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1 nonnapapera, 27/04/06 14:02
2 kardia, 30/04/06 16:26
3 michelangelo, 30/04/06 21:14
4 michelangelo, 30/04/06 21:15
5 nonnapapera, 1/05/06 12:22
6 Pazzerellona, 1/05/06 15:06
7 nonnapapera, 2/05/06 13:44
8 Pazzerellona, 2/05/06 15:09
9 Andrea, 2/05/06 15:49
nonnapapera ha scritto:
Ma sono un po' sconfortata da quello che ho appreso da esso...
mi sembra che non si possa avere veramente la
certezza che un prodotto sia cruelty-free o ecologico, dato che è come chiedere al pescivendolo di garantire che il proprio pesce è fresco.
10 barbara3, 2/05/06 16:12
Andrea ha scritto:
No, quello che e' scritto su quel sito e' FALSO (la scelta da parte mia del termine "falso" al posto di "sbagliato" e' consapevole).
In particolare da mesi vanno affermando che:
1) La presenza di ingredienti prodotti prima di un determinato anno e' autocertificata.
Affermazione FALSA. Circa la meta' delle aziende sono certificate da enti esterni.
2) L'autocertificazione non ha alcun significato perche' si puo' facilmente mentire
FALSO. Le tante aziende che mentono usano i soliti giri di parole come "non testato su animali", marchi a forma di coniglietto ecc. In quel caso non rischiano niente. Al contrario, mentire con un'adesione formale a uno standard sui propri ingredienti significa rischiare veramente grosso per un'azienda, soprattutto per quelle (e sono la maggior parte) che non sono grandi multinazionali ma piccole realta'.
Queste persone stanno attaccando il lavoro di varie persone (LAV -- associazione che disprezzo fortemente ma che qui ha fatto una buona cosa -- , VIVO, Antonella di Paola ecc.).
Infatti il sito
http://www.saicosatispalmi.org/
puo' essere compreso pienamente solo dopo aver osservato che esiste anche
http://www.saicosatispalmi.com/
che ti vende prodotti che NON ADERISCONO AD ALCUNO STANDARD SUL CRUELTY-FREE. ******************************************************** Questi vendono prodotti con ingredienti non crulety-free e per evitare la concorrenza degli altri dicono che il cruelty-free non esiste e che quindi non c'e' differenza tra i loro prodotti e gli altri.
4) Enrambi i siti in questione sono registrati tramite un "domain proxy". In pratica per ogni siti i dati dell'intestatario sono pubblici, ma alcune aziende offrono un servizio per cuii lo registrano loro. Questo ha senso se stai svelando un complotto internazionale e vuoi proteggerti, non se vendi cosmetici..
11 Andrea, 2/05/06 16:47
E' tutto documentato, non ci siamo inventati niente
e ognuno poi trarrà le proprie conclusioni a riguardo.
Queste persone stanno attaccando il lavoro di varie persone > (LAV -- associazione che disprezzo fortemente ma che qui ha > fatto una buona cosa -- , VIVO, Antonella di Paola ecc.).
Non è un attacco, porcaccia la miseria!
Sto semplicemente tentando di guadagnarmi onestamente da vivere facendo ciò in cui credo.
I prodotti che vendo sono tutti non testati, secondo i fornitori.
Se pensi ancora che voglia vendere fumo per guadagnarci, fà pure.
Quando ho registrato il .org (che pago di tasca mia tra l'altro e gestisco da un anno in modo totalmente volontario) ero una semplice cittadina che non voleva rendere di dominio pubblico il proprio indirizzo di casa. Non mi sembra una cosa così folle.
12 Marina, 2/05/06 17:31
barbara3 ha scritto:
Scusate se intervengo, ma mi è stato segnalato questo thread e ovviamente mi sento chiamata in causa.
Mi dispiace molto, tra l'altro, leggere qui delle obiezioni senza che mi siano mai state rivolte personalmente.
Quello che è scritto su saicosatispalmi.ORG è frutto di un lavoro di alcune persone, non solo mio, che si sono sbattute a leggere i disciplinari e a chiedere di avere una positive list (di sostanze) scoprendo che non c'è.
A mio modo di vedere la strada per il cruelty-free è ancora lunga.
Certo, ma sono certificate da enti esterni le aziende PRODUTTRICI DI COSMETICI, non quelle PRODUTTRICI DI MATERIE PRIME.
Sì, ma siamo sempre lì: le aziende produttrici di COSMETICI che si certificano, ottengono dai propri fornitori di MATERIE PRIME delle autocertificazioni. Poichè dai produttori di materie prime a controllare non va nessuno, questi possono dire cio' che vogliono, o sbaglio?
Non è un attacco, porcaccia la miseria! Ma perchè si vuole fare la lotta tra poveri? Non è un attacco, è un tentativo di capire perchè, forse non ci crederete, ma usare un cosmetico non testato piacerebbe moltissimo anche a me!
Sto semplicemente tentando di guadagnarmi onestamente da vivere facendo ciò in cui credo.
13 barbara3, 2/05/06 17:53
Andrea ha scritto:
1) le ditte della positive list sono tutte autocertificate 2) e' possibile autocertificarsi dichiarando il falso senza rischiare niente
sono quelle che portano oviamente a concludere che il cruelty-free non esista, ma sono 2 affermazioni FALSE
No? Titoli come "La bufala del crulety-free" non sono un attacco? ;) Dillo a chi ha dedicano anni a lavorarci che non e' un attacco.
Sto semplicemente tentando di guadagnarmi onestamente da > vivere facendo ciò in cui credo.
No, le affermazioni false di cui sopra non sono oneste.
Non so se Antonalla di Paola ha guadagnato dalla vendita del suo libro, in tal caso quello e' guadagnare onestamente da quello in cui si crede.
Un modo per guadagnare onestamente sarebbe spiegare che il vero cruelty-free non e' solo usare ingredienti non testati, ma ANCHE non inquinanti e auto-produrre il piu' possibile. Distribuire un sottoinsieme delle marche della positive-list, le meno inquinanti, e dare le ricette per auto-produrre il resto. E li' sarei il primo a comprare da te.
Ma dire che il cruelty-free e' una bufala e' falso e scorretto.
E' la stessa differenza che passa tra il dire che OLTRE a mangiare vegan si possono cercare prodotti senza involucri in plastica ecc. (cosa giustissima) e dire che il vero vegan non esiste perche' si puo' mentire sugli ingredienti senza alcuna conseguenza vendendo poi alimenti che vegan proprio non lo sono.
I prodotti che vendo sono tutti non testati, secondo i > fornitori.
Ma non gli ingredienti. La lista VIVO assicura che anche gli ingredienti non lo siano, a meno che un'azienda non sia tanto stupida da rischiare grosso per un guadagno marginale.
Il problema non e' il vendere fumo, il problema e' che se ti fai un giro per i forum, vedrai che gente che comprava seguendo la lista VIVO adesso compra qualsiasi cosa convinta che il "cruelty-free" sia una bufala.
Il problema e' che per 1 persona che legge il tuo sito e ordina da te, ce ne sono 100 che semplicemente al supermercato riprendono a comprare cio' che costa meno o che piace di piu'.
Ti assicuro che molte gente peserebbe
diversamente quello che legge sul .org se sapesse che c'e' anche il .com a vendere prodotti. Mi pare corretto farlo sapere.
14 barbara3, 2/05/06 18:02
15 nynphea, 2/05/06 18:16
Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.
Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!