"I passi per il successo"; pagina 2
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Lucik,
25/09/06 21:29
Ci mancherebbe. Grazie ancora.
Si. E' una cosa che succede spesso in politica. Vi immaginate se durante un discorso di uno dei tanti confronti televisivi uno si azzarda a riconoscere i vari punti validi dell'avversario? Finisce per consolidare impropriamente la posizione dell'altro di fronte al pubblico, nel caso l'interlocutore non ti ricambi nella
tua onestà. E il discorso finisce dando l'impressione che lui ha detto tutto bene, e tu sei stato l'unico che ha continuato ad ammettere le ragioni altrui senza ricevere nessun riconoscimento in cambio. E probabilmente si teme (e magari con ragione) che agli occhi della gente, hai fatto la figura del perdente. Del troppo modesto. Del troppo blando.
Spesso le persone (noi compresi) amano il muro contro muro. La gente ama shierarsi, vuole l'illusione della ferma chiarezza, di coloro han trovato il discernimento tra bene e male di una questione, muovendo l'impeto della condanna contro chi ricade nella parte dei condannati.
L'insicurezza della vita e di certe persone, han bisogno
di certezze, sbagliate, frivole, forcaiole che siano, pur di sentirsi, in quel minimo ambito ritagliato, dalla parte della ragione. E' il tipico caso di quei bigotti che nella vita ne han fatte tante, ma che mettendosi la sobria maschera del candore da famiglia per bene puntano il dito spettegolando su cose minime con furba voglia di denigrare gli altri, i peccatori.
La forza, il "sangue", la condanna hanno il loro fascino attraente. E muovere accusa e condanna si porta meglio avanti accompagnato col deciso tonfo del palmo sul tavolo, piuttosto che alternarle con discontinue ammissioni sulle ragioni altrui. Un treno in corsa... corre, non tira i freni di punto in punto. Forse a un certo punto nelle persone prevale la voglia di aver ragione e non voler ammettere di sbagliare, piuttosto che la ricerca della verità. Si corre a cercare tutti i punti a sostegno di sè, piuttosto che riconoscere quelli che mettono in discussione.
Si pensi anche alle volte in cui le ragazze/i ragazzi sono attratti da quello/a che è stato antipatico nei loro confronti. Al classico rapporto tra persone scontrose che diventano amici (amici per la pelle che lo son diventati dopo aver fatto a pugni).
E' ovvio che l'incisività di una persona non passa inosservata. Non è detto però che nei vari casi valga agli occhi della gente più della moderazione. Forse o probabilmente è il "corretto" misto delle due cose a rendere una persona e le cose che dice rimarcabili ed affascinanti.
Propongo di organizzare col patrocinio di Veganhome dei corsi di dizione :-)
Tuttavia parlare di cose che esulano dagli schemi acquisiti, si abbina rischiosamente a un linguaggio di cui sopra. Bisognerebbe piuttosto arrivare a trovare i modi per far vedere le cose con qualche comunanza individuale. Farle sentire vicine. Il riuscirci sarebbe una cosa ottima. E faccio un'osservazione: spesso quando si parla in quel
modo marcato, non si tratta di tematiche che APPARTENGONO direttamente agli interlocutori. Magari si parla di cose nei confronti delle quali le persone NON SONO GIA' SCHIERATE. O che comunque valutano l'eventualità di una revisione senza tante conseguenze se non più sul piano del pensiero. Il mangiare carne e il dire che è sbagliato perchè si uccide, tocca sul vivo le persone, che nella maggior parte delle volte alla prima accusa si chiudono e contrattaccano per non volerlo accettare.
Per il fatto di dare per scontate le cose condivise, senza bisogno di parlarne, lo capisco anche. Sopratutto quando queste si conoscono bene e si son ripetute nel tempo. Dipende. Dipende dal momento, dall'umore,
dall'entusiasmo. Si alternano nei vari momenti, anche se
si parla della stessa cosa. Dipende dalla voglia e dalle persone con cui ne parli. Comunque anche condividere i propri pensieri, sopratutto quando si tratta di ideali, magari in mezzo a un mondo che va avanti senza accorgersi di tante cose, è molto bello.
Ciao. Luciano.
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LordSalad,
25/09/06 22:49
penso che tu abbia ragione in tutto...
ma non mi sento molto convinto sulle affermazioni che portano a dire che si possa convincere le persone solo parlando bene.
Sto leggendo dichiarazione di guerra (penso che tu lo conosca) in cui si dice che è impossibile convincere le persone se queste non hanno già una sensibilità che li porti a mettersi in dubbio. Di solito la gente cerca ciò che gli dà piacere ed evita ciò che lo fa soffrire.
Il piacere di mangiar carne (come dice molta gente) e soprattutto la paura di soffrire senza le "prelibatezze" della carne fanno si che l'uomo medio, eviti con tutte le sue energie, di abbandonare un uso tanto piacevole ed accetta la crudeltà di cui è mandante come una cosa naturale.
Inoltre, l'uomo, aleniato da millenni rispetto a cosa sia la natura e a quale fosse il proprio ruolo, ha paura di riconscersi come un essere senza senso che ha perso la sua funzione naturale. Questa paura dettata dalla consapevolezza di essere inutili, lo frustra profondamente e lo rende bisognoso di avere delle sicurezze. Quindi, non potendo trovarle da solo, le cerca nel controllo degli altri, e piano piano, non potendo controllare i suoi simili, decide di praticare il suo controllo (fonte di piacere) su coloro che non possono ribellarsi e contraccare: gli animali.
Gli animali diventano essere incapaci di soffrire e comprendere solo perchè l'uomo possa giustificare i suoi soprusi di fallito frustrato e questi individui non lasceranno mai ciò che li rende così appagati, così felici di non essere quella cosa inutile che, dentro di loro, sanno di essere.
Scusate tutti il mio pessimismo, ma questo è ciò che credo, o che ho imparato essere la verità. Solo così si può spiegare perchè l'uomo non riesce a rinunciare a cose così palesemente crudeli. L'uomo le vuole!!
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Kalpoternit,
25/09/06 23:39
Lord Salad ha scritto:
le cerca nel controllo degli
altri, e piano piano, non potendo controllare i suoi simili, decide di praticare il suo controllo (fonte di piacere) su coloro che non possono ribellarsi e contraccare: gli animali.
L'uomo non riesce a controllare i suoi simili?Sicuro?Religioni,stati,governi,leggi,controleggi,paure create ad arte per controllare la massa,ciò che lucik definisce matrix (e che io condivido) non penso proprio che sia questo il motivo per cui "nel mondo" si mangia
carne.
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LordSalad,
26/09/06 00:00
parlavo di un livello più basso. in fondo chiunque non possa controllare gli amichetti, da bambino inizia a torturare animali sentendosi appagato. Poi che esistano persone che controllano altre persone è normale, ma non tutti possono farlo e giustificano la catena che finisce, come al solito, a discapito di animali indifesi
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Kalpoternit,
26/09/06 00:19
Oddio lord.....che sia normale che esistano persone che controllano altre è discutibile.....molto anche....:-)
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Kalpoternit,
26/09/06 00:22
Dov'è che hai sentito dire che la gente mangia carne
perchè non può controllare i suoi simili?
22
LordSalad,
26/09/06 00:25
non è il fatto di mangiare carne
il discorso è più ampio, abbraccia la caccia e la vivisezione
un discorso filosofico sulle frustrazioni dell'uomo a dimostrazione del perchè è così difficile, se non impossibile, convincere tutte le persone che questo scempio sia orribile
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Kalpoternit,
26/09/06 00:37
Ok,se ho ben capito stai parlando di ritorsione sugli animali...."lasciando da parte" chi mangia carne,caccia e vivisezione,conta numeri di persone non altissimi,per me c'è poca informazione su ste cose,moltissima gente è
ignara di cosa si nasconde dietro la "ricerca scientifica",o a dei semplici cosmetici....per i cacciatori,credo che non godano di tanta stima,se non che tra di loro.
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shivers,
26/09/06 09:48
Lord Salad ha scritto:
Sto leggendo dichiarazione di guerra >
non credo all'onestà dell'autore di quel libro
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shivers,
26/09/06 09:58
Nel mondo si mangia carne perché gli animali sono DIVERSI e perché sono INERMI. La loro difformità favorisce l'anestetizzazione della morale e, unito a ciò, la loro incapacità di difendersi ne consente la privazione dei diritti fondamentali: essendo alla mercé dell'uomo, E' FACILE massacrarli.
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shivers,
26/09/06 10:03
cmq tom regan mi scuserà, e spero mi perdonino gli animali TUTTI, ma io non credo più alle possibilità di vittoria del pensiero animalista: né gandhianamente, né con le bombe, non passerà; quello che diciamo oggi, lo sosteneva quasi duemila anni fa plutarco; nell'arco di questi due
millenni, il pensiero non è cambiato, non è permeato e la carneficina è divenuta puro orgiastico cannibalismo; da dove siamo non c'è ritorno.
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Marina,
26/09/06 10:18
shivers ha scritto:
cmq tom regan mi scuserà, e spero mi perdonino gli animali TUTTI, ma io non credo più alle possibilità di vittoria del pensiero animalista:
Non ci credo nemmeno io, infatti quello che io penso possiamo fare non e' "cambiare il mondo", ma ridurre i danni quanto piu' possiamo e salvare quanti piu' animali possiamo.
Ma, come ho gia' detto, e' abbastanza irrilevante quello che ciascuno di noi vede come "obiettivo ultimo" e cosa ritiene raggiungibile e cosa no, l'importante e' darsi da fare il piu' possibile, tanto siamo talmente indietro nel "lavoro" e il fine ultimo e' talmente lontano qualsiasi esso sia che non ha importanza che non coincida per tutti, secondo me.
Spero di aver fatto capire quel che intendo.
Ciao,
Marina
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Kalpoternit,
26/09/06 10:53
Sob.....mi sa che alla fine avete ragione.....pensare che questo è un cambiamento alla portata di tutti,e in cui tutti troverebbero beneficio.....sigh!
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Lucik,
26/09/06 12:20
Ecco... usando il metodo della non dispersione concettuale, ricordatevi che qualunque sia l'aspettativa ultima, gli strumenti per comunicare bene son sempre quelli. Non ho detto che convinci la gente parlando bene. Cosa che purtroppo non basterebbe. Ma sicuramente una buona comunicazione ha una sua struttura metodologica per riuscire ad ottenere le migliori probabilità di risultato.
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LordSalad,
26/09/06 12:28
shiver, dici che non credi all'onestà di chi ha scritto quel libro e credi nelle stesse cose che afferma...