"I passi per il successo"; pagina 3

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31 Marina, 26/09/06 13:13

Io credo che non abbia molta importanza l'autore, tanto
e' anonimo, ma le cose che ci son scritte dentro, sono quelle che van giudicate e ci si puo' trovare d'accordo o meno, o d'accordo su alcune e su altre no.

Ciao,
Marina

32 Sabrina, 26/09/06 15:46

Allora Lucik io devo aver sbagliato tutto nella vita,e in effetti ne ho avuto anche molte volte le prove. Per me l'umiltà è sempre stata una dote importante,segno di consapevolezza e di forza interiore,di chi non ha bisogno di farsi grande per sentirsi grande,mentre al contrario ho sempre diffidato da chi si crede costantemente nel giusto e non ha la capacità di mettersi in discussione,e di ascoltare anche gli altri,magari controbattendo su tutto ma senza aria di superiorità,solo con ragionevolezza.Ma pare che la maggioranza della gente riesca soltanto ad ubbidire..e non capire.Esistono delle cose,come la tortura e l'uccisione di animali,che dovrebbero essere delle
verità assolute già di per se,e che non dovrebbero aver bisogno di essere supportate da una buona capacità di saperle esporre o imporre,per arrivare a comprenderne la profonda ingiustizia..alla fine il male più grande di tutti resta sempre l'egoismo..l'indifferenza,il voler voltare
di proposito lo sguardo dall'altra parte a prescindere dalla verità che porti e del come la porti,pur di non far crollare quelle tre o quattro certezze di cui certe persone si riempiono la vita..perchè per certi individui una cosa ha davvero importanza solo quando li tocca sul vivo...quando così non è,ci penserà qualcun'altro..il compito è suo...la colpa è sua..e se quel qualcun'altro
non c'è,allora è di Dio che ha creato un mondo così infame

33 Sabrina, 26/09/06 15:51

Kalpoternit ha scritto:
Ok,se ho ben capito stai parlando di ritorsione sugli animali...."lasciando da parte" chi mangia carne,caccia e vivisezione,conta numeri di persone non altissimi,per me c'è poca informazione su ste cose,moltissima gente è ignara di cosa si nasconde dietro la "ricerca scientifica",o a dei semplici cosmetici....per i cacciatori,credo che non godano di tanta stima,se non che tra di loro.

la cosa più triste è che ci sono anche persone che dopo essere stata informate e non solo,dopo aver visto con i loro occhi,continuano ancora a dire che ci sono cose ancora più gravi di quelle per cui non è il caso di starci a pensare troppo e "sarebbe" molto meglio occuparsi di cose più importanti come il maltrattamento dei bambini,le varie guerre che ci sono ecc...Dopo che senti queste parole una due..dieci..venti volte..è difficile non pensare che il genere umano sia irrecuperabile..nella stragrande maggioranza dei casi

34 Sabrina, 26/09/06 15:59

shivers ha scritto:
Nel mondo si mangia carne perché gli animali sono DIVERSI e perché sono INERMI. La loro difformità favorisce l'anestetizzazione della morale e, unito a ciò, la loro incapacità di difendersi ne consente la privazione dei diritti fondamentali: essendo alla mercé dell'uomo, E' FACILE massacrarli.

è proprio così..gli animali non hanno voce..non possono esprimere ciò che provano,e per certa gente è più facile considerarli come "cose". Quello che però mi apre uno squarcio nel cuore è che,come ho appena scritto,alcune persone continuano a considerarle tali anche dopo aver visto immagini che io non scorderò finchè avrò
vita...com'è possibile rimanere indifferenti anche dopo tutto ciò,com'è possibile non vedere quanto soffrono
,com'è possibile non immedesimarsi in quel dolore e sentirsi morire per loro,e com'è possibile di conseguenza non riuscire a fare lo sforzo,se non di smettere di mangiare carne,di rinunciare a pellicce e accessori vari...per la carne c'è la cultura alimentare radicata che ci sia necessaria a vivere...ma una stupida pelliccia..un giubbottino di pelle...?

35 Sabrina, 26/09/06 16:01

scusatemi ma ieri sera mi è stato segnalato un altro sito dove ho visto solo una piccolissima parte di un video che non riesco a togliermi dalla mente...non ho nemmeno il coraggio di proporvelo..

36 Kalpoternit, 26/09/06 18:49

La verità è che è un gran casino....grande casino.....immenso casino.....fottuto casino.....boia dun mond lèder!!!Sorry :-(

37 Lucik, 27/09/06 00:52

Son daccordo sul fatto che ognuno o ha quella famosa sensibilità, o non la ha. E prescinde dal modo in cui glielo si dice. Se doveva capire, capirà perchè era fatto per sentirlo. Però la comunicazione incide sia sul rispetto (molti dicono che sarebbero ben contenti se si riuscissero almeno ad evitare le stupide prese in giro che si vedono fare) che sui tempi di un eventuale cambiamento. E sono, sopratutto quest'ultima riferito alle vite innocenti, cose importanti.

38 shivers, 27/09/06 09:54

secondo me la sensibilità animalista ce l'hanno tutti,
solo che c'è chi ha il coraggio di modificare la propria forma mentis e c'è chi, per mille motivi (egoismo, paura, stupidità, quieto vivere, condizionamento sociale, menefreghismo), ritiene che, tanto, lo fanno tutti, chi me lo fa fare di cambiare, tanto gli animali mica li ammazzo io e poi, voglio dire, sbaglierà il 90% della popolazione mondiale? ma dai non è possibile.

39 tucano, 27/09/06 11:29

shivers ha scritto:
secondo me la sensibilità animalista ce l'hanno tutti,

Seondo me la "famosa sensibilità animalista" non ce
l'hanno tutti. Mi è successo più di una volta che alla mia domanda su come avessero il coraggio di uccidere le galline e i conigli che tenevano per mangiarseli, la gente scoppiasse in una risata fragorosa e cominciasse a trattarmi come una deficiente perché mi preoccupavo per certe cose. E non si trattava di contadini sempre vissuti in un ambiente contadino, ma di persone che essendosi trasferite un po' fuori paese avevano deciso di prendere questi animali per mangiarseli uccidendoli loro.

E' di quest'estate la proposta di una signora, che pure
ha dei gatti nel suo cortile (forse non suoi), di mettere fuori casa i miei animali e abbandonarli, dato che avevo detto che non sarei andata in vacanza perché non sapevo a chi lasciarli.

Personalmente non nutro questa sconfinata fiducia nella gente :(

40 Kalpoternit, 27/09/06 13:39

tucano ha scritto:
E' di quest'estate la proposta di una signora, che pure ha dei gatti nel suo cortile (forse non suoi), di mettere fuori casa i miei animali e abbandonarli, dato che avevo detto che non sarei andata in vacanza perché non sapevo a chi lasciarli.

Incredibile.....che gli hai risposto tuc?

41 Sabrina, 27/09/06 19:48

tucano ha scritto:
shivers ha scritto:
secondo me la sensibilità animalista ce l'hanno tutti,

Seondo me la "famosa sensibilità animalista" non ce l'hanno tutti. Mi è successo più di una volta che alla mia domanda su come avessero il coraggio di uccidere le galline e i conigli che tenevano per mangiarseli, la gente scoppiasse in una risata fragorosa e cominciasse a trattarmi come una deficiente perché mi preoccupavo per certe cose. E non si trattava di contadini sempre vissuti in un ambiente contadino, ma di persone che essendosi trasferite un po' fuori paese avevano deciso di prendere questi animali per mangiarseli uccidendoli loro.

E' di quest'estate la proposta di una signora, che pure ha dei gatti nel suo cortile (forse non suoi), di mettere fuori casa i miei animali e abbandonarli, dato che avevo detto che non sarei andata in vacanza perché non sapevo a chi lasciarli.

Personalmente non nutro questa sconfinata fiducia nella gente :(

è vero...anch'io purtroppo ho constatato questa cosa,non
si tratta soltanto di indifferenza verso il dolore degli animali,ma proprio di una mancata capacità di considerlo tale.La dura verità e che per la stragrande maggioranza della gente gli animali esistono per una sola funzione:essere mangiati o trasformati in cose.E anche quelli che si tengono in casa vanno bene finchè non creano troppi problemi altrimenti si buttano via.. Anch'io sono stata derisa più volte...persino quando è morto il mio cane,investito da un pirata della strada,il mio vicino di casa mi ha vista piangere disperatamente su di lui si è avvicinato quasi sghignazzando e mi ha detto:..ma che esagerata...è solo un cane!...

42 tucano, 28/09/06 01:47

Kalpoternit ha scritto:
Incredibile.....che gli hai risposto tuc?

Non mi aspettavo che mi dicesse una cosa del genere anche perché io non mi stavo lamentando di niente. Le ho chiesto se stava scherzando...

Sabrina ha scritto:
non
si tratta soltanto di indifferenza verso il dolore degli animali,ma proprio di una mancata capacità di considerlo tale. La dura verità e che per la stragrande maggioranza della gente gli animali esistono per una sola funzione:essere mangiati o trasformati in cose.

E' vero.

Ciao :-)

43 shivers, 28/09/06 10:04

Sabrina ha scritto:
è vero...anch'io purtroppo ho constatato questa cosa,non si tratta soltanto di indifferenza verso il dolore degli animali,ma proprio di una mancata capacità di considerlo tale.La dura verità e che per la stragrande maggioranza della gente gli animali esistono per una sola funzione:essere mangiati o trasformati in cose.E anche quelli che si tengono in casa vanno bene finchè non creano troppi problemi altrimenti si buttano via.. Anch'io sono stata derisa più volte...persino quando è morto il mio cane,investito da un pirata della strada,il mio vicino di casa mi ha vista piangere disperatamente su di lui si è avvicinato quasi sghignazzando e mi ha detto:..ma che esagerata...è solo un cane!...

Non sono d'accordo: la sensibilità animalista non è come saper giocare o meno a tennis, è qualcosa di molto più profondo, è radicata nell'animo umano quale ramificazione del sentimento più generale di empatia per l'altrui sofferenza, quando per "altrui" si intenda un soggetto capace di provare dolore. Ogni atto di violenza, singolo o collettivo, o è preceduto da un processo di anestetizzazione della coscienza empatica, oppure comporta, necessariamente, un futuro rimorso, a sua volta rimovibile solo con un conseguente processo di nuova narcotizzazione del dolore: in altre parole, si sceglie di "girare la
testa dall'altra parte" proprio in quanto si ha PAURA di cambiare (ogni cambiamento genera paura) e non si vuole SOFFRIRE a causa del mancato cambiamento.

44 z4nz4r0, 28/09/06 14:46

shivers ha scritto:
la sensibilità animalista è radicata nell'animo umano quale >ramificazione del sentimento più generale di empatia per l'altrui sofferenza, quando per "altrui" si intenda un soggetto capace di provare dolore. Ogni atto di violenza, singolo o collettivo, o è preceduto da un processo di anestetizzazione della coscienza empatica, oppure comporta, necessariamente, un futuro rimorso, a sua volta rimovibile solo con un conseguente processo di nuova narcotizzazione del dolore: in altre parole, si sceglie di "girare la testa dall'altra parte" proprio in quanto si ha PAURA di cambiare (ogni cambiamento genera paura) e non si vuole SOFFRIRE a causa del mancato cambiamento.

..riguardo al girare la testa dall'altra parte

a vostro parere qual è il migliore comportamento immediato davanti a situazioni di violenza/sterminio di animali sufficientemente piccoli o tanto poco stimati da non destare la coscienza empatica di nessun altro che noi?

si può fare di meglio che girare la testa e andarsene in casi come:

..al mare, si trovino davanti agli occhi animaletti come granchi, ricci, lumachine, paguri, pesciolini, oloturie, vongoline.. agonizzanti nelle grinfie di bambini che hanno maggior rispetto per i giocattoli?

..passeggiando per un sentierino pavimentato che porta al mare vedi ed eviti un passaggio di formiche mentre stai incrociando un tizio (adulto) che par notare la tua attenzione e, dopo alcuni passi, senti un energico sfregamento di ciabatta sul pavimento?

..passeggiando su una strada costiera senti stridenti rumori di un'aragosta grigliata viva?

..appena arrivato su una spiaggia vedi un numero enorme di meduse seccarsi sulla sabbia e poco dopo vedi i responsabili (signori un po' anziani) che ne catturano altre dal mare col retino?

45 Sabrina, 28/09/06 17:08

shivers ha scritto:
Non sono d'accordo: la sensibilità animalista non è come saper giocare o meno a tennis, è qualcosa di molto più profondo, è radicata nell'animo umano quale ramificazione del sentimento più generale di empatia per l'altrui sofferenza, quando per "altrui" si intenda un soggetto capace di provare dolore. Ogni atto di violenza, singolo o collettivo, o è preceduto da un processo di anestetizzazione della coscienza empatica, oppure comporta, necessariamente, un futuro rimorso, a sua volta rimovibile solo con un conseguente processo di nuova narcotizzazione del dolore: in altre parole, si sceglie di "girare la testa dall'altra parte" proprio in quanto si ha PAURA di cambiare (ogni cambiamento genera paura) e non si vuole SOFFRIRE a causa del mancato cambiamento.

Va bene,questa sensibilità sarà anche radicata nell'animo umano,ma allora perchè a qualcuno fa molta più paura che il mondo resti così com'è ,piuttosto che un cambiamento anche radicale? Vedere che le cose restano più o meno uguali ,avendo la consapevolezza di quanto siano sbagliate,fa soffrire è vero,ma per me sarebbe causa di maggiore sofferenza pensare che la vita è tutto questo e non ci sono margini di miglioramento,e non mi basterebbe girare la testa dall'altra parte per dimenticare ciò che so..e purtroppo ho visto gente che lo fa,pur vedendo e sapendo,come sta dentro dopo averlo fatto non lo so,ma apparentemente non sembrano affatto sconvolti.

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!