coppie miste; pagina 18
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devotchka,
19/05/06 06:32
ovviamente sono d'accordo con voi...ma questo è lo stato
di cose...che faccio la prossima volta, prima di innamorarmi mi assicuro che non mangi carne?lui è l'unico che non mangia il pesce ma mangia la carne...bella sta cosa...ci lavora col pesce, e purtroppo non avendo mai rovato un lavoro fisso, ora che l'ha trovato si tratta di scaricare pesce, che gli fa tenerezza, e quindi non lo mangia...mah...già è un passo avanti...
257
Lucik,
19/05/06 09:07
Distinguiamo la realtà, dai modelli mentali delle persone. Infatti quanti mangiano carne ma sono fortemente contro la caccia...
Ovvio che per me si deve scegliere chi amare... se no come si fa ad amarlo? :-)
Se amore vuol dire stima, e stima vuol dire quel che vuol dire... se la seconda non c'è per qualcosa di forte e fondamentale, che grado di "interezza" ha il primo...?
Poi il concetto dell'amore che ti prende e ti porta via e tu non puoi farci nulla a priori non so quanto sia effettivamente incontrollabile...
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sun,
19/05/06 10:08
Io da quando sono vegan ho sempre avuto ragazzi che nn lo sono (infatti ora sono single)!!!All'inizio può andar
bene, ma dopo iniziano a sorgere i primi problemi!!
Mi ammiravano e rispettavano, al momento di rinunciare dicevano " è impossibile", che quando viene detto da una persona informata sui fatti avendo un esempio davanti a se che dimostra quanto è vero il contrario nn può andare avanti!!!!!
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demon_vegan,
19/05/06 11:32
sun ha scritto:
Io da quando sono vegan ho sempre avuto ragazzi che nn lo sono (infatti ora sono single)!!!All'inizio può andar bene, ma dopo iniziano a sorgere i primi problemi!!
Mi ammiravano e rispettavano, al momento di rinunciare dicevano " è impossibile", che quando viene detto da una persona informata sui fatti avendo un esempio davanti a se che dimostra quanto è vero il contrario nn può andare avanti!!!!!
brava! meglio soli che onnivoriaccompagnati
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lleo,
19/05/06 13:46
Sono d'accordo con quello che hanno detto Devotchka, Sun ed, in parte Lucik.
Come si fa a "scegliere" una persona con cui stare? O meglio una persona da amare? Non è certo la stessa cosa che entrare in un supermercato e scegliere qualcosa. Allo stesso modo è vero che l'amore è la somma di diversi sentimenti tra cui la stima. Come ho detto nel mio post, bisogna vedere quanto è forte questa o quanto sono forti le altre componenti, da fare in modo che un veg* possa passare sopra alla "mancanza di rispetto" di un onnivoro.
Per quanto riguarda l'amore che ti porta via, diciamo che intendo la fase dell'innamoramento vero.
Per rispondere ad Andrea invece credo che ci sia una differenza fondamentale tra un cacciatore e uno che mangia carne: il primo uccide, il secondo gode dei frutti di altri.
Se alla persona che mangia carne, o pesce, si dicesse di uccidere e macellare l'animale probabilmente diventerebbe veg* all'istante. Non so a quanti cacciatori succederebbe la stessa cosa, forse all'1%.
Con questo non sto giustificando chi mangia carne, ma secondo me bisognerebbe ripensare al salto che penso chiunque qui dentro abbia fatto al momento di diventare veg*, dato che non credo ci sia nessuno che veg* ci è
nato.
Il difficile è tramutare quello che c'è nel piatto da "cibo" ad "animale capace di provare sentimenti ecc.
ecc."
Una volta che ci si riesce è fatta, ma il difficile è riuscirci.
Penso di essere andato leggermente fuori tema ora.
;-p
261
Andrea,
19/05/06 14:09
lleo ha scritto:
Come si fa a "scegliere" una persona con cui stare? O meglio una persona da amare?
Non si tratta di questo ma dell'affermazione secondo la quale essere veg*ani o mangaire carne e' una questione di idee diverse come nel caso di poltica o religione.
Se una ragazza viene matlrattata me e' troppo innamorata per lasciare il fidanzato violento posso anche capirlo, ma da qui a dire che non c'e niente di male nel picchiare la propria ragazza e' un'altra cosa.
da fare in modo che un veg* possa passare
sopra alla "mancanza di rispetto" di un onnivoro.
Non e' questione di mancanza di rispetto, ma di animali uccisi. Se uccidi il mio cane non mi manchi di rispetto, uccidi un essere vivente (e ovviamente a quel punto fai la stessa fine ma questo e' un altro discorso..)
Per rispondere ad Andrea invece credo che ci sia una differenza fondamentale tra un cacciatore e uno che mangia carne: il primo uccide, il secondo gode dei frutti di altri.
Si', e' diverso, ma non mi pare che una cosa sia migliore
e l'altra peggiore, visto che parliamo di gente che lo fa con consapevolezza in entrambi i casi.
Con questo non sto giustificando chi mangia carne, ma secondo me bisognerebbe ripensare al salto che penso chiunque qui dentro abbia fatto al momento di diventare veg*, dato che non credo ci sia nessuno che veg* ci è nato.
No nesusno e' nato veg*, ma non si parlava di un onnivoro qualsiasi, bensi' di uno che ha ogni giorno sotto gli
occhi un esempio di come si stia meglio senza mangiare carne e che abbia avuto modo di approfonidre queste tematiche. A quel punto non e' ignoranza, disinformazione ecc. ecc.. Si tratta di una scelta a mente fredda: "so che potrei viveee benissimo senza carne e salverei innumerevoli animali, ma non lo faccio"
262
lleo,
19/05/06 14:13
Diventa menefreghismo. Lo hanno gli umani verso gli altri umani, figuriamoci verso gli animali o verso l'ambiente.
263
Andrea,
19/05/06 14:40
lleo ha scritto:
Diventa menefreghismo. Lo hanno gli umani verso gli altri umani, figuriamoci verso gli animali o verso l'ambiente.
Nel caso umani-umani il termine "menefreghismo" indica il non aiutare.
Nel caso umani-non umani il termine "menfreghismo" indica (impropriamente) il far uccidere.
Volendo fare un parallelismo umani / non umani un parnter onnivoro non e' come un partner che non aiuta gli altri umani, ma come un parnter la cui attivita' causa la morte dai altri esseri umani.
Magari per amore si puo' anche avere una relazione con queste persone, ma cio' non rende le loro azioni giustificabili.
264
Nuanda,
19/05/06 20:22
E io che pensavo di avere problemi perchè il mio fidanzato è vegetariano e non vegano...
:-)
Nuanda
265
invernomuto,
20/05/06 18:00
lleo ha scritto:
Per rispondere ad Andrea invece credo che ci sia una differenza fondamentale tra un cacciatore e uno che mangia carne: il primo uccide, il secondo gode dei frutti di altri.
Già c'è una differenza fondamentale:il primo è un assassino,il secondo è un assassino ipocrita.
266
lleo,
21/05/06 10:56
invernomuto ha scritto:
lleo ha scritto:
Per rispondere ad Andrea invece credo che ci sia una > differenza fondamentale tra un cacciatore e uno che mangia > carne: il primo uccide, il secondo gode dei frutti di > altri.
Già c'è una differenza fondamentale:il primo è un assassino,il secondo è un assassino ipocrita.
Non credo sia così, è una questione di consapevolezza: il primo ce l'ha, il secondo no. Un cacciatore sa cosa sta facendo, un onnivoro no o perlomeno non se ne rende conto. Cme ho detto da un'altra parte (ora non ricordo dove), il difficile quando si diventa veg* è trasformare quello che si ha nel piatto da semplice pezzo di carne o di pesce a parte di animale.
Mio padre e mia madre entrambi settantenni mangiano carne e pesce, ma non andrebbero mai a caccia ne torcerebbero un capello ad una formica, ma dopo una vita vissuta in una società che ti abitua al fatto che mangiare carne e pesce è la norma non è facile cambiare. Men che meno alla loro età. Ma non per questo posso equipararli ad un cacciatore o chiamarli "assassini ipocriti". Lo stesso discorso
dovrebbe valere anche per me: fino a che non sono diventato vegetariano ero un assassino ipocrita anche io.
L'ho scritto nel post più in alto: se i macelli fossero a vista quasi sicuramente la maggior parte degli onnivori diventerebbe veg*, e forse anche la minor parte dei cacciatori.
Secondo me bisogna avere un approccio meno radicale e cercare di ragionare aprendo la mente. Questo non toglie che in altre occasioni e per altri motivi più che radicale sarei estremista, ma è un altro discorso e si andrebbe off-topic (se già non ci siamo).
;-)
267
Gipsy,
21/05/06 11:47
Lavoro in un hotel, dove mi occupo dei seminari, e dove all'occorrenza servo al ristorante o ai banchetti.Sono quindi a contatto con cibo tutti i giorni,in un classico ristorante dove il cibo e' per tutti.
Quando ho iniziato questo lavoro ero onnivora, poi ho subito un processo di trasformazione, e ho iniziato un lavoro di scissione dentro di me tra quella che e' la MIA vita e quello che e' il mondo che mi circonda. Sono sempre stata sola nelle mie scelte alimentari, l'unica di tutto
il parentado, l'unica nella cerchie delle amicizie e l'unica nell'ambiente di lavoro.
Ho fatto liberamente le scelte che riguardano la mia vita privata, meno liberamente le scelte che riguardano la vita sociale.Ora mi pesa il mio lavoro, soprattutto da quando, da un mese a questa parte, il mio processo di trasformazione ha subito un approfondimento, e sempre piu' sento la mia vita sociale poco coerente con quella che e' la mia vita privata. Mi ci vorra' tempo, ma ho fiducia che presto riusciro' a trovare un lavoro piu' consono, dove sentirmi quindi piu' me stessa.Ma nel frattempo questa e' la mia vita, e questa faccio.
Ieri sera e' successo qualcosa che non e' peggio di
quello che succede ogni giorno, quando sul piatto che porto al cliente c'e' una cotoletta o uno spezzatino, ma che
e' piu' "chiaro ed evidente" di una cotoletta.
Cena di gala, buffet in grande stile, tra le pietanze un intero maialino.
Tra i pochi commenti che ho sentito (che ho voluto sentire) c'era quello di donne che non se la sono sentite di prendere il maiale perche' faceva loro pena. Quindi concordo con Ileo che un macello in piena vista renderebbe molta gente piu' sensibile e creerebbe piu' vegeatriani. Anche se poi il processo di anestesia col tempo renderebbe la cosa "normale" per una parte della gente.
Non ho nessuno a cui dire quanta tristezza ho dovuto ieri ingoiare, nessuno che mi capirebbe quantomeno. E a rincarare la dose c'e' il fatto che al "posto d'onore" addetto a servire quella povera creatura c'era colui che
da qualche mese mi ha rubato il cuore.
Per fortuna e' una simpatia non ricambiata, perche' mi rendo conto che non e' facile impostare un tale rapporto.Pero' il discorso e' molto complesso, e io non
ci capisco niente, pero' penso che di qualcuno prima o poi ci si invaghisce e la mia sfortuna e' di non conoscere nessuno come me.
boh, non so.
Oggi mi sento da schifo.
268
Andrea,
21/05/06 12:29
lleo ha scritto:
Un cacciatore sa cosa sta
facendo, un onnivoro no o perlomeno non se ne rende conto.
Potrei capire le tue argomentazioni se si parlasse di onnivori in generale, ma qui stiamo parlando di coppie, quindi gli onnivori in questione non possono non rendersene conto.
Si parla di persone che hanno sentito tutte le argomentazioni, che hanno accanto un esempio concreto e decidono in piena coscienza di continuare a far ammazzare animali. Non si puo' dare la colpa ai condizionamenti,
alla societa' ecc. ecc. in casi come questi. Ciascuno si prenda la responsabilita' di quello che fa.
269
Lucik,
21/05/06 12:56
Oggi mi sento da schifo.
Capita dai...
Sappi che al vegfest trovi tanti del forum... ed al vegfest ci si ritrova un'pò a casa :-) Un'atmosfera condivisa,
dove tutto gira nell'ambito di un mondo allegramente e piacevolmente scontato e "normale"...
Ciao, Luciano.
270
Haderian,
21/05/06 13:57
devotchka ha scritto:
ci lavora col pesce
Allora contribuisce alla sofferenza e alla morte durante i pasti e a lavoro.
Come si fa a "scegliere" una persona con cui stare? O meglio una persona da amare?
Una persona con cui stare la si puoi scegliere, una persona del quale invaghirsi a volte no,
una persona da amare difficilmente può avere un comportamento che non stimi,
quindi a meno che tu non adori l'uccisione di animali e presumo di no, non
è così facile innamorarsi di un assassino.
lleo ha scritto:
Ma non per questo posso equipararli ad un cacciatore o chiamarli "assassini ipocriti". Lo stesso discorso dovrebbe valere anche per me: fino a che non sono diventato vegetariano ero un assassino ipocrita anche io.
Sì, eri un assassino, come anch'io lo ero se diamo al termine assassino la definizione di
"colui che provoca morte ad un animale," (lo specifico ankora)
che la vittima sia umana oppure no, che il carnefice ne sia consapevole oppure no.
Quando si consumano carne e derivati animali si provoca indirettamente sofferenza e morte per di più senza alcuna utilità per nessuno e questo comportamento lo si può assumere consapevolmente o meno.
Non è corretto negarlo solo perché chi lo fa non ne è consapevole.
Quando chi lo fa ha abbastanza informazioni per capire allora in un certo senso diventa più grave.
Non dico che bisogna essere ostili a prescindere con questa massa di burattini assassini, ma fornire loro tutte le informazioni necessarie nella speranza che possano capire. Se proprio non c'è verso che capiscano (e ce ne vuole) allora non bisogna rispettare la loro scelta ma è utile lasciar perdere e concentrarsi su "campi più fertili".