pellicole fotografiche.........; pagina 2

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16 Andrea, 16/04/10 19:45

XmontanaroX ha scritto:
con distribuzione digitale intendevo ESCLUSIVAMENTE via internet.

Sì, separavo solo i due discorsi: supporto fisico o digitale e distribuzione.

si ma quando hai il vinile + gli mp3, il vinile lo ascolti a casa con calma, facendolo girare sul piatto e gli mp3 li infili nel lettore mp3.
Poi con un encoding a 320kbps la differenza non si sente moltissimo. Certo, a breve si potrebbe anche pensare ad usare formati lossless tipo flac.

Per quanto li abbia sempre trattati cin cura i miei dischi in vinile con gli anni si sono rovinati, io vorrei comunque una versione in massima qualità durevole, quindi CD o file lossless.

Al supporoto fisico rinuncerei per motivi ambientali, per questo un buon compormesso almeno per le mie esigenze sarebbe file lossless (ma manca un modo per ascoltarlo bene su uno stereo) + artwork cartaceo.

17 Ju_Ju, 16/04/10 22:27

Rispondo a Vento nel modo più sintetico possibile per dire prima di tutto che io ho scritto il mio post senza un minimo cenno di aggressività o polemica, come invece hai fatto tu. Ho semplicemente cercato di esporre il mio punto di vista nel modo più educato possibile. Non ti ho nemmeno accusato di "filosofeggiare" né di "complicare inutilmente gli argomenti", cioè non ho offeso nessuno.

Credo che dipenda tutto dal modo in cui si consideri l'arte

Per me, no. Come concetto d'arte questo mi fa schifo e mi pare risibile oltre ogni immaginazione. Per me una persona che fa "arte" chiusa nel suo laboratorio (di qualsivoglia disciplina) per ottenere il plauso del mondo a prescindere da ciò che l'opera che sta realizzando è veicolo, o rappresenta anche indirettamente (la forza e la bellezza della razza ariana, nel caso della Riefenstahl), è una cosa indegna di essere chiamata arte, è un atto masturbatorio, edonistico, infantile, nato da un capriccio, vuoto - al dilà della propria bellezza non ha motivo di essere.

I film della Riefenstahl ("Olympia" e "Il trionfo della volontà") non sono affatto atti masturbatori, o infantili, che non hanno motivi di essere al di là della loro bellezza, dato che con questi la regista è stata molto innovativa per quanto riguarda il montaggio, le riprese aeree, l'uso della musica. Non sono il solo a pensare che i film della Riefenstahl sono molto importanti. Critici cinematografici -tutt'altro che nazi- come Morandini, Mereghetti considerano i due film da me citati come delle colonne portanti della storia del cinema. Secondo Susan Sontag (tutt'altro che nazi) quei film sono tutt'altro che etici ma stilisticamente grandiosi.

L'arte non è la ricerca del bello fine a sé stesso, è il desiderio di veicolare una parte della realtà circostanziale o interiore attraverso il filtro della visione del singolo. Se la signorina Riefenstahl avesse voluto creare Arte, quella vera, avrebbe dovuto rappresentare la follia e il delirio del nazismo, mostrando quanto fosse risibile la prestrunta superiorità della razza ariana.

I suoi film sono STILISTICAMENTE eccellenti, al cinema - e non solo- conta molto l'immagine, lo stile, appunto (non sono il solo a pensarlo): tratta i corpi in modo scultoreo, sembrano statue di Canova, e questa non è una cosa che sanno fare tutti.
Ah, dunque, la Riefenstahl sarebbe stata una vera artista o comunque una valida regista soltanto se avesse rappresentato la follia e il delirio del nazismo? Dunque, il fatto che lei fosse dalla parte di Hitler le precludeva automaticamente la possibilità di avere delle capacità con la macchina da presa? Al cinema - tautologia - non conta il contenuto, bensì maggiormente la forma. Con questo modo di pensare, allora dovremmo cancellare, ad esempio, molti film di Griffith (che era praticamente quasi razzista e ultraconservatore).

Sarebbe morta per questo, ma sarebbe stata una vera artista.

Per me, ora come ora, è un'oppostunista, e vedere il frutto del suo lavoro mi trasmette solo ed unicamente fastidio.

Un fotografo che è consapevole del casino ambientale che arreca comprando e sviluppando i propri rullini, permettimi, è un coglione, ed è meglio che mi stia a debita distanza.

Ma questo non significa che la fotografia non sia arte! Se anche un fotografo è consapevole del casino ambientale che arreca, sarà anche un "coglione" (cito), ma non è detto che non sia un artista. Una fotografia, un film, un libro, un dipinto, possono benissimo essere arte, anche se magari inquinano, almeno secondo me (e secondo molti altri!).

Con la propria grande influenza di artisti riconosciuti ed acclamati avrebbero poruto portare l'opinione pubblica a riflettere anche sul modo in cui vengono impiegati determinati materiali nocivi per dare vita alle cose più futili, cambiando l'industria.

Questo l'avrei voluto anch'io, ma mi sembra una utopia. Tutt'oggi sarebbe bello se molte star promulgassero uno stile di vita vegan, ecosostenibile etc. Ma, di nuovo, questo, almeno a mio parere, non ha a che fare con il valore artistico.

Probabilmente se ne fregavano, così come se ne fregavano cineasti come Kubrick ed altri, o ogni singolo noto scrittore che compra carta a pacchi per poter ancora scrivere con le proprie affascinanti macchine da scrivere meccaniche, e via dicendo, ed ancora, ed ancora, artisti mossi solo dal desiderio di esprimersi e poter diventare immortali: sciocchi egoisti.

Di sicuro che Kubrick se ne fregava, come del resto un po' tutti. Ma questo non vuol dire, ripeto, che Kubrick non sia un grande regista. Inoltre i problemi riguardanti la sfera ecologica (carta riciclata, consumo di prodotti animali, petrolio etc...) sono tutti sorti nei primi anni Settanta, prima non penso che anche lo scrittore più buono del mondo si ponesse il problema di consumare gli alberi con la carta del suo libro.

Scusa se ho usato termini un po' rozzi ma quando si inizia a filosofeggiare e a complicare inutilmente argomenti che sono invece chiari come il sole e la cui risposta non dovremmo far altro che sentire in noi, iniziano a girarmi un pochino.

Io sinceramente avrei chiuso, almeno da parte mia, questo discorso (non è che possa parlare della Riefenstahl dalla mattina alla sera, né ho voglia di litigare né di essere maleducato), se proprio qualcuno ha voglia di rispondermi, pregherei che lo facesse in maniera educata e non aggressiva, grazie.

Ju_ju

18 Vento, 16/04/10 23:09

Ju_Ju, lasciamo stare, la pensiamo in modo così differente che non si potrebbe arrivare a nulla.

Ti ho parlato da persona che nell'arte ci è nata e che non ha fatto altro che studiarla, sacrificando adolescenza, amicizie, vita reale, tutto per libri e "arte", era il mio obbettivo, il mio fine, la mia vita, la vedevo ovunque.

Poi ho capito: tutte cazzate.

Dico solo che lo stile, l'arte e tutto quel che vuoi - anche tutti i film della storia messi insieme - non valgono la vita, avvelenata e violentata, di un solo essere vivente, di un solo filo d'erba, di una sola boccata d'aria, di un solo sorso d'acqua limpida.

La vera e più sublime forma di arte è la natura, il fine ultimo è solo la natura, la massima compiutezza possibile è nella sua perfezione.

Punto. Il resto, per me, sono solo cazzate.

Con questo ti saluto.

19 Guest, 20/04/10 19:09

Vento ha scritto:
La vera e più sublime forma di arte è la natura, il fine ultimo è solo la natura, la massima compiutezza possibile è nella sua perfezione.

Quotoo!!

20 neldubbio, 21/04/10 09:20

Dunque. Battendo a tappeto la rete sono solo riuscito a trovare un rumor riguardante una pellicola della ROLLEI in b/n gelatin-free.
Chi l'ha provata (non so quanto sia vero) l'ha descritta come buona ma con qualche problema di gestione in fase di sviluppo (pare tenda a non rimanere piatta piatta ma ad arricciarsi).
Sicuramente esistono altre compagnie cruelty-free. Forse s'ha da cercare più in profondità.

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"Mamma, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."

La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.

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