Rifugi; pagina 3

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31 blunotte, 13/02/12 18:33

Andrea ha scritto:
blunotte ha scritto:
Capisco perfettamente le obiezioni e infatti 'nel concreto' > mi comporto esattamente come tu suggerisci Andrea. Perchè è > giusto, ed è quello che si può fare. Ma sono assolutamente > convinta della bontà teoretica della mia riflessione

Se rileggi il tuo messaggio (n. 25):
www.veganhome.it/forum/animalisti/urgentissimo-cani-isolati-sotto-neve/pag2/
non aveva niente di filosofico. Si parlava di un caso reale di animali morti in un rifugio e hai espresso dubbi sull'eticità stessa di tenerceli. Il lettore non può capire che stessi esprimendo un dubbio filosofico.

Comunque il punto è che la soluzione al problema dei canili non è trovare un modo per far vivere specie domestiche in natura: sono specie che non sarebbero mai dovute esistere. Sia dal punto di vista pratico che da quello etico-filosofico la cosa giusta è dare le migliori condizioni possibili a quelli esistenti e non farli riprodurre.

[ ... ] pensate che l'angoscia non abbia niente a che > fare con la costrizione fisica [ ... ]?

E' inutile enumerare i problemi degli animali nei rifugi, non stiamo dicendo che sono luoghi idilliaci, nel qual caso avrebbe senso risponderci con questi esempi. Si dice che è il meno peggio e una situazione di emergenza in attesa di adozione. (E qui rinnovo l'invito non provocatorio a dedicare un po' di tempo libero ad occuparti di queste cose).

Parlavo dell'angoscia legata alla costrizione NEI casi di emergenza, appunto. Quando anneghi perchè non puoi uscire e sollevarti, quando bruci perchè non puoi crearti un varco in mancanza di tunnel di sgombero, quando ti cade il tetto del box addosso perchè sei confinato in pochi metri di cemento e non puoi scavarti una buca....sono solo esempi ipotetici. Ma non idiozie. (p.s.:nel canile a me più vicino, quello di cui conosco meglio la realtà, gli animali non li fanno uscire proprio, nemmeno a dedicargli tutto il mio tempo -problemi di gestione, bleah!)
ma
io mi sono chiesta banalmente se e come avrei potuto davvero > provvedere ai miei tre gatti in quel caso o in altri > ipotetici. Avrei sempre il tempo di infilarli in un > trasportino e portarli al sicuro? e se io svengo, muoio, > sono intrappolata, affondo....in quel trasportino sarebbero > spacciati! Alluvioni, incendi, uragani...se una possibilità > vi è di salvarsi, umani e non, quella è riservata a chi può > correre, nuotare, uscire da un luogo costretto e cercare > riparo in luoghi a cui noi umani non pensiamo nemmeno.

Ma dai, sono ovviamente discorsi probabilistici. Allora se devi uscire di casa per un'emergenza e lasciare un bambino da solo per 5 minuti cosa fai? Dici che visto che un terremoto potrebbe far crollare la casa è meglio metterlo in un passeggino in mezzo alla strada? Non credo, perché le probabilità che gli succeda qualcosa di brutto sarebbero molto superiori.

I cani NON sono bambini che non sanno camminare né autodeterminarsi. Anche se ci ostiniamo a vederli come tali. Vero è che in un mondo a nostra misura dobbiamo proteggerli dai pericoli che NOI conosciamo meglio.

Se quel rifugio non fosse esistito invece di 2 cani ne sarebbero morti molti di più ogni anno.

E allora? ho diritto di farmi certe domande anche senza decessi, in via del tutto ipotetica.
Per
chi invece è in gabbia, così come in stalla, in laboratorio, > a catena... non vi sono a priori possibilità di > sopravvivenza o almeno di morire lottando in una situazione > 'conosciuta', mentalmente affrontabile. Solo in questo senso > un rifugio non è diverso, probabilmente, da un luogo di > detenzione per altri scopi.

Alla faccia del dubbio etico-filosofico..

Vedila come vuoi, ma stai instillando in parte delle migliaia dei persone che leggeranno questi messaggi nei prossimi giorni che portare un cane in un rifugio sia paragonabile a un laboratorio di vivisezione. E il disclaimer "sono solo ragionamenti filosofici" non basta.

Non è mia intenzione, mi spiace. Ma a 'sto punto leggiamoci quello che vogliamo...ma le parole non hanno più nessun significato? Rimando per l'ultima volta alle mie prime parole, e ricopio:

"* blunotte ha scritto:
:(
Avere avuto una via di fuga...Oltre all'angoscia questa amara riflessione. In caso di incedi, alluvioni, etc i canili si trasformano in trappole mortali:perchè per dar loro un rifugio bisogna farne dei reclusi? non riesco a scacciare questo pensiero da quando ad Atene ho visto i cani per le strade; beh mi sono sembrati più felici dei nostri dietro le gabbie e da allora mi sembra più evidente l'ipocrisia del 'lontano dagli occhi'. Sbaglio?
se canili devo essere allora li voglio in centro città, maledizione!

ciao"

Questo sopra è quello che ho scritto.
Tutto il resto mi è stato attribuito. C'è qualcosa di sbagliato a chiedersi se non ci sia qualcosa da migliorare nella costruzione dei rifugi, in termini di via di fuga?
C'è
qualcosa di sbagliato nel volere canili integrati con il tessuto urbano, in posizioni più centrali e raggiungibili? Non è vero che vi siano felici situazioni di cani di quartiere? Non è amara la riflessione sul fatto che per
dare
loro rifugio in situazioni estreme finiscano per soccombere perchè non liberi?
grazie a tutti

32 Lifting_Shadows, 13/02/12 18:59

blunotte ha scritto:
Non è vero che vi siano felici situazioni di cani di quartiere?

Sono di corsa e rispondo solo su questo punto. Non so se tu abbia esperienza con i cani di quartiere, fatto sta che già quando ce ne sono 2-3 la situazione è molto difficile, e non si possono certo svuotare i canili immettendo centinaia di cani nel territorio pensando che tanto "sono di quartiere", perchè sarebbe solo un nome diverso dato al randagismo. C'è bisogno di persone che li facciano mangiare, che diano loro l'antipulci, che paghino le cure veterinarie, che li microchippino ecc, e di gente che li faccia giocare. C'è bisogno di gente che abbia la disponibilità a portarseli in casa o almeno in garage quando le condizioni climatiche sono avverse, di gente che accorra quando succede qualcosa all'altro capo della città, a qualunque ora. Quanta gente conosci che lo fa? Per quanti cani si può fare tutto questo? E in ogni quartiere c'è sempre, SEMPRE, gente che si lamenta dei cani, che dice che sporcano, che sono brutti, che le vaschette del cibo sono antiestetiche, che sono aggressivi ecc. Qui da me una delle cagne è stata rubata e portata in un'altra città, ritrovata solo perchè microchippata. I cani diventano territoriali e abbaiano a tutte le macchine che non conoscono, rischiando di essere investiti -quanti cani randagi conosci che hanno tutte e 4 le zampe sane?- e nessuno impedisce loro di avventurarsi sulla autostrade o di essere soggetti a tutti gli altri pericoli di ogni cane radagio, non è il microchip che ti salva dalle botte o da qualunque altro casino. A me è capitato di riconoscere sul ciglio dell'autostrada un cane piccolo con cui avevo giocato tempo prima -era morto investito. In virtù di cosa doveva essere libero di morire così? E poichè non era massacrato immagino anche che sia morto dopo una lenta agonia, e io questa immagine non me la levo mai dalla testa.
Hai detto di non aver mai visto un cane denutrito o malconcio...li vuoi vedere, in Italia, senza andare in Grecia? Con le chewingum appiccicate sul pelo, per dire una delle cose meno rivoltanti?

Come ho già detto, se un guaio deve succedere succede ovunque, ma dai tuoi messaggi non mi sembra che tu abbia posto il problema di una maggior sicurezza dei canili, ma del fatto che l'uomo non si sappia rapportare con gli animali, perchè li vuole "gestire", mettendo in dubbio l'utilità della "gestione" stessa degli animali. Non è certo una gestione, perchè la gente che si fa in quattro per aiutare gli animali preferirebbe usare quel tempo per sè o per altro.
E hai parlato di "invece di costruire rifugi", beh non c'è molta altra scelta, la soluzione del "libero cane accudito" può venire solo dopo che non ci sarà più la piaga dei migliaia di cani che nascono e vengono abbandonati ogni anno.
Anche che i canili vengano costruiti in centro, sarebbe un'ottima idea, ma ci vogliono soldi per costruirli, soldi che nessuno ti dà, a meno che chi ci lavora non si possa autotassare.

Non è amara la riflessione sul fatto che per
dare
loro rifugio in situazioni estreme finiscano per soccombere perchè non liberi?

Ma TU cosa proponi?

33 Lifting_Shadows, 13/02/12 19:01

Lifting_Shadows ha scritto:
a piaga dei
migliaia

*delle

34 Andrea, 13/02/12 20:47

blunotte ha scritto:
C'è qualcosa di
sbagliato a chiedersi se non ci sia qualcosa da migliorare nella costruzione dei rifugi, in termini di via di fuga? C'è qualcosa di sbagliato nel volere canili integrati con il tessuto urbano, in posizioni più centrali e raggiungibili?

Mi pare che tutti abbiamo capito altro dalle tue parole. D'altra parte tu stessa hai parlato di discorsi filosofici e migliorare le vie di fuga e integrazione nel tessuto urbano sono cose molto pratiche quindi c'era decisamente dell'altro.

Poi quasi tutti i rifugi sono in città, questo è un caso particolare. Anche gli umani che vivono nei paesi in caso di calamità o eventi atmosferici straordinari rischiamo molto più di chi vive in città.

Non è vero che vi siano felici situazioni di cani di quartiere?

Forse qualche rarissima eccezione del tutto fortuita ma questo non significa niente.

Non è amara la riflessione sul fatto che per
dare loro rifugio in situazioni estreme finiscano per soccombere perchè non liberi?

Ecco, però capisci perché mi sento un po' preso in giro?

Prima dici che stai parlando i migliori vie di fuga e di rifugi più inseriti nel tessuto urbano e che il resto sono "film" che facciamo noi stravolgendo le tue parole. Ma allora dovresti dire che i cani sono morti perché non c'erano vie di fuga e perché il rifugio era isolato. Invece dici che sono morti perché non liberi quindi vedi che stai mettendo in discussione il fatto di mettere gli animali dei rifugi in contrapposizione al lasciarli liberi?

35 blunotte, 13/02/12 21:58

Andrea ha scritto:
blunotte ha scritto:
C'è qualcosa di
sbagliato a chiedersi se non ci sia qualcosa da migliorare > nella costruzione dei rifugi, in termini di via di fuga? > C'è qualcosa di sbagliato nel volere canili integrati con il > tessuto urbano, in posizioni più centrali e raggiungibili?

Mi pare che tutti abbiamo capito altro dalle tue parole.

E' evidente. Ognuno ha posto questioni diverse, boh...

D'altra parte tu stessa hai parlato di discorsi filosofici e migliorare le vie di fuga e integrazione nel tessuto urbano sono cose molto pratiche quindi c'era decisamente dell'altro.

E' così difficile capire, come ho spiegato, che per risolvere questioni pratiche di convivenza, e poterle risolvere, è necessario porsi il problema dal punto di vista degli animali? Questo è un problema filosofico, nel momento in cui apre uno scenario di indagine sulle nostre difficoltà a concepire il loro punto di vista. Ma può indirizzare la progettazione dei luoghi di rifugio, e questo è un problema molto pratico...c'era tutto questo insieme, i due aspetti sono complementari. In ogni caso non mi sono rammaricata dell'operato dei volontari, casomai della poca attenzione delle amministrazioni.
Poi quasi tutti i rifugi sono in città, questo è un caso particolare. Anche gli umani che vivono nei paesi in caso di calamità o eventi atmosferici straordinari rischiamo molto più di chi vive in città.

Bene, e allora? Non ho criticato l'operato di nessuno, ripeto.

Non è vero che vi siano felici situazioni di cani di > quartiere?

Forse qualche rarissima eccezione del tutto fortuita ma questo non significa niente.

Significa almeno che possiamo studiare quelle situazioni, prenderle ad esempio per capire cosa funziona e a quali condizioni si può replicare. Ho fatto una domanda...
Non è amara la riflessione sul fatto che per
dare loro rifugio in situazioni estreme finiscano per soccombere > perchè non liberi?

Ecco, però capisci perché mi sento un po' preso in giro?

Prima dici che stai parlando i migliori vie di fuga e di rifugi più inseriti nel tessuto urbano e che il resto sono "film" che facciamo noi stravolgendo le tue parole. Ma allora dovresti dire che i cani sono morti perché non c'erano vie di fuga e perché il rifugio era isolato. Invece dici che sono morti perché non liberi quindi vedi che stai mettendo in discussione il fatto di mettere gli animali dei rifugi in contrapposizione al lasciarli liberi?

Io ho detto 'se avessero avuto una via di fuga' rispetto al tetto dei box che crollava. Questa era la situazione descritta, non è forse vera? Ho detto liberi in generale, si, nel caso in questione liberi di muoversi, liberi di accedere ad uno spazio diverso, liberi di uscire da una trappola...un problema quello della detenzione a cui penso da quando ho visto i cani ad Atene (mi devo ripetere) e che in questo caso mi si è riproposta per la drammaticità del fatto che una struttura diventi pericolosa perchè inaccessibile....non ho detto che bisogna abbandonare i cani a se stessi.

Se ti senti preso in giro è un problema tuo.
Personalmente non giro nel web per prendere in giro persone che oltretutto stimo, ho davvero poco tempo; mi rendo conto che non è facilissimo esprimersi con poche battute e che spesso online si rischia di avvitarsi in discorsi da cui non si esce. Mi rendo anche conto della responsabilità verso le tante persone che leggono: starò più attenta a come mi esprimo. Nel frattempo ti invito a rilassarti e a pensare che ci sono modi più educati di rispondere, in prima istanza.
grazie

36 pamela, 13/02/12 22:32

Io non ho visto i cani di Atene, ma ho visto in passato quelli del porto di Napoli e vi assicuro che vorrei non averli visti.
Ho conosciuto e osservato un paio di famiglie di carcerieri, una in cui mancava solo che il cane sedesse a capotavola durante i pasti, nonostante avesse già mangiato il suo cibo, in un'altra si guardava la televisione di sbieco perché il divano con vista migliore era perennemente occupato dal carcerato, che non si poteva disturbare.
Ho personale esperienza di creature libere come l'aria (gatti) che fanno di tutto per raggiungere una situazione prigioniera e pantofolaia e, quando l'hanno raggiunta, non si avvicinano mai alla porta della loro prigione insieme ad un umano, per paura di avere restituita la libertà. Non sanno quello che si perdono!

37 Guest, 13/02/12 22:39

blunotte ha scritto:
Io ho detto 'se avessero avuto una via di fuga' rispetto al tetto dei box che crollava. Questa era la situazione descritta, non è forse vera? Ho detto liberi in generale, si, nel caso in questione liberi di muoversi, liberi di accedere ad uno spazio diverso, liberi di uscire da una trappola...un problema quello della detenzione a cui penso da quando ho visto i cani ad Atene (mi devo ripetere) e che in questo caso mi si è riproposta per la drammaticità del fatto che una struttura diventi pericolosa perchè inaccessibile....non ho detto che bisogna abbandonare i cani a se stessi.

Ok e fin qui abbiamo capito tutti!! I problemi sono sostanzialmente due:

E' ovvio, è lecito, è un dovere apportare migliorie ai canili. Come ti è già stato fatto notare l'unico motivo per cui non vengono fatte è perché non ci sono soldi, soprattutto per quegli esseri che sono considerati meno di niente! E' semplice, non c'è nulla di filosofico! E' un problema pratico, che si risolve con la razionalità e il metodo scientifico: ho un problema, ho la soluzione. L'unico inghippo sono i soldi che non ci sono per progettare e costruire canili migliori! Li avranno già progettati..come hanno già progettato il motore che non va a benzina..o altro! Come vedi nulla di filosofico..dove per filosofico intendo speculazioni fine a se stesse...

Il secondo problema che ha creato quelli che tu chiami malintesi è stato semplicemente accostare la via d'uscita dal canile e i pericoli connessi ai canili in generale con la libertà dei cani che potrebbero vivere in simbiosi, in un'atmosfera di "parità" con l'uomo in una società progettata appositamente per far fronte al problema del randagismo o comunque al problema dell'interazione tra uomini e animali in genere; o almeno io ho capito così! Come vedi accostare questi due concetti non ha senso..anche se entrambi, presi singolarmente hanno un loro perché.. il primo problema però è pragmatico..il secondo è filosofico e rimane una teoria di una società utopica, la cui realizzazione è tanto lontana, pertanto non di interesse immediato. Non solo..il concetto di migliorare il canile ha senso..mentre costruire una società dove i cani possano andare in giro qui è là e riprodursi a macchia d'olio è meno ideale di quanto pensi..nonostante il senso "di parità in senso ontologico" come hai detto tu...

Sorvolando su questo..

Possimao quindi, ed è quello che stiamo facendo, concentrarci sul fatto che è un dovere migliorare le condizioni dei cani nei rifugi.. migliorando ovviamente i rifugi stessi. Ma come una persona non può apportare migliorie antisismiche alla propria abitazione senza un progetto del geometra o dell'architetto e senza l'ok della regione e soprattutto senza soldi..lo stesso vale per i canili! Non ci sono soldi per apportare migliorie! E' un problema pratico, al quale c'è una soluzione scietifica e razionale..c'è ben poco di filosofico.

C'è qualcosa di
sbagliato a chiedersi se non ci sia qualcosa da migliorare nella costruzione dei rifugi, in termini di via di fuga?

certo che no, come ti abbiamo detto!

C'è
qualcosa di sbagliato nel volere canili integrati con il tessuto urbano, in posizioni più centrali e raggiungibili?

certo che no!! Magari fosse!

Non è vero che vi siano felici situazioni di cani di quartiere?

Si!...anche i barboni possono essere felici...ma non lo augurerei comunque a nessuno!

Non è amara la riflessione sul fatto che per dare
loro rifugio in situazioni estreme finiscano per soccombere perchè non liberi?

Ed ecco la cosa che ti sfugge! Certo è amaro sapere che i cani sono morti sotto la neve...come è amaro il fatto che più di 200 persone sono morte sotto le macerie nel terremoto dell'Aquila..questo non significa che sconsigliamo a qualcuno il canile o ad altri di entrare nella propria abitazione!

Tu chiedi: è lecito per lo meno farsi questa domanda??

Non solo è lecito..ma la risposta ce l'hai di fronte: i canili non dovrebbero proprio esistere..e tutto quello che esiste ora è solo qualcosa di meno peggio che l'uomo possa offrire loro..a quei cani che sono stati fatti riprodurre molto tempo fa e che oggi a centinaia occupano i box e i quali non posso neppure immaginare girare per i quartieri.. leggi quello che ha scritto Lifting in proposito!!

38 Guest, 13/02/12 22:50

pamela ha scritto:
Io non ho visto i cani di Atene, ma ho visto in passato quelli del porto di Napoli e vi assicuro che vorrei non averli visti.
Ho conosciuto e osservato un paio di famiglie di carcerieri, una in cui mancava solo che il cane sedesse a capotavola durante i pasti, nonostante avesse già mangiato il suo cibo, in un'altra si guardava la televisione di sbieco perché il divano con vista migliore era perennemente occupato dal carcerato, che non si poteva disturbare.
Ho personale esperienza di creature libere come l'aria (gatti) che fanno di tutto per raggiungere una situazione prigioniera e pantofolaia e, quando l'hanno raggiunta, non si avvicinano mai alla porta della loro prigione insieme ad un umano, per paura di avere restituita la libertà. Non sanno quello che si perdono!

Ecco....il concetto di libertà è qualcosa su cui si può ragionare filosoficamente..sicuramente in sedi più consone.... che cos'è la libertà... ne abbiamo già parlato in un thread se non sbaglio..e da buona miss post ve lo posto: https://www.veganhome.it/forum/chat-incontri/cos-e-per-voi-liberta/ vedi blunotte? Questo è il nostro livello di "filosofeggiamento"! Come vedi non siamo alla tua altezza, ti devi accontentare!

39 Andrea, 13/02/12 23:41

blunotte ha scritto:
Ho detto liberi in generale,
si, nel caso in questione liberi di muoversi, liberi di accedere ad uno spazio diverso, liberi di uscire da una trappola...

Ma dai.. se contrapponi quel disastro all'essere "liberi" o ti leggiamo nel pensiero o è ovvio che chiunque legge pensa che ti auspichi che i cani restino per la strada.

La neve ha completamente sepolto tutta la struttura. C'erano 2 metri di neve in altezza per 1 km. Non è questione di vie di fuga, nessuna struttura avrebbe permesso ai cani di uscire. Per inciso anche le abitazioni erano bloccate, chi era dentro è rimasto bloccato dentro, e chi era fuori è andato in albergo.

Se dici che per non restare intrappolati l'alternativa era la libertà è chiaro che si intenda essere sbattuti per la strada. A meno che tu non posso progettare un canile in cui in caso di emergenza le gabbie si aprono e i cani vengono guidati per 1 km attraverso la neve che cade!

E anche i continui riferimenti ad Atene dopo che ti è stato fatto notare che la Grecia sta ai cani come una macelleria sta alle mucche non aiutano a chiarire le cose.

D'altra parte se mi pare che tutti abbiano interpretato le tue parole in un modo forse qualche problema di fondo ci sarà. Io sono certo che chiunque passi di qua riceve da parte tua un invito a voltarsi dall'altra parte quando vede un animale vagante.

40 Vale_Vegan, 13/02/12 23:42

WOW chee discussione interessante... tra super-quoting e parole mii son svirgolata...

Suppogo che all'inizio Blunotte auspicasse una sorta di "libertà-convivenza" dei cani con l'uomo così come esistono le colonie feline, nelle città, nei paesi, e c'è gente che se ne occupa e viene responsabilizzata e sostenuta dalle istituzioni; ma abbiamo appurato che non è fattibile, forse proprio per la natura del cane o per la natura umana che tollera i gatti e i cani no?

Sulla sicurezza dei rifugi e di altri posti di detenzione di animali, ipotizzo che Blunotte si domandasse solo se in caso di emergenza non esistano piani di fuga e messa in sicurezza degli animali: è vero che in caso di calamità anche case e uffici potrebbero trasformarsi in trappole, tuttavia vi ricordo che in questi luoghi, specie quelli di lavoro e/o accesso al pubblico, è obbigatorio per legge avere il piano di fuga antincendio che vale per ogni altra calamità... perchè nei rifugi o in posti simili non è contemplato? Perchè la legge non lo prevede, perchè la morte degli animali è un fatto che non interessa evidentemente...

@Seitan: in portogallo ci son stata 3 volte per un totale di un mese e mezzo e ti assicuro che anche nei posti non turistici che ho frequentato i cani sono liberi e sani, nel senso che son cicciotti e mansueti, la gente è abituata a loro e stanno attenti a loro in auto, in bici, li cibano etc.. insomma che di canili veri e propri non ne ho trovati..)

41 seitanterzo, 14/02/12 00:06

Vale_Vegan ha scritto:
@Seitan: in portogallo ci son stata 3 volte per un totale di un mese e mezzo e ti assicuro che anche nei posti non turistici che ho frequentato i cani sono liberi e sani,

Sul portogalo non ho mai sentito nulla, il mio era un commento rivolto alla grecia. ;)
Comunque una situazione nazionale non può basarsi sul "io l'ho visto", qualcuno mi ha detto anche "conosco tanta gente che mangia latticini e stanno tutti bene...."

42 Lifting_Shadows, 14/02/12 09:17

Vale_Vegan ha scritto:
Sulla sicurezza dei rifugi e di altri posti di detenzione di animali, ipotizzo che Blunotte si domandasse solo se in caso di emergenza non esistano piani di fuga e messa in sicurezza degli animali: è vero che in caso di calamità anche case e uffici potrebbero trasformarsi in trappole, tuttavia vi ricordo che in questi luoghi, specie quelli di lavoro e/o accesso al pubblico, è obbigatorio per legge avere il piano di fuga antincendio che vale per ogni altra calamità... perchè nei rifugi o in posti simili non è contemplato? Perchè la legge non lo prevede, perchè la morte degli animali è un fatto che non interessa evidentemente...

Io invece penso che non ci siano perchè difficilmente gli animali da soli saprebbero servirsene...

@Seitan: in portogallo ci son stata 3 volte per un totale di un mese e mezzo e ti assicuro che anche nei posti non turistici che ho frequentato i cani sono liberi e sani, nel senso che son cicciotti e mansueti, la gente è abituata a loro e stanno attenti a loro in auto, in bici, li cibano etc.. insomma che di canili veri e propri non ne ho trovati..)

Quanti cani hai visto? Sai se sono sterilizzato, se sono stati comprati, abbandondati?

43 Guest, 14/02/12 10:07

Lifting_Shadows ha scritto:
Io invece penso che non ci siano perchè difficilmente gli animali da soli saprebbero servirsene...

Già..infatti più che altro si dovrebbe progettare qualcosa per facilitare il compito di salvataggio da parte dell'uomo il più semplice possibile in casi estremi.... ma se prendiamo il canile che è timasto sotto la neve... non vedo soluzioni se non quello di avere una macchina "spalatrice" pronta a liberare la strada e mezzi idonei per portare i cani in salvo...

@Seitan: in portogallo ci son stata 3 volte per un totale di > un mese e mezzo e ti assicuro che anche nei posti non > turistici che ho frequentato i cani sono liberi e sani, nel > senso che son cicciotti e mansueti, la gente è abituata a > loro e stanno attenti a loro in auto, in bici, li cibano > etc.. insomma che di canili veri e propri non ne ho > trovati..)

Quanti cani hai visto? Sai se sono sterilizzato, se sono stati comprati, abbandondati?

Infatti...per di più non ci vedo nulla di idillico... è una situazione che non finirebbe mai..perché i cani si riproducono.. (ovviamente non come i gatti...però..).. le cagnoline andrebbero incontro a malattie se non sterilizzate dopo varie cucciolate.... inoltre la riproduzione farebbe in modo da avere cani in strada... questo ovviamente prevede il fatto che l'uomo si affezioni a loro e li nutra... nutrendoli crea una situazione di stanziamento dei cani che continuano a riprodursi....

Quindi..quello che alla fine è importante è che i cani non dovrebbero stare liberi in una situazione di pericolo; sarebbe bello però che non fossero "prigionieri" in un rifugio;
La prima cosa da fare è sterilizzare.. la seconda far adottare i cani che ci sono nei rifugi.. la terza..non ne ho idea..

44 flokim, 14/02/12 10:24

..... la terza dare tante tarlate in testa a tutti quei bas***** irresponsabili che prendono dei cani, e poi dopo essersene stancati li abbandonano condannandoli alle peggio cose o quando sono proprio fortunati alla vita in canile con la speranza d'incontrare una persona sensibile e di cuore che se li porti a casa, amandoli e rispettandoli e facendo dimenticare loro tutta la malvagità-cattiveria-indifferenza di cui solo la razza umana è capace.

45 Vale_Vegan, 14/02/12 23:17

@Seitan, Liffy e Didi: trattasi di Madeira, isola dell'arcipelago portoghese, che ho avuto fortuna di esplorare bene, il clima è caldo tutto l'anno quindi i cani non hanno certamente i problemi che avrebbero da noi (vedi neve&co) e i cani son sterilizzati dalla stessa amministrazione, proprio perchè trattasi di isola è ritenuto l'unico modo per arginarne la riproduzione indiscriminata e controllarne il fenomeno a livello sanitario; ce ne sono in giro tanti, ma anche per i gatti è lo stesso, la realtà è che pochissimi cittadini hanno un cane in giardino, anche perchè gli stessi giardini non sono cintati come da noi (essendo una piccola isola la microcriminalità non esiste per come la concepiamo noi, mancando vie di fuga...) gli unici giardini chiusi che ho visto erano nelle zone dove risiedono i tedeschi, difatti i cani erano dentro. Conoscendo i madeirensi, piuttosto pigri e rilassati, presumo che abbiano preferito lasciare le incombenze delle cure degli animali e le relative spese all'amministrazione... però abbiamo notato che i cani hanno ognuno la loro zona (avevamo persino cominciato a dargli dei nomi..) e da lì non si allontanano e trovano facilmente chi li nutre, idem per i gatti... nessuno che li allontana o li scaccia, come se facessero parte del paesaggio, come se fosse normale, non so come spiegarvi...
attenzione, non sto dicendo che fanno bene, dico solo che lì è così e per me è stato strano vedere tutto ciò, per come siamo abituati qui ...ma questo è il bello del viaggiare, scoprire realtà diverse..

sono stata spiegata? ;)

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