Rifugi; pagina 2

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16 Lifting_Shadows, 13/02/12 14:17

blunotte ha scritto:

Penso alle
volpi, ai cervi, agli orsi...hai notato che non viene lasciato loro la libertà di avvicinarsi e avere libere amicizie con gli umani che lo desiderano? O sono scacciati perchè interferiscono con le attività umane con la loro sola presenza, oppure sono prontamente catturati e portati nelle 'oasi' anche se non sussistono elementi di pericolo.

Non è detto che quegli animali vogliano avvicinarsi a noi. La maggior parte di loro, essendo selvatici, scappa non appena vede un umano, e fa bene. Potremmo piuttosto lamentarci di non poterli avvicinare perchè se si abituano all'uomo buono andranno nelle braccia anche dell'uomo cattivo. Ma questo è il punto di vista dell'uomo che vede un bel muso, un animale, e lo vuole toccare, accarezzare, quando invece l'animale a noi non ci pensa neanche di striscio.
La maggior parte degli uomini NON ama gli animali e NON li rispetta. Questa mentalità non credo che potrà cambiare mai purtroppo. Fino ad allora, se un'oasi è il posto migliore per far vivere tranquilli gli animali, ben venga l'oasi. Ma non ho mai sentito parlare di oasi per volpi, cervi ecc, a parte rari casi che sono comuqnue presenti in tutto il territorio nazionale. E' proprio di questi giorni, anzi, la protesta contro l'uccisione di una volpe presa in trappola che "era diventata aggressiva" e quindi è stata ammazzata dalle guardie che l'hanno trovata. Immagino che quel posto non fosse un'oasi!

Per quanto riguarda i canili, non vedo molta differenza fra il canile dove si mette il randagio e il rifugio dove si porta una capra salvata dal macello. Purtroppo a oggi quella capra non può vivere altrimenti, grazie anche a delle leggi che impediscono di avere anmali di questo tipo se non sono denunciate alla Asl, se non è tutto in regola negli spazi ecc. Probabilmente, in caso di incendio, anche molti animali scampati al macello e che vivono nei rifugi morirebbero. Ciò non toglie che almeno non sono morti per mano dell'uomo e che fino ad allora erano stati amati e accuditi in ogni loro esigenza. Per un cane è la stessa cosa. A tutti dispiace il concetto di gabbia, ma a me dispiace di più che stiano in mezzo alla strada, al gelo o sotto il solleone, esposti a mille pericoli. Mi dispiace, ma non ho mai trovato un randagio con la gioia negli occhi, e di cani me ne intendo, e di randagi ne vedo troppi. Ogni randagio che avvicino mi segue per metri e metri e mi lancia sguardi disperati quando capisce che me ne devo andare.
Gli uomini sono pericolosi e i cani vanno protetti da loro.



17 Lifting_Shadows, 13/02/12 14:17

Scusate ho dimenticato di cancellare tutta la parte finale del messaggio non quotatto!

18 blunotte, 13/02/12 14:20

Guest ha scritto:
A proposito di chi si offende...proprio questa mattina ho scritto questa citazione:

■[A tutti quelli che si offendono per le nostre parole:] Riflettendovi, potete notare che il mondo è così: non sta lì sempre a consolarvi e a rendervi felici, sicuri, e positivi. La vita è piena di cose che possono offendere, fare del male, ferire o distruggere. Così è la vita. E' fatta così. Se qualcuno vi parla con tono adirato, vi risentite. Ma poi la mente può a andare oltre e sentirsi offesa: " Mi ha fatto proprio male sentirla parlare così; non è un tono di voce molto gentile. Mi sono sentito ferito. Io non le ho fatto niente di male". La mente prolifera e va avanti così, non è vero? Voi siete stati distrutti, feriti, offesi! Ma se riuscite a contemplare la situazione, vi accorgerete che è solo suscettibilità. Quando contemplate in questo modo, non state cercando di non sentire. Quando qualcuno vi parla in tono di voce poco gentile, ve ne risentite, eccome! Non dobbiamo cercare di diventare insensibili, ma piuttosto cerchiamo di non dare un'interpretazione sbagliata, DI NON PRENDERE TUTTO COME UN FATTO PERSONALE. Se site tra quelli che si sentono sempre offesi o feriti, dovreste allora isolarvi e nascondervi, oppure dovreste circondarvi solo di ossequiosi adulatori, di gente che dice: " Oh, Tizio caio sempronio, sei meraviglioso". "Sono veramente così meraviglioso?" "Oh, sì" "Lo stai dicendo così per dire, vero?" "Oh no, proprio dal profondo del cuore". "Eppure quel tipo là non pensa affatto che io sia meraviglioso". "Beh, è uno stupido!" "E' proprio ciò che pensavo"... Insomma è come la favola dei vestiti nuovi dell'imperatore. Per essere al sicuro, per non sentirvi minacciati, dovreste circondarvi solo di genete che approvi sempre tutto ciò che fate o siete.

A proposito di quelli che si offendono? A proposito de che? io non mi sono offesa, ho solo affermato le necessarie condizioni per un confronto costruttivo...questo mi avvilisce, non mi offende.

19 Guest, 13/02/12 14:24

blunotte ha scritto:
non fare sfoggio a
vanvera di definizioni che non padroneggi nemmeno

Ah, scusa..non pensavo che per scrivere un post per risponderti bisognava avere la laurea in filosofia!

va bè...ho frainteso tutto quello che hai detto evidentemente! Mi scuso con umiltà!

20 blunotte, 13/02/12 14:32

Lifting_Shadows ha scritto:
Non è detto che quegli animali vogliano avvicinarsi a noi.

Mi è rimasto impresso il caso di un cervo che l'aveva fatto. Aveva costruito un'amicizia con un vecchietto montantanaro. Non ahnno consentito loro di continuare ad essere amici e hanno porato via il cervo. Perchè non si ancora fatta strada l'idea della libertà, l'uomo non concepisce nulla di non gestito, delimitato, domato...la libertà è un 'altrove' indefinito per tutti e così o si è selvatici o si è domestici.
La maggior parte di loro, essendo selvatici, scappa non appena vede un umano, e fa bene. Potremmo piuttosto lamentarci di non poterli avvicinare perchè se si abituano all'uomo buono andranno nelle braccia anche dell'uomo cattivo. Ma questo è il punto di vista dell'uomo che vede un bel muso, un animale, e lo vuole toccare, accarezzare, quando invece l'animale a noi non ci pensa neanche di striscio.
La maggior parte degli uomini NON ama gli animali e NON li rispetta. Questa mentalità non credo che potrà cambiare mai purtroppo. Fino ad allora, se un'oasi è il posto migliore per far vivere tranquilli gli animali, ben venga l'oasi. Ma non ho mai sentito parlare di oasi per volpi, cervi ecc, a parte rari casi che sono comuqnue presenti in tutto il territorio nazionale. E' proprio di questi giorni, anzi, la protesta contro l'uccisione di una volpe presa in trappola che "era diventata aggressiva" e quindi è stata ammazzata dalle guardie che l'hanno trovata. Immagino che quel posto non fosse un'oasi!

Per quanto riguarda i canili, non vedo molta differenza fra il canile dove si mette il randagio e il rifugio dove si porta una capra salvata dal macello. Purtroppo a oggi quella capra non può vivere altrimenti, grazie anche a delle leggi che impediscono di avere anmali di questo tipo se non sono denunciate alla Asl, se non è tutto in regola negli spazi ecc. Probabilmente, in caso di incendio, anche molti animali scampati al macello e che vivono nei rifugi morirebbero. Ciò non toglie che almeno non sono morti per mano dell'uomo e che fino ad allora erano stati amati e accuditi in ogni loro esigenza. Per un cane è la stessa cosa. A tutti dispiace il concetto di gabbia, ma a me dispiace di più che stiano in mezzo alla strada, al gelo o sotto il solleone, esposti a mille pericoli. Mi dispiace, ma non ho mai trovato un randagio con la gioia negli occhi, e di cani me ne intendo, e di randagi ne vedo troppi. Ogni randagio che avvicino mi segue per metri e metri e mi lancia sguardi disperati quando capisce che me ne devo andare.
Gli uomini sono pericolosi e i cani vanno protetti da loro.

Sottoscrivo tutto.

21 Lifting_Shadows, 13/02/12 14:41

blunotte ha scritto:
Io ho parlato di 'confronto dialettico', non fare sfoggio a vanvera di definizioni che non padroneggi nemmeno (Dialettica: capacità di svolgere un ragionamento con logica ineccepibile, ricchezza di argomentazioni, e forza persuasiva. Se poi vuoi 'filosofeggiare' -per usare parole tue- dovresti sapere che la dialettica consiste nell'interazione di due tesi o princìpi contrapposti (simbolicamente rappresentati nei dialoghi platonici da due personaggi reali) usata come strumento di indagine della verità).

Ehi ehi ehi, mò non iniziamo a gareggiare su chi è più maestrina che tanto perdiamo in partenza con Marina :D Però "dialettica" nel modo in cui l'ha usata Didi non è in contrasto con la definizione da te riportata, anche perchè, uso anch'io il dizionario del Corriere, c'è anche la seconda definizione:

Confronto proficuo (e anche scontro inevitabile) tra posizioni diverse

Fatto sta che, almeno io, non vedo l'utilità di perdersi in discussioni di questo tipo quando la realtà concreta è quella di cani radagi che hanno fame, freddo, che sono esposti alle sevizie o torture degli uomini e alle leggi del branco, necessariamente inasprite dal fatto di vivere in una città. Mi scuso per i miei limiti mentali, ma credo che di come dovrebbe essere l'uomo e come potrebbe diventare si parlarebbe per mille pagine, sfortunatamente non sono in grado di vederne l'utilità sul lato pratico della cosa (il randagio abbandonato a se stesso).
Per ora mi sembra che tutto ciò che si possa fare sia informare la gente sull'importanza di sterilizzare gli animali e di non comprarli dai negozi, ma dai rifugi, e di prendersi cura di quelli che sono stati lasciati a se stessi (i randagi possono essere anche cani di taglia piccolissima, per loro è immensamente pericoloso essere soli).

22 blunotte, 13/02/12 15:01

Lifting_Shadows ha scritto:
blunotte ha scritto:
Io ho parlato di 'confronto dialettico', non fare sfoggio a > vanvera di definizioni che non padroneggi nemmeno > (Dialettica: capacità di svolgere un ragionamento con logica > ineccepibile, ricchezza di argomentazioni, e forza > persuasiva. Se poi vuoi 'filosofeggiare' -per usare parole > tue- dovresti sapere che la dialettica consiste > nell'interazione di due tesi o princìpi contrapposti > (simbolicamente rappresentati nei dialoghi platonici da due > personaggi reali) usata come strumento di indagine della > verità).

Ehi ehi ehi, mò non iniziamo a gareggiare su chi è più maestrina

No, Lifting, non pretendo di fare la maestrina, semplicemente reagisco quando qualcuno vuole farlo con me, rileggi tutto se dici questo. Tantopiù che di confronto costruttivo non ne ho visto nemmeno l'ombra proprio per la tendenza a volermi fare lezioni, ma se mi si porta su questo ambito almeno si documenti ;-) Le parole esatte di Didi sono state queste: "La dialettica porta a confutare tutto per riconfermarlo ancora una volta!": non ci vedo nessuna convergenza.

Fatto sta che, almeno io, non vedo l'utilità di perdersi in discussioni di questo tipo

Sono d'accordo, infatti avevo chiuso. Ma qualsiasi discussione va posta e condotta su basi condivisibili, altrimenti NESSUNA discussione è possibile.

quando la realtà concreta è
quella di cani radagi che hanno fame, freddo, che sono esposti alle sevizie o torture degli uomini e alle leggi del branco, necessariamente inasprite dal fatto di vivere in una città. Mi scuso per i miei limiti mentali, ma credo che di come dovrebbe essere l'uomo e come potrebbe diventare si parlarebbe per mille pagine, sfortunatamente non sono in grado di vederne l'utilità sul lato pratico della cosa (il randagio abbandonato a se stesso).

E' possibile curarli, soccorrerli, accudirli, difenderli...senza per forza rinchiuderli in modo che il rifugio non si trasformi in una trappola in condizioni estreme? La mia domanda era questa ma nessuno vuole o può coglierla per quello che è, evidentemente.
Per ora mi sembra che tutto ciò che si possa fare sia informare la gente sull'importanza di sterilizzare gli animali e di non comprarli dai negozi, ma dai rifugi, e di prendersi cura di quelli che sono stati lasciati a se stessi (i randagi possono essere anche cani di taglia piccolissima, per loro è immensamente pericoloso essere soli).

Ri-sottoscrivo tutto
ciao

23 FrankV, 13/02/12 15:08

Mi soffermo sull'ipotesi di liberare i cani di quel preciso rifugio.
Con due metri di neve caduta, significava per loro morte certa, prima che fossero riusciti a raggiungere un centro abitato, e lì si parla per lo più di case sperdute, non di agglomerati urbani, sempre che si fossero diretti verso le case e non verso i boschi.
Nemmeno se fossero stati tutti terrier, con un altissimo predatorio, sarebbero riusciti a cavarsela, e avrebbero dovuto vedersela con la fauna del luogo. Di sicuro non si sarebbero mai organizzati per cacciare un cervo nè avrebbero potuto reggere il confronto con un cinghiale. I cani non sono esattamente animali opportunisti, magari stremati dalla fame si sarebbero buttati su un animale già morto. Tutto questo se fossero riusciti ad allontanarsi abbastanza dal rifugio, se fossero riusciti ad orientarsi in mezzo a tutta quella neve, ecc.

24 Lifting_Shadows, 13/02/12 15:11

blunotte ha scritto:
E' possibile curarli, soccorrerli, accudirli, difenderli...senza per forza rinchiuderli in modo che il rifugio non si trasformi in una trappola in condizioni estreme? La mia domanda era questa ma nessuno vuole o può coglierla per quello che è, evidentemente.

...forse perchè, se fosse possibile, sarebbe già stato fatto? Soprattuto la questione del difenderli, ci vorrebbe un angelo custode per ognuno di loro, sapere ogni secondo che cosa sta facendo un cane ibero è francamente impossibile, già quelli in casa ti spariscono da sotto il naso e li devi cercare nei cesti delle mutande. Se non hanno cambiato nascondiglio.
Tutto può diventare una trappola in situazioni estreme, anche casa nostra, e soprattutto anche la strada: per quanto non abbia sbarre, è il posto più difficile dove un cane debba trovarsi a vivere -dalla reperibilità del cibo, alle macchine, alle persone ecc.

25 Guest, 13/02/12 15:12

Ok..quindi come potresti parlare con noi?? La maggior parte di noi non è pratica del linguaggio filosofico occidentale! hai detto tu che è bello poter parlare (non significa andare d'accordo..Né avere ragione, né avrere torto) con noi già solo perché siamo vegan!

La parola filosofeggiare non l'ho usata in modo dispregiativo comunque!

Ho scritto solo due post..con qualche risposta e subito ti hai sentito un innalzamento di muri e scudi.. boh.. eppure ho detto delle cose...

Avresti potuto rispondere con garbo (io avrei letto molto volentieri)
"converrai con me che...." per ogni punto per il quale sentivi la necessità di rispondere! vhe problema c'è??

Inoltre non ho letto la riga del post iniziale in cui dicevi che avresti aperto un thread.... pazienza non l'ho visto..mica c'è bisogno di arrabbiarsi! eh!

va bè.. pazienza!

26 Guest, 13/02/12 15:15

Lifting_Shadows ha scritto:
blunotte ha scritto:
E' possibile curarli, soccorrerli, accudirli, > difenderli...senza per forza rinchiuderli in modo che il > rifugio non si trasformi in una trappola in condizioni > estreme? La mia domanda era questa ma nessuno vuole o può > coglierla per quello che è, evidentemente.

...forse perchè, se fosse possibile, sarebbe già stato fatto? Soprattuto la questione del difenderli, ci vorrebbe un angelo custode per ognuno di loro, sapere ogni secondo che cosa sta facendo un cane ibero è francamente impossibile, già quelli in casa ti spariscono da sotto il naso e li devi cercare nei cesti delle mutande. Se non hanno cambiato nascondiglio.
Tutto può diventare una trappola in situazioni estreme, anche casa nostra, e soprattutto anche la strada: per quanto non abbia sbarre, è il posto più difficile dove un cane debba trovarsi a vivere -dalla reperibilità del cibo, alle macchine, alle persone ecc.

il problema è che non dovrebbe esserci un esubero nel numero di cani.. come non c'è un esubero di lupi o volpi; inoltre la presenza del numero di cani andrebbe sempre a scendere con il tempo se i comuni e tutte le realtà preposte facessero il loro dovere con campagne di sterilizzazione e adozione; dopo aver "alloggiato" gli animali....si potrebbe pensare ad una realtà in cui gli animali che ci sono non hanno minimamente bisogno di essere nutriti e curati dall'uomo!.

27 blunotte, 13/02/12 15:21

FrankV ha scritto:
Mi soffermo sull'ipotesi di liberare i cani di quel preciso rifugio.
Con due metri di neve caduta, significava per loro morte certa, prima che fossero riusciti a raggiungere un centro abitato, e lì si parla per lo più di case sperdute, non di agglomerati urbani, sempre che si fossero diretti verso le case e non verso i boschi.
Nemmeno se fossero stati tutti terrier, con un altissimo predatorio, sarebbero riusciti a cavarsela, e avrebbero dovuto vedersela con la fauna del luogo. Di sicuro non si sarebbero mai organizzati per cacciare un cervo nè avrebbero potuto reggere il confronto con un cinghiale. I cani non sono esattamente animali opportunisti, magari stremati dalla fame si sarebbero buttati su un animale già morto. Tutto questo se fossero riusciti ad allontanarsi abbastanza dal rifugio, se fossero riusciti ad orientarsi in mezzo a tutta quella neve, ecc.

Si, condivido.

28 Andrea, 13/02/12 17:19

blunotte ha scritto:
Capisco perfettamente le obiezioni e infatti 'nel concreto' mi comporto esattamente come tu suggerisci Andrea. Perchè è giusto, ed è quello che si può fare. Ma sono assolutamente convinta della bontà teoretica della mia riflessione

Se rileggi il tuo messaggio (n. 25):

www.veganhome.it/forum/animalisti/urgentissimo-cani-isolati-sotto-neve/pag2/
non aveva niente di filosofico. Si parlava di un caso reale di animali morti in un rifugio e hai espresso dubbi sull'eticità stessa di tenerceli. Il lettore non può capire che stessi esprimendo un dubbio filosofico.

Comunque il punto è che la soluzione al problema dei canili non è trovare un modo per far vivere specie domestiche in natura: sono specie che non sarebbero mai dovute esistere. Sia dal punto di vista pratico che da quello etico-filosofico la cosa giusta è dare le migliori condizioni possibili a quelli esistenti e non farli riprodurre.

[ ... ] pensate che l'angoscia non abbia niente a che
fare con la costrizione fisica [ ... ]?

E' inutile enumerare i problemi degli animali nei rifugi, non stiamo dicendo che sono luoghi idilliaci, nel qual caso avrebbe senso risponderci con questi esempi. Si dice che è il meno peggio e una situazione di emergenza in attesa di adozione. (E qui rinnovo l'invito non provocatorio a dedicare un po' di tempo libero ad occuparti di queste cose).

ma
io mi sono chiesta banalmente se e come avrei potuto davvero provvedere ai miei tre gatti in quel caso o in altri ipotetici. Avrei sempre il tempo di infilarli in un trasportino e portarli al sicuro? e se io svengo, muoio, sono intrappolata, affondo....in quel trasportino sarebbero spacciati! Alluvioni, incendi, uragani...se una possibilità vi è di salvarsi, umani e non, quella è riservata a chi può correre, nuotare, uscire da un luogo costretto e cercare riparo in luoghi a cui noi umani non pensiamo nemmeno.

Ma dai, sono ovviamente discorsi probabilistici. Allora se devi uscire di casa per un'emergenza e lasciare un bambino da solo per 5 minuti cosa fai? Dici che visto che un terremoto potrebbe far crollare la casa è meglio metterlo in un passeggino in mezzo alla strada? Non credo, perché le probabilità che gli succeda qualcosa di brutto sarebbero molto superiori.

Se quel rifugio non fosse esistito invece di 2 cani ne sarebbero morti molti di più ogni anno.

Per
chi invece è in gabbia, così come in stalla, in laboratorio, a catena... non vi sono a priori possibilità di sopravvivenza o almeno di morire lottando in una situazione 'conosciuta', mentalmente affrontabile. Solo in questo senso un rifugio non è diverso, probabilmente, da un luogo di detenzione per altri scopi.

Alla faccia del dubbio etico-filosofico..

Vedila come vuoi, ma stai instillando in parte delle migliaia dei persone che leggeranno questi messaggi nei prossimi giorni che portare un cane in un rifugio sia paragonabile a un laboratorio di vivisezione. E il disclaimer "sono solo ragionamenti filosofici" non basta.

E' lo stesso problema di quando si parla di sterilizzazioni e partono discorsi filosofici su un'ipotetica vita in natura. Non è un discorso a due, si parla in pubblico con migliaia di persone su temi da cui dipende la vita di innumerevoli animali.

29 Andrea, 13/02/12 17:26

blunotte ha scritto:
E' possibile curarli, soccorrerli, accudirli, difenderli...senza per forza rinchiuderli in modo che il rifugio non si trasformi in una trappola in condizioni estreme? La mia domanda era questa ma nessuno vuole o può coglierla per quello che è, evidentemente.

Ecco, quindi non stavi esponendo considerazioni filosofiche. La tua è una domanda ben precisa e la risposta, attentato precisa è: "no, pe me e soprattutto per chi si occupa di questo problema non è possibile".

Se pensi di essere in grado di farlo inizia a rimboccarti le maniche e crea una realtà come quella che auspichi per qualche randagio.

Tu scrivi una tesi di filosofia, ma ieri le persone di cui si parla hanno rischiato la pelle per salvare quei cani (è un miracolo se le strutture hanno retto sotto tutta quella neve). Dopo aver accudito quei cani e quelli prima di loro per anni usando il loro tempo libero si sono trovati in quella situazione. Hanno scavato per ore col rischio di trovarli tutti morti, li hanno cercati, alcuni li hanno trovati morti e altri sono tutt'ora in gravi condizioni gravi.

Anche al di fuori di queste emergenze c'è gente che dedica la vita a rendere meno peggio la vita di questi animali e l'ultima cosa di cui hanno bisogno sono discorsi del genere.

Ripeto: la cosa migliore per i cani randagi (per i gatti bisogna distinguer etra quelli delle colonie e quelli che non possono cavarsela da soli) è essere portati un rifugio (escludiamo ovviament ei cosiddetti canili lager). La cosa migliore per gli animali dei rifugi è essere adottati. Se non vogliamo animali nei rifugi aiutiamo a trovare e controllare le adozioni e intanto rendiamo più accettabile possibile la vita di quelli in attesa.

30 blunotte, 13/02/12 18:00

Andrea ha scritto:
blunotte ha scritto:
E' possibile curarli, soccorrerli, accudirli, > difenderli...senza per forza rinchiuderli in modo che il > rifugio non si trasformi in una trappola in condizioni > estreme? La mia domanda era questa ma nessuno vuole o può > coglierla per quello che è, evidentemente.

Ecco, quindi non stavi esponendo considerazioni filosofiche. La tua è una domanda ben precisa e la risposta, attentato precisa è: "no, pe me e soprattutto per chi si occupa di questo problema non è possibile".

Si lo è, costruendo in modo diverso non mettendo in strada, non l'ho affermato. Consiglio di leggere il libro "Sorvegliare e punire", di Michel Focault. Il problema dovrà per forza spostarsi sull'analisi delle strutture usate per gli animali, oltre che su quelle per umani. Ha una valenza filosofica, che però come ho già chiarito ha sempre implicazioni pratiche.
Se pensi di essere in grado di farlo inizia a rimboccarti le maniche e crea una realtà come quella che auspichi per qualche randagio.

Lo faccio, iniziando a chiedermi come e sottoponendo i problemi a chi voglia discuterne. Qui c'è anche filosofia vegan, no? quindi radicale, non avrei posto il problema in un sito di zoofili che, come tu dice andrea, già ci sono e fanno benissimo il loro lavoro.
Tu scrivi una tesi di filosofia, ma ieri le persone di cui si parla hanno rischiato la pelle per salvare quei cani (è un miracolo se le strutture hanno retto sotto tutta quella neve). Dopo aver accudito quei cani e quelli prima di loro per anni usando il loro tempo libero si sono trovati in quella situazione. Hanno scavato per ore col rischio di trovarli tutti morti, li hanno cercati, alcuni li hanno trovati morti e altri sono tutt'ora in gravi condizioni gravi.

Condivido, ma perchè usare questo argomento? E' poco importante riflettere, battersie portare istanze antispeciste in ambito universitario? O credi che la mentalità lì fuori non cambi anche con azioni e presenza in ambiti più 'teorici'? Io sono tornata umilmente sui banche dell'università con il preciso scopo di avere titoli e strumenti per dedicare tutto il tempo che potrò a iniziative nelle scuoel e fra i giovanissimi. Questo per me è cominciare a costruire quel mondo migliore...ognuno faccia ciò per cui si sente chiamato. Per me, in questo momento, è questo.

Anche al di fuori di queste emergenze c'è gente che dedica la vita a rendere meno peggio la vita di questi animali e l'ultima cosa di cui hanno bisogno sono discorsi del genere.

Quali discorsi? accudire gli animali ci esonera dal chiederci come poterlo fare meglio? Come sopra.
Ripeto: la cosa migliore per i cani randagi (per i gatti bisogna distinguer etra quelli delle colonie e quelli che non possono cavarsela da soli) è essere portati un rifugio (escludiamo ovviament ei cosiddetti canili lager). La cosa migliore per gli animali dei rifugi è essere adottati. Se non vogliamo animali nei rifugi aiutiamo a trovare e controllare le adozioni e intanto rendiamo più accettabile possibile la vita di quelli in attesa.

Sono d'accordo, in generale è la cosa migliore.
Per il resto ho postato per sbaglio nel primo thread perchè avevo quotato il mio primo intervento. E ti invito a rileggerlo con più serenità

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!