bambini e alimentazione

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1 ravenwolf, 14/07/12 15:28

Ciao a tutti,
ho una curiosità: voi conoscete bambini veg?
Ve lo chiedo perché ho iniziato a lavorare in un centro estivo con una ventina di bambini, tutti tra i 3 e i 10 anni e, l'altra mattina, con l'altra educatrice abbiam fatto l'appello chiedendo a turno quale fosse il piatto preferito di ognuno. L'abbiamo chiesto così, senza uno scopo preciso e credevo che le risposte sarebbero state la pizza, patatine, gelato, ecc...insomma, i cibi che io amavo da bambina. Invece, con mia grande delusione, 9 bambini hanno risposto l'hamburger di McDonald's, 4 il panino col salame, 3 la carne impanata e gli ultimi 4 hanno detto le patatine e il gelato.
Senza contare che le merende che portano da casa son quasi sempre con qualche affettato.
So che loro non c'entrano niente e che quello che mangiano gli viene dato dai genitori, ma provo sempre una gran tristezza, quando, un attimo prima sfogliamo un bel libro sugli animali con coniglietti, maialini, ecc...e l'attimo dopo addentano un panino al prosciutto.
I più piccoli non lo sanno...i più grandi non ci fanno più caso.
Meno male che, quando compro io la merenda per quelli che non ce l'hanno, prendo pacchi di schiacciatine.
Le mie colleghe invece optano per il panino alla mortadella. sigh :(

2 Iris4815, 14/07/12 19:33

Io comincerei volentieri a traviarli tutti, i bambini. Magari spiegandoglielo a mò di storia. "C'era una volta un piccolo maialino nato in un capannone, la sua mamma era chiusa in una gabbia e non poteva coccolarlo... eccetera eccetera... e così i resti del suo corpo finirono al supermercato per riempire il tuo panino della merenda." Garantito che non lo toccherebbero più. Nessun bambino mangerebbe carne se solo sapesse, se solo CAPISSE cosa comporta.
Dici che i genitori potrebbero denunciarti se fai qualcosa del genere?

3 Winnyna, 14/07/12 21:03

Io faccio l'insegnante in una scuola dell'infanzia e la cosa è molto più complicata di quanto si pensi.
Ricoprire una carica istituzionale, anche agli occhi dei bambini, come la "maestra" (o l'educatrice, come nel caso dell'altra ragazza) è molto differente dall'essere semplicemente una ragazza che conversa con 20 bambini.
Io parlo tantissimo degli animali, parliamo della sofferenza degli animali da fattoria e anche degli animali che loro hanno in casa... ma anche se loro concordano con te al 100% sul fatto che non è giusto uccidere un animale, purtroppo, culturalmente, il pollo cessa di essere il pulcino di cui abbiamo discusso 5 minuti prima quando è sul piatto. Per loro è cibo, così come la "svizzera" o la cotoletta.

Nella mia scuola, l'anno appena finito aveva 56 alunni: ora non so ricordarli con precisione ma direi che tra questi 56 ce ne sono almeno 6 che non mangiano nessun tipo di vegetale, ne frutta, ne verdura, ortaggi... niente (se provi a dar loro UNA foglia verde o un pisello piangono di disperazione fino a procurarsi il vomito). Tra di loro, anche un bambino diabetico.
Tra gli altri direi che ce ne sono altri 10 che mangiano solo patate e mela.
Nei restanti bimbi, solo 3 e dico 3, chiedevano il bis di contorni, gli altri mangiavano solo perchè "obbligati" da me e un'altra collega.

I genitori non capiscono realmente la gravità delle "abitudini" che stanno dando loro: spessissimo, quando li portano a scuola, per farli smettere di piangere dicono "se smetti, stasera andiamo al MC!"...
E questa settimana ho anche scoperto che c'è chi ci va tutte le sere.

Che tristezza.

Sono riuscita a veganizzare mamma e figlia nella mia classe, bimba che non mangiava nessun vegetale quando sono arrivata. Io cerco di lavorare più il genitore che il bambino, funziona di più e anche l'impatto con il genitore è migliore.
Mi spiego meglio.
Poniamo che un bambino mi riferisca che la sera prima ha mangiato i wurstel.
Poniamo che io gli dica "Ma i wurstel non sono buoni, sono fatti con gli animali, poverini! Non si devono uccidere per nessun motivo!".
Poniamo che torni a casa e dica alla mamma "La maestra mi ha detto bla bla bla bla".
Nella migliore delle ipotesi può succedere che i genitori pensino "è vero, caspita!"... ma tutti qui dentro sanno quanto è difficile far cambiare idea agli altri, figuriamoci quando si mette in discussione il modo in cui "educano" i loro figli!
Quindi, devo considerare sempre la peggiore delle ipotesi... e cioè che la mamma dica "ma vedi sta str***a, perchè non si fa gli affari suoi!"... e questo, ovviamente, inclinerebbe il rapporto professionale tra me e lei, che dovrebbe basarsi sulla fiducia.

Quello che faccio di solito è di parlare dell'origine del cibo.
Ti piace l'hamburger di Mc Donald? Di cosa è fatto? Hai mai visto una mucca? Che verso fa la mucca? Dove vive? Cosa mangia? Hai paura della mucca?
In questo modo faccio riflettere sull'essere vivente senza giudicare il genitore.

Ovviamente, poi, io mi rapporto con bambini che vanno dai due anni e mezzo ai sei anni, quindi gli approcci cambiano rispetto ai bimbi delle scuole elementari.

4 ravenwolf, 14/07/12 21:44

Winnyna ti dò ragione su tutto.
Senza contare che tu sei un'insegnante e che quindi hai più influenza sulla tua classe; io invece in questo centro sono l'ultima arrivata e devo sottostare alle mie colleghe, già insegnanti di materna, che lo gestiscono da anni. Devo seguire le loro regole e già faccio fatica a proporre delle nuove attività e giochi...figuriamoci parlare di alimentazione! Non importa perchè cmq parlo molto coi bambini; ci sono momenti di gioco libero in cui giochiamo con pupazzetti a forma di animali...potrei inserire il discorso poco alla volta, magari dicendo "Qual'è il vostro animale preferito? E cosa fa? ecc..."

Concordo però sul fatto che bisognerebbe lavorare sul genitore più che sul bambino, tirando in ballo l'aspetto salutistico.

Poi ci son certi genitori che mica vogliono capire. C'è un bambino in sovrappeso al centro, tutte le mattine arriva con una brioche al cioccolato o alla crema. Due ore dopo si fa merenda e lui ha sempre un panino col salame (tutti i giorni). Non lo finisce mai tutto e il pezzo avanzato lo incartiamo e glielo rimettiamo nello zaino.
Quando la mamma torna a prenderlo vede lo zaino e ci chiede sempre come mai non ha finito la merenda, perché non ha mangiato, e così via...Ma cristo santo, non ci arrivi a capire che è sazio, povera stella?

5 Winnyna, 14/07/12 21:57

ravenwolf ha scritto:
Winnyna ti dò ragione su tutto.
Senza contare che tu sei un'insegnante e che quindi hai più influenza sulla tua classe; io invece in questo centro sono l'ultima arrivata

Si ti capisco...

Poi ci son certi genitori che mica vogliono capire. C'è un bambino in sovrappeso al centro, tutte le mattine arriva con una brioche al cioccolato o alla crema. Due ore dopo si fa merenda e lui ha sempre un panino col salame (tutti i giorni). Non lo finisce mai tutto e il pezzo avanzato lo incartiamo e glielo rimettiamo nello zaino.
Quando la mamma torna a prenderlo vede lo zaino e ci chiede sempre come mai non ha finito la merenda, perché non ha mangiato, e così via...Ma cristo santo, non ci arrivi a capire che è sazio, povera stella?

Beh da noi ce n'era uno (che ora passa alle elementari): a cinque anni pesa 45 kg, i genitori non stanno neanche seduti sul sedile della macchina da quanto sono grassi.

Morale della favola: gli altri bambini hanno cominciato a prenderlo in giro per via delle sue dimensioni e per via del fatto che, essendo obeso, si riesce a malapena a vedere il glande del suo pene. Così quando era il momento di andare in bagno era lo zimbello di tutti... e anche se noi rimproveravamo gli altri, la cosa non è cessata.
Aggiungici che ha anche un lieve ritardo cognitivo... et voilà.

I genitori incazzati verdi perchè, secondo loro, non l'abbiamo difeso abbastanza dicendo agli altri che era magro (!)... e l'hanno ritirato da scuola a maggio perchè il bambino si rifiutava di venire per la vergogna.
Abbiamo cercato di fare capire loro che se il bambino non dimagrirà, purtroppo, la situazione sarà sempre peggio... si sa che i bambini delle elementari e delle medie sanno essere veramente crudeli. Ma loro ci hanno detto che per loro il bambino è bellissimo così (è talmente grasso che non riesce a tirarsi su le mutande da solo).

Io capisco che ogni scarrafone è bello per la sua mamma ma quando si tratta di salute queste cose mi risultano davvero incomprensibili ed inaccettabili. Mah.

6 gardenia, 17/07/12 00:22

Winnyna ha scritto:
Nei restanti bimbi, solo 3 e dico 3, chiedevano il bis di contorni, gli altri mangiavano solo perchè "obbligati" da me e un'altra collega.

Io su questa cosa dell' "obbligare" ci andrei molto cauta... si possono ottenere degli affetti collaterlai molto negativi.
Tanto per fare un esempio, io ho un amico che NON MANGIA FRUTTA proprio per il fatto di essere stato costretto a mangiarla da piccolo dalle suore del suo asilo!
Concordo per il dialogo con il genitore.
:-) Ciao

7 ravenwolf, 21/07/12 17:18

A proposito...esistono storielle vegan da raccontare ai bambini? No, perché l'altro giorno, sul libro delle vacanze di uno di loro, ce ne era una che recitava più o meno così:

"Gaspare, il fattore, aveva una gallina che ogni giorno faceva un uovo. Gaspare però non era soddisfatto: ne voleva almeno tre. Così diede alla gallina più da mangiare; polenta, verdure, grano. Alla fine la gallina diventò così grassa che non riuscì più a fare nemmeno un uovo. Gaspare esasperato diede la gallina a sua moglie perché ne facesse un bel brodo. Così quella sera, Gaspare e sua moglie si gustarono una bella cena."

....Ma secondo voi si può? Per poco non mi veniva da vomitare.
E' chiaro che questi libri sono scritti da adulti. Quando abbiamo trovato un uccellino morto in giardino, tutti i bambini si sono messi intorno a dire "Poverino!" e gli hanno fatto una specie di funerale...a nessuno è venuto in mente di dire : "Facciamolo in brodo!".

8 Andrea, 21/07/12 20:08

Favola (Ottorino l'elefantino): www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1305

Due Libri: www.veganhome.it/forum/vivere-vegan/incontri-con-bambini/#m132302
Vari opuscoli: www.veganhome.it/forum/filosofia-vegan/come-far-capire-bambini/#m186366

9 ravenwolf, 22/07/12 18:47

Grazie, il libro mi piace molto...credo che lo prenderò su ibs, ciao!

10 IrinaS, 23/07/12 00:08

Volevo propore questo tema anch'io.
Ho visto i link ai libri e volevo chiedere, se qualcuno ha letto "Vogliamo essere amici? Piccoli animali raccontano" e se e' addatto ai bambini di 3-4 anni? Grazie!

11 Marina, 23/07/12 00:24

IrinaS ha scritto:
Volevo propore questo tema anch'io.
Ho visto i link ai libri e volevo chiedere, se qualcuno ha letto "Vogliamo essere amici? Piccoli animali raccontano" e se e' addatto ai bambini di 3-4 anni? Grazie!

Sì, va benissimo, ha tante foto e pochi testi semplici.

Ciao,
Marina

12 Winnyna, 23/07/12 10:17

gardenia ha scritto:
Io su questa cosa dell' "obbligare" ci andrei molto cauta... si possono ottenere degli affetti collaterlai molto negativi.

Nella mia scuola stiamo molto attenti allo spreco, soprattutto per quel che riguarda il cibo.
Abbiamo l'orto (fatto con i bambini) e tutto quello che viene prodotto viene mangiato da noi e usato per cucinare. Quest'anno abbiamo coltivato cavolo, radicchio, lattuga, pomodori, zucchine, fragole, fagioli. Abbiamo anche rosmarino, timo, salvia, maggiorana e menta, un albero di susine e tre di albicocche.

Inoltre, siamo gemellati con una scuola di bambini birmani profughi in Thailandia. L'insegnante che lavora la' e' di Bologna, una nostra amica, ci vediamo con Skype e, spesso, facciamo le stesse attivita'. Hanno visto con i loro occhi questi bambini che non hanno niente, neanche una vera scuola.

Facciamo anche un laboratorio di cucina, tutti i lunedi' dell'anno scolastico, usando verdure ed ortaggi che di solito i bambini non vogliono mangiare... cosi', manipolandoli, conoscendoli, coinvolti in prima persona in qualita' di cuochi, il loro approccio cambia, portandoli ad assaggiare quello che hanno preparato. Non solo, ognuno di loro porta una porzione da far assaggiare ai genitori e alla famiglia.

Durante il pasto, da sempre, usiamo la filosofia che non si deve buttare via niente, per rispetto di tutte le persone che vorrebbero mangiare come noi e che non possono. Il piatto, alla fine, deve essere vuoto.

Detto questo, l'"obbligarli" a mangiare va spiegato in questo senso.
Io so che tu Bimba non ami molto mangiare la verdura ma non ne fai un dramma e, sebbene so che non ami vederla sul piatto, ti vengo incontro mettendoti due o tre foglie di insalata. Ma quella deve essere mangiata. Nessuno piange e l'atmosfera e' molto tranquilla. I bambini sanno, capiscono e fanno la cosa giusta. E se qualcuno quel giorno, proprio non vuole mangiare una cosa, non e' un problema, nessuno morira' di fame. Questo, comunque, non capita mai. I piatti sono proporzionati all'eta' e anche al bambino: conosciamo perfettamente i loro gusti.

Nessuno viene obbligato con urla o sgridato. E' una metodologia, se cosi' puo' essere chiamata, che nella mia scuola non viene neanche considerata.

Seguiamo una pedagogia molto lontana da quella convenzionale, molta pratica, molti laboratori, poca "classe", senza urla e senza costrizioni.
Con le costrizioni non si ottiene niente, ne con bambini ne con adulti.

ciao :)

13 Andrea, 23/07/12 11:42

Winnyna ha scritto:
Inoltre, siamo gemellati con una scuola di bambini birmani profughi in Thailandia. L'insegnante che lavora la' e' di Bologna, una nostra amica, ci vediamo con Skype e, spesso, facciamo le stesse attivita'. Hanno visto con i loro occhi questi bambini che non hanno niente, neanche una vera scuola.

Questi gemellaggi a dire il vero mi mettono una tristezza inaudita.. la gente muore di fame perché noi paesi ricchi mangiamo carne, sono gemellaggi tra sfruttatori e sfruttati..

14 Winnyna, 23/07/12 14:26

Andrea ha scritto:
Questi gemellaggi a dire il vero mi mettono una tristezza inaudita.. la gente muore di fame perché noi paesi ricchi mangiamo carne, sono gemellaggi tra sfruttatori e sfruttati..

E' sempre meglio sensibilizzare il bambino alla sofferenza sia degli animali che delle persone. L'empatia e' un sentimento che va sviluppato, non nasce dal nulla.

15 Guest, 23/07/12 14:41

Winnyna ha scritto:
E' sempre meglio sensibilizzare il bambino alla sofferenza sia degli animali che delle persone. L'empatia e' un sentimento che va sviluppato, non nasce dal nulla.

L'empatia è un sentimento innato..il problema è la "desensibilizzazione" dell'ambiente in cui il bambino cresce, il quale porta con sé tutti i suoi condizionamenti per anni se non per sempre (fortunatamente l'intelletto riesce a sopire i condizionamenti attraverso la comprensione.. un esempio è il fatto che si riesce a divenire antispecisti dopo aver abbandonato la mentalità vecchia con la quale si è cresciuti [e alcune persone ci mettono più tempo di altre a sradicare i condizionamenti mentali].. quindi si può dire che oggi.. essere antispecisti si impara perché c'è un precondizionamento.. ma in realtà si nasce tali).

I bambini vanno rieducati ad essere sensibili solo perché sono desensibilizzati fin dall'infanzia alle cose veramente importanti.

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"Papà, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."

La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.

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