ATTIVISMO NON E' LANCIARE BOMBE MOLOTOV; pagina 4
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Tableboy,
18/09/11 22:15
non ci ho capito nulla mi riassumete in due parole.
Le hanno lanciate o no queste bombe?
e se si hanno fatto bene o male?
risposte secche si o no per favore.
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Andrea,
18/09/11 22:44
Tableboy ha scritto:
Le hanno lanciate o no queste bombe?
Le "bombe molotov" non sono vere e proprie bombe, comunque non si sa, non credo. Quello che è ragionevolmente certo è che sia stato dato fuoco a due camion.
e se si hanno fatto bene o male?
Ovviamente ciascuno avrà la sua posizione in merito. Chi è contrario a priori, chi favorevole, chi magari favorevole in generale al danneggiamento di mezzi usati per uccidere animali ma scettico su questa particolare iniziativa.. ciascuno deve farsi la propria idea.
Io sono un po' dubbioso perché penso che con lo stesso rischio si poteva ottenere un risultato più concreto per gli animali, ma non mi permetterei mai di criticare l'azione di chi comunque ha fatto più di me.
risposte secche si o no per favore.
Eh ma non si può su una vicenda di cui non si sanno i dettagli se non per sentito dire, e che coinvolge temi così delicati.
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Vale_Vegan,
18/09/11 22:44
per me è no, anche perchè non abbiamo in ogni caso bisogno di danneggiare l'immagine degli animalisti facendoci paragonare a dei black blok (lo dico nell'ottica del cittadino medio, e cito questi che nell'immaginario sono "quelli che spaccano tutto, violenti e bla bla bla)
motivo per cui le nostre manifestazioni devono restare, sempre secondo me, pacifiche e senza disordini, tanto gli animali non ci guadagnano se ci facciamo arrestare e/o denunciare...
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Lia78,
18/09/11 23:20
fiore_di_loto ha scritto:
Sarà perchè penso che le battaglie si conducono nella legalità, sarà perchè Gandhi e i principi di "non violenza" sono miei modelli di vita, ma sinceramente non vedo come simili gesti possano sostenere la causa animalista.
Ciao,
io ho letto vari libri sulla figura di Gandhi e penso anch'io che la non violenza sia la strada da perseguire. Tuttavia, non violenza e legalità non sono la stessa cosa, e lo stesso Gandhi sosteneva che quando una legge è contraria ai principi della morale, non va sostenuta e anzi va boicottata in ogni modo. Per contro, tutte le altre leggi andrebbero seguite molto fedelmente, per poter essere al di sopra di ogni sospetto nel momento in cui ci si oppone alle leggi che non si consideravano giuste. Purtroppo la legalità serve a poco quando è legale fare cose orribili.
Detto questo io penso che azioni come queste siano molto rischiose e facilmente strumentalizzabili, ma potrei sbagliarmi. Inoltre c'è posto per tante di quelle iniziative, che ognuno può seguire la strada che ritiene più opportuna.
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Marina,
19/09/11 00:48
Vale_Vegan ha scritto:
per me è no, anche perchè non abbiamo in ogni caso bisogno di danneggiare l'immagine degli animalisti facendoci paragonare a dei black blok (lo dico nell'ottica del cittadino medio, e cito questi che nell'immaginario sono "quelli che spaccano tutto, violenti e bla bla bla)
Vabbè, ma cosa c'entra?
Per questo particolare caso posso essere d'accordo che non sia servito a molto, ma se uno libera degli animali e in più distrigge le gabbie e fa altri danni economici al posto dove gli animali erano tenuti, fa solo che bene, non ha nessuna importanza quello che pensa la gente, l'importante è fare il danno.
Per il "quello che pensa la gente" si fanno iniziative di altro genere.
Sono 2 filoni diversi.
motivo per cui le nostre manifestazioni devono restare, sempre secondo me, pacifiche e senza disordini, tanto gli animali non ci guadagnano se ci facciamo arrestare e/o denunciare...
Ma questo non c'entra nulla, è tutta un'altra cosa...
Ciao,
Marina
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AntonellaSagone,
19/09/11 02:15
concordo con le considerazioni relative al danno di immagine.
comunque, a proposito di nonviolenza, faccio due considerazioni:
- la nonviolenza si intende contro le persone, e non le cose: anche Gesù non picchiò i mercanti, ma distrusse le cose fuori del tempio
MA
- la vera nonviolenza, in senso gandiano, è quella della disobbedienza civile. Questa non significa rispettare le leggi giuste e violare quelle ingiuste / punto. Significa che tu vai a mettere, poniamo in questo caso, una molotov nel lager degli animali, e poi ti costituisci (facendo in modo che lo sappia più gente possibile) e chiedi di essere arrestato e messo in prigione per questo gesto.
Solo così si cambiano le coscienze e le leggi inumane.
poi c'è chi sceglie altre strade e altre strategie, volevo solo fare una puntualizzazione sul concetto di nonviolenza, che non si concilia con quello di anonimato.
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dantalian1976,
19/09/11 02:53
AntonellaSagone ha scritto:
- la vera nonviolenza, in senso gandiano, è quella della disobbedienza civile. Questa non significa rispettare le leggi giuste e violare quelle ingiuste / punto. Significa che tu vai a mettere, poniamo in questo caso, una molotov nel lager degli animali, e poi ti costituisci (facendo in modo che lo sappia più gente possibile) e chiedi di essere arrestato e messo in prigione per questo gesto.
Solo così si cambiano le coscienze e le leggi inumane.
poi c'è chi sceglie altre strade e altre strategie, volevo solo fare una puntualizzazione sul concetto di nonviolenza, che non si concilia con quello di anonimato.
Non concordo minimamente! Se io commetto violazione di proprietà privata per salvare degli animali e distruggo/danneggio tutti gli ostacoli che si frappongono fra me e gli animali da salvare perchè dovrei costituirmi? Se mi costituissi ammetterei di aver fatto qualcosa di sbagliato e mi precluderei la possibilità di salvare altre vite! Agli animali cosa importa se chi li salva decide di rimanere anonimo o di rivelare la propria identità? Poi è certo che se uno viene beccato può rivendicare il gesto come suo e farsi portavoce fisico della liberazione animale dalla propria cella!
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AntonellaSagone,
19/09/11 03:36
devi inserire in un contesto il discorso. Violare una proprietà privata e liberare degli animali ha come finalità la liberazione di questi animali, degnissimo obiettivo, ma non ha finalità politiche. è quanto dicevo quando parlavo del fatto che "c'è chi sceglie altre strade e strategie".
Io volevo invece fare una putnualizzazione appunto sul concetto di nonviolenza, che è uno strumento di lotta politica, che ha il preciso scopo di:
- scuotere le coscienze
- mettere il potere costituito di fronte a se stesso, insomma far vedere a tutti che il re è nudo
per fare questo, devi costituirti, ma non lo fai nel senso di "ho fatto una cosa brutta, ora punitemi", lo fai enunciando pubblicamente i motivi:
rifiuto questa legge e quindi non vi obbedisco, ora mettetemi dentro ma continuerò a rifiutarmi di obbedirvi, è una legge ingiusta e la dovete cambiare, oppure mostrare a tutti il vostro vero volto.
E' questo ad es ciò che hanno fatto gli obiettori di coscienza che si sono rifiutati di fare il servizio militare (e per gli obiettori totali, anche il servizio civile), è grazie alla loro azione di disobbedienza e a tutti i mesi di carcere che si sono fatti per questo che la coscienza collettiva si è svegliata e la leva oggi non è più obbligatoria.
stiamo andando OT, ma forse non troppo.
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morsodorso,
19/09/11 08:44
non me la date a bere...
se qualcuno vi dicesse che il vostro cane, o i vostri conigli, o le vostre galline, (e per "vostro" intendo quegli animali che vivono con voi) e' stato preso e mandato al macello, altro che molotov, altro che ghandi....fareste fuoco e fiamme, vi vorrei sentire allora parlare di non violenza.
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Marina,
19/09/11 09:57
Secondo ma stiamo mescolando troppe cose. Bisogna tener presente che azioni diverse hanno obiettivi diversi, non possiamo giudicare un'azione in base a un obiettivo che essa non ha, non ha senso!
La liberazione degli animali e il danno economico agli sfruttatori NON HA l'obiettivo di portare l'opinione pubblica dalla nostra parte. Puo' averlo come effetto collaterale, perche' nel far questo si fanno anche foto, video, ecc. che testimoniano le condizioni degli animali, ma l'obiettivo primario e' quello di creare un danno economico e salvare alcuni animali, e basta. Inutile giudicare queste azioni con un altro metro.
Inoltre, tenete presente che le leggi cambiano non solo perche' cambiano le coscienze, ma anche perche' una data attivita' diventa non piu' remunerativa e nessuno la compie piu', o la compiono con molta fatica. Allora, se non c'e' piu' nessuno che lotta per mantenere quel dato settore economico, e' molto piu' facile ottenere una legge per abolirlo. Percio', chi fa azioni dirette di disturbo aiuta anche chi fa azioni istituzionali o di altro genere per cambiare le leggi, che questi lo vogliano o no.
Se lo scopo e' solo quello di denunciare le condizioni degli animali, e salvarne alcuni senza fare un danno diretto, allora ci sono i "riscatti aperti", in cui le persone entrano in un allevamento a volto scoperto, portano via alcuni animali (ovviamente pochi e piccoli) e lo pubblicizzano il piu' possibile. Questo si puo' fare in certe situazioni e per certi animali, in altri casi no.
Poi ci sono le investigazioni sotto copertura, che sono simili, perche' si denuncia la situazione ma non si portano via animali (o magari se ne porta via qualcuno alla fine del "lavoro" sotto copertura).
E poi ci sono tutte le attivita' piu' "normali" che conosciamo bene, che non comportano i rischi di quelle sopra citate (al piu' qualche querela ogni tanto...).
Tutte queste attivita' hanno un loro perche', tutte sono rispettabili e utili, e NESSUNA di queste comporta violenza, mai nella storia del movimento animalista e' stata fatta violenza contro le persone.
E' un po' troppo semplicistico dare giudizi su una singola tipologia senza capire a cosa serve, e senza capire che invece quel tipo di azione aiuta, a suo modo, anche quelle piu' normali che ci sentiamo di fare noi.
Inoltre, il parallelo con quanto viene fatto in campo umanitario regge solo fino a un certo punto, perche' gli animali, purtroppo, non hanno la possibilita' di ribellarsi da soli, e quindi dobbiamo agire noi per loro, e quindi tante cose per in campo umanitario possono funzionare in un dato modo, in quello animalista non possono.
Ciao,
Marina
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Andrea,
19/09/11 10:03
AntonellaSagone ha scritto:
concordo con le considerazioni relative al danno di immagine.
Per me azioni del genere non portano danno di immagine visto che (purtroppo) sono fatte da un'esigua minoranza di persone e solo chi è già fortemente anti-animalista potrebbe portare il giudizio su di esse alla categoria in generale. Per evitarlo comunque basterebbe fare informazione in tal senso chiarendone i motivi, mettendo in risalto che vengono danneggiati strumenti di tortura allo scopo di ridurre sofferenza e morte di animali. Far notare che non è stato fatto nemmeno un graffio alle auto di chi vive in zona ad esempio. Purtroppo come dimostrato da riccardov sono per primi alcuni vegan a fare disinformazione e a calunniare chi le commette.
Il vero danno di immagine piuttosto è vedere quanti siti ed eventi "vegan" o "animalisti" in Italia sono gestiti da chi si arricchisce uccidendo animali (e vorrei tanto parlare di un caso specifico e non di un problema generalizzato). Gente che passa con disinvoltura dal proporre le rane come cibo prelibato a tenere una conferenza sulla scelta vegan, che lavora in equipe di vivisettori (per carità senza mai prendere in mano un bisturi) e tiene conferenze sulla vivisezione. Il danno di immagine lo fanno articoli che ogni giorno paventano rischi inesistenti per l'alimentazione vegan e ne nascondono i benefici.
Non ho mai sentito qualcuno dire che non diventa vegan per le azioni dell'ALF, ma solo per motivi molto più futili tipo "la carne mi piace", "ma in TV hanno detto che il latte fa bene".
devi inserire in un contesto il discorso. Violare una proprietà privata e liberare degli animali ha come finalità la liberazione di questi animali, degnissimo obiettivo, ma non ha finalità politiche. è quanto dicevo quando parlavo del fatto che "c'è chi sceglie altre strade e strategie".
A parte che non è detto che tutto debba avere finalità politiche: per me danneggiare un allevamento di animali da pelliccia o liberare un cane maltrattato sono di per sé azioni utilissime. Se per dare una finalità politica uno deve mettersi nelle condizioni di non poter fare altre azioni del genere preferisco che si limiti alla liberazione pratica e che ne faccia il più possibile.
Ma poi non direi neppure che si debba scegliere tra le due cose. Anzi, io trovo molto più credibile chi commette un'azione illegale che ritiene giusta e cerca di non farsi prendere e magari con un comunicato ne spiega le motivazioni e sottolinea il carattere non violento e il fatto che ogni danno sia stato solo ed esclusivamente finalizzato a salvare animali e mai gratuito e fine a sé stesso.
E' questo ad es ciò che hanno fatto gli obiettori di coscienza che si sono rifiutati di fare il servizio militare (e per gli obiettori totali, anche il servizio civile)
Per loro però non si poneva il problema del costituirsi o meno: non potevano certo obiettare anonimamente. E poi andando in carcere non si mettevano nell'impossibilità non poter più aiutare altri.
Piuttosto farei un paragone con l'Underground Railroad: infrangevano le leggi razziali per liberare schiavi di colore, sempre in modo non-violento. E non si costituivano di certo dopo una liberazione anzi, passavano a cercare di liberarne altri. Le prese di posizione pubbliche le facevano gli altri che operavano alla luce del sole.
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luca_z,
19/09/11 11:47
Pro-liberazione, pro-ALF, ammesso che siano stati loro.
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Carlovegan,
19/09/11 13:32
dantalian1976 ha scritto:
Non concordo minimamente! Se io commetto violazione di proprietà privata per salvare degli animali e distruggo/danneggio tutti gli ostacoli che si frappongono fra me e gli animali da salvare perchè dovrei costituirmi? Se mi costituissi ammetterei di aver fatto qualcosa di sbagliato e mi precluderei la possibilità di salvare altre vite! Agli animali cosa importa se chi li salva decide di rimanere anonimo o di rivelare la propria identità? Poi è certo che se uno viene beccato può rivendicare il gesto come suo e farsi portavoce fisico della liberazione animale dalla propria cella!
Sottoscrivo al 100%
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Carlovegan,
19/09/11 13:34
morsodorso ha scritto:
non me la date a bere...
se qualcuno vi dicesse che il vostro cane, o i vostri conigli, o le vostre galline, (e per "vostro" intendo quegli animali che vivono con voi) e' stato preso e mandato al macello, altro che molotov, altro che ghandi....fareste fuoco e fiamme, vi vorrei sentire allora parlare di non violenza.
Sottoscrivo anche questa al 100%
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Andrea,
19/09/11 14:24
Pagherei, per potervi girare i mail di riccardov. Adesso ho messo il suo indirizzo tra lo spam perché perdevo troppo tempo non per leggerli ma per lo sconcerto che ne derivava dopo.