"I passi per il successo"
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Lucik,
23/09/06 20:27
"I passi per il successo" (come promuovere con successo
le proprie idee).
Viviamo in un mondo in cui l'interazione con le persone risulta determinante del proprio modo di essere
all'interno di una società.
Una volta preso uno stadio di consapevolezza di come siamo e di come vogliamo essere, la comunicazione di questo nei confronti del mondo esterno passa attraverso la definizione di due fattori.
- Il modo in cui ci esprimiamo
- Il modo in cui la nostra espressione viene percepita
Le nostre idee, il modo in cui le esprimiamo, il modo in cui vengono percepite, promuovono un nostro dato modo di essere riconosciuto dalla società. Allo stesso tempo, un dato e riconosciuto modo di essere incide sul credito/discredito - interesse/disinteresse - serietà/risibilità delle nuove idee che comunichiamo e che presentiamo.
L"essere" attraversa una pluralità di passaggi per
giungere al "comunicare". E volendoli vedere, si riescono ad individuare degli strumenti che agiscono sull'efficacia e sulla predisposizione a recepire una buona
comunicazione.
E' ciò che qui è stato audacemente ed allegramente sintetizzato nei "passi per il successo".
Spesso qui sul forum si leggono esperienze diverse riferite a uno stesso ambito. La famiglia, gli amici, i conoscenti, i discorsi occasionali...
Si parla di comportamenti di coloro con cui abbiamo a che fare. Interesse, ascolto, conferme, comprensione, rispetto, arroganza, superficialità, ignoranza, ostilità.
Si parla di reazioni e del modo in cui si vivono. Moderazione, voglia di confronto, interazione selettiva ("spiego le cose solo a chi le chiede con interesse"), socialità parallela ("esco ancora coi vecchi amici, con patto di non affrontare le tematiche ve"), forza e consapevolezza, fierezza, timidezza, apprensione, isolamento, insofferenza, positività, chiarezza, perseveranza, dritti per la propria strada, da integerrimi, da flessibili, da diplomatici, da grandi comunicatori, con sicurezza, debolezza, decisione, da eterni "ci provo" con l'eterno "ci rinuncio", da aggressivi, da competenti, da "scelta personale", da "amico di tutti", da incompresi,
da coloro che promuovono la conoscenza e comprensione, da offesi, con tristezza, allegria, sconforto, rassegnazione, lotta, fiducia.
Alcuni hanno una famiglia in cui fan girare le scatole da mattina a sera, in cui sembra che faccian apposta a prendere in giro e far restare male. Altri hanno una famiglia ricettiva che ha preso spunto non solo per rispettare, ma per capire e migliorarsi, cambiando le cose. Alcuni hanno metà famiglia pro, metà contro. Alcuni hanno compagni di classe che so diventati veg, altri che mostrano il panino col prosciutto dicendo che buono. Alcuni vengono ascoltati con rispetto ed attenzione. Altri si senton dire dei gretti luoghi comuni.
Qui arriviamo al punto della questione: dipende dal fatto che sono diversi gli interlocutori che ascoltano... o dal fatto che son diverse le persone che parlano dell'essere vegetariani?
Ovviamente entrambi.... Ma fondamentale è la relazione tra il proprio modo di essere/parlare con l'effetto che
suscita nelle persone con cui comunichi.
Questa relazione si basa su un essenza e su una metodologia.
Il punto essenziale che si riscontra nei vari post che raccontano "fatti di vita", familiari e non, è racchiuso nella parola rispetto (affidamento, credibilità, onestà di ascolto). L'essenza acquisita di un rapporto, il "rispetto", è spesso determinante non meno della validità degli argomenti che vengono espressi. Il ruolo che una persona ha all'interno di un gruppo di persone (famiglia, classe, amici), pesa fortemente sulle cose che questa esprime. Così se all'interno di una famiglia, un ragazzo/ragazza è cresciuto trovandosi i propri spazi, dimostrando maturità, intelligenza e determinazione, probabilmente (che non vuol dire sicuramente) le cose che dirà saranno prese in un certo modo rispetto a una situazione in cui si è dimostrata accondiscendenza inerziale, fievolezza di scelta, rimanendo nel quieto vivere subordinato e succube all'eventuale autorità pregiudiziale dei genitori/familiari. Tuttavia spesso un rapporto si basa su una molteplicità di fattori, che di volta in volta riconoscono la qualità di un ruolo sulla base di aspetti specifici e diversi.
Il rispetto, in questo caso, può essere legato a diverse cose. Può essere riconosciuto:
- per affetto (il legame affettivo tra le persone)
- per autorità (un ruolo a cui è conferito un dato peso, formale o acquisito coi propri comportamenti)
- per competenza (la qualità della conoscenza e della preparazione su una data questione)
- ed altre qualità
E più le questioni di cui si parla rappresentano dei punti di rottura della consuetudine (come può essere l'essere vegetariani), più il rispetto ed il riconoscimento di credibilità di una persona pesa in senso positivo nella percezione dell'argomento.
Tuttavia, al di là di uno stato di relazione esistente a un dato momento (poiché questo deriva spesso da anni di conoscenza, formandosi in anni ed anni di sedimentazione, conoscenza e consolidamento), l'efficacia della comunicazione e degli argomenti che si presentano possono essere influenzati e migliorati tramite l'efficacia di una METODOLOGIA comunicativa (il menzionato titolo di questo post). I famosi passi.
In una lista sempre aggiornabile, ne elenco i seguenti:
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Lucik,
23/09/06 20:28
1) Avere ben presente i principi delle proprie idee.
Il richiamo a dei principi universali che sono acquisiti nei confronti degli uomini, fanno presa su valori che si astraggono ad essere universalmente validi, quindi più facilmente accettati.
La vita, l'uccidere, sono cose serie. "Uccidere quando
non è necessario" è un principio di tutto rispetto. Lo sfruttamento inteso come condizione e trattamento al "altissima sofferenza inutile" è un altro.
2) Essere preparati.
Bisogna essere preparati avendo presente la consistenza dei vari campi di discussione sul tema. Oltre all'etica: l'Ecologia, la Salute, Equità Sociale, le fonti dei dati.
Un veg avendo probabilmente approfondito nel tempo moltissimo della questione non è sullo stesso piano di chi nella vita sente parlare da due minuti in tutto di una cosa di cui non sa nulla, pensando di essere nella posizione di rispondere con luoghi comuni che assurgono a chissà quale autorevolezza. Affermazioni sempliciotte possono richiamare risposte sempliciotte. Se parli di una cosa, fai vedere che ne sei padrone, e che non l'hai buttata lì come opinione dell'ultima ora.
3) Non disperdersi in discussioni a spirale.
Bisognerebbe evitare le dissertazioni che si accavallano su una spirale che perde il punto di partenza. Questo non vuol dire evitare di rispondere a tutto campo, ma di non perdere il nocciolo da cui si parte. Mettere giù alcuni riferimenti chiari e forti dà il senso di una realtà. Seguire un interlocutore che da un dubbio ne muove un altro (magari spesso sempre più ipotetico) e rispondergli a metà con altrettante ipotesi, potrebbe dare alla fine del discorso un senso di inconsistente dove tutto può essere. Quindi il richiamo a restare alla realtà (sofferenza, morte, dolore e uccisioni senza motivo) coi piedi per terra.
4) Esempi concreti e potenza di fuoco.
E' utile rispondere con esempi che richiamano il concreto, con un senso di tangibilità. Affinché il confronto non diventi quasi un confronto intellettuale fine a se stesso sulle capacità dissertative e dell'essere filosofi.
(Queste ultime invece sempre utili in rari casi di interlocutori che hanno più vaste conoscenze culturali).
Se uno ti dice delle carote che soffrono, invece che rispondergli subito, chiedigli se lui ci crede sul serio nella domanda che fa. Se per lui dare una coltellata al cane o a una carota è la stessa cosa.
La potenza di fuoco invece è data dal dire tre, quattro punti in fila, così da far vedere che di argomenti ce ne sono tanti, così lo smorzi sul nascere. Nell'esempio di prima, nel campo dell'etica:
- Diversità percepibile a pelle (la coltellata)
- la senzienza (capacità di sofferenza, di percezione, di sentimenti, di senso di paura, di dolore)
- la necessità (mangiare i vegetali, a differenza della carne, è necessario (sperando che non ci sia un fruttariano nei paraggi :-) ).
Alle volte comunque è questione relativa. Dà risultati anche il dire una cosa sola: la più semplice e valida.
5) Selettività del tipo di risposta.
Se una persona vuole capire gli si risponde tranquillamente con le informazioni.
Se una persona tende a parlare perchè non gli interessa ma vuole solo "divertirsi" a mettere in discussione, o se addirittura dimostra di voler tentare di prendere apertamente in giro, si può o rispondere con sarcasmo nei casi più sciocchi, oppure far notare di non aver interesse nel proseguire un discorso che non ha le qualità per un confronto onesto, di prenderne atto, e di trarne le conseguenze. Di scegliere come vuole confrontarsi. Tuttavia la strategia dovrebbe essere principalmente quella del neutralizzare, piuttosto che dell'infierire/offendere.
6) Entrare nel personaggio
L'adeguatezza del tono, la padronanza della materia, la calma razionale, la fluidità del dialogo sono qualità importanti. Sebbene il proprio modo di esprimersi deve parametrarsi al contesto ed alla circostanza. Si tratta di un'utile capacità di modulare i tempi, i modi e gli argomenti del discorso. Un nodo cruciale è quello dell'adeguatezza della propria espressione al proprio interlocutore. La famosa chiave di lettura di chi ti sta di fronte. La ricerca delle corde, INDIVIDUALI E PERSONALI, attraverso cui far sentire le cose di chi ti sta di fronte. Capire quali sono i riferimenti già presenti nella persona, da cui partire per agganciarsi. Capire qual'è il suo linguaggio. La realtà da cui arriva. Cosa si aspetta da te. Le sue regole "logiche". Importante è far riflettere di proprio. Raccontare di sè, senza dare giudizi mettendo la persona spesso, volentieri, e con danno sulla difensiva.
Citazioni: alla fine tutto sta nel fatto se si vuole aver ragione o se si vuole risolvere il problema.
E se si vuole avere ragione non ci si deve concedere il lusso di lasciarsi andare all'emotività.
(Il presente punto n.6 contempla il contributo di Samy - di cui la citazione - che ringrazio :-) ).
7) Obiettivo perseguito
Bisogna porsi una questione fondamentale. Se si è per il tutto (preferibilmente subito) o il nulla , oppure se si è per un costante agire per il meglio attuabile in un dato momento. Se è più utile abbandonare, o se è meglio dare il proprio esempio rendendo probabili dei piccoli cambiamenti nel tempo (che potrebbero diventare grandi).
Il presente scritto è ovviamente aperto a contributi, aggiunte, considerazioni, miglioramenti ulteriori.
Tuttavia è importante dire che il rispetto lo si guadagna anche per il modo in cui si è e per la preparazione che si ha, al di là di tutti i balordi che si possono incontrare, ma che con gli strumenti adatti si riesce METODOLOGICAMENTE a zittire (molto meglio ancora far riflettere senza offendere o eccedere di superiorità).
Oltre a questo avere una preparazione allenata fa spesso la differenza. Avere dei riferimenti "studiati" rispetto all'andare a libera deduzione fa la differenza che c'è
tra l'andare a un esame avendo letto un libro, e averlo letto scrivendosi dei punti di riferimento da richiamare alle domande.
Infine... l'autore del presente scritto si riserva
l'ovvio diritto di razzolare malissimo rispetto a quello che ha scritto :-)
No... sarà meglio che io stesso me ne ricordi nei vari momenti.
Dato che, dicendo in generale, da questo dipende non solo il proprio rapporto con gli altri, ma soprattutto l'efficacia della questione e quindi le eventuali conseguenze su delle vite.
Ciao. Luciano :-)
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Kalpoternit,
24/09/06 10:31
Ciao Sir.....leggendo il titolo del topic pensavo stessi per aprire una scuola di ballo :-))) Scherzo....nun te la piiàà ;-)
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Lucik,
24/09/06 12:47
Tu scherzi... ma guarda te quanta gente che parla di come è presa in giro. Boh... Uno impara a rispondere no?
Ciao Messere.
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Lucik,
24/09/06 12:50
Ah, un punto da aggiungere.
Timidezza: o conosci e credi nelle cose che fai, o non ci credi. Se sei lì che dici ehm, io non mangio carne, scusatemi, so che son strano/a... beh, allora "te lo meriti" che ti prendan in giro.
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Kalpoternit,
24/09/06 13:14
Lucik ha scritto:
Ah, un punto da aggiungere.
Timidezza: o conosci e credi nelle cose che fai, o non ci credi. Se sei lì che dici ehm, io non mangio carne, scusatemi, so che son strano/a... beh, allora "te lo meriti" che ti prendan in giro.
Mha....a parer mio la timidezza non ha nulla a che vedere con il credere o meno in quel che si fa,si può essere timidi e temere i giudizi degli altri pur credendo fermamente in quel che si sta facendo,non necessariamente uno/a titubante nell'esprimersi è titubante anche nel proprio modo di vivere.Non tutti abbiamo la stessa forza interiore,e a volte ci si trova ad affrontare determinate situazioni,in momenti di vita particolare,ma non per questo uno si merita di essere preso in giro.Per quel che riguarda l'imparare a rispondere,io personalmente trovo difficile ripondere con cose "pronte" o "studiate a tavolino" cmq elaborate da chissà chi,ogni situazione e diversa,c'è quella in cui ci si sente a proprio agio,e quella dove è meglio tagliare corto,quella dove vien voglia di aprirsi e dire tutto,e quella dove una testata nei denti è l'unica soluzione....vanno vissute,penso anche che chi prende in giro,sa chi poter prendere in giro,sa riconoscere "i deboli",oppure spesso è il "branco" che si diverte a schernire i "diversi".
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Lucik,
24/09/06 15:46
Non è questione di essere timidi. E' questione di
esprimere con timidezza (e non solo quella) delle cose importanti solo per il timore di dire qualcosa di non condiviso a priori dalla massa.
Uno è liberissimo di essere timido. Però il rispetto dipende anche da come uno se lo cerca. Finchè uno non esprime con convinzione (che non vuol dire foga o esaltazione) i propri valori, sarà difficile che se ne convincano gli altri.
Prendere in giro è una cosa brutta. Infatti l'ho messo tra virgolette per far capire quel particolare concetto. Il vissuto come dici tu è fondamentale, è quello che si impara con l'esperienza. E non a caso penso che dividere quelle che tanti hanno già vissuto, è tutto di guadagnato.
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Lucik,
24/09/06 15:49
Mancava una parte...
Per le cose studiate a tavolino, sono d'accordo che sia da valutare la singolarità di ogni situazione (anche se ci sono moltissime basi comuni, da cui la metodologia), ma essere preparati in quello che si dice è spesso fondamentale per far bella figura.
Ciao Kal.
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Sabrina,
24/09/06 18:28
ciao Luick,hai ragione..è molto importante il modo in cui si espongono le nostre idee,la convinzione e la conoscienza profonda di ciò che si sostiene in modo che gli altri possano sempre trovare una risposta valida a tutti i loro tentativi di smontarci,che poi vogliano crederci o no ,è un altra cosa. Io sono molto sicura delle mie idee,ma viceversa ho delle basi di insicurezza su me stessa,e questo di certo non mi aiuta..però ci sono dei mezzi,tipo la scrittura,con i quali riesco a tirare fuori meglio i miei pensieri e a sostenerli senza tregua. Infatti scrivo anche su altri forum dove per la maggioranza delle persone ,vegan è soltanto una parola strana,e non manco occasione di puntare l'attenzione su questo tema...faccio segnalazioni di siti affinchè possano vedere ciò che ho visto io..le persone che hanno reazioni positive a tutto questo sono sempre troppo poche,alcuni ripetono sempre le solite frasi "prima di pensare agli animali ,pensiamo ai bambini"...altri dicono che con tutte le cose che ci sono nel mondo l'uccisione di animali sono
"quisquilie"..altri dopo aver visto certi filmati continuano a dire che mangiare animali rientra nell'ordine naturale delle cose e non ci si può far nulla..altri dicono.."in fondo sono solo animali" e se porti loro
tutte le ragioni per cui un essere animale ha la stessa dignità di un essere umano,ti rispondono che quella è la loro opinione e se non la rispetti vuol dire che non sei così buona come vorresti far credere...Altri(pochi) si schifano..dicono che non riescono neanche a terminare di vedere certi filmati perchè gli fa troppo male,ma dopo di questo nelle loro vite non cambia niente. Io controbatto a tutto e non mollo...a volte ho dei momenti di sconforto e li scrivo qui sul forum,ma è solo perchè penso agli animali ,a ciò che ho visto,e sto veramente male...ma non per questo smetterò di parlare di quello che sento e che penso,e ti ringrazio dei preziosi consigli che ci hai
dato.
P.s....ho letto sul tuo profilo il tuo primo intervento qui...mi hai lasciata senza fiato...hai scritto tutto ciò che penso ma che non avrei mai saputo esprimere in un modo così perfetto e incisivo
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Lucik,
24/09/06 19:10
Ciao Sabrina. Grazie moltissime per il tuo grande complimento. Quel mio pensiero è una delle cose più importanti che abbia mai scritto, e che abbia imparato. Quello che qui volevo esprimere è appunto una riflessione sui miglioramenti che si possono fare per affrontare le cose, e su come il rispetto è una cosa imprescindibile che va pretesa. Purtroppo lo sconforto per molte cose e persone che si vedono attorno esiste. E condividere i propri pensiri e i propri sconforti in proposito qui, nella parte di mondo che vede Matrix andare avanti nella propria "normalità" ovattata, va senz'altro bene. Purtroppo
nella vita si incontrano per tante cose persone che rappresentano l'assurdità ad oltranza. Di gente ce n'è tanta, e di tantissimi tipi. E penso che qui i propri pensieri sono i benvenuti. Penso che una cosa buona che si può fare, in tutto questo, è evolvere migliorando continuamente il modo con cui si vivono le cose, dividendo ed acquisendo, oltre la propria esperienza in continuo divenire, anche gli insegnamenti più utili dell'esperienza comune :-)
Ciao :-)
Grazie ancora. Luciano.
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Kalpoternit,
24/09/06 19:59
Lucik ha scritto:
Mancava una parte...
Per le cose studiate a tavolino, sono d'accordo che sia da valutare la singolarità di ogni situazione (anche se ci sono moltissime basi comuni, da cui la metodologia), ma essere preparati in quello che si dice è spesso fondamentale per far bella figura.
Ciao Kal.
Questo si è verissimo,io intendo,il non rispondere con idee degli altri,fare e dire una cosa perchè mi è stata detta,ma anche qua il discorso è ampio.Continuo a non capire cosa intendi con timidezza....ti riferisci a una forma di insicurezza?O poca decisione nell'esprimersi?
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Kalpoternit,
24/09/06 20:36
Lucik ha scritto:
che vede Matrix andare avanti nella propria
"normalità" ovattata
Matrix ;-)))
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Lucik,
24/09/06 22:21
Mi riferisco al fatto di provare una qualche "vergona" nell'affermare cose (serie, gravi e fondate) solo per il timore di apparire "insolito/strano". Cioè avere timore
nel promuovere le proprie idee perchè vanno contro la maggioranza. Usare delle cose buttate lì timidamente quasi dovessero farti una gentilezza nell'accettare le cose in cui credi.
Una dannosa forma di timore/vergona per affermare cose che esulano dalla normalità (scelta o inerziale) degli altri.
Ciao :-)
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Sabrina,
25/09/06 18:38
ciao Luciano,ho solo detto ciò che penso sinceramente:-). Il rispetto è fondamentale lo penso anch'io,ma com'è che noto che più ne dai e più ti viene tolto? Più esponi i tuoi pensieri in modo rispettoso ma non per questo meno fermo e deciso,più gli altri non ti considerano...o peggio ancora arrivano all'offesa gratuita.Poi arriva uno che tratta tutti come dei poveri mentecatti e noto che le reazioni inizialmente sono di difesa e chiusura,ma successivamente scatta il desiderio di dimostrare a quella persona che non sono come lui pensa,e allora iniziano ad ascoltare e ad essere molto rispettosi di quel che lui dice.Sarà questo il metodo migliore per farsi ascolatare? oppure molte volte noto che le persone cercano quasi sempre il conflitto,forse è più stimolante del cercare di arrivare a dei punti comuni. Infatti mi è capitato di vedere quando si esprimono opinioni magari condivise da altri che quasi nessuno ha il desiderio di commentare quella tua opinione cercando di approfondirla per evolvere e migliorarsi come dici tu,e tu magari resti lì,convinto di essere solo con i tuoi pensieri.Si preferisce restare in silenzio,la condivisione è qualcosa di tacito,non si ha interesse a creare quell'avvicinamento che potrebbe dare ancora più forza a quelle idee. Al contrario si tiene moltissimo a far sapere quando non si condivide un pensiero,cosa giustissima che faccio anch'io, ma mi piacerebbe vedere contemporaneamente la voglia di unire la propria voce quando è uguale,a chi ha desiderio di far sentire più forte il rumore delle sue idee affinche questo rumore possa diventare una bellissima musica.,invece quando ho fatto notare questa cosa,spesso mi è stato risposto che il dialogo tra persone che la pensano allo stesso modo è inutile e sterile.Spero di non essere stata troppo contorta,stasera faccio un pò fatica a trovare le parole adatte per esprimere i miei pensieri..ma se ti va mi piacerebbe sapere che ne pensi...grazie anticipato:)