anni a una cosa non è più criticabile? io credo che le cose possano essere perfezionate. E secondo me le leggi e le certificazioni relative alla sperimentazione animale sono sicuramente perfezionabili, che non vuol dire che quanto è stato fatto sinora non sia servito. E'
servito soprattutto a sollevare il problema e a sensibilizzare. Ma ora servirebbe un passo in più.

Sto semplicemente tentando di guadagnarmi onestamente da > vivere facendo ciò in cui credo.

No, le affermazioni false di cui sopra non sono oneste.

Vabè.

Non so se Antonalla di Paola ha guadagnato dalla vendita del suo libro, in tal caso quello e' guadagnare onestamente da quello in cui si crede.

Non conosco Antonella nè Paola, ma sinceramente chi sia tu per giudicare la mia onestà proprio continuo a non afferrarlo.

Un modo per guadagnare onestamente sarebbe spiegare che il vero cruelty-free non e' solo usare ingredienti non testati, ma ANCHE non inquinanti e auto-produrre il piu' possibile. Distribuire un sottoinsieme delle marche della positive-list, le meno inquinanti, e dare le ricette per auto-produrre il resto. E li' sarei il primo a comprare da te.

Ah ecco, non hai guardato bene il mio .org, che straripa di ricette fai da te, straripa di consigli, e ha un forum dedicato apposta agli spignattatori.
Poi come ti dicevo, 3 su 5 dei miei fornitori sono nella positive list VIVO, ma per mia coerenza rispetto a quanto detto, non vado strombazzando in giro questa cosa.

Ma dire che il cruelty-free e' una bufala e' falso e scorretto.

Dammi riferimenti concreti su come si possa verificare che i produttori di materie prime dicano il vero e non testino nulla e io aggiornerò le notizie.

E' la stessa differenza che passa tra il dire che OLTRE a mangiare vegan si possono cercare prodotti senza involucri in plastica ecc. (cosa giustissima) e dire che il vero vegan non esiste perche' si puo' mentire sugli ingredienti senza alcuna conseguenza vendendo poi alimenti che vegan proprio non lo sono.

Allora è per questo che ti arrabbi così? senti messa in discussione la tua identità vegan se qualcuno mette in dubbio che tutti questi prodotti cruelty free forse non lo sono al 100%?
Mica è colpa tua se la legge non è chiara! Vogliamo proporre una campagna per una certificazione dei produttori di materie prime? Io ci sto!

I prodotti che vendo sono tutti non testati, secondo i > fornitori.

Ma non gli ingredienti. La lista VIVO assicura che anche gli ingredienti non lo siano, a meno che un'azienda non sia tanto stupida da rischiare grosso per un guadagno marginale.

Arridaje (2): 3 su 5 sono nella lista VIVO, come ti dicevo. Gli altri due dichiarano di non testare nè commissionare test su nessuna materia prima. E questo è quanto.

Il problema non e' il vendere fumo, il problema e' che se ti fai un giro per i forum, vedrai che gente che comprava seguendo la lista VIVO adesso compra qualsiasi cosa convinta che il "cruelty-free" sia una bufala.

E questo è un problema loro o mio secondo te? Se una cosa non è pura al 100% meglio comprare schifezze? Questa mentalità è da combattere, ma non me ne ritengo certo responsabile. Tra fare 2 su 100 e non fare niente, è sempre meglio fare 2.

Il problema e' che per 1 persona che legge il tuo sito e ordina da te, ce ne sono 100 che semplicemente al supermercato riprendono a comprare cio' che costa meno o che piace di piu'.

Questo è così sempre. Mica tutti leggono e si informano e poi decidono di comportarsi di conseguenza. Ai più basta la pubblicità e un logo carino. E qui il discorso non è comprare o meno sul mio sito. Si può comprare eco-bio in tanti posti. Anche al super, se si è fortunati.

Ti assicuro che molte gente peserebbe
diversamente quello che legge sul .org se sapesse che c'e' anche il .com a vendere prodotti. Mi pare corretto farlo sapere.

Pensavo che un banner, un forum, e un link fossero sufficienti ^__^

Per me il discorso finisce qui, a meno che tu non abbia informazioni interessanti da darmi sui meccanismi concreti di certificazione che coinvolgano i produttori di materie prime.

14 barbara3, 2/05/06 18:02

Mettiamola così: a voi basta che il fornitore di materie prime firmi un'autocertificazione al produttore di cosmetici; a me no.
Btw, l'anno non basta: un ingrediente può venire testato
di nuovo dopo anni se se ne sospetta un nuovo utilizzo.
Mi dispiace solamente che abbiamo obiettivi comuni e non riusciamo a comunicare.

15 nynphea, 2/05/06 18:16

io mi sono letta tutte le normative sugli ingredienti chimici e sui test di sicurezza e tutte le normative sui cosmetici e test di sicurezza, vi informo che una sostanza "ALFA" il cui profilo di sicurezza è già stato verificato in passato con test su animali e che dunque oggi farebbe parte di quelle sostanze ammesse dallo standard, in realtà, se della stessa sostanza se ne volesse sperimentare una nuova proprietà che prima non è mai stata presa in considerazione, questa sostanza deve essere ri-testata...

vi informo che sta per partire il progetto REACH, dove migliaia di sostanze che erano state testate, saranno ri-testate nuovamente..

vi informo che su promiseland e su saicosatispalmi sono stati evidenziati diversi casi di imprese produttrici aderenti allo standard IceaLav che non rispettavano le disposizioni dello stesso standard e la Lav non ha saputo dare spiegazioni immediate sui motivi

vi informo che Barbara dovrebbe essere considerata una imprenditrici che ha come fine l'iscrizione della sua sua attività commerciale nei registri del tribunale fallimentare di Pescara, visto che sul sito saicosatispalmi-org ha un'intera sezione dedicata alle ricette fai-da-te e un forum dedicato allo spignattamento, della serie ti metto a disposizione tutte le informazioni e gli strumenti per imparare a farti cosmetici etici e economici così io aumento i ricavi della mia attività di cosmetici finiti che costano non poco... (ho usato un po di ironia)

vi informo che le dichiarazioni che valgono al fine dell'adesione allo standard le fanno le aziende
produttrici di cosmetici, ma sulla base di cosa dichiarano i fornitori di materie prime..
chi va a controllare i fornitori??? nessuno visto che nel regolamento dello standard gli ispettori di terza parte indipendente (icea) hanno solo il compito di controllare le imprese produttrici...
avete già detto che a voi basta l'anno, io vi ho già risposto che l'anno non basta e le sostanze possono essere ri-testate

adesso vi chiedo io una cosa dire che tutti gli ingredienti di un cosmetico non sono mai stati testi da nessuno in nessun luogo e garantire che non lo saranno nei prossimi anni (ps considerate anche il REACH) non è una dichiarazione ingannevole?
Perchè se come voi dite gli standard funzionano così bene su poche imprese aderenti allo standard Icea ci sono diversi casi che non rispettano le norme da loro sottoscritte?

Grazie Ale

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!