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1 eweg, 4/08/12 21:02
2 Andrea, 5/08/12 09:57
3 Roderick, 5/08/12 10:54
4 VeggyMan, 5/08/12 11:51
5 Roderick, 5/08/12 12:06
VeggyMan ha scritto:
A parte le considerazioni di ordine tecnico riportate sopra, si tratta di studi che, se si volessero fare in modo serio dovrebbero essere condotti su migliaia di soggetti e quindi necessiterebbero di ingenti finanziamenti e che dovrebbe essere un ente indipendente super partes. E chi potrebbe essere? Assocarne? La Bayer? Ci sono tutti gli interessi per NON fare queste ricerche per potere continuare a dire che non ci sono evidenze scientifiche sufficienti che... blablabla... ed è meglio continuare a mangiare carne e ... blablabla... Le lobby della carne faranno di tutto per impedire queste richerche perché sanno benissimo che hanno solo da perderci.
6 eweg, 5/08/12 12:25
7 eweg, 5/08/12 12:26
8 VeggyMan, 5/08/12 12:58
Roderick ha scritto:VeggyMan ha scritto:
A parte le considerazioni di ordine tecnico riportate sopra, > si tratta di studi che, se si volessero fare in modo serio > dovrebbero essere condotti su migliaia di soggetti e quindi > necessiterebbero di ingenti finanziamenti e che dovrebbe > essere un ente indipendente super partes. E chi potrebbe > essere? Assocarne? La Bayer? Ci sono tutti gli interessi per > NON fare queste ricerche per potere continuare a dire che > non ci sono evidenze scientifiche sufficienti che... > blablabla... ed è meglio continuare a mangiare carne e ... > blablabla... Le lobby della carne faranno di tutto per > impedire queste richerche perché sanno benissimo che hanno > solo da perderci.
Scusa, fammi fare l’avvocato del diavolo: i soldi e le risorse ci sarebbero pure per fare questi studi, infatti ne sono stati compiuti analogamente agli studi di epidemiologia occupazionale (vedi l’amianto, ad esempio), a quelli sul fumo, a quelli ambientali, ecc.
Inoltre, come l’esperienza contro le multinazionali del tabacco insegna, le strategie dei “poteri forti” sono molto sofisticate. Per intenderci, l’industria farmaceutica e alimentare ha fondi e capacità relazionali per far sorgere, apparentemente dal nulla, una miriade di studi su quanto siano buone certe sostanze contenute nelle piante per contrastare questa o quell’altra malattia. Si crea così un clima favorevole, tutti ne parlano, e un bel giorno salta fuori un bell’integratore/parafarmaco/farmaco (sic) che la contiene, strombazzato da tutti i possibili media. Ormai ho perso il conto di quanti antiossidanti si potrebbero inquadrare in un percorso di questo tipo...
Quello che voglio dire è che ormai NON esiste ricerca indipendente: anche al di fuori di quella sovvenzionata direttamente o indirettamente dalle azienda, chi fa ricerca persegue generalmente ANCHE fini propri in termini di carriera, potere, gestione di fondi, occupazione di spazi, ecc. Questa è una delle regioni per le quali ormai mi fido poco anche della ricerca indipendente: se fosse fatta per amor di scienza, ok. Ma, alla fine, questo è sempre più un fine collaterale: tutto è mirato ad aumentare il cosiddetto Impact Factor o misure simili, che quantificano la visibilità di un ricercatore sulla letteratura scientifica e che poi serve per reclamare fondi, avanzamenti di carriera, ecc.
Con tutto il rispetto per chi si smazza gratuitamente in stato di semischiavitù nel sottoscala del laboratorio di qualche università perchè ci crede ancora e non ha santi in Paradiso...
9 Roderick, 5/08/12 14:02
VeggyMan ha scritto:
Ahah... :) ... non devi spiegarlo a me che faccio il ricercatore in fisica (tu che fai?) e subisco e soffro ogni giorno i perversi meccanismi degli impact factor e della filosofia del "publish or die".
10 Roderick, 5/08/12 14:19
eweg ha scritto:
Io so che non è vero che i carnivori hanno il ferro e l'emoglobina più alti e ho letto molte testimonianze sul miglioramento di questi valori dopo il passaggio all'alimentazione vegetariana; penso di essere anch'io una di queste persone, perchè, anche se da onnivoro non ho mai fatto le analisi, ero probabilmente anemico, mentre oggi no e iniziai a sentire più energia e più lucidità dopo 4-5 mesi da vegetariano (cioè vegano) pur non seguendo una buona dieta, a parte la frutta che avevo cominciato a mangiare in quantità maggiori.
11 VeggyMan, 5/08/12 14:34
Roderick ha scritto:
Per rispondere alla Tua domanda, invece, io sono uno statistico, faccio consulenza nel campo della ricerca medica e farmacologica e sono membro della Direzione Scientifica di un centro di ricerca ospedaliero italiano. E, non lo dico per piaggeria, ma da quel poco che ho visto credo che la ricerca nelle scienze fisiche e matematiche sia un po’ più “pulita” di quella medica, le cui ricadute economiche e in termini di condizionamento sociale sono enormi.
Personalmente, credo che se per 5 anni si obbligasse la gente a pubblicare anonimamente sulle riviste scientifiche, ecco che tante fesserie non verrebbero neanche più pensate e probabilmente alcuni settori di ricerca farebbero passi da gigante in breve tempo grazie alle risorse ora sprecate in programmi di ricerca fini a se stessi.
Orami siamo al
paradosso della Biblioteca di Babele e credo che se il 95% di quello che viene pubblicato venisse perso, l’avanzamento di molte discipline scientifiche non verrebbe minimamente rallentato. Anzi...
12 Roderick, 5/08/12 15:22
VeggyMan ha scritto:
In campi come la matematica e fisica è più difficile barare,
E ci sono già stati casi eclatanti anche qui.
Il problema, oltre
che quella della pulizia etica, è che anche se non ci sono interessi di parte o economici o di necessità di pubblicazione, ecc., rimangono comunque sempre le convinzioni ideologiche personali. Se sei onnivoro interpreterai i dati in un modo, se sei vegan allora esattamente gli stessi dati potrebbero essere letti in un altro modo. A volte è difficile spiegare alla gente che si fida ciecamente di "couli che sa" il dato "oggettivo" non esiste, ma è centrale in molte questioni che coinvolgono le scelte etiche.
13 eweg, 5/08/12 15:39
Roderick ha scritto:
Chiedo scusa a eweg (e agli altri, ovviamente) per questo lunghissimo OT. Per farmi perdonare, spero, Ti linko questo sito:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/
che è una specie di Google sulla letteratura scientifica biomedica. Magari puoi provare a fare qualche ricerca per vedere se trovi quanto di Tuo interesse.
14 Roderick, 5/08/12 15:56
eweg ha scritto:
ce n'era uno su più di mille bambini vegetariani, ma il gruppo di controllo curiosamente era solo di 57 bambini, ora io non so molto di queste cose, ma penso che con numeri così piccoli puoi dirigere i risultati come vuoi o anche inventarteli
15 VeggyMan, 5/08/12 16:00
Roderick ha scritto:
E’ verissimo: il reviewer di una rivista matematica, in linea di principio, può controllare tutti i passaggi di una dimostrazione (che poi lo faccia davvero, è un’altra cosa...).
Idem per la fisica teorica, suppongo.
E, comunque,
anche per la fisica sperimentale il corpus di conoscenze è caratterizzato da un elevato grado di coerenza interna e il principio di ripetibilità può essere applicato nella sua forma più drastica:
poi è chiaro che ci sono esperimenti
così complessi e costosi che sono difficili da ripetersi, soprattutto da parte di un gruppo indipendente che può non avere accesso a determinate strutture (penso ai mega-acceleratori, ad esempio).
Io comunque sono molto
colpito dalla comunità degli astrofili (= astronomi non professionisti), eccezionalmente organizzati, che secondo me rappresentano una buona approssimazione a quell’ideale di ricerca pura, guidata solo dalla curiosità per il mondo che ci circonda, che dovrebbe essere il principale motore dell’impresa scientifica. E, non a caso, credo sia l’unico esempio di scienziati dilettanti che con una buona frequenza ottengono risultati di un certo rilievo.
E ci sono già stati casi eclatanti anche qui.
Sì, ma credo niente in confronto alla ricerca medica, che per sua natura si presta di più.
Che poi taluni aspetti del nostro
comportamento sian i anche spiegabili in termini etici, bene: ma da qua a cercare un fondamento biologico all’altruismo, solo per dirne una, ce ne dovrebbe correre. A parte il fatto che mi pare siano spiegazioni date a posteriori e basate su una capacità osservazione della natura umana (per non parlare di quella animale) a livello di conversazione da bar...
Chiedo scusa a eweg (e agli altri, ovviamente) per questo lunghissimo OT. Per farmi perdonare, spero, Ti linko questo sito:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/
che è una specie di Google sulla letteratura scientifica biomedica. Magari puoi provare a fare qualche ricerca per vedere se trovi quanto di Tuo interesse.
Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.
Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!