stop al fumo; pagina 4

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46 marcello, 20/03/07 07:40

Andrea ha scritto:
Se andare in moto senza casco comportasse, come il fumare, una spesa di centinaia di euro l'anno suddivise tra imposte per lo stato e guadagno per una delle piu' potenti lobby del pianeta penso che lo permetterebbero..

O forse se i politici fossero più motociclisti che fumatori...

Comunque bisogna sfatare una leggenda: che lo Stato guadagni di più dalla vendita delle sigarette, rispetto al danno che ne riceve.

Qualche anno fa legambiente ha fatto un calcolo, ed è venuto fuori che un pacchetto di sigarette, per andare a coprire i costi sociali che comporta, dovrebbe costare poco meno di quindici euro.

M.

47 marcello, 20/03/07 07:47

tucano ha scritto:
Marcello ha scritto:
Io invece penso che lo stile di vita vegan debba prevedere > necessariamente anche la rinuncia al fumo.

Perché fumare fa ammalare

Non capisco perché chi è vegan debba anche preoccuparsi della propria salute in funzione degli altri e un onnivoro no. Se il problema sono i costi sociali i primi a dover essere incriminati dovrebbero essere gli onnivori, non i vegan che anche se lo sono in primo luogo per gli animali (come me) già fanno molto per la propria salute. Allora prendiamocela anche con i vegan che non mangiano in modo sano e biologico o con i vegetariani che continuando a mangiare latticini si espongono al rischio di cancro. Un terzo delle forme di cancro provengono dall'alimentazione (fonte The Cancer Project).

I vegan dovrebbero preoccuparsi della propria salute in funzione del fatto che la malattia - direttamente o indirettamente - comporta la morte di animali, per esperimenti su nuovi farmaci, per esercizi chirurgici, per test sui prodotti.

Più in generale, se vegan significa salvare la vita degli animali, estensivamente vorrei salvare anche quella degli animali come me.

Infine, anche nei siti come saicosamangi si pone l'accento sui costi ambientali e sociali di certe pratiche, come l'alimentazione carnea: allargare il discorso anche al
fumo è secondo me una valida aggiunta.

Sì, me la prendo anche con i vegan che non mangiano sano.

M.

48 Kalpoternit, 20/03/07 08:22

Non fumare,mangiare sano,o cmq vivere una vita sana in generale è un ottimo modo per volersi bene e rispettare il proprio corpo,penso che anche questo sia un nostro dovere,tanto quanto rispettare terra e animali.

49 lupo, 20/03/07 13:26

Marcello ha scritto:
Io invece penso che lo stile di vita vegan debba prevedere necessariamente anche la rinuncia al fumo.

Perché fumare fa ammalare: tre milioni di persone l'anno muoiono in tutto il mondo per questo motivo.

Fa morire le persone, non gli animali

E' un numero
spaventoso, agghiacciante. Non tanto per chi ha deciso di suicidarsi in questo modo, che ritengo una propria libera scelta: ma per tutto quello che ruota attorno alle "malattie". Ricerca, vivisezione, farmaci, costi sociali, posti letto, risorse che potrebbero essere dedicate a quelle patologie che vengono anche se qualcuno non se le cerca, e invece sono dirottate per salvare i fumatori.

La scelta della medicina da usare non c'entra nulla con la causa o meno della malattia.... Allora se una persona non fuma puo' usare farmaci che creano morte?

In italia, causa fumo, abbiamo ogni anno 39.000 morti di cancro, 13.000 per malattie respiratorie, 22.000 per malattie cardiovascolari.

??
Tonnellate di prodotti, presidi sanitari, esercitazioni, esperimenti vari legati a questo problema qui. Pensate a tutte le operazioni chirurgiche, e ai materiali che comportano, e che vengono testati in qualche modo.

Libera scelta del malato ....
Più in generale, a parte l'etica vegan, non capisco perché io in moto sono costretto ad infilarmi il casco (cioè, lo capisco: se me la spacco è un costo sociale, e quindi è giusto così) mentre i fumatori, ben più numerosi, possano scegliere di vivere pericolosamente alla faccia di tutti gli altri.

M.

Appunto, non c'entra con l'essere vegan....

Ciao,
anna

50 marcello, 20/03/07 13:30

Allora semplifico, così ci capiamo meglio.

Credo che un vegan debba essere contro la vivisezione, se è un tantino coerente.

Credo che la vivisezione la si combatta su più piani.

Informazione, boicottaggi, sabotaggi ecc. ecc.

E la si combatte anche non ammalandosi, perché è in nome della cura delle malattie che una buona parte delle vivesezione viene praticata. Che ci piaccia o no.

Sia come farmaci, sia come presidi vari.

Tralascio tutte le altre considerazioni, perché qui si sta parlando di vegan e fumo.

M.

51 marcello, 20/03/07 13:34

Una sola precisazione, per lupo, quando hai scritto che si tratta di libera scelta del malato.

E' vero, il malato può decidere molto della propria
salute.

Ma io non sarei così sicuro che nell'atto pratico, un
vegan fumatore, malato, che debba affidarsi ai medici per sopravvivere, possa voler escludere completamente qualsiasi cosa che è stata provata con la vivisezione, scegliendo piuttosto la morte.

Bisognerebbe provare, prima di esserne sicuri.

M.

52 Andrea, 20/03/07 13:59

Marcello ha scritto:
Credo che la vivisezione la si combatta su più piani.

Informazione, boicottaggi, sabotaggi ecc. ecc.

E la si combatte anche non ammalandosi, perché è in nome della cura delle malattie che una buona parte delle vivesezione viene praticata. Che ci piaccia o no.

OK, pero' mi pare un po' "indiretto" come legame.
Sarebbe come dire che un vegan che non fa un po' di moto ogni giorno e' incoerente perche' non salvagaurda la propria salute.

Francamente sono piu' preoccupato epr il fatto che vongono dati soldi a una delle categorie peggiori del pianeta, che per 30 anni ha spacciato il fumo come salutare, usando pubblicita' nascoste in migliaia di film, anche per il pubblico piu' giovane, ecc. ecc.

53 marcello, 20/03/07 14:08

Andrea ha scritto:
Marcello ha scritto:
Credo che la vivisezione la si combatta su più piani.

Informazione, boicottaggi, sabotaggi ecc. ecc.

E la si combatte anche non ammalandosi, perché è in nome > della cura delle malattie che una buona parte delle > vivesezione viene praticata. Che ci piaccia o no.

OK, pero' mi pare un po' "indiretto" come legame.
Sarebbe come dire che un vegan che non fa un po' di moto ogni giorno e' incoerente perche' non salvagaurda la propria salute.

Certo, è indiretto, ma non come l'esempio che hai fatto
tu. Un vegan anche se sedentario (non fumatore) fa già molto per la propria salute.

Il fumo invece la colpisce violentemente.

M.

54 tucano, 20/03/07 14:19

Io eviterei del fare delle malattie una colpa. Soprattutto con tanta faciloneria. Mia mamma è morta di cancro ai polmoni. Mai toccato una sigaretta né mai vissuto in un ambienre fumoso. Un mio zio è morto pochi anni dopo sempre di cancro ai polmoni. Lui fumava, ma come si fa ad essere certi che per lui è stato il fumo?
Diverso è il problema del colesterolo perché in questo caso, nel giro di poche settimane, eliminando i prodotti animali il colesterolo si abbassa. Però ci sono i casi di ipercolesterolomia genetica o semplicemente di colesterolo un po' alto per predisposizione famigliare (conosco vegan che non riescono a farlo scendere al livello di sicurezza). Ne facciamo una colpa anche a loro?

Quanto alle medicine io non sono assolutamente contraria a prenderle se ne ho necessità. Per necessità non intendo solo casi di vita o di morte. Anche solo stare meglio è una necessità.Se io adesso non stessi prendendo delle medicine non sarei nella condizione di poter andare al canile e aiutare cani in difficoltà perché sarei io in difficoltà. Certo, avrei potuto rifiutarmi di prendere farmaci testati e non sarei morta (anche se in un certo senso sì) però non ci avrebbe guadagnato nessuno dal mio stare male. Gli animali vivisezionati non sarebbero tornati in vita e quelli di cui oggi mi prenderò cura sarebbero rimasti soli perché l'altra volontaria è a letto con la febbre.

55 marcello, 20/03/07 14:30

tucano ha scritto:
Io eviterei del fare delle malattie una colpa. Soprattutto con tanta faciloneria.

Credo che tu non abbia letto il mio messaggio. Io non ho usato nessuna faciloneria e anzi sono stato molto garbato nel trattare l'argomento.

Mia mamma è morta di cancro ai
polmoni. Mai toccato una sigaretta né mai vissuto in un ambienre fumoso. Un mio zio è morto pochi anni dopo sempre di cancro ai polmoni. Lui fumava, ma come si fa ad essere certi che per lui è stato il fumo?

La certezza al cento per cento magari non la si ha, ma sono proprio gli studi epidemiologici che dimostrano il collegamento fra stili di vita e malattie.

Inoltre si può purtroppo avere il cancro al polmone anche per altri motivi, tra i principali segnalo il radon. Ma questo è più difficilmente evitabile, come stile di vita.

Diverso è il problema del colesterolo perché in questo caso, nel giro di poche settimane, eliminando i prodotti animali il colesterolo si abbassa. Però ci sono i casi di ipercolesterolomia genetica o semplicemente di colesterolo un po' alto per predisposizione famigliare (conosco vegan che non riescono a farlo scendere al livello di sicurezza). Ne facciamo una colpa anche a loro?

No, non ne facciamo una colpa, in questo caso. Mi sembra anche evidente.

Quanto alle medicine io non sono assolutamente contraria a prenderle se ne ho necessità. Per necessità non intendo solo casi di vita o di morte. Anche solo stare meglio è una necessità.Se io adesso non stessi prendendo delle medicine non sarei nella condizione di poter andare al canile e aiutare cani in difficoltà perché sarei io in difficoltà. Certo, avrei potuto rifiutarmi di prendere farmaci testati e non sarei morta (anche se in un certo senso sì) però non ci avrebbe guadagnato nessuno dal mio stare male. Gli animali vivisezionati non sarebbero tornati in vita e quelli di cui oggi mi prenderò cura sarebbero rimasti soli perché l'altra volontaria è a letto con la febbre.

Già, proprio perché è difficile rinunciare alle medicine, sarebbe meglio avere uno stile di vita che ti fa ammalare di meno.

M.

56 shivers, 20/03/07 15:49

francamente quando fumo non penso di potermi ammalare di cancro e qualora lo pensassi, con tutto il bene che posso volere agli animali umani e non umani, sarei preoccupato più per me che per gli altri;
contesto in ogni caso l'assunto secondo il quale per voler bene agli altri sia necessario volersi particolarmente bene; va poi in concreto verificato quale sia il modo in cui si possa "voler bene a se stessi"; potrebbe fondatamente sostenersi che fumare qualche sigaretta sia in un certo senso un modo per trattarsi bene, nel senso che fumare soddisfa l'interesse del fumatore e, ciò, pur essendo oggettivo che fumare non sia nel suo interesse fisico.

57 sax, 20/03/07 17:15

io mi fermerei solo a questo fatto:
shivers(per fare un esempio visto che sei l'unico che ha avuto le palle di dire che fuma) o lupo (anche se non ho kapito se sia fumatrice) :a voi non ve ne frega di dare soldi a chi incentiva la vivisezione? ok fumate, ma io non posso non pensare che un vegano dovrebbe fare altrimenti e non incentivare coi propri soldi quegli orrori.( si testano anche l'alcool ma io se compro una birra non do direttamente soldi a chi fa del male agli animali, poi posso sempre cercare di non comprarla in modo da ridurre il consumo e quindi incidere sull'importanza di testare o
meno l'alcool) ma il fatto che io possa o no bere una
birra non vi giustifica.

58 shivers, 20/03/07 17:23

sax ha scritto:
shivers(per fare un esempio visto che sei l'unico che ha avuto le palle di dire che fuma) o lupo (anche se non ho kapito se sia fumatrice) :a voi non ve ne frega di dare soldi a chi incentiva la vivisezione? ok fumate, ma io non posso non pensare che un vegano dovrebbe fare altrimenti e non incentivare coi propri soldi quegli orrori.<

sono perfettamente d'accordo con te, nel senso che un antispecista (perché si può essere vegan per vari motivi, ma antispecisti per uno solo) si dimostra poco coerente fumando e che quindi non dovrebbe farlo, ma ciò solo perché sono stati effettuati (ma oggi ancora?) test sugli animali, non invece perché fumare faccia male e indirettamente ciò possa comportare in futuro la necessità di assumere medicinali testati.

59 lupo, 20/03/07 17:50

Marcello ha scritto:
Una sola precisazione, per lupo, quando hai scritto che si tratta di libera scelta del malato.

E' vero, il malato può decidere molto della propria salute.

Ma io non sarei così sicuro che nell'atto pratico, un vegan fumatore, malato, che debba affidarsi ai medici per sopravvivere, possa voler escludere completamente qualsiasi cosa che è stata provata con la vivisezione, scegliendo piuttosto la morte.

Bisognerebbe provare, prima di esserne sicuri.

M.

Infatti, io ti parlo a ragion veduta e per esperienza personale.

L'ho già fatto e non ho nessun problema a ripeterlo, sto parlando di malattie gravi, ovvio

60 lupo, 20/03/07 17:57

tucano ha scritto:

Quanto alle medicine io non sono assolutamente contraria a prenderle se ne ho necessità. Per necessità non intendo solo casi di vita o di morte. Anche solo stare meglio è una necessità.Se io adesso non stessi prendendo delle medicine non sarei nella condizione di poter andare al canile e aiutare cani in difficoltà perché sarei io in difficoltà. Certo, avrei potuto rifiutarmi di prendere farmaci testati e non sarei morta (anche se in un certo senso sì) però non ci avrebbe guadagnato nessuno dal mio stare male. Gli animali vivisezionati non sarebbero tornati in vita e quelli di cui oggi mi prenderò cura sarebbero rimasti soli perché l'altra volontaria è a letto con la febbre.

Ah ecco :(

e quelle degli animali negli stabulari non sono vite da salvare?
Non soffrono ?

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"Papà, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."

La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.

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