Confessione; pagina 10
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michelangelo,
17/04/06 20:53
Lucik ha scritto:
Miky... hai finito di fare il balordo?!
Amore ti amo. sei il mio piccolo dolce amore. se ti va che ti chiami,dimmelo, o fammi 1 squillo:voglio dirti delle cose che per me sopno importanti. TI AMO. LA NOTTE PRIMA DI DORMIRE è A TE CHE PENSO. NEI MOMENTI DI LUCIDITà IL MIO PENSIERO è RIVOLTO A TE. ANCHE DA BEVUTO HO LA MENTE RIVOLTA A TE,ED HO VERGOGNA DI TANTE COSE.. E ORGOGLIO DI POKE.. FRA LE QUALI = D'AMARTI..
E'con questo messaggio che riappaio su veganhome:irriverente per le persone a cui sto sul cavolo, da decifrare per le persone che hn premura di me, o empatia,o volontà e/o capacità di capirmi,ma non per condividermi o biasimarmi,ma soltanto e semplicemente per esprimersi ed esporsi e comunicarmi qualcosa di sensato e succesivo a una nobil riflessione.
pochi avran letto fin qui.. e molti solo in attesa di una sola parola o rigo per scagliarsi contro di me.
Ho tante cose da dire; cercherò di basare i miei pensieri, esser rispettoso,ASSSOLUTAMENTE RISPETTOSSO INNANZITUTTO E PRIORIYTARIAMANTE verso i gestori di questo forum, e verso tutti i vegani in genere.
Ho pereso un po il filo,ma continuo.
Lucio, è a t che mi rivolgo,,,,, a te DADA a cuivogliomolto bene malgradola mia incapacità d'essere espansivo..... e uno sguardo di profonda ammirazione va a Marina ed Andrea per + d'un motivo a loro noti.... ma questo messaggio è rivolto a tutti gli utenti di veganhome, a cui rivolgo le mie scuse per aver atto loro perder tempo o per averli scomodati da cose + importanti per poii trascinarli in mie poco significanti vicende personali... e finanche mi rivolgo agli utenti che più "sdegno" di questo forum[[parola volutamente esplicativa], come Piercarlo,Sara e Demon(chi per conoscenza personale e/o per sentiti dire da persone col cuore e con l'anuma e con le p____e di cui mi fido, chi semplicemente per pareri sespressi qui in internet.
Se pensate che stia per arrivare al sodo, vi sbagliate:perchè proprio questo non c'è= un sodo,una conclusione. E' proprio questa che non ho trovato in 25 anni e qualche nmese d'esistenza terrestre= una conclusione.
Quel che sto smaltendo in questo lunedì di pasquetta è,fra le altre cose, dell'ottimo liquore,scusate, grappa al cioccolato. In effetti ieri ho letto qualcosina, e volevo rispondere al forum,ma non ho avuto il coraggio, non ho avuto le p____e, non me la son sentita, non ho saputo e capito come non essere irriverente verso tanti, come non attirare le istintive e forse lecite ire di tanti, non ho raggiyunto la consapevolezza di come non mancare di rispetto alle varie persone che son rimaste con me, malgrado TUTTO; e che sia ben inteso, che esser rimaste con me non è assolutamente sinonimo d'avermi condiviso e di scusarmi o lasciarmela passare liscia o tranquillamente.
Non ho ancora letto tutti i messaggi di questo topic,ed è il motivo per cui al momento mi fermo qui nello scrivervi e nell'aprirmi e nell'estraniarvi il marcio che ho dentro.
Con rispetto e riverenza.
_______________________________ . . . . . . . Michelangelo
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Lucik,
18/04/06 09:34
Ho pereso un po il filo,ma continuo.
Ti manca un'Arianna che ti orienti nella vita...?
E' proprio questa che non ho trovato in 25
anni e qualche nmese d'esistenza terrestre= una conclusione.
Ma non "esiste" una conclusione... nè a 25 anni nè fino
in fondo alla vita...
L'unica cosa che si può fare, è scegliere le proprie convinzioni nell'incertezza...
Visto che nessuno ti dirà con chiarezza assoluta com'è o come non è, sei tu che dovrai decidere il tuo modo di vivere quello che sei. Come si dice, non so quel che sarà, ma so come ho deciso di viverlo. Forse in fondo non ci saranno ringraziamenti o conferme... l'importante è che
sia stata la tua strada, la tua scommessa, il tuo sentire, la tua coerenza con quello che in fondo ha scelto e hai riconosciuto essere giusto. Eppure tra la non assoluta coerenza di qualsiasi nobiltà umana (essere vegani :-) ), quando pensi a quello che fai, sorridi perchè sai che stai facendo una gran cosa... che sei su una bella strada, diversa agli altri...
Ciao Miky...
Potrei dire che sono un angelo che si impolvera le ali... ma anche nella polvere ricordo la parte in cui
camminare...
Per non dire di quando hai la semplice e soave fortuna nella vita di incontrare una persona che le proprie belle ali le pulisce con la sua bellezza... migliorandoti, rendendoti più bello ancora... insieme :-)
Alla prossima Miky...
Vivi con passione... e in pace. Che i dubbi diventino insignificanti di fronte alla certezza del sentire la bellezza che ti circonda... quella bellezza che cerchi e che trovi in te e nell'atmosfera attorno...
Sconfiggi il minotauro... ma non ucciderlo... anche lui magari avrebbe voluto redimersi. Magari era solo convinto di essere cattivo. Anche lui aveva un ruolo che magari non si è scelto, e forse è meglio concedergli l'opportunità di vivere diversamente.
Anche se il sangue ormai secco che ha addosso ci metterà del tempo a lavarsi via... sarà il monito del ricordo.
E dopo torna da Arianna... forse è una delle poche risposte che in fondo servono nella vita...
E io l'ho scritto senza liquore da smaltire...
Ciao Miky. Facci sapere... Trova il riferimento a cui rifarti. Meglio avere una stella da seguire anche se è una tra miliardi di altre possibili, piuttosto che star fermo nella tempesta e affogare, portandoti dietro tutti i marinai...
138
michelangelo,
17/05/06 03:35
Tessere il cui mosaico comunica un messaggio che l’etica non può permettersi d’ignorare: l’affannosa, confusa e utopica ricerca dell’etica stessa pare continuare a protrarsi lungo una strada paragonabile tanto ad un interminabile sentiero quanto ad un vicolo cieco. L’analisi storica conduce ogni singolo attento studioso a comprendere che per quanto si possa librarsi nel tempo e nello spazio, non v’è un solo contesto in cui si possa asserire ci sia stato un unanime parere relativo al proprio fabbisogno di benessere. Nota è, all’interno del vasto raggio delle scienze umane, l’irraggiungibilità d’una morale comune accettata universalmente, razionale o religiosa che essa sia.
La costante ricerca di valori morali condivisibili è sentore d’un disagio che non ha mai cessato di manifestarsi nel corso della storia. L’obiettivo dell’uomo (e degli enti di cui oggi l’essere umano immagina d’averne individuato lo scopo) sembra essere l’acquisizione ed il successivo perpetuo mantenimento d’un dignitoso stato di qualità della propria vita. Per “qualità della vita” intendo la condizione (psico-fisica) in cui si conduce la propria esistenza.
Alcuni individui si comportano in stretta correlazione ai valori che essi stessi attribuiscono al proprio dover essere. Fra costoro vi è poi chi trae appagamento verso la propria coscienza nel propendere ad un modus vivendi mirante ad elevare il livello di qualità dell’esistenza altrui. Queste persone sono spesso coloro che, coerentemente ai loro principi, nella loro quotidianità, agiscono miranti al proprio bene per mezzo del tentativo di soddisfare i bisogni altrui; gente la cui condotta ha come costante riferimento gli insegnamenti provenienti dalla più nobile fra le discipline: la bioetica.
«Poiché la bioetica è l’etica applicata al regno della vita, essa riguarda tutto ciò che è vivente, umano e non umano […]. Accanto alla bioetica medica e a quella ambientale vi è, dunque, una bioetica animale che si occupa degli aspetti morali delle relazioni dell’uomo con i non umani e, quindi, dei diritti degli animali» . Non è semplice individuare i diritti altrui; arduo identificare quelli di esseri incapaci di comunicarceli a parole, visto che, per come va il mondo, bisogna supporre che o il linguaggio non verbale è alle volte completamente inutile, o del tutto nullo è il livello di considerazione che riponiamo nei riguardi di una moltitudine di esseri senzienti.
Proviamo a schematizzare quello che accade inevitabilmente oggi, nello sviluppo interiore d’un singolo individuo, ritrovatosi a nascere e ad esistere all’interno della nostra società. A farla da padrone sono, a quanto pare: predisposizione genetica, ambiente in cui si trascorre la propria esistenza e influenze provenienti dagli individui che ruotano attorno al soggetto in questione. Assodato tutto ciò, come può, un singolo, muovendosi controcorrente, intraprendere un proprio percorso e mirare a fare la differenza? Quanto, poi, può ritenersi all’altezza d’individuare il lecito distinguendolo dall’illecito, il morale scisso dall’immorale, e comportarsi in maniera rispettosa e giusta nei confronti dei coabitanti il nostro pianeta?
«La scelta non è sempre fra il bene assoluto e il male assoluto. Esiste anche l’idea che dal male può nascere qualche bene, e le leggi ben costruite sono pietre miliari di questo complicato e tormentato cammino. » E come comportarsi quando le leggi convenzionali o scritte del territorio in cui si abita, sono in netto contrasto con le direttive del proprio animo e della propria coscienza? Come bilanciare istinto e intelletto?
David Hume nel ‘700 sembrava convinto nel sostenere che: «Nessuna verità appare più evidente di questa: gli animali sono dotati di pensiero e di ragione come gli uomini […] Ci rendiamo conto che noi stessi, adattando i mezzi ai fini, siamo guidati dalla ragione e dall’intento, e che non nell’ignoranza né a caso compiamo quelle azioni che tendono alla nostra conservazione, a ottenere piacere e a evitare il dolore» . Un osservatore imparziale del comportamento umano dovrebbe concludere che la maggior parte delle azioni non è conseguente alla teoria, sono piuttosto le teorie a conformarsi alle azioni che non abbiamo intenzione di modificare.
Al pari di quanto risulti che “tutto scorre”, appare evidente non di meno che non tutto scorra correttamente. Chi ritenere responsabile della situazione di disagio vissuta su larga scala da un vastissimo numero di esseri viventi? Per indole personale, trovo più istintivo procedere ad un’introspezione, un’analisi personale, un’autocritica, piuttosto che puntare il dito contro qualcuno o qualcosa.
Il concetto di responsabilità attiene non solo all’immediatezza delle azioni dell’uomo, ma anche al lungo termine. Secondo Jonas, "la responsabilità non riguarda
più semplicemente il soggetto singolo, ma l’umanità nel suo complesso". Si intende con ciò superare il limite generazionale. Si guarda ai rapporti tra noi e le future generazioni, ai rapporti tra noi e le altre specie viventi, cioè a un’etica che si dilata nel tempo e nello spazio. L’orizzonte dell’etica non sono più soltanto i rapporti interumani, ma l’intera cosiddetta biosfera, lo spazio universale in cui noi viviamo in questo pianeta. E del resto non in pochi auspicano che questa sia la base più solida da dare oggi alla bioetica.
In linea con quanto emerge dal testo “Diventare come balsami” della giornalista Marinella Correggia , se potessimo vedere nello stesso istante tutte le sofferenze fisiche, per non dire quelle dello spirito, provate dagli esseri viventi sul pianeta, oggi, nel passato e nel futuro, non potremmo forse più vivere. Ma non dobbiamo arenarci nella contemplazione sconsolata dei numerosissimi "epicentri del dolore": ci faremmo male di riflesso. Parecchio, invece, possiamo fare nella nostra vita quotidiana, guidati dall'empatia che ci può insegnare
prima di tutto a non nuocere, prevenire e lenire.
Un tentativo, dunque, per limitare la componente negativa della nostra responsabilità in merito alla situazione globale e, in altre parole, per ridurre il proprio impatto ambientale può essere articolato nei seguenti punti: puntare a ridurre la sofferenza del mondo per mezzo di azioni etiche ed ecologiche da compiersi costantemente all’interno della propria vita quotidiana; non arrendersi all’ingiustizia, allo sfruttamento e alla prevaricazione; cercare un’armonia ed un equilibrio interiore tale da sentirsi nelle condizioni di poter cercare di fare qualcosa per migliorare la qualità della nostra vita e di quella altrui; proporsi ed imporsi un rigoroso e coerente rispetto verso gli altri esseri sensibili con i quali condividiamo il pianeta. Insomma, non solo buoni propositi, ma soprattutto azioni vere e proprie basate su un bagaglio culturale e cognitivo che funga da cassetta d’attrezzi funzionale a lenire il dolore del mondo assieme al nostro. Supponiamo che un individuo, anche solo per minimizzare i propri sensi di colpa, decida di evitare quanto più possibile di contribuire al flusso di eventi ritenuti da egli stesso le cause della disastrosa situazione attuale. Costui dovrebbe muoversi in quale direzione? Mirante a massimizzare i benefici di chi? Diamo per assunto l’impossibilità di raggiungere una perfezione morale, ma proviamo comunque a tracciare delle ipotetiche linee guida che conducano all’obiettivo del minor male possibile. Definiamo gli ambiti ed alcune sfaccettature in cui tal singolo potrebbe/dovrebbe tentar di cimentarsi, quali: non mentire ed agire in maniera corretta verso gli elementi con cui ci si ritrova ad entrare in relazione; operare una scelta alimentare che sia seguito d’una riflessione di tipo etico, sociale, economico, salutistico ed ambientale; donare il sangue, riciclare i rifiuti, ridurre i consumi e gli sprechi, praticare forme d’assistenza e di volontariato; orientarsi verso prodotti d’agricoltura pacifica (come quella sinergica) piuttosto che biologica (o ancor peggio chimica e/o basata su organismi geneticamente modificati); sostenere la riconversione della zootecnia, non mangiare oltre il giusto fabbisogno, fornirsi da produttori e distributori del commercio equo e solidale, evitare prodotti surgelati, frutti esotici o fuori stagione; minimizzare l’utilizzo d’utensili in plastica , servirsi di detergenti biodegradabili (anziché ultraeconomici e iperchimici), far uso di carta riciclata, comperare abiti usati, impegnarsi nel pacifismo, orientarsi verso fonti d’energia rinnovabili… e non smetterla d’avere dubbi, perplessità e inclinazione al potersi migliorare. Sicuramente ogni singolo proponimento fra quelli appena elencati è suscettibile di critiche, tenute presenti le svariate prospettive dalle quali ci si può porre prima di giudicare un comportamento o una situazione; in quanto al relativismo, poi, ne sono il primo sostenitore. Resta innegabile il dato di fatto che chiunque, nell’ambito dell’esercizio delle proprie facoltà, non possa prescindere dal compiere costantemente delle scelte e non è da escludere che ciascuna di queste ultime gravi quanto su sé stessi tanto sul contesto esistente. Stabilire insindacabilmente cosa porti un essere vivente ad agire in un modo anziché in un altro è un’impresa ardua. L’obiettivo della mia riflessione è provare a far luce su di una delle tante maniere in cui un umano può scegliere di trascorrere la propria esistenza terrena; un’alternativa al sopravvivere ignorando aspetti scomodi come il disagio, la povertà e la sofferenza; un modo di gestire il proprio io basato essenzialmente su un fondamentale concetto: il rispetto verso la qualità della vita, propria, altrui e dell’ambiente che ci ospita.
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shivers,
17/05/06 11:11
Lucik ha scritto:
Sconfiggi il minotauro... ma non ucciderlo...>
anche perché è una specie in via di estinzione
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nonnapapera,
17/05/06 13:56
Io credo che cedere sistematicamente alle tentazioni sia sintomo di un momento in cui si hanno delle difficoltà. Parliamoci in modo schietto: è difficile non essere come tutti gli altri, non si tratta di non poter mangiare il gelato con gli amici, ma di doversi sempre e sistematicamente "scusare" per non avere le stesse abitudini alimentari della maggioranza.
E' più facile dire che si è allergici, perchè non implica giudizi morali. Ma non è la verità e non contribuisce a cambiare niente. Perchè i carnivori di fronte ad un vegano dichiarato si sentono colpevoli, c'è poco da fare. Come se non mangiando animali e derivati li accusassimo indirettamente di uccidere, di essere crudeli e barbari (si chiama sindrome da coscienza sporca). Così diventano aggressivi e pronti a tutto per difendere non il proprio stile di vita alimentare, ma la suddetta coscienza e tranquillità interiore, finendo per tormentare il vegano per fargli inghiottire il cioccolatino insieme al proprio stile di vita.
Sembra che tutto sia possibile in questo nuovo millennio, ma è illusione: esistono tanti pregiudizi e che lo si voglia o no i vegani sono oggetto di alcuni di questi.
Ad esempio, chi a detto che a me piace la new age? Eppure alla parola vegan tutti cominciano a parlare di cristalloterapie e cabala, generando in me una noia mortale.
Forse non è del kinder cereali che abbiamo nostalgia, ma di una vita sociale serena senza continui dibattiti e crociate, nostalgia di quando eravamo compresi dai nostri cari e accettati dai nostri amici. Tuttavia, occorre anche riflettere sul fatto che abbandonandoci a questi desideri non facciamo del bene, alimentiamo la spietatezza e la crudeltà che è dentro di noi e ci predisponiamo ad essere malvagi ed egoisti. E questo, prima o poi, sarà un male anche per noi.
Insomma, oltre alle scorte di dolci vegan, occorrerebbe fare scorta di pazienza e autocontrollo per tutti i carnivori con la coscienza sporca che si incontrano nella vita :-P.
Voi ad esempio a chi vi domanda "Perchè non mangi il miele?" cosa rispondete? Gli fate subito il discorsetto oppure, come me, vi limitate ad un laconico "Non mangio nulla di animale?".
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Haderian,
17/05/06 17:02
Più che lanciarmi mi ci trascino in quell'esasperato, ennesimo discorsetto più preciso possibile. Condivido tutto il resto.
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Gipsy,
17/05/06 20:37
io credo che non devo rispondere niente a nessuno. E ci mancherebbe. Se di fronte ho una persona che dimostra interesse al mio stile di vita e' con piacere che espongo le mie idee, spiego i miei perche'.. se di fronte ho una persona che vuole solo provocarmi o che non dimostra sufficiente apertura mentale (e quindi si comporterebbe a muro su cui sbattere la testa) semplicemente dico che il discorso e' lungo e complicato e che non ho voglia di esporlo. Sarebbe fiato sprecato.
Gli altri non hanno nessuna influenza su di me, la mia famiglia e' solo un po' scioccata nel vedermi rinunciare
a cio' che sembrava per sempre irrinunciabile per me (vedi cioccolato o i pasticcini del Doria di Domodossola). Ma non si esprimono, anche perche' conoscendomi sanno benissimo che:
1. nemmeno Gesu' Cristo potrebbe farmi cambiare idea
2. non sono una demente e se ho fatto una scelta ho dei buoni motivi.
e tutti gli altri... ragazzi....ma che me ne frega di quello che pensano di me? Chi mi conosce e mi stima, capisce o non capisce comunque mi accetta.
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Lucik,
18/05/06 14:20
anche perché è una specie in via di estinzione
Ciao Marco! :-)
Ciao Forum :-)
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michelangelo,
21/05/06 08:05
Ho letto l'intero topic e ringrazio tutti gli utenti che sono intervenuti.
Ho il proposito di condurre uno stile di vita aderente agli ideali vegani con serietà e rispetto.
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Lucik,
21/05/06 09:09
Ciao Miky.
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Karmico,
22/05/06 11:04
Ciao Maya. Ti scrivo perchè ho letto la tua confessione e devo dire che ha volte sopratutto nei primi anni capita spesso ti ricadere nelle vecchie abitudini. La nostra mente purtroppo è fatta così, la cosa che più mi ha colpito del tuo racconto è il modo con cui hai interpretato il sogno lo trovo veramente consapevole di una persona che ha molto cuore. Vedi essere vegano o vegetariano diviene uno stile di vita che poco si adegua con la società consumista in cui viviamo. Ma la tua forte comprensione e interpretazione fa di te una persona nobile. A volte cadendo si impara a camminare, nn preoccuparti di quello che è successo io sono calabrese di orifine :-) quindi ti lascio immaginare in che tipo di famiglia sono cresciuto, dove viene consumata una quantità di carne sprepositata mi sono dovuto tirare su con le mie forze e ti garantisco che nn è stato per niente facile. Mi piacerebbe chiacchierare con te magari su msn se ti interessa trovi il mio contatto nel mio profilo.