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16 Lifting_Shadows, 13/02/12 14:17
blunotte ha scritto:
volpi, ai cervi, agli orsi...hai notato che non viene lasciato loro la libertà di avvicinarsi e avere libere amicizie con gli umani che lo desiderano? O sono scacciati perchè interferiscono con le attività umane con la loro sola presenza, oppure sono prontamente catturati e portati nelle 'oasi' anche se non sussistono elementi di pericolo.
17 Lifting_Shadows, 13/02/12 14:17
18 blunotte, 13/02/12 14:20
Guest ha scritto:
A proposito di chi si offende...proprio questa mattina ho scritto questa citazione:
■[A tutti quelli che si offendono per le nostre parole:] Riflettendovi, potete notare che il mondo è così: non sta lì sempre a consolarvi e a rendervi felici, sicuri, e positivi. La vita è piena di cose che possono offendere, fare del male, ferire o distruggere. Così è la vita. E' fatta così. Se qualcuno vi parla con tono adirato, vi risentite. Ma poi la mente può a andare oltre e sentirsi offesa: " Mi ha fatto proprio male sentirla parlare così; non è un tono di voce molto gentile. Mi sono sentito ferito. Io non le ho fatto niente di male". La mente prolifera e va avanti così, non è vero? Voi siete stati distrutti, feriti, offesi! Ma se riuscite a contemplare la situazione, vi accorgerete che è solo suscettibilità. Quando contemplate in questo modo, non state cercando di non sentire. Quando qualcuno vi parla in tono di voce poco gentile, ve ne risentite, eccome! Non dobbiamo cercare di diventare insensibili, ma piuttosto cerchiamo di non dare un'interpretazione sbagliata, DI NON PRENDERE TUTTO COME UN FATTO PERSONALE. Se site tra quelli che si sentono sempre offesi o feriti, dovreste allora isolarvi e nascondervi, oppure dovreste circondarvi solo di ossequiosi adulatori, di gente che dice: " Oh, Tizio caio sempronio, sei meraviglioso". "Sono veramente così meraviglioso?" "Oh, sì" "Lo stai dicendo così per dire, vero?" "Oh no, proprio dal profondo del cuore". "Eppure quel tipo là non pensa affatto che io sia meraviglioso". "Beh, è uno stupido!" "E' proprio ciò che pensavo"... Insomma è come la favola dei vestiti nuovi dell'imperatore. Per essere al sicuro, per non sentirvi minacciati, dovreste circondarvi solo di genete che approvi sempre tutto ciò che fate o siete.
19 Guest, 13/02/12 14:24
blunotte ha scritto:
non fare sfoggio a
vanvera di definizioni che non padroneggi nemmeno
20 blunotte, 13/02/12 14:32
Lifting_Shadows ha scritto:
Non è detto che quegli animali vogliano avvicinarsi a noi.
La maggior parte di loro, essendo selvatici, scappa non appena vede un umano, e fa bene. Potremmo piuttosto lamentarci di non poterli avvicinare perchè se si abituano all'uomo buono andranno nelle braccia anche dell'uomo cattivo. Ma questo è il punto di vista dell'uomo che vede un bel muso, un animale, e lo vuole toccare, accarezzare, quando invece l'animale a noi non ci pensa neanche di striscio.
La maggior parte degli uomini NON ama gli animali e NON li rispetta. Questa mentalità non credo che potrà cambiare mai purtroppo. Fino ad allora, se un'oasi è il posto migliore per far vivere tranquilli gli animali, ben venga l'oasi. Ma non ho mai sentito parlare di oasi per volpi, cervi ecc, a parte rari casi che sono comuqnue presenti in tutto il territorio nazionale. E' proprio di questi giorni, anzi, la protesta contro l'uccisione di una volpe presa in trappola che "era diventata aggressiva" e quindi è stata ammazzata dalle guardie che l'hanno trovata. Immagino che quel posto non fosse un'oasi!
Per quanto riguarda i canili, non vedo molta differenza fra il canile dove si mette il randagio e il rifugio dove si porta una capra salvata dal macello. Purtroppo a oggi quella capra non può vivere altrimenti, grazie anche a delle leggi che impediscono di avere anmali di questo tipo se non sono denunciate alla Asl, se non è tutto in regola negli spazi ecc. Probabilmente, in caso di incendio, anche molti animali scampati al macello e che vivono nei rifugi morirebbero. Ciò non toglie che almeno non sono morti per mano dell'uomo e che fino ad allora erano stati amati e accuditi in ogni loro esigenza. Per un cane è la stessa cosa. A tutti dispiace il concetto di gabbia, ma a me dispiace di più che stiano in mezzo alla strada, al gelo o sotto il solleone, esposti a mille pericoli. Mi dispiace, ma non ho mai trovato un randagio con la gioia negli occhi, e di cani me ne intendo, e di randagi ne vedo troppi. Ogni randagio che avvicino mi segue per metri e metri e mi lancia sguardi disperati quando capisce che me ne devo andare.
Gli uomini sono pericolosi e i cani vanno protetti da loro.
21 Lifting_Shadows, 13/02/12 14:41
blunotte ha scritto:
Io ho parlato di 'confronto dialettico', non fare sfoggio a vanvera di definizioni che non padroneggi nemmeno (Dialettica: capacità di svolgere un ragionamento con logica ineccepibile, ricchezza di argomentazioni, e forza persuasiva. Se poi vuoi 'filosofeggiare' -per usare parole tue- dovresti sapere che la dialettica consiste nell'interazione di due tesi o princìpi contrapposti (simbolicamente rappresentati nei dialoghi platonici da due personaggi reali) usata come strumento di indagine della verità).
22 blunotte, 13/02/12 15:01
Lifting_Shadows ha scritto:blunotte ha scritto:
Io ho parlato di 'confronto dialettico', non fare sfoggio a > vanvera di definizioni che non padroneggi nemmeno > (Dialettica: capacità di svolgere un ragionamento con logica > ineccepibile, ricchezza di argomentazioni, e forza > persuasiva. Se poi vuoi 'filosofeggiare' -per usare parole > tue- dovresti sapere che la dialettica consiste > nell'interazione di due tesi o princìpi contrapposti > (simbolicamente rappresentati nei dialoghi platonici da due > personaggi reali) usata come strumento di indagine della > verità).
Ehi ehi ehi, mò non iniziamo a gareggiare su chi è più maestrina
Fatto sta che, almeno io, non vedo l'utilità di perdersi in discussioni di questo tipo
quando la realtà concreta è
quella di cani radagi che hanno fame, freddo, che sono esposti alle sevizie o torture degli uomini e alle leggi del branco, necessariamente inasprite dal fatto di vivere in una città. Mi scuso per i miei limiti mentali, ma credo che di come dovrebbe essere l'uomo e come potrebbe diventare si parlarebbe per mille pagine, sfortunatamente non sono in grado di vederne l'utilità sul lato pratico della cosa (il randagio abbandonato a se stesso).
Per ora mi sembra che tutto ciò che si possa fare sia informare la gente sull'importanza di sterilizzare gli animali e di non comprarli dai negozi, ma dai rifugi, e di prendersi cura di quelli che sono stati lasciati a se stessi (i randagi possono essere anche cani di taglia piccolissima, per loro è immensamente pericoloso essere soli).
23 FrankV, 13/02/12 15:08
24 Lifting_Shadows, 13/02/12 15:11
blunotte ha scritto:
E' possibile curarli, soccorrerli, accudirli, difenderli...senza per forza rinchiuderli in modo che il rifugio non si trasformi in una trappola in condizioni estreme? La mia domanda era questa ma nessuno vuole o può coglierla per quello che è, evidentemente.
25 Guest, 13/02/12 15:12
26 Guest, 13/02/12 15:15
Lifting_Shadows ha scritto:blunotte ha scritto:
E' possibile curarli, soccorrerli, accudirli, > difenderli...senza per forza rinchiuderli in modo che il > rifugio non si trasformi in una trappola in condizioni > estreme? La mia domanda era questa ma nessuno vuole o può > coglierla per quello che è, evidentemente.
...forse perchè, se fosse possibile, sarebbe già stato fatto? Soprattuto la questione del difenderli, ci vorrebbe un angelo custode per ognuno di loro, sapere ogni secondo che cosa sta facendo un cane ibero è francamente impossibile, già quelli in casa ti spariscono da sotto il naso e li devi cercare nei cesti delle mutande. Se non hanno cambiato nascondiglio.
Tutto può diventare una trappola in situazioni estreme, anche casa nostra, e soprattutto anche la strada: per quanto non abbia sbarre, è il posto più difficile dove un cane debba trovarsi a vivere -dalla reperibilità del cibo, alle macchine, alle persone ecc.
27 blunotte, 13/02/12 15:21
FrankV ha scritto:
Mi soffermo sull'ipotesi di liberare i cani di quel preciso rifugio.
Con due metri di neve caduta, significava per loro morte certa, prima che fossero riusciti a raggiungere un centro abitato, e lì si parla per lo più di case sperdute, non di agglomerati urbani, sempre che si fossero diretti verso le case e non verso i boschi.
Nemmeno se fossero stati tutti terrier, con un altissimo predatorio, sarebbero riusciti a cavarsela, e avrebbero dovuto vedersela con la fauna del luogo. Di sicuro non si sarebbero mai organizzati per cacciare un cervo nè avrebbero potuto reggere il confronto con un cinghiale. I cani non sono esattamente animali opportunisti, magari stremati dalla fame si sarebbero buttati su un animale già morto. Tutto questo se fossero riusciti ad allontanarsi abbastanza dal rifugio, se fossero riusciti ad orientarsi in mezzo a tutta quella neve, ecc.
28 Andrea, 13/02/12 17:19
blunotte ha scritto:
Capisco perfettamente le obiezioni e infatti 'nel concreto' mi comporto esattamente come tu suggerisci Andrea. Perchè è giusto, ed è quello che si può fare. Ma sono assolutamente convinta della bontà teoretica della mia riflessione
[ ... ] pensate che l'angoscia non abbia niente a che
fare con la costrizione fisica [ ... ]?
ma
io mi sono chiesta banalmente se e come avrei potuto davvero provvedere ai miei tre gatti in quel caso o in altri ipotetici. Avrei sempre il tempo di infilarli in un trasportino e portarli al sicuro? e se io svengo, muoio, sono intrappolata, affondo....in quel trasportino sarebbero spacciati! Alluvioni, incendi, uragani...se una possibilità vi è di salvarsi, umani e non, quella è riservata a chi può correre, nuotare, uscire da un luogo costretto e cercare riparo in luoghi a cui noi umani non pensiamo nemmeno.
Per
chi invece è in gabbia, così come in stalla, in laboratorio, a catena... non vi sono a priori possibilità di sopravvivenza o almeno di morire lottando in una situazione 'conosciuta', mentalmente affrontabile. Solo in questo senso un rifugio non è diverso, probabilmente, da un luogo di detenzione per altri scopi.
29 Andrea, 13/02/12 17:26
blunotte ha scritto:
E' possibile curarli, soccorrerli, accudirli, difenderli...senza per forza rinchiuderli in modo che il rifugio non si trasformi in una trappola in condizioni estreme? La mia domanda era questa ma nessuno vuole o può coglierla per quello che è, evidentemente.
30 blunotte, 13/02/12 18:00
Andrea ha scritto:blunotte ha scritto:
E' possibile curarli, soccorrerli, accudirli, > difenderli...senza per forza rinchiuderli in modo che il > rifugio non si trasformi in una trappola in condizioni > estreme? La mia domanda era questa ma nessuno vuole o può > coglierla per quello che è, evidentemente.
Ecco, quindi non stavi esponendo considerazioni filosofiche. La tua è una domanda ben precisa e la risposta, attentato precisa è: "no, pe me e soprattutto per chi si occupa di questo problema non è possibile".
Se pensi di essere in grado di farlo inizia a rimboccarti le maniche e crea una realtà come quella che auspichi per qualche randagio.
Tu scrivi una tesi di filosofia, ma ieri le persone di cui si parla hanno rischiato la pelle per salvare quei cani (è un miracolo se le strutture hanno retto sotto tutta quella neve). Dopo aver accudito quei cani e quelli prima di loro per anni usando il loro tempo libero si sono trovati in quella situazione. Hanno scavato per ore col rischio di trovarli tutti morti, li hanno cercati, alcuni li hanno trovati morti e altri sono tutt'ora in gravi condizioni gravi.
Anche al di fuori di queste emergenze c'è gente che dedica la vita a rendere meno peggio la vita di questi animali e l'ultima cosa di cui hanno bisogno sono discorsi del genere.
Ripeto: la cosa migliore per i cani randagi (per i gatti bisogna distinguer etra quelli delle colonie e quelli che non possono cavarsela da soli) è essere portati un rifugio (escludiamo ovviament ei cosiddetti canili lager). La cosa migliore per gli animali dei rifugi è essere adottati. Se non vogliamo animali nei rifugi aiutiamo a trovare e controllare le adozioni e intanto rendiamo più accettabile possibile la vita di quelli in attesa.
Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.
Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!