scenari apocalittici (ma neanche troppo); pagina 19

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271 eweg, 15/11/11 12:47

Io non ho scritto che chi ha studiato materie umanistiche sia inutile, tantomeno chi studia lingue. Ho scritto che chi fa lavori umili deve essere pagato e trattato decentemente. Ho scritto che è assurdo sperare che tutti vadano all'università per schivare i lavori umili che comunque qualcuno dovrà svolgere per forza. Ho scritto che è assurdo raccontare che andando tutti a scuola e all'università e impegnandosi per prendere bei voti si arrivi tutti a posizioni "importanti", perchè non ci sono posti di quel genere per tutti.

272 Lifting_Shadows, 15/11/11 13:22

eweg ha scritto:
Io non ho scritto che chi ha studiato materie umanistiche sia inutile, tantomeno chi studia lingue.

Beh...

eweg ha scritto:
Cosa succederebbe se un giorno tutti i netturbini, i fognisti, i lavapiatti, i muratori, le cassiere eccetera sparissero? Che bello, tutti con un lavoro "decente"!

E se invece sparissero linguisti, storici, cantanti, attori, critici e simili?

Ma comunque non mi riferivo a te in particolare, ma a ciò che mi era sembrato di cogliere su questo e l'altro thread aperto da zelia sull'idea di "utilità".

Ho scritto che chi
fa lavori umili deve essere pagato e trattato decentemente. Ho scritto che è assurdo sperare che tutti vadano all'università per schivare i lavori umili che comunque qualcuno dovrà svolgere per forza.

Ma guarda che chi prende quella strada non lo fa perchè non vuole fare il netturbino, ci sono mille altri mestieri che puoi iniziare a fare subito senza sciropparti anni di studio. E anche l'idea che un lavoro qualificato sia sempre ben pagato non è proprio corretta, io potrei studiare per fare l'insegnate e non avrei uno stipendio alto.

Ho scritto che è assurdo
raccontare che andando tutti a scuola e all'università e impegnandosi per prendere bei voti si arrivi tutti a posizioni "importanti", perchè non ci sono posti di quel genere per tutti.

Uno si deve impegnare a prescindere, se vuole realizzarsi, e non si può negare che per arrivare a certi livelli devi farti il mazzo quadro, con o senza l'università.
Ma devo fare l'università anche solo per poter insegnare all'asilo, questa per alcuni non è una posizione importante, ma se a me piace quel lavoro non ho alternative, non posso accedere ai concorsi.

273 Guest, 15/11/11 13:38

eweg ha scritto:
Ho scritto che è assurdo
raccontare che andando tutti a scuola e all'università e impegnandosi per prendere bei voti si arrivi tutti a posizioni "importanti", perchè non ci sono posti di quel genere per tutti.

Nessuno ha detto questo....abbiamo detto che chi vuole prendere la laurea cerca, aspira ad ampliare il ventaglio di opportunità..poi se uno non ce la fa a fare quello che vuole fare non c'è nessun problema, si alzano le maniche e si fa quello che si deve fare, anche se richiede una specializzazione minore, per mandare avanti la baracca!..pensa che ci sono lavori per cui è richiesta la patente...anche se magari non userai mai la macchina per lo svolgimento di quel lavoro;...io non ho la patente...ma se volessi ampliare le mie possibilità lavorative devo prenderla... se uno fa ingegneria non è detto che debba fare l'ingegnere...però a differenza della patente si spera che la laurea non sia solo il risultato finale di un esamificio, ma sia la fine di un percorso di crescita personale (non parlo di etica eh!)...anche se so che non è proprio così, dovrebbe esserlo....!

274 eweg, 15/11/11 13:40

Lifting_Shadows ha scritto:
Ma comunque non mi riferivo a te in particolare, ma a ciò che mi era sembrato di cogliere su questo e l'altro thread aperto da zelia sull'idea di "utilità".

C'è che si guadagna da vivere facendo lavori praticamente indispensabili, che vanno dal muratore all'architetto; e chi invece vende qualcosa che non è indispensabile, ma che comunque gli altri sono disposti a comprare, come un musicista che vende la sua musica, uno studioso che vende un suo libro con una sua sconvolgente teoria, un cameriere che lavora per un ristorante, una donna delle pulizie che lavora in un albergo, una guida turistica.

L'Italia si regge soprattutto sui secondi, ma resta il fatto che se resto senza un libro che volevo leggere ci rimango male ma pazienza, se nessuno porta più via la spazzatura o aggiusta le fogne comincia ad andare male.

Ho scritto che chi
fa lavori umili deve essere pagato e trattato decentemente. > Ho scritto che è assurdo sperare che tutti vadano > all'università per schivare i lavori umili che comunque > qualcuno dovrà svolgere per forza.

Ma guarda che chi prende quella strada non lo fa perchè non vuole fare il netturbino, ci sono mille altri mestieri che puoi iniziare a fare subito senza sciropparti anni di studio. E anche l'idea che un lavoro qualificato sia sempre ben pagato non è proprio corretta, io potrei studiare per fare l'insegnate e non avrei uno stipendio alto.

Io ho sempre sentito dire che i giovani devono studiare per poter evitare certi lavori. Potrei andare avanti con la frase ma "sconfinerei".

Ho scritto che è assurdo
raccontare che andando tutti a scuola e all'università e > impegnandosi per prendere bei voti si arrivi tutti a > posizioni "importanti", perchè non ci sono posti di quel > genere per tutti.

Uno si deve impegnare a prescindere, se vuole realizzarsi, e non si può negare che per arrivare a certi livelli devi farti il mazzo quadro, con o senza l'università.

Ma se TUTTI si fanno questo mazzo quadro cosa succede? Nessuno fa più il lavapiatti o il muratore o l'operaio metalmeccanico o quello che lavora ai marmi?

275 Guest, 15/11/11 13:51

eweg ha scritto:
Ho scritto che chi
fa lavori umili deve essere pagato e trattato decentemente.

Pienamente d'accordo!...ho risposta mi pare ad Andrea su questo punto..

Ho scritto che è assurdo sperare che tutti vadano all'università per schivare i lavori umili che comunque qualcuno dovrà svolgere per forza.

Fare l'università non significa schivare e schifare lavori meno specializzati che, anzi, molti fanno proprio per mantenersi agli studi, sicuramente con la speranza di arrivare a fare ciò che piace, che inoltre non è sempre ultra retribuito...vedi i piloti in America, gli insegnanti in Italia, ecc... ; la bassa retribuzione di un lavoro che non richiede alti gradi di specializzazione non è dovuta al lavoro stesso o la suo "grado" di utilità come dici tu.., ma al furto che il datore di lavoro perpetra alle spalle dei dipendenti per avere due ville, 3 macchine e per pagare il 20 per cento di iva a cui le imprese sono sottoposte sul ricavato finale.... se vedi the capitalism a love story di Moore ci sono esempi di aziende in cui non ci sono datori e dipendenti ma sono tutti coproprietari che scelgono con la maggiornaza il da farsi di volta in volta mantenendo le entrare in modo tale da vivere semplicemente dignitosamente e bene... il fine è un buon prodotto e una distribuzione equo di ricavato tra tutti e non l'accumulazione di capitale fine a sè stesso in mano ad una sola persona!...

276 eweg, 15/11/11 13:52

Guest ha scritto:
eweg ha scritto:
Ho scritto che è assurdo
raccontare che andando tutti a scuola e all'università e > impegnandosi per prendere bei voti si arrivi tutti a > posizioni "importanti", perchè non ci sono posti di quel > genere per tutti.

Nessuno ha detto questo....abbiamo detto che chi vuole prendere la laurea cerca, aspira ad ampliare il ventaglio di opportunità..

Aspettate un momento, perchè non ci capisco più niente, il discorso che ho fatto io, rispondendo ad Andrea, era
questo:

eweg ha scritto:
Questo è il motivo per cui la storia della scuola che ti fa ottenere un lavoro migliore è una truffa (i lavori “desiderabili” non bastano per tutti!) e per cui bisognerebbe che a tutti i lavori sia riconosciuta la stessa dignità e la stessa possibilità di "produrre" un tenore di vita accettabile

Non ho capito da dove vengono le vostre critiche, a quale parte del mio post state rispondendo.

Sì lo so che la laurea amplia le possibilità, ma alla fine il numero di avvocati o maestre d'asilo assunte dipende da quanti posti per quei mestieri ci sono, non dal numero di laureati.

277 eweg, 15/11/11 13:54

Guest ha scritto:
la bassa retribuzione di un lavoro che
non richiede alti gradi di specializzazione non è dovuta al lavoro stesso o la suo "grado" di utilità come dici tu..,

Cioè, io non capisco dove sembra che io abbia inteso tutte queste cose

278 Guest, 15/11/11 13:57

eweg ha scritto:
Ma se TUTTI si fanno questo mazzo quadro cosa succede? Nessuno fa più il lavapiatti o il muratore o l'operaio metalmeccanico o quello che lavora ai marmi?

E' questo che non riesci a capire... fare l'università o studiare in genere non preclude il fatto di dover fare altri lavori ( in seguito se non addirittura durante lo studio), per i quali lavori inoltre c'è sempre tempo a fare perché non richiede un alto grado di specializzazione e quindi sono facilmente attuabili, facilmente sostituibili...insomma si è subito spendibili in questo tipo di lavori...almeno per il lavapiatti..per il muratore servirà un anno di gavetta per abituarsi e tutta la vita per migliorarsi 8ma questo per tutto)...non puoi dire "eh.. ma se i ragazzi fino ai 25, 30 anni studiano nessuno fa più gli altri lavori....che ragionamento è??!

279 Guest, 15/11/11 14:01

eweg ha scritto:
Guest ha scritto:
la bassa retribuzione di un lavoro che
non richiede alti gradi di specializzazione non è dovuta al > lavoro stesso o la suo "grado" di utilità come dici tu..,

Cioè, io non capisco dove sembra che io abbia inteso tutte queste cose

tu dici che non capisci perché un operai debba guadagnare meno di altri...per fare un esempio terra terra... da quello che ho capito io dici questo...e ti dico che sono d'accordo con te....:
cito:

Eweg ha scritto:

.... Ho scritto che chi
fa lavori umili deve essere pagato e trattato decentemente...

questo dignifica che non trovi giusto il fatto che chi fa lavori per i quali è richiesto un grado minore di specializzazione debba guadagnare meno...concordo!

280 Lifting_Shadows, 15/11/11 14:08

eweg ha scritto:
L'Italia si regge soprattutto sui secondi, ma resta il fatto che se resto senza un libro che volevo leggere ci rimango male ma pazienza, se nessuno porta più via la spazzatura o aggiusta le fogne comincia ad andare male.

E quanto tempo ci vuole a imparare questo mestiere?
I cessi li so già pulire, se c'è necessità e se mi servono i soldi tranquillo che non mi schifo...so pure cucinare e so anche stirare, so raccogliere i pomodori e le olive, so lavare i piatti, in un modo o nell'altro qualcosa da fare la trovo.
Ma da qui a dire "da grande voglio pulire i cessi!" ce ne vuole, o per lo meno non è stato il mio caso.

Ma se TUTTI si fanno questo mazzo quadro cosa succede? Nessuno fa più il lavapiatti o il muratore o l'operaio metalmeccanico o quello che lavora ai marmi?

E cosa succede se tutti fanno questi lavori?
Parli come se tutta l'Italia andasse all'università e si rischiasse di restare senza gente che fa lavori di questo tipo, non mi sembra invece.
Come ho detto almeno quattro volte servono tutti e non è giusto che per indicare l'utilità di un mestiere si debba denigrare un altro tipo di attività. Dopo l'alluvione in Liguria il sindaco ha detto che servono geologi e ingegneri, se tutti fanno i lavapiatti chi va a mettere in sicurezza ponti ed edifici? Quanto tempo ci vuole per diventare geologo e ingegnere? E' più facile riconvertirsi in attività meno qualificate che il contrario (con le dovute eccezioni, ad esempio non posso improvvisarmi sarta e ho bisogno di anni per fare esperienza).
Serviamo tutti, non si può fare a meno di nessuno, ed è impossibile dire "quest'anno laureaimo solo tre ingegneri in tutta Italia" perchè non puoi prevedere che bisogni ci saranno, che vita faranno queste persone, e non si può fare a meno di questa competenza. A questo punto posso dire anche "abbiamo già 50 lavapiatti, tu impara a fare qualcos'altro".

281 Lifting_Shadows, 15/11/11 14:11

eweg ha scritto:
Non ho capito da dove vengono le vostre critiche, a quale parte del mio post state rispondendo.

Avevo già scritto nel primo post che rispondevo ad Andrea cose che mi erano venute in mente nel frattempo e che mi riferivo anche a cose dette, non da te, in genere, abbiamo scritto in tanti, e che mi avevano dato l'impressione che si facesse questo ragionamento per stabilire chi è utile e chi no.

282 Guest, 15/11/11 14:16

eweg ha scritto:
Sì lo so che la laurea amplia le possibilità, ma alla fine il numero di avvocati o maestre d'asilo assunte dipende da quanti posti per quei mestieri ci sono, non dal numero di laureati.

Quindi uno che vuole studiare (a prescindere dal fatto che vuole fare o no quel determinato mestiere) legge, medicina, ingegneria non lo può fare, perché non reisce ad entrare nelle graduatorie di sbarramento dei test, fatti basandosi sul numero di posti di lavoro...a me pare limitante, perché non si studia solo per fare quello...magari uno prende legge per poi insegnare diritto italiano in Cina (figura molto richiesta) e non per fare l'avvocato in italia....magari uno vuole prendere medicina per specializzarsi in omeopatia in India oppure prendere ingegneria per essere in generale versatile nei vari lavori che può trovare....

283 eweg, 15/11/11 14:20

Guest ha scritto:
E' questo che non riesci a capire... fare l'università o studiare in genere non preclude il fatto di dover fare altri lavori

Ma è quello che ho detto io!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Lifting_Shadows ha scritto:
Ma se TUTTI si fanno questo mazzo quadro cosa succede? > Nessuno fa più il lavapiatti o il muratore o l'operaio > metalmeccanico o quello che lavora ai marmi?

E cosa succede se tutti fanno questi lavori?

E chi ha detto che tutti devono fare questi lavori? Chi li fa deve guadagnare il giusto e avere il giusto tempo
libero.

Parli come se tutta l'Italia andasse all'università e si rischiasse di restare senza gente che fa lavori di questo tipo, non mi sembra invece.

Ma ho detto esattamente IL CONTRARIO *** **** , ci vorrebbe un numero di punti esclamativi di 2 elevato ad 1 seguito da un numero esorbitante di zeri

Come ho detto almeno quattro volte servono tutti

Io l'avrò detto un numero di volte pari a 3 elevato alla 1 seguito da mille miliardi di zeri

e non è
giusto che per indicare l'utilità di un mestiere si debba denigrare un altro tipo di attività

Ma io non ho denigrato nulla, ho detto al contrario che i mestieri umili non devono essere denigrati

Dopo l'alluvione in
Liguria il sindaco ha detto che servono geologi e ingegneri, se tutti fanno i lavapiatti chi va a mettere in sicurezza ponti ed edifici?

Secondo me state seguendo SU UN ALTRO FORUM un'altra discussione uguale a questa con uno che si chiama Eweg come me.

284 eweg, 15/11/11 14:22

Lifting_Shadows ha scritto:
Avevo già scritto nel primo post che rispondevo ad Andrea cose che mi erano venute in mente nel frattempo e che mi riferivo anche a cose dette, non da te, in genere, abbiamo scritto in tanti, e che mi avevano dato l'impressione che si facesse questo ragionamento per stabilire chi è utile e chi no.

Pensavo che ti riferissi a me perchè ne avevi discusso con me, mi sarò perso qualche passaggio degli altri post

285 Guest, 15/11/11 14:27

Lifting_Shadows ha scritto:
E cosa succede se tutti fanno questi lavori?
Parli come se tutta l'Italia andasse all'università e si rischiasse di restare senza gente che fa lavori di questo tipo, non mi sembra invece.

Esatto!....male che va...se la società richiedesse più lavapiatti (io aspetterò questo momento...) un avvocato e linguista possono lavare i piatti, viceversa un lavapiatti non può fare l'avvocato o il linguista.... sicuramente le persone possono studiare per conto, ma non stiamo parlando di questo... semplicemente parliamo dell'università come quel luogo comune e fertile per la crescita intellettuale...e del peezzo di carta come quel foglio che dovrebbe attestare l'acquisizione minima necesaria (seppur mai sufficiente come per ogni cosa) di conoscenze per far fronte a un determinato lavoro...

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!