Atleti vegani al giro d'Italia?; pagina 2

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16 FrancescaF, 18/05/10 12:48

neldubbio ha scritto:
[a dire il vero è proprio il baraccone "sport & professionismo" che mi appassiona pochissimo...]

Beh, ma allora se è una cosa generica non è giusto "accanirsi" sul ciclismo dicendo che è uno sport nobilissimo ma se lo guardi da vicino non è vero nulla (cosa che mi pare parecchio esagerata da dire): non succede solo qui, infatti.

17 neldubbio, 18/05/10 15:53

Capisco, c'è un distinguo. Se da un lato trovo lo sport praticato una cosa buona e pulita, quindi nobilissimo sport il ciclismo, ho amici che lo praticano sia su strada sia in downhill, dall'altro trovo che all'aumentare del livello di agonismo tutto si sporchi, e le categorie superiori, per me, diventano prive di appeal proprio a causa di questo.

Il senso è "Se sport&professionismo avesse una parvenza di pulizia, come nei campionati di categoria inferiore, forse lo seguirei di più, tuttavia sapere a priori di determinati meccanismi, e per di più venirne a conoscenza attraverso le cronache giudiziarie (dato che leggo molto giornali di varia natura, ordine, grado) spegne il mio entusiasmo preventivamente. Sia esso calcio&partite truccate, ciclismo&doping, basket&fallimenti societari, e cosi' via." Niente da dire contro lo sport-ciclismo in sè.
Si parlava del giro d'italia che è una delle massime espressioni del ciclismo professionistico, al centro quasi ogni anno di fatti di cronaca non proprio belli. (positivi, falsi positivi, indagini, ricorsi, retate)

18 lorenzo, 18/05/10 21:49

Ciao a tutti.
Parlo da ciclista amatoriale, che qualche corsa l'ha fatta anni fa.
Anche se ormai mi limito a "passeggiate" turistiche, vorrei dire la mia su questo argomento.
Primo: il doping c'è, e come se c'è, anche nel ciclismo amatoriale, solo che la cronaca non lo pone mai in evidenza. Pensare che il doping sia solo una brutta piaga nel professionismo è errato. Se fate una piccola ricerca nel web di casi ne troverete....
Secondo: so benissimo cosa significa stare in sella per 6 o 7 ore, cos'è il mal di gambe, quanto brutte siano le crisi di fame (a causa di una di queste son pure ignobilmente caduto in una salita.....deve essere stato un piccolo record!), ma mai mi è venuto in mente di prendere qualche aiutino, MAI.
Non ci deve essere nessuna giustificazione per chi bara e prende in giro chi "lotta" in modo pulito e facendo solo tanti sacrifici.
E poi rimane un fatto: nessun professionista è obbligato ad andare in bici. Se fa troppa fatica si cerchi un'altra occupazione. Campi da zappare ce ne sono.
Chi pratica uno sport, a qualunque livello, lo deve fare perché gli piace, perché lo fa stare bene.
So benissimo che gli interessi prevaricano, e quindi di personaggi che cercheranno l'aiutino ce ne saranno ancora, ed è per questo che da sempre spero una sola cosa per chi viene "beccato": la squalifica a vita da tutte le competizioni. Questo sarebbe un vero e duro monito per tutti.
Ovvio che non accadrà mai......
Un'altra cosa che mi fa incavolare è che i soldi buttati nella lotta al doping potrebbero essere destinati per opere molto più utili.
Ciao.

19 xSaveYourSoulx, 19/05/10 00:05

lorenzo ha scritto:
Ciao a tutti.
Parlo da ciclista amatoriale, che qualche corsa l'ha fatta anni fa.
Anche se ormai mi limito a "passeggiate" turistiche, vorrei dire la mia su questo argomento.
Primo: il doping c'è, e come se c'è, anche nel ciclismo amatoriale, solo che la cronaca non lo pone mai in evidenza. Pensare che il doping sia solo una brutta piaga nel professionismo è errato. Se fate una piccola ricerca nel web di casi ne troverete....

Il doping é forse piú presente fuori dal professionismo che dentro al professionismo, ricordo a 15 anni i compagni di squadra che cominciavano a frequentare medici "bravi" e le discussioni con il direttore perché insistevo a pensare solo ad allenarmi, diceva che col talento che avevo stavo sprecando delle occasioni.

In realtá poi le occasioni le ho sprecate perché il ciclismo é uno sport troppo impegnativo e pesante, e purtroppo per un ragazzino arriva il momento di fare delle scelte o pensi alla scuola o alla bici, almeno in Italia non é possibile allenarsi come si deve e fare scuole di buon livello, e questo é un sacrificio di cui si parla poco, ma in questo paese lo sport é sacrificato, in america se sei bravo nello sport ti aiutano a scuola, da noi sono capaci a scuola di trovare sempre la colpa nello sport per ogni tuo risultato non perfetto. E uno sport come il ciclismo che prevede 3/4 ore quotidiane di allenamento ha poche possibilità di essere compatibile con una scuola.

Il doping purtroppo esiste anche nel mondo amatoriale e questo é ancora piú allucinante, posso comprendere perché un professionista si dopi, ma non comprenderó mai perché ci si dopi per arrivare nei primi 100 di una gran fondo.

Un'altra cosa che mi fa incavolare è che i soldi buttati nella lotta al doping potrebbero essere destinati per opere molto più utili.

Su questo sono d'accordissimo, credo il costo dell'antidoping andrebbe fatto pagare a chi viene trovato positivo.

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