Fare i conti della spesa; pagina 3
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glicine,
28/03/07 13:42
Scusate se mi intrometto, non voglio criticare nessuno e porto rispetto per tutte le vostre risposte, ma se posso dire la mia, essere vegan fa risparmiare parecchio. Non comprare carne, latte, formaggi, uova e dolci/merendine elaborati (oltretutto grassi) permette di rimanere con più soldi in tasca alla fine del mese. I soldi spesi per comprare un litro di latte di soia da bere quotidianamente o un gelatino di soia ogni tanto sono sicuramente molti di meno rispetto a quelli spesi per acquistare i prodotti per onnivori sopra citati. Tofu e seitan, a mio avviso, si possono comprare ogni tanto, giusto per togliersi uno sfizio. Una delle infinite conseguenze positive di questa scelta etica e doverosa nei confronti di tutti gli esseri senzienti è anche una maggiore cosapevolezza del valore del denaro e del risparmio, che viene da sè, in modo del tutto naturale.
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Andrea,
28/03/07 14:04
Raggio_verde ha scritto:
Secondo me quando si cerca di fare una valutazione economica sull’alimentazione bisogna anche tenere conto di diversi fattori, anche (non direi soprattuto, ma quasi) quelli psicologici.
Allora la conclusione sarebbe: "i vegan spendono in media di piu' per vari motivi" e non "essere vegan e' piu' costoso".
E' completamente diverso dire che una volta diventati
vegan spesso si scoprono altre cose che portano ad altre scelte (bio, equo-solidale ecc.) e quindi fa altre *scelte* e dire che il fatto di essere vegan e' piu' costoso.
E' completamente diverso far credere a una persona che nel momento in cui diventa vegan DEVE spendere di piu' per mongiare o dire che potra' scoprire altri modi di alimentarsi (bio, equo-solidale ecc.), quelli si' piu' costosi.
Per me il passaggio graduale dal
discount al supermercato biologico è stata legata soprattutto al fatto che diventando vegana ho sentito il bisogno di assumere cibi con maggiori nutrienti, proprio per evitare carenze di qualsiasi tipo.
Ma questo e' assolutamente falso. Non e' che con un'alimentazione vegan non bio si assumano meno nutrienti
!
E' vero che è estremamente
soggettivo, ma visto che ci rivolgiamo a tanta gente io cerco di presentare la situazione in un modo che tenga conto anche delle possibili obiezioni di chi non è vegetariano o vegano ed è abituato a mangiare tutto e il contrario di tutto e lo trova per tutte le tasche.
Ma l'effetto, come si e' visto anche su questo forum e'
di contribuire a diffondere il preconcetto secondo cui l'alimetnaizone vegan e' piu' cara e ad allontanare da
tale scelta.
Sostenere tout court che con l’alimetaz. vegan si risparmia lo trovo un po’ azzardato, preferisco presentare la situazione in modo più completo.
Non offenderti ma non e' quello che fai. Il modo piu' completo sarebbe dire, appunto, che diventando vegan molti decidono di comprare anche prodotti biologici, di qualita' superiore ecc. e che questi costano di piu'.
Dai tuoi messaggi invece sembra che diventare vegan sia una cosa per chi ha molti soldi.
E' anche dannoso il preconcetto secondo cui servano alimenti bio per sopperire a fantomatiche carenze di un'alimentazione vegan. Un'alimentazione vegan non bio
e' infinitamente piu' salutare di ogni altro tipo di alimentazione.
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Raggio_verde,
28/03/07 14:31
Andrea ha scritto:
Raggio_verde ha scritto:
Allora la conclusione sarebbe: "i vegan spendono in media di piu' per vari motivi" e non "essere vegan e' piu' costoso".
Sì, io la vedo così.
E' completamente diverso dire che una volta diventati vegan spesso si scoprono altre cose che portano ad altre scelte (bio, equo-solidale ecc.) e quindi fa altre *scelte* e dire che il fatto di essere vegan e' piu' costoso.
E' completamente diverso far credere a una persona che nel momento in cui diventa vegan DEVE spendere di piu' per mongiare o dire che potra' scoprire altri modi di alimentarsi (bio, equo-solidale ecc.), quelli si' piu' costosi.
Diciamo che DEVE spendere di più se vuole mantenere lo standard a cui era abituato, se non di qualità almeno di varietà
Per me il passaggio graduale dal
discount al supermercato biologico è stata legata > soprattutto al fatto che diventando vegana ho sentito il > bisogno di assumere cibi con maggiori nutrienti, proprio > per evitare carenze di qualsiasi tipo.
Ma questo e' assolutamente falso. Non e' che con un'alimentazione vegan non bio si assumano meno nutrienti
Leggo da più parti che frutta e verdura bio sono più nutrienti e comprare latte di soia bio mi dà più garanzie per la questione ogm
Non offenderti ma non e' quello che fai. Il modo piu' completo sarebbe dire, appunto, che diventando vegan molti decidono di comprare anche prodotti biologici, di qualita' superiore ecc. e che questi costano di piu'.
Dai tuoi messaggi invece sembra che diventare vegan sia una cosa per chi ha molti soldi.
Ma no, ho semplicemente detto che possono nascere delle esigenze psicologiche che spingono verso il biologico o comunque verso un'alimentazione un po' più controllata.
Del resto se si passa, anche gradualmente, da un'alimentazione onnivora che contempla una vasta varietà di cibi, comprese le gustose schifezze confezionate, sia al supermercato sia fuori, non è poi così scontato e pacifico che uno poi si compri di buon grado il seitan o le polpettine di soia solo una volta a settimana. Quando prima mangiava affettati-carne in mille modi, formaggi di tutti i tipi. Quando andava al supermercato prendeva ciò che più gli piaceva. E fuori pure. Io insisto un po' su questo punto perché se concordo con te sul fatto che si sta in ottima salute anche mangiando cereali, legumi, frutta e verdura non bio (magari anche in scatola e senza andare sul farro e il kamut) il fattore psicologico del gratificarsi con una piatto pronto, magari dopo che al lavoro hanno fatto un rinfresco dove si sono prese solo patatine fritte (tutta salute!) e la tranquillità che si ha nell'assumere prodotti un po' più salutari dovrebbe essere preso in considerazione.
Tutto qui.
ciao
vale
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Andrea,
28/03/07 14:45
Raggio_verde ha scritto:
Diciamo che DEVE spendere di più se vuole mantenere lo standard a cui era abituato, se non di qualità almeno di varietà
Quello che si sostiene in questo thread, e che verra' confermato dai dati che alcuni volontari stanno raccogliendo, e' che non sia cosi'. Non e' il piatto
pronto o l'affettato vegetale a dare piu' varieta'.
E come osserva giustamente glicine, visto il minor costo degli altri alimenti, si possono anche comprare questi che sono piu' costosi e globalmente si spende di meno.
Leggo da più parti che frutta e verdura bio sono più nutrienti e comprare latte di soia bio mi dà più garanzie per la questione ogm
Certo, ma tu dici che questo serve * perche' * sei vegan, invece sono cose completamente indipendenti. Anzi, proprio vista la superirita' della scelta vegan c'e' meno
bisogno di mangiare bio.
Ma no, ho semplicemente detto che possono nascere delle esigenze psicologiche che spingono verso il biologico o comunque verso un'alimentazione un po' più controllata.
Non era affatti chiaro dai tuoi messaggi. Mi chiedo anche se e' una cosa tanto importante da ribadirla in continuazione (non da parte tua, in generale). Anche perche' per la maggior parte della gente e' cosi'.
Ci sono 1000 cose da dire sulla scelta vegan, questo tirare fuori casi assolutamente particolari che si aggiungono a preconcetti molto diffusi mi lascia perplesso..
Del resto se si passa, anche gradualmente, da un'alimentazione onnivora che contempla una vasta varietà di cibi, comprese le gustose schifezze confezionate, sia al supermercato sia fuori, non è poi così scontato e pacifico che uno poi si compri di buon grado il seitan o le polpettine di soia solo una volta a settimana.
Ci sono preparati per fare polpette e simili che costano praticamente niente. In pochi minuti hai le tue polpette, gli hamburger ecc. Se le so preparare io..
Non confondere il seitan con i piatti pronti a base di seitan.
Poi il seitan si puo' anche fare in casa.
il fattore psicologico del gratificarsi
con una piatto pronto, magari dopo che al lavoro hanno fatto un rinfresco dove si sono prese solo patatine fritte
Ma non influisce sul budget mensile, sono casi particolari. Anche mangiare una pizza costa, ma qui si parla di una media.
Il vegan medio spende meno dell'onnivoro medio a parita'
di qualita' degli alimenti e di varieta'. Spendono di
piu' quei vegan che vogliono anche mangaire bio o usare
una gran percentuale di piatti pronti (il seitan che costa tanto e che basta scaldare 5 minuti e' un piatto pronto).
Io mangio molto piu' sano di prima, molto piu' vario di prima, cucino nello stesso tempo (e sono una frana in cucina) e spendo meno.
Certo, non mangio tutte cose bio.
35
Raggio_verde,
28/03/07 15:01
Ok. la mia esperienza mi porta a considerazioni diverse ma sono ben lieta di partecipare a questa raccolta dati per avere dei suggerimenti utili.
cari saluti
Vale
36
Lucik,
28/03/07 15:30
Molto tempo per mangiar bene, esser etici, e aver salute?
E perché mai.
Basta farlo. Ora e subito. Non ho idea di cosa ci sia di complicato.
Equilibrio psicologico? Quando sento questa parola per certe cose, mi vien una sana e forte voglia di sobrietà. Varietà?
Certo, voglio vedere chi mangia più vario. Uno che mangia come primo solo pasta/riso o uno che mangia pasta/riso/polenta/orzo/farro/miglio/couscous/amaranto/grano saraceno/quinoa/ecc... (e i cereali non costano).
Uno che ha dimenticato il secondo piatto più importante per la nutrizione umana, o quelli che ritrovano la varietà dei legumi in tutte le sue forme...al naturale, felafel, farinata ecc. (e i legumi costano poco). Uno che si mangia qualche caldarrosta d'inverno e qualche noce d'estate o
uno che si fa i testaroli (pasta con farina di castagna), e si mangia la varietà ampia della frutta oleosa?
Golosità?
Il malto di grano non costa più del miele.
Il gianduia della coop e la crema di cacao costano come tutte le altre cioccolate.
Il gelato dal gelataio non costa di più.
E tanto altro. Insomma...
Ciao, Luciano.
E poi diciamo anche una cosa per i discount. Pagare il cibo sotto una certa soglia, non è una gran cosa (poi c'è chi
ne è obbligato).
37
Lucik,
28/03/07 15:32
Quando sento questa parola per
certe cose, mi vien una sana e forte voglia di sobrietà.
Il riferimento è al concetto.
38
Raggio_verde,
28/03/07 15:48
Lucik ha scritto:
Quando sento questa parola per
certe cose, mi vien una sana e forte voglia di sobrietà. Il riferimento è al concetto.
Intendi *leggerezza* nel senso di levità, tranquillità? nel senso che parlare di *equilibrio psicologico* per definire il rapporto tra il desiderio di mantener fede ai propri principi e quello di fare gruppo e sapere di poter disporre di più cose ti pare eccessivo? Oppure ti riferisci alla sobrietà come stile di vita, di fronte all'atteggiamento
di molti (me compresa) che provano disagio nel non poter disporre di molte cose (sempre restando nel tema alimentazione).
Io non trovo tutto così semplice, e in questa, come in altre cose sto cercando proprio un equilibrio psicologico. In un nuovo stile di vita. Belle comunque le tue considerazioni, spero di riuscire pian piano a vederle con questa *leggerezza* (in senso positivo, spero di non essere fraintesa)
ciao
vale
39
Lucik,
28/03/07 16:09
No, no... non nel senso di sobrietà alimentare. Anche perchè uno può fare piatti molto ricercati senza spendere chissà cosa in più.
Mi riferivo al fatto che sento forti stonature quando si parla di complessità per cose che sono molto semplici.
Ecco, la parola leggerezza nel senso positivo che hai detto tu, è una bel concetto.
Riguarda poi quei casi in cui uno continua a causare morte di innocenti parlando di tempi e temporeggiamenti prolungati in relazione all"quilibrio psicologico" per chissà quale cambiamento.
Poi per chi invece vuole smettere di partecipare a queste ingiustizie... trovare la propria consapevolezza, la propria abitudine (positiva), l'equilibrio delle cose, e
la tranquilla serenita dovrebbe essere una cosa naturale e scontata. E nel trovarla ognuno è libero nei suoi
percorsi.
Ciao, Luciano.
40
Raggio_verde,
28/03/07 16:54
Avevo capito bene. Condivido pienamente, e spesso provo anch’io un forte disagio di fronte a ciò che molti ritengono ineluttabile, dalle guerre alla tecnologia all’alimentazione carnea. Come se ormai non si potesse fare più niente, il *progresso* ci ha portati qui e qui dobbiamo restare. Come ho già scritto, per me questa semplicità è ad uno stadio appena avanzato di consapevolezza (in questo ritengo che il veganesimo sia solo un punto di partenza per una coscienza più ampia) nel senso che mi sto muovendo da pochi anni verso un concetto di semplicità che deve però tenere conto della mia personale esperienza. Per me è una scoperta, o meglio una riscoperta perché le cose che sto cercando di recuperare ora, ancora un po’ a fatica per la verità, in realtà già le avevo conosciute (ricordo ancora che mia madre mi rincorreva con la spremuta d’arancia e io volevo il succo di frutta industriale, e così per mille altre cose). Ma passare da un certo tipo di vita mooolto comoda, da una realtà in cui hai tante cose a disposizione, quella dell’usa e getta, butta che tanto con pochi euro te ne ricompri un’altra più bella a una in cui ti cominci a porre certe questioni, cominci a vedere le connessioni tra le cose e di conseguenze inizi a diversificare le tue azioni non è (o meglio, può non essere) del tutto semplice e indolore. Certo, c’è chi riesce di punto in bianco a dismettere i vecchi abiti e vivere serenamente con dei nuovi, e chi ci mette di più. Chi passa con disinvoltura dalla colazione cappuccino e briosche al bar e chi un po’ ci soffre ancora a pensare che per un (bel) po’ la colazione al bar non la farà più. E questo per me vale per l’alimentazione come per tante altre cose. Il concetto di sobrietà, di riutilizzo, dell’evitare di produrre rifiuti, insomma tutta quella mentalità del vivere etico e rispettoso per tutti non sono per tutti così immediati. Ma questo non vuol dire che tutti non possano pian piano incamminarsi per questa via. E’ necessaria una profonda ristrutturazione del pensiero, anche per trovare semplice e naturale l’alimentazione vegana perché occorre staccarsi mentalmente dal vecchio modello in cui si aveva a disposizione tutto. O meglio, cambiare l’idea di tutto,ed è quello che tu hai sottolineato. Tutto non vuol più dire: entro in pasticceria e prendo quello che voglio, neppure vado alla festa di questo o quello e partecipo come gli altri. Tutto significa: tutti i legumi, tutto ciò che la natura (anche con l’aiuto dell’industria) ci offre. Tutto ciò che ha un valore etico. Finché non si riesce a ristrutturare quel concetto si troveranno delle difficoltà. Il supermercato naturale con i piatti pronti, i biscottini gustosi e altre menate è un passaggio intermedio, non è detto che costituisca l’unica realtà del vegano ma neppure che debba essere ignorato come possibile (e secondo me probabile) fase di passaggio.
Spero di essermi spiegata.
Ciao a tutti, vado a casa.
Vale
41
Tami,
29/03/07 08:37
Aldilà del fatto che la spesa vegan sia più o meno costosa di quella vegetariana o di quella onnivora/carnivora, io credo che nel momento in cui scatta quel click dentro di noi - quello che ci rende consapevoli della sofferenza, l'empatia verso l'altro, insomma quello che ci spinge a diventare veg - la componente economica non è fondamentale. Insomma se siamo convinti facciamo il passo senza tante paturnie e se il nostro portafoglio non ci permette di concederci il "lusso" di tofu, seitan, miso, tahin, ecc. siamo comunque ben disposti a fare qualche sacrificio, a rinunciare a qualche peccato di gola o a qualcosa di superfluo. Se siamo veramente convinti.
Comunque, ribadisco, per me si spende meno.
Ciao
Tamara
42
Kalpoternit,
29/03/07 09:16
Tami ha scritto:
Aldilà del fatto che la spesa vegan sia più o meno costosa di quella vegetariana o di quella onnivora/carnivora, io credo che nel momento in cui scatta quel click dentro di noi - quello che ci rende consapevoli della sofferenza, l'empatia verso l'altro, insomma quello che ci spinge a diventare veg - la componente economica non è fondamentale. Insomma se siamo convinti facciamo il passo senza tante paturnie e se il nostro portafoglio non ci permette di concederci il "lusso" di tofu, seitan, miso, tahin, ecc. siamo comunque ben disposti a fare qualche sacrificio, a rinunciare a qualche peccato di gola o a qualcosa di superfluo. Se siamo veramente convinti.
Mitica Tamara!Questa è la più bella risposta che esista,ed è la prima risposta che dobbiamo dare a noi stessi.
Comunque, ribadisco, per me si spende meno.
Verissimo,e si mangia pure meglio.
43
Raggio_verde,
29/03/07 11:21
Sì, certo, le mie considerazioni in ogni caso prescindevano dalla questione etica (che do per scontata). Quando vado da Naturasì non penso: però che cavolo quanto mi costa cercare di non far soffrire gli animali. Anzi, penso che anche SE mi costa più sacrificio di prima e anche SE il mio portafogli ne risente sono contenta di farlo, perché qualche euro in più in tasca non valgono tanta sofferenza. Che poi se con il TEMPO e l'ESPERIENZA e continuando a seguire queste discussioni anche il portafogli ne risentirà positivamente ben venga.
p.s. Tami, mi sono stampata la tua ricetta di torta alla zucca, stasera provo a farla! Slurp
ciao
Vale
44
Andrea,
29/03/07 12:24
Raggio_verde ha scritto:
Anzi, penso che anche SE
mi costa più sacrificio di prima e anche SE il mio portafogli ne risente sono contenta di farlo, perché qualche euro in più in tasca non valgono tanta sofferenza.
Ci risiamo.. la scelta non e' tra qualche euro in piu' in tasca e la sofferenza, ma tra qualche euro in piu' in
tasca e comprare tutto bio, molti piati pronti ecc. ecc.
Si possono avere ancora piu' euro in tasca mangiando vegan "normale".
45
Andrea,
29/03/07 12:35
Raggio_verde ha scritto:
Avevo capito bene. Condivido pienamente, e spesso provo anch’io un forte disagio di fronte a ciò che molti ritengono ineluttabile, dalle guerre alla tecnologia all’alimentazione carnea.
[ ... ]
Come ho già scritto, per me questa semplicità è ad
uno stadio appena avanzato di consapevolezza (in questo ritengo che il veganesimo sia solo un punto di partenza
[ ... ]
Ovviamente nessuno mette in dubbio queste cose. Pero' sono soggettive.
Ci sono delle cose (ben poche per fortuna) comuni a tutti i vegan, il resto sono tutte cose soggettive.
Un tipico esempio sono i rapporti con gli altri: c'e' chi continua ad avere gli stessi amici senza alcun problema, chi si sente a disagio perche' non si sente "accettato"
per il suo essere vegan, chi al contrario non accetta che altri mangino carne a tavola perche' gli da' fastidio vedere il cadavere di un animale..
Ma sono cose soggettive.
Esattamente lo stesso vale per il discorso del biologico. La maggior parte dei vegan che conosco, se non comprava bio prima non compra bio adesso. Se non comprava piatti pronti prima non li compra adesso.
Allora quello che si sta dicendo e' di stare attenti a non dare l'impressione errata che quelle che sono epserienze personali siano conseguenza dell'essere vegan.
Altrimenti diamo l'idea che essere vegan significhi:
- spendere molto di piu' per l'alimentazione
- non essere accettati dagli altri
- non accettare gli altri
- ecc. ecc.
Il che non e' affatto vero.
Piuttosto vedrei positivamente l'apertura di singoli
thread del tipo: "ho dei problemi a relazionarmi con i
miei colleghi, mi date qualche consiglio?", oppure: "da quando sono vegan spendo piu' di prima per
l'alimentazione, e' cosi' anche per voi?".
Invece in discorsi del tutto generali sul veganismo vengono inserite esperienze personali che a un lettore esterno sembrano invece diretta conseguenza dell'essere vegan creando una serie di luoghi comuni che poi sono difficili da sfatare.