bambini e alimentazione; pagina 2

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16 Winnyna, 23/07/12 15:36

Guest ha scritto:
Winnyna ha scritto:
E' sempre meglio sensibilizzare il bambino alla sofferenza > sia degli animali che delle persone. L'empatia e' un > sentimento che va sviluppato, non nasce dal nulla.

L'empatia è un sentimento innato..

Infatti ho scritto che va sviluppato, non creato.

17 Guest, 23/07/12 15:57

Si..la frase su cui ho "puntualizzato" è

Winnyna ha scritto:
L'empatia .... non nasce dal nulla.

Non volevo puntualizzare a te... ma alle persone che credono che l'uomo non sia empatico per natura e che sia invece un predatore per natura, quindi poco sensibile ed empatico (e purtroppo ce ne sono tante).. un bell'esempio è quello del video di Gary che parla di un neonato con una mela e un coniglietto accanto ecc..

Cioè..in pratica..non volevo puntualizzare a te.. ma a chi crede nei geni predatori che fanno dell'uomo l'animale alla cima della "catena alimentare".

18 Andrea, 23/07/12 16:48

Winnyna ha scritto:
E' sempre meglio sensibilizzare il bambino alla sofferenza sia degli animali che delle persone. L'empatia e' un sentimento che va sviluppato, non nasce dal nulla.

Sì, però scegliere un tipo di sofferenza non causato dal cibo che si sta imponendo ai bambini stessi mi sembra meno ipocrita.

Comunque il mio stupore non è tanto per chi sta da questa parte ma da chi accetta il gemellaggio dalla stesse persone che lo tengono in povertà.

19 Winnyna, 23/07/12 18:49

Andrea ha scritto:
Winnyna ha scritto:
E' sempre meglio sensibilizzare il bambino alla sofferenza > sia degli animali che delle persone. L'empatia e' un > sentimento che va sviluppato, non nasce dal nulla.

Sì, però scegliere un tipo di sofferenza non causato dal cibo che si sta imponendo ai bambini stessi mi sembra meno ipocrita.

Infatti ho scritto che il gemellaggio e' con dei bambini profughi: sono persone che sono costrette a vivere al confine tra la Thailandia e la Birmania per una questione politica. Birmani che sono fuggiti e che vorrebbero tornare alle loro case.

20 gardenia, 26/08/12 15:48

Winnyna ha scritto:
gardenia ha scritto:
Io su questa cosa dell' "obbligare" ci andrei molto cauta... > si possono ottenere degli affetti collaterlai molto > negativi.

Nella mia scuola stiamo molto attenti allo spreco, soprattutto per quel che riguarda il cibo.
Abbiamo l'orto (fatto con i bambini) e tutto quello che viene prodotto viene mangiato da noi e usato per cucinare. Quest'anno abbiamo coltivato cavolo, radicchio, lattuga, pomodori, zucchine, fragole, fagioli. Abbiamo anche rosmarino, timo, salvia, maggiorana e menta, un albero di susine e tre di albicocche.

Inoltre, siamo gemellati con una scuola di bambini birmani profughi in Thailandia. L'insegnante che lavora la' e' di Bologna, una nostra amica, ci vediamo con Skype e, spesso, facciamo le stesse attivita'. Hanno visto con i loro occhi questi bambini che non hanno niente, neanche una vera scuola.

Facciamo anche un laboratorio di cucina, tutti i lunedi' dell'anno scolastico, usando verdure ed ortaggi che di solito i bambini non vogliono mangiare... cosi', manipolandoli, conoscendoli, coinvolti in prima persona in qualita' di cuochi, il loro approccio cambia, portandoli ad assaggiare quello che hanno preparato. Non solo, ognuno di loro porta una porzione da far assaggiare ai genitori e alla famiglia.

Durante il pasto, da sempre, usiamo la filosofia che non si deve buttare via niente, per rispetto di tutte le persone che vorrebbero mangiare come noi e che non possono. Il piatto, alla fine, deve essere vuoto.

In realtà io questa cosa non l'ho mai capita!
Non è che mangiando tutto quello che ho sul mio piatto io rispetto quelli che non hanno da mangiare. Questo è falso. Come dire? "Mangia bimbo mio perché i nostri vicini sono poveri e non hanno niente da mangiare. Tu pulisci il piatto". Non è che in questo modo io sto dando rispetto a chi non ha nulla da mangiare.
Credo anche che la tua scuola non serva pasti vegan ed allora il messaggio che passa stride ancora di più: "il piatto deve essere vuoto quindi mangia tutta la carne perché ci sono persone che non ne hanno!".
Non credo che questo aiuti l'empatia.... anzi!

21 helplinda, 27/08/12 01:09

a proposito di sviluppo dell'empatia, ho paura di tirare su mia figlia troppo sensibile... io sarà che sono "nuova" ma ci ho messo giorni per riprendermi dopo aver visto i video dei macelli... mia madre mi dice che è giusto essere sensibili, ma non si può pensare sempre alle sofferenze degli altri esseri viventi (parlo degli animali)...

22 Guest, 27/08/12 02:58

helplinda ha scritto:
a proposito di sviluppo dell'empatia, ho paura di tirare su mia figlia troppo sensibile...

Sensibilità non è indice di mollezza; essere sensibili significa essere una persona capace di provare empatia, affetto e senso di responsabilità. Essere sensibili significa essere recettivi, e la ricettività fa parte dell'intelligenza. Nessuno diventa troppo sensibile, al massimo si può essere troppo impressionabile, ma l'impressione e il turbamento momentaneo [quando si guarda un video per esempio] non hanno nulla a che vedere con la debolezza che hai paura possa scaturire dalla sensibilità di cui parli. Essere sensibili nei confronti di altri esseri viventi significa crescere con consapevolezza, e la consapevolezza si tramuta in azione e reattività; è questo che bisogna insegnare ai propri figli, tramutare in azione la "troppa sensibilità" se vogliamo chiamarla così. Dire di avere paura di "tirare su una figlia troppo sensibile" non ha senso perché prima di tutto tu le insegnerai anche altro, non la educherai solo ad essere sensibile e passiva alle cose del mondo, in secondo luogo perché i bambini sono molto più forti di quel che pensiamo, poi perché bisogna avere anche fiducia nel proprio compito di educatore oltre che di madre che stende i panni e stira e bisogna avere più fiducia nei propri figli che non cresceranno molli, quindi deboli, o troppo di qualcosa ..semplicemente saranno sensibili, avranno una percezione diversa del mondo rispetto ai propri compagni di scuola (ma questa è un'altra storia).

Poi "troppo sensibili" rispetto a chi o che cosa? Il senso di empatia abbraccia ogni cosa.. non vi può essere troppa sensibilità nella sensibilità. Non è della sensibilità che si dovrebbe aver paura, ma del fatto che la persona che abbiamo di fronte capisca veramente ciò che la realtà è. La preoccupazione non dovrebbe focalizzarsi nel non cresce un figlio troppo sensibile, ma dovrebbe focalizzarsi nell'insegnare ai propri figli come rispondere adeguatamente a qualcosa che può creare angoscia o patimento di qualsiasi genere.. e la miglior azione è sempre fare qualcosa attivamente per gli animali.

Questo lo viviamo noi ogni giorno.. lo impariamo tutti i giorni.. io e tante altre persone ci siamo sentiti giù e "troppo sensibili" alle cose del mondo.. poi arriva qualcuno che ti apre gli occhi e ti dice "svegliati, fai qualcosa di concreto per gli animali, la risposta è nell'azione".

Per quanto le varie cose possano fare male a livello emotivo c'è sempre un riscatto nella reazione costruttiva. Non bisogna nascondere i bambini dalla sensibilità, bisogna educarli all'azione costruttiva.

... mia madre mi dice che è giusto essere
sensibili, ma non si può pensare sempre alle sofferenze degli altri esseri viventi (parlo degli animali)...

Cosa significa che non si può pensare sempre alla sofferenza? Cos'è...c'è un interruttore per la sensibilità e quindi per il senso di responsabilità e l'affetto verso gli altri esseri viventi? Certo, la maggior parte delle persone fa così anche con i propri simili... si commuove di fronte alle pubblicità di raccolta fondi per i bambini malati di tumore o i bambini del terzo mondo con le loro faccine tristi.. ma poi spegne l'interruttore e finisce lì, ritorna alle proprie vite, vuote, abitudinarie ed egoiche. E' questo che fa la gente, essenzialmente se ne fotte la maggior parte del tempo di qualunque cosa che non sia sé stessa. E il verbo è sbagliato.. non è che non si può.. ma non si vuole.. il che cambia parecchio. Le persone non vogliono preoccuparsi degli altri esseri viventi perché il preoccuparsi.. l'essere sensibili.. comporta
responsabilità.

Per di più non si pensa sempre alla sofferenza degli altri esseri viventi, contemplandola di per sé stessa (come per dire..contemplo la sofferenza dei bambini del terzo mondo e non faccio nulla).. della sofferenza se ne prende atto.. poi dopo arriva il tempo per pensare al miglior modo per porre fine alla loro sofferenza (questo si chiama presa di responsabilità.. azione costruttiva).

23 Andrea, 27/08/12 09:57

gardenia ha scritto:
Credo anche che la tua scuola non serva pasti vegan ed allora il messaggio che passa stride ancora di più: "il piatto deve essere vuoto quindi mangia tutta la carne perché ci sono persone che non ne hanno!".

E senza dire al bambino che la prima causa del fatto che c'è 1 miliardo di persone che non ha da mangiare è proprio il consumo di carne di noi occidentali.

24 Andrea, 27/08/12 10:03

helplinda ha scritto:
a proposito di sviluppo dell'empatia, ho paura di tirare su mia figlia troppo sensibile... io sarà che sono "nuova" ma ci ho messo giorni per riprendermi dopo aver visto i video dei macelli...

Di certo non le farai vedere video del genere, con i bambini serve un approccio molto più "solare" e "positivo".

mia madre mi dice che è giusto essere
sensibili, ma non si può pensare sempre alle sofferenze degli altri esseri viventi (parlo degli animali)...

Se impara a rispettarli da bambina per lei sarà del tutto naturale: è più difficile quando da adolescenti o adulti ci si rende conto di aver contribuito a tutto questo per anni e anni.

25 Winnyna, 27/08/12 11:24

Andrea ha scritto:
gardenia ha scritto:
Credo anche che la tua scuola non serva pasti vegan ed > allora il messaggio che passa stride ancora di più: "il > piatto deve essere vuoto quindi mangia tutta la carne perché > ci sono persone che non ne hanno!".

E senza dire al bambino che la prima causa del fatto che c'è 1 miliardo di persone che non ha da mangiare è proprio il consumo di carne di noi occidentali.

Quando leggo queste cose mi vengono i bollori.

1) Gardenia, quante scuole vegan conosci?
E comunque, se pensi che sia meglio insegnare lo spreco ai bambini, mi farebbe piacere approfondire questa teoria. Il bambino si identifica nel suo simile quindi "pensa a chi non ne ha" e' l'unico modo che puoi usare per farlo riflettere sulla societa'. L'empatia, in primis, nasce per i propri simili, qualunque cosa voi crediate.

2) Andrea, vai da un bambino di tre anni e digli che il suo modo di alimentarsi ruba risorse ai bambini del terzo mondo e vediamo la sua reazione. Pensi che si mettera' a riflettere sul senso dell'essere nelle culture occidentali?

Un bambino non ha capacita' di astrazione, l'ho detto anche altre volte. La capacita' di fare riflessioni di questo genere nasce intorno ai 9 anni. Lo so anche io che l'occidente e' la causa di tutto lo sfascio che c'e' in giro, infatti sono vegana. Se non parlo di politica, di economia e di etica con i bambini delle scuole materne, nei termini in cui pretendete che se ne parli, ci sara' il suo motivo.
Se stessimo parlando delle scuole medie o delle superiori, capirei le vostre perplessita' ma cosi'...

Voi non conoscete lo sviluppo cognitivo di una persona, non siete pedagogisti e siete sempre pronti ad istruire altre persone su come devono fare il loro lavoro.

Io sono un'insegnante e so fare il mio lavoro, se intervengo e dico qualcosa, so di cosa sto parlando. Non dico le cose tanto per dire.
Allo stesso modo non intervengo per correggere cose su materie e discipline che non conosco, che sia medicina, veterinaria, informatica o quant'altro.
Non vedo perche' l'insegnamento deve essere sempre messo in discussione, come se tutta la didattica fosse basata su opinioni personali o su tentativi casuali. L'insegnamento si basera' pure su discipline opinabili come la filosofia o la sociologia (e anche sull'opinabilita' di queste discipline si potrebbe discutere) ma si basa anche sulla neurologia e sulla psichiatria, sullo sviluppo biologico cerebrale e sulla psicologia, soprattutto nell'ordine di scuola in cui opero.
Non si puo' mai fare il passo piu' lungo della gamba, non mi pare difficile capirlo.

26 fiordaliso09, 27/08/12 11:47

Non mi trovo d'accordo nemmeno io sulla frase mangia tutto e pensa a chi non ha nemmeno questo da mangiare. Per me è la base della diseducazione alimentare, non volevo intervenire, ma davvero Winnyna, tu sarai senza dubbio una brava insegnante, ma quella frase proprio non si può sentire, in nome di quello ho vomitato finocchi crudi per i primi 2 anni delle elementari e tuttora non riesco assolutamente a mangiare i finocchi se non sono cotti. E comunque è da allora che ancora mi sfugge il nesso tra il mio piatto rimasto pieno e quello vuoto di un bambino sfortunato. Non credo assolutamente che dal punto di vista prettamente educativo ci sia qualcuno disposto ad affermare che quella frase abbia una funzione educativa. Io credo che sarebbe meglio smettere di tirarla in ballo e usare altri metodi per educare i bambini: poi francamente finire quello che si ha nel piatto andando contro il proprio naturale stimolo della fame o il proprio gusto non mi sembra una gran forma di educazione.

27 Winnyna, 27/08/12 11:52

Rileggere i post, per favore.

I nostri piatti sono molto piccoli, non si forza nessuno fino a farlo vomitare, nessuno piange. Durante il pasto, tutti i bambini sono tranquilli.
Ed ovviamente, non ripeto tutti i giorni ai bambini che bisogna mangiare perche' c'e' chi non mangia. Si parla di poverta' in un modo adatto ad un bambino di quell'eta'.

28 fiordaliso09, 27/08/12 11:54

Winnyna ha scritto:

Si parla di
poverta' in un modo adatto ad un bambino di quell'eta'.

E' questo che è proprio fuori luogo.

29 Winnyna, 27/08/12 11:55

fiordaliso09 ha scritto:
E' questo che è proprio fuori luogo.

Cioe' non si deve parlare di poverta'?

30 Winnyna, 27/08/12 11:56

Winnyna ha scritto:

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!