scenari apocalittici (ma neanche troppo); pagina 12

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166 Vale_Vegan, 2/11/11 22:54

Freiheit vai dove ti pare, ma è tutto uguale dappertutto.. non è solo l'italia... è il nuovo mondo...

167 Bosinick, 3/11/11 07:35

Vale_Vegan ha scritto:
Freiheit vai dove ti pare, ma è tutto uguale dappertutto.. non è solo l'italia... è il nuovo mondo...

....si ma come è difficile farglielo capire.....

168 Bosinick, 3/11/11 08:03

comunque mi avete risposto di tutto risentiti di qualcosa di cui non vi si accusa...cogliendo l'occasione sempre per sbandierare i vostri diritti sacrosanti ma che sono poi quelli che spettano a tutti, pretendendo cose che molti di noi si sono dovuti conquistare,credendo che la fatiche e le rinunce di vario genere le avete fatte solo voi......anch'io, quando ero giovane, non sono andato in vacanza per 8 anni di seguito per rendermi indipendente dalla mia famiglia e pagando un affitto folle ma se avessi avuto la voglia di andarmene VERAMENTE da questo paese non avrei fatto altro che prendere e andare come hanno fatto molti miei amici ma senza dover sputtanare nessuno o scaricare colpe su chissachì.....ogni momento storico ha avuto dei problemi e questo sicuramente è uno dei più difficili, ma vorrei farVi notare che ci siamo dentro TUTTI....

comunque questi non erano i discorsi che volevo fare, il nocciolo della questione era un altro: se ti vergogni di essere italiano, se vuoi respirare altra aria, se pensi di vivere in un paese di merda ecc. ecc. .....chi ti impedisce di andartene ????? e non mettetela sulla questione dei soldi, perchè c'è gente che piuttosto che rimanere qui è partita con zero facendo lavori umili e costruendosi un'alternativa di vita altrove.......se poi volete partire con tutti i confort allora cari miei è tutto un altro discorso ancora

169 Lifting_Shadows, 3/11/11 08:49

No Carlo...Sul tuo profilo,o su un annucnio, avevi scritto che fai un lavoro poco remunerativo per scelta. Come ti sentiresti se qualcuno venisse a sindacare questa tua scelta o a dirti cosa puoi o non puoi provare, scrivere, senire dentro di te perchè quella è la scelta che hai fatto?
Allo stesso modo, non mi piace che una persona che ha fatto l'università e spera di trovare giusta collocazione o esperienza per fare tirocinio non si possa lamentare perchè "c'è chi l'università non l'ha fatta" ecc ecc. Questa è la cosa che mi ha dato fastidio.

E non è vero che è ovunque così, almeno 4 mie compagne di corso sono già emigrate in Germania e lì lavorano, 2 di loro -udite udite- come insegnanti.

170 Guest, 3/11/11 09:59

Bosinick ha scritto:
se pensi di
vivere in un paese di merda ecc. ecc. .....chi ti impedisce di andartene ????? e non mettetela sulla questione dei soldi, perchè c'è gente che piuttosto che rimanere qui è partita con zero facendo lavori umili e costruendosi un'alternativa di vita altrove.......se poi volete partire con tutti i confort allora cari miei è tutto un altro discorso ancora

Continui a ripetere che non si può pretendere qualcosa dal momento che ci sono state persone che hanno conquistato le cose a fatica!... Non ho capito perché non si possa pretendere un sistema migliore!.
Il fatto che non ci piaccia il sistema non significa che dobbiamo andare via, il fatto di non voler per forza andare via non significa che non possiamo indignarci , e il fatto di lamentarci non ci rende persone peggiori di quelle che sono partiti, sapendo comunque dove poter ritornare una volta andati via e in caso avessero fallito!.

171 Guest, 3/11/11 10:01

Bosinick ha scritto:

.......se poi volete partire
con tutti i confort allora cari miei è tutto un altro discorso ancora

Nessuno ha mai detto questo...ma una volta che si parte e si investono energie si va dove si vuole andare, non dove ti porta il vento, guidati dall'ombrello di Mary Poppins!

172 Guest, 3/11/11 10:19

Guest ha scritto:
Nessuno ha mai detto questo...ma una volta che si parte e si investono energie si va dove si vuole andare, non dove ti porta il vento, guidati dall'ombrello di Mary Poppins!

E se uno non può andare, aspetta occasioni migliori...
ma ancora non capisco perché uno deve emigrare e non può pretendere di costruirsi una vita dignitosa qui in Italia e vivere parlando la propria lingua!; a me non me ne frega niente di quelli che partono... che vadano, probabilmente me ne andrò anche io, ma più che altro per conoscere meglio la cultura che sto studiando non per stabilirmi definitivamente in un altro continente!; può darsi che succederà, può darsi che non succederà...ma ti ribadisco ancora una volta che non ho capito perché uno se ne deve andare via e non può pretendere di più dal proprio paese natale!. Non si può dire: <se non ti piace, vattene!, tante persone se ne sono già andate!>.

173 zelia, 3/11/11 10:33

Ecco su che cosa ho investito i miei anni di studio http://intermarketandmore.finanza.com/grecia-vuole-il-referendum-ma-puo-uscire-dalleuro-35608.html
(intendo la foto che non riesco a isolare)

Didi, per fortuna che studi cinese!

174 Bosinick, 3/11/11 12:06

Lifting_Shadows ha scritto:
No Carlo...Sul tuo profilo,o su un annucnio, avevi scritto che fai un lavoro poco remunerativo per scelta. Come ti sentiresti se qualcuno venisse a sindacare questa tua scelta o a dirti cosa puoi o non puoi provare, scrivere, senire dentro di te perchè quella è la scelta che hai fatto?
Allo stesso modo, non mi piace che una persona che ha fatto l'università e spera di trovare giusta collocazione o esperienza per fare tirocinio non si possa lamentare perchè "c'è chi l'università non l'ha fatta" ecc ecc. Questa è la cosa che mi ha dato fastidio.

E non è vero che è ovunque così, almeno 4 mie compagne di corso sono già emigrate in Germania e lì lavorano, 2 di loro -udite udite- come insegnanti.

ma Lifting è proprio per questo !!!! se è una mia scelta perchè devo sputtanare il mio paese....ogni scelta deve essere accompagnata dalla consapevolezza di ciò che comporta.......se la sua scelta è andare che non se la prenda con l'Italia e l'europa in crisi, fa parte di questo momento storico e sappia adattarsi come ci stiamo adattando tutti....per esempio la mia scelta è stata che facevo il taxista e ho previsto la crisi 8 anni fa e mi sono messo come dipendente perchè fiutavo qualcosa che poi sarebbe successo.....nella vita bisogna anche sapere interpretare le circostanze non sperare che perchè sei laureata ti arrivi addosso il lavoro, non è mai stato così neanche prima comunque e se ti guardi in giro vedi laureati che purtroppo fanno mestieri diversi per campare ma se non ce n'è non ce n'è è inutile che speri che scappando trovi l'america.....se le tue amiche fanno le insegnanti che questo sia di sprono a darsi da fare, cioè se lì si può lavorare ed è (secondo Zelia) il paese più bello del mondo.....cosa aspetta ???? il fatto di lamentarsi è lecito ma non si può sempre dire che viviamo in un paese di merda, perchè ci stiamo barcamenando esattamente come fanno gli altri ed è da anni che ce la stiamo tirando addosso la malasorte continuando a parlare male di noi....è anche qui una questione di energie di cui tanto si parla.....non è sputtanando il tuo paese che risolvi i tuoi problemi è la tua capacità di adattarti al momento difficile e di capire come funzionano le cose....se Didi ha deciso di studiare Cinese è perchè ha fatto una scelta intelligente prevedendo che li ci sarebbe stato un futuro sbocco lavorativo.......ma se hai una laurea che non ti fa collocare cosa fai ???? ti devi per forza reinventare non reclamare o sputtanare e dire ecco i mei studi dove son finiti facendo vedere una bandiera europea bruciata......io ero uno tra quelli NON favorevoli ad entrare nell'euro e chi ci ha portato adesso però non se lo ricorda più nessuno....mahhhh

175 Lifting_Shadows, 3/11/11 12:36

Bosinick ha scritto:
ma Lifting è proprio per questo !!!! se è una mia scelta perchè devo sputtanare il mio paese....

Perchè la scelta di cui si parlava era quella di un solo anno formativo all'estero, che non le è stato possibile fare per motivi assurdi. E dopo questo episodio nessun italiano sarà più preso in quell'ufficio.
Andarsene per sempre, a volte è una scelta libera, a volte è una scelta obbligata perchè non ci sono alternative. Chiedi a chi se ne è andato per costrizione se è stato contento di lasciare gli affetti qui e andare in mezzo agli estranei, e perchè quasi nessuno è tornato quando si è messo da parte abbastanza soldi.
A me non pare di vedere molti immigrati tedeschi, finlandesi, svedesi, danesi, inglesi, americani, qui. Nè i loro figli nelle nostre scuole. Mi pare che siamo noi ad andare da loro, o il flusso migratorio è improvvisamente cambiato?

per esempio la mia scelta è stata che facevo il
taxista e ho previsto la crisi 8 anni fa e mi sono messo come dipendente perchè fiutavo qualcosa che poi sarebbe successo.....nella vita bisogna anche sapere interpretare le circostanze

Cioè quando noi avevamo 13 anni?

non sperare che perchè sei laureata ti arrivi
addosso il lavoro,

Non ho mai detto questo...

il
fatto di lamentarsi è lecito ma non si può sempre dire che viviamo in un paese di merda, perchè ci stiamo barcamenando esattamente come fanno gli altri ed è da anni che ce la stiamo tirando addosso la malasorte continuando a parlare male di noi....

Non posso andare off policy, ma è il nostro stesso Premier a dire che "questo è un paese di merda e se ne vuole andare". Se lo può dire lui, che ha tutto, soldi, lavoro e tanto altro, non lo possiamo dire noi comuni mortali con le pezze a colori al coolo? Immagino che tu abbia mandato un'email di protesta a qualche giornale quando glielo hai sentito dire, perchè è molto più grave che certe parole escano dalla bocca sua che da quella di Zelia!

è anche qui una questione di energie di cui
tanto si parla.....non è sputtanando il tuo paese che risolvi i tuoi problemi è la tua capacità di adattarti al momento difficile e di capire come funzionano le cose....

Non è neanche negando che i problemi esisitano che le cose si risolvono, e quando la magagna sta troppo in alto ti puoi rimboccare pure le mutande ma non otterrai molto.

176 Lia78, 3/11/11 13:18

Guarda Bosinick, io un pò ti capisco, perché anch'io trovo che ci sia tanta gente (parlo in generale, non mi sto riferendo a Zelia o a Lifting o ad altre persone intervenute specificatamente in questo thread) che si piange addosso e vorrebbe il lavoro dei suoi sogni a distanza di sicurezza da mamma che così gli prepara il pranzo e non fa altro che lamentarsi del paese in cui vive.

Tuttavia conosco anche un sacco di persone che si sono fatte un mazzo così a studiare, andandosene magari anche lontano da casa, a non pesare sui propri genitori, e ora si trovano a dover scegliere tra andarsene dall'italia (dove troverebbero lavoro molto più facilmente perché c'è una cultura della professionalità molto differente, si punta molto di più sull'innovazione, le università funzionano) o dover fare una fatica boia per farcela qui in Italia.

Io ho un dottorato di ricerca quindi appartengono ad una fascia ancora più ristretta, specializzata e probabilmente dal tuo punto di vista elitaria. Ho avuto la fortuna di non dover lavorare per mantenermi agli studi ma ti assicuro che lavoravo molto di più da studente che non da lavoratrice. Io comunque appartengono ad una categoria fortunatissima, ovvero di chi è riuscito a trovare un lavoro ragionevolmente ben pagato in azienda pur avendo un dottorato (la maggior parte delle aziende non ti assume se hai un dottorato o ti considera alla stregua di un neo laureato anche se hai più di 40 anni, 5 anni di università, 3 di dottorato, e 10 anni di esperienza). Faccio la differenza tra chi è restato ( a lavorare come precario 50-60 ore a settimana a 1200 euro al mese ) e chi se ne è andato ( ed è professore associato a 33 anni - qui in Italia, prima dei 45-50 anni, difficilmente se ne parla). Senza contare che magari all'estero ti mettono anche in condizione di fare bene il tuo lavoro. Resta chi è votato al sacrificio, è proprio innamorato dell'italia, ha un sonoro calcio in culo oppure ha obblighi familiari tali da non potersene andare (oppure rinuncia a fare ciò per cui ha studiato, ma dopo una laurea, un dottorato, e qualche anno di precariato, quindi in sostanza verso i 35 anni, non diventa nemmeno semplicissimo)

Ora tu potrai anche dire chissenefrega, cavoli tuoi, nessuno ti ha obbligato a studiare, però secondo me invece dovresti incazzarti un pò pure tu, perché tutte queste persone che se ne vanno hanno studiato anche con i soldi degli italiani, e sarebbero in grado di fare cose molto positive per l'Italia, e invece vanno a fare fortuna in ma soprattutto PER altri paesi. E' un immenso patrimonio che l'Italia ha e che svende letteralmente ad altri paesi perché non è in grado di sfruttarlo. E questa tendenza c'è da anni, indipendentemente dalla crisi

177 zelia, 3/11/11 13:23

Guarda che io nella mia vita ho fatto: la cameriera, la barista, la baby sitter, la guardarobiera, la commessa.

I programmi europei di mobilità per i giovani (erasmus, evs, leonardo) prevedono dei soldi stanziati PER NOI e la nostra formazione lingustica e professionale. Per quale esatto motivo dovremmo vergognarci a usarli? Lo so anch'io che potrei partire per l'australia con un visto workin'holiday, ma visto che posso usare 8000 euro stanziati per me perchè glieli devo lasciare lì? E non ci penso neanche a vergognarmi, si vergognino quelli che vanno a sparare in Afghanistan che sono tutti volontari e prendono un sacco di soldi! Per poi farci fare la lacrima istituzionale se qualcuno ci lascia le penne. O vogliamo parlare di tutti i soldi dati agli allevatori? Non credo che Gioventù in Azione o LLP siano tra i soldi peggio spesi della comunità, anzi.

Quelli che cominciano l'università adesso hanno il vantaggio di farlo in un mondo che sta cambiando. Che l'Europa sarebbe crollata non se lo aspettava nessuno, neanche nei peggiori incubi. Non sto a difendere l'Euro, che senza integrazione economica è indifendibile ed è nato in un momento di ottimismo, però ricordiamoci che il boom degli anni '60 l'abbiamo avuto grazie al mercato comune. I cinesi d'europa eravamo noi, e abbiamo ampiamente approfittato della possibilità di vendere i nostri frigoriferi a tedeschi e francesi senza imposte doganali. Veder bruciare la bandiera europea dallo stesso popolo che ha decretato la sua morte con una gestione dello Stato degna dei paesi africani o del sud america, farebbe salire il sangue alla testa a chiunque. Noi non capiamo cosa provano tedeschi, olandesi, finlandesi, solo perchè siamo uguali ai greci. Stessa faccia, stessa razza.

Su di me non si può dire che non abbia fatto niente per questo paese. L'anno scorso, a maggio giugno, pur avendo già maturato l'intenzione di andare, ho passato le domeniche in piazza a dare volantini a gente che se ne fregava ampiamente di avere scorie nucleari sotto casa gestite all'italiana e acqua a prezzi di mercato. Li dovevo dare facendo finta che fossero inviti per la discoteca. Non dico altro.

Per avere speranze di non finire ai saccheggi abbiamo bisogno di misure impopolari che colpiscono i ceti alti tipo patrimoniale secca. Ne abbiamo bisogno in fretta, ma...ma...e qui mi fermo, chi vuol capire capisca cosa (o meglio chi) ce lo sta impedendo.

178 Lia78, 3/11/11 13:31

Lifting_Shadows ha scritto:
A me non pare di vedere molti immigrati tedeschi, finlandesi, svedesi, danesi, inglesi, americani, qui. Nè i loro figli nelle nostre scuole. Mi pare che siamo noi ad andare da loro, o il flusso migratorio è improvvisamente cambiato?

Qualcuno ci prova a venire ogni tanto, ma è pressoché impossibile farli restare grazie alle nostre leggi schizofreniche sull'immigrazione, Se un lavoratore qualificato vuole venire in Italia a lavorare, e fare altro che non sia raccogliere i pomodori in nero a 1 euro all'ora, prima o poi se ne andrà. Io avevo un collega russo, aveva un contratto a tempo indeterminato, per un disguido gli è scaduto il permesso di soggiorno, non rientrava nelle quote. Abbiamo provato di tutto per farlo restare, siamo andati ad implorare il questore, non c'è stato verso. Alla fine si è rotto e se n'è andato, ora lavora in Olanda.

179 Lifting_Shadows, 3/11/11 13:39

Lia grazie per le tue parole...aggiungo anche che fare l'università fuori casa significa prendersi un sacco di responsabilità, farsi i conti in tasca, gestire cucina, lavaggi, pulizie, rapporti con le altre persone con cui vivi. E significa anche spirito di intraprendenza, perchè così come ci vuole coraggio per espatriare ci vuole anche per prendere le tue cose, lasciare il buco proviniciale in cui sei nato e cresciuto e andare in una città enorme, e vivere in casa con estranei, e affrontare cambiamenti di enorme portata in poco tempo, senza un supporto che non sia telefonico, almeno i primi tempi, anche di più se si è timidi e poco socievoli.

Ora spero che non venga fuori il "chi ti ha obbligato?"...

180 zelia, 3/11/11 14:00

Ah il mi ultimo mess, non era per Lia che aveva scritto poco prima , ovviamente. E cmq lasciamo perdere la politica che tanto non c'è neanche bisogno di parlarne e di andare fuori policy, quella parla da sola.

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"Papà, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."

La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.

Scrivi la storia con noi