vivere... lavorare vegan

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1 ahhhhhh, 31/05/11 00:59

Ciao,

la butto subito lì: sono un giovane ricercatore biomedico, o almeno mi piacerebbe esserlo. Non ho le competenze per essere un vivisettore - non so distinguere un ratto da un topo - però conosco la progettazione e i principi tecnici della strumentazione medicale. Quindi non posso compiere vivisezione diretta ma, volendo, la potrei supportare.

Grazie al caso e a piccole scelte mi sono tenuto lontano dalla sperimentazione animale. Ora mi è capitata la grande occasione, l'occasione per cui persone con la mia stessa formazione venderebbero entrambi i reni, ed è sporca, sporchissima, ne ho avuto prove fin troppo evidenti. Rifiuterò.

Però, sebbene capisca chiaramente quale sia la scelta giusta, vi assicuro che il passo è molto impegnativo. Quante altre possibilità troverò? temo di saperlo: nessuna... chi prenderebbe uno scemo che si è fatto scappare senza motivo una grande opportunità (nel caso non motivassi la mia scelta) o uno che non capisce come si fa ricerca (nel caso la motivassi)?

Mi piacerebbe veramente fare ricerca, le mie ambizioni sono lì, credo di essere portato per questo. Invece mi ridurrò a cercare di piazzare termometri digitali al maggior numero di ospedali. Non è un brutto lavoro ma non mi piace. E, siccome in questa società si passano 8 ore al giorno a lavorare, vorrei fare un lavoro che oltre a essere eticamente giusto fosse anche piacevole. Mi sento come un bambino capriccioso, che si lamenta per un mondo ingiusto. Vabbe... per fortuna domani è un altro giorno, per fortuna sono ancora giovane e ho tutta la vita davanti, sempre che la carenza di B12 non mi uccida prima.

2 seitanterzo, 31/05/11 01:05

Guarda che se sei venuto a prenderci per i fondelli è proprio il posto sbagliato. Riguardo alla carenza credo che già stia facendo il suo corso, ma son convinto si tratti ben più della sola B12.

3 Marina, 31/05/11 11:58

Non credo sia una presa in giro, Gianfranco.

Per rispondere al messaggio originale: io non credo sia per niente tragica la tua situazione. E' tragica quella degli animali che usano in questo posto, quella si', eccome. Il rifiutare di lavorare li' e' semplicemente logico e non credo possa porre dubbi. Quello che non capisco e' perche' vederla come un'opportunita' sprecata. Non e' un'opportunita', perche' li' fanno cose schifose che non vorresti mai fare, quindi non ci stai perdendo nulla, anche dal punto di vista meramente egoistico.

Poi ancora due cose: perche' dici "chi assumerebbe uno che ha rifiutato questa opportunita'?"? Mica devi raccontare tutto quel che ti e' stato proposto e hai rifiutato, quando fai un colloquio di lavoro, ne' lo metti nel curriculum! Questo e' proprio un non-problema.

Inoltre, per cercare di andare nella direzione che vuoi, valuta se puo' avere senso (non so per il tuo tipo di specializzazione ce l'ha o meno) fare un corso per imparare a usare bene le colture cellulari. C'e' questo laboratorio che si occupa di questo: http://www.icare-italia.org/progetti-scientifici/metodi-in-vitro.html Fanno anche dei corsi. Prova a contattarli...

L'amarezza la posso capire, ma amarezza per quello che fanno in quel posto, non per il fatto che se non lo facessero ci potresti lavorare...

Ciao,
Marina

4 Lia78, 31/05/11 12:39

Ciao,

benvenuto...

Io capisco un pò la tua amarezza, nel senso che spesso le opportunità di fare ricerca in Italia sono talmente poche, che si ha l'impressione che non prendendo un treno che passa non ce ne saranno altri - questo treno però andava all'inferno, se mi lasci passare l'espressione, hai fatto bene a non prenderlo.

Io personalmente faccio ricerca in una ditta privata, ho abbandonato l'università poco dopo la fine del dottorato - chiaramente l'industria ha i suoi svantaggi e vantaggi,e talvolta guardo all'università con nostalgia - ma le condizioni di lavoro erano per me insostenibili in università, per tanti motivi e non solo economici. Essendo anch'io nel campo biomedico capisco cosa vuoi dire - per fortuna non mi è mai stato proposto finora di lavorare su animali,anche perché il mio campo non è la ricerca di base. Mai e poi mai avrei accettato un lavoro del genere.

Non mi è molto chiara quale sia la tua situazione attuale (se hai un dottorato, se hai un assegno, se punti a fare ricerca in ambito privato o pubblico), per cui non posso che darti consigli molto generici. Lo stato di caos in cui versa l'università italiana in questo momento sicuramente non aiuta chi vuole intraprendere questa strada. Cerca però di perseverare, e di guardarti attorno, senza farti prendere dallo sconforto. Opportunità ce ne sono, anche se richiedono una certa dose di fortuna e soprattutto di volontà e tanto lavoro. Non so se sia per te fattibile o desiderabile, ma c'è sempre la possibilità di andare all'estero... sicuramente li ci sono più opportunità.

Sul fatto di dire o meno perché hai rifiutato il posto - se necessario - , secondo me dovresti valutare, dipende dal tipo di persona. Comunque non è detto che sia una cosa che gioca a tuo sfavore, rifiutare un posto che ha dei vantaggi è anche segno di forza di carattere e persona che ha le idee chiare su cosa vuole e che è disposto a rischiare per ottenerle.

Io penso che comunque, il tuo problema sia (purtroppo) comune a tante persone che cercano di fare ricerca in Italia, anche in campi che con la vivisezione non hanno nulla a che fare. Coraggio!

5 Lifting_Shadows, 31/05/11 13:25

Posso immaginare come ti stia sentendo ora, ma basta chiedersi "se avessi accettato avrei avuto il coraggio di guardarmi allo specchio ogni mattina?". E' impossibile che un'opportunità si presenti una volta e mai più, soprattutto se sei bravo, quindi continua a cercare, archivia questo episodio e non vederlo come una cosa di cui vergognarti, al contrario, vuol dire che credi in qualcosa non solo per modo di dire ma anche all'atto pratico.

6 ahhhhhh, 14/06/11 23:38

Grazie a tutti, apprezzo (quasi) tutte le risposte, ma capisco anche la diffidenza di chi fa eccezione!

Marina: appunto perché so che la mia situazione non è tragica ho scritto che mi sento come un bambino capriccioso, un bambino capriccioso si lamenta anche se la sua situazione non è tragica.

Entro più nel dettaglio, sebbene di proposito avessi lasciato un velo di nebbia, sono anch’io diffidente e non è affatto semplice da spiegare! Una grande azienda farmaceutica qualche mese fa mi ha notato e mi sta pagando dei corsi di informatica, poi fra qualche mese mi offrirà un posto di dottorato presso un’università che non fa sperimentazione. Ho accettato perché ero sicuro che con i corsi di informatica non avrei incrociato la sperimentazione animale e avrei iniziato a conoscere l’ambiente, quindi a valutare il percorso che mi si prospettava.

Ecco: l’ho conosciuto, l’ho valutato e l’ho bocciato totalmente. Sebbene l’università non faccia sperimentazione è utilizzata solamente come “prestanome”, farei ricerca presso l’azienda, dove c’è un sacco di sperimentazione, a livelli che non immaginavo neppure. Mi ha colpito molto, pensavo di reggere meglio invece è dura.

Il passo è fatto, definitivo, fra poco tempo non avrò neppure il posto letto. Ma è comunque un passo difficile, il difficile sta nel rapporto con gli altri. Se chi non capisce la mia scelta fosse un mostro sarebbe semplice, perché si scappa e ci si mantiene a distanza dai mostri. In realtà non lo sono. Ci sono quelli che sarebbero stati i colleghi, alcuni dei quali lavorano direttamente su animali. Ma sono persone gentili, disponibili nei miei confronti, altruiste verso gli animali-umani, persone con cui sono andato a correre e con cui mi sono trovato bene. Non sono mostri. Poi ci sono altre persone, non colleghi, che anche loro non approvano la mia scelta, anche loro non sono mostri. Sono persone che stimo profondamente (per altri motivi, ovviamente), che mi vogliono bene, persone a cui voglio bene. Ad alcune di queste dovrò persino chiedere dei soldi se non trovo in fretta un lavoro!!!!

Mi sento solo e incompreso, ecco tutto. Non intendo depresso, ma amareggiato, sconfortato, deluso dalla realtà.

7 seitanterzo, 14/06/11 23:51

ahhhhhh ha scritto:
Grazie a tutti, apprezzo (quasi) tutte le risposte, ma capisco anche la diffidenza di chi fa eccezione!

beh, la diffidenza....ti presenti con un nick del genere ed in maniera sarcastica, non è detto che tutti ti possano prendere sul serio!

Ci sono quelli che sarebbero stati i colleghi,
alcuni dei quali lavorano direttamente su animali. Ma sono persone gentili, disponibili nei miei confronti, altruiste verso gli animali-umani, persone con cui sono andato a correre e con cui mi sono trovato bene. Non sono mostri.

Il fatto che siano gentili con te o con me non ne fa persone migliori. Se potessimo chiederlo agli animali che manipolano, di certo esprimerebbero un'opinione diversa.

Ma con questo titolo di studio, quali altre cose potresti fare?

8 ahhhhhh, 15/06/11 00:12

seitanterzo ha scritto:
ahhhhhh ha scritto:
Grazie a tutti, apprezzo (quasi) tutte le risposte, ma > capisco anche la diffidenza di chi fa eccezione!

beh, la diffidenza....ti presenti con un nick del genere ed in maniera sarcastica, non è detto che tutti ti possano prendere sul serio!

Il mio bellissimo nick... chi me lo critica? Uno col nick "seitanterzo"? naaaaah, non ci credo... :) Se mi troverò bene qui dentro prometto che migliorerò il nick a aggiungerò qualche informazione.

Ci sono quelli che sarebbero stati i colleghi,
alcuni dei quali lavorano direttamente su animali. Ma sono > persone gentili, disponibili nei miei confronti, altruiste > verso gli animali-umani, persone con cui sono andato a > correre e con cui mi sono trovato bene. Non sono mostri.

Il fatto che siano gentili con te o con me non ne fa persone migliori. Se potessimo chiederlo agli animali che manipolano, di certo esprimerebbero un'opinione diversa.

Ma con questo titolo di studio, quali altre cose potresti fare?

Se intendi col dottorato nulla di bello, si sviluppa all'interno dell'azienda. Invece con la laurea che ho adesso non dovrei avere troppe difficoltà a trovare una forma di sostentamento (tiè, corna doppie). Però mi piacerebbe fare ricerca, per un anno e mezzo ho fatto ricerca medica pulita e m'è piaciuto. Sono anche portato. Ma trovare un posto di ricerca è difficile, trovarlo pulito ancora di più. Però non è questo il problema, non mi preoccupa il futuro, la battuta sulla B12 voleva appunto sdrammatizzare. Come dicevo mi rattrista il rapporto con chi non comprende. Capisco bene quello che affermi: io non le vedo come dei mostri, ma in loro c'è un aspetto mostruoso. E' forte come dicotomia e mi lascia amaregiato.

9 Claire, 15/06/11 00:20

Faccio fatica a comprendere quello che vuoi dire, ma si legge l'amarezza nelle tue parole e mi spiace
Più che un abbraccio di conforto virtuale non posso fare...

10 seitanterzo, 15/06/11 00:43

ahhhhhh ha scritto:
seitanterzo ha scritto:
beh, la diffidenza....ti presenti con un nick del genere ed > in maniera sarcastica, non è detto che tutti ti possano > prendere sul serio!

Il mio bellissimo nick... chi me lo critica? Uno col nick "seitanterzo"? naaaaah, non ci credo... :)

Fai un po' tu......proprio per questo, se io da un'altra parte mi presentassi in maniera simile, probabilmente mi sbatterebbero fuori in un secondo.

Se mi troverò
bene qui dentro prometto che migliorerò il nick a aggiungerò qualche informazione.

mettere o meno le info sul profilo è uan scelta, non c'entra nulla.

Ma con questo titolo di studio, quali altre cose potresti > fare?

Se intendi col dottorato nulla di bello, si sviluppa all'interno dell'azienda. Invece con la laurea che ho adesso non dovrei avere troppe difficoltà a trovare una forma di sostentamento (tiè, corna doppie). Però mi piacerebbe fare ricerca, per un anno e mezzo ho fatto ricerca medica pulita e m'è piaciuto.

dai, hai a disposizione un mondo a 360 gradi, se poi fossero anche solo 300, non fai certo la fame!

Capisco bene
quello che affermi: io non le vedo come dei mostri, ma in loro c'è un aspetto mostruoso. E' forte come dicotomia e mi lascia amaregiato.

infatti.

11 Marina, 15/06/11 09:34

La delusione e l'amarezza le capisco.
Capisco meno il fatto che tu dica che le persone che sperimentano su animali non sono dei "mostri" solo perche' sono gentili e disponibili con te e altre persone. Mi pare un po' poco.
Faccio il solito esempio: se uno violentasse bambini per passatempo e poi per il resto fosse gentilissimo, educato e tutto, verrebbe considerato un mostro lo stesso, perche' "i piu'" considerano mostruoso violentare i bambini.
Fare vivisezione non e' considerato mostruoso dai piu', ma cosa sia mostruoso o meno non dipende dal numero di persone che lo considerano tale, ma dalla sofferenza che comporta la vivisezione.

Quindi, posso capire che emotivamente tu faccia fatica a "odiare" queste persone, perche' per tutti gli altri aspetti le consideri "normali", pero' non e' che per prendere le distanze da loro tu le debba odiare, ne' e' importante odiarle, quel che e' importante e' capire che quello che fanno e' sempre e comunque ingiustificabile. Credo basti pensare alla morte degli animali per non avere rimpianti verso un certo tipo di lavoro e di contatti con queste persone. Forse se le vedessi materialmente uccidere o fare a pezzi gli animali uccisi ti verrebbe piu' facile provare dentro di te lo schifo per tutto questo, non avendole mai viste (immagino, almeno, che tu non le abbia viste) ti e' difficile conciliare l'immagine che hai di loro come persone normali e quella di "vivisettori". Ma, tutto sommato, alla fin fine questo non e' importante, non e' importante l'immagine che hai di loro e cosa provi per loro, sono importanti gli animali, per cui credo sia utile incanalare le tue conoscenze per salvarli. Preferibilmente col lavoro, senno' anche col volontariato, come fanno varie persone.

Ciao,
Marina

12 medj, 15/06/11 13:57

... e comunque spesso si conoscono delle persone, ci si trova bene con loro e, a mano a mano che la conoscenza prosegue, si è costretti a rivedere l'idea che ci si era fatta su di loro.
Niente di drammatico: semplicemente, magari con un po' di tristezza nel cuore, ma si deve prendere atto che quelle persone sono ANCHE quella cosa lì, quell'aspetto lì che non ci piace, e che ci eravamo sbagliati. Questo ce le può far allontanare di mille miglia oppure ce le fa frequentare con gli occhi chiusi...

13 ahhhhhh, 15/06/11 14:57

Marina ha scritto:
Faccio il solito esempio: se uno violentasse bambini per passatempo e poi per il resto fosse gentilissimo, educato e tutto, verrebbe considerato un mostro lo stesso, perche' "i piu'" considerano mostruoso violentare i bambini.
Fare vivisezione non e' considerato mostruoso dai piu', ma cosa sia mostruoso o meno non dipende dal numero di persone che lo considerano tale, ma dalla sofferenza che comporta la vivisezione.

cito anche io con il solito contro-esempio: nella Grecia antica la pederastia era una consuetudine accettata. Erano mostri i greci antichi? Io rispondo di no, sebbene condanno senza mezzi termini la cosa. In maniera simile i tedeschi che collaboravano con il regime nazista, siamo sicuri che fossero tutti mostri? Quando in una società un comportamento sbagliato è accettato, non riesco a considerare mostri quelle persone che mettono in atto quel comportamento. D’altronde è la mia esperienza personale: prima della svolta veg ero onnivoro, provocando la morte e la sofferenza di animali. Ero un mostro? Avevo le capacità necessarie per capire che era un comportamento sbagliato, ma non lo capivo. Mi è servito del tempo per capirlo, ho dovuto conoscere una persona veg con cui ho parlato molto, e anche lì non ho colto subito la profondità della scelta. Ero (sono) stupido - non voglio difendermi - però credo di non essere un mostro.

Poi, ripeto, non ho rimpianti per QUEL lavoro. Come dici l’importante sono gli animali e infatti non farò quel lavoro. Una volta fatta questa scelta (che non è nemmeno una scelta, è il mio modo di vivere) vengono altre considerazioni: l’amarezza per le persone che seppur amiche non capiscono e l’amarezza per un lavoro che potrebbe piacermi e invece è inquinato. Un amarezza che non è paragonabile alla sofferenza degli animali nei laboratori, ovvio... tuttavia c’è, esiste, mi coinvolge, e la esprimo.

Medi,
frequento le persone che non condividono la mia scelta ma non tengo gli occhi chiusi.

14 Andrea, 15/06/11 15:13

ahhhhhh ha scritto:
Quando in una società un comportamento
sbagliato è accettato, non riesco a considerare mostri quelle persone che mettono in atto quel comportamento. D’altronde è la mia esperienza personale: prima della svolta veg ero onnivoro, provocando la morte e la sofferenza di animali. Ero un mostro? Avevo le capacità necessarie per capire che era un comportamento sbagliato, ma non lo capivo.

E' diverso, si parla di vivisezione, non di mangiare carne. Non è un comportamento accettato, la maggioranza delle persone è contraria e disprezza i vivisettori. La vivisezione come la caccia non sono socialmente accettate in modo universale, è impossibile che un vivisettore o un cacciatore non si siano dovuti interrogare su ciò che
fanno.

Per quanto riguarda il mangiare carne o derivati comunque penso che chiunque abbia un conoscente vegan col quale passa un po' di tempo, e quindi ha riflettuto su ciò che comporta il mangiare prodotti animali sa che si vive benissimo senza, o diventa vegan o è un mostro. E' una persona che a sangue freddo condanna a morte animali.

15 Andrea, 15/06/11 15:23

ahhhhhh ha scritto:
Come dicevo mi
rattrista il rapporto con chi non comprende.

Io me ne fregherei, la persona media non sa neppure cosa sia l'etica. Se hai una relazione immagina di dire ai colleghi che una bella ragazza ci ha provato con te e tu le hai detto di essere già impegnato. Ti diranno quasi tutti che sei un idiota ma non credo che questo ti faccia dubitare di aver fatto la cosa giusta.

Ma sono
persone gentili, disponibili nei miei confronti, altruiste verso gli animali-umani, persone con cui sono andato a correre e con cui mi sono trovato bene. Non sono mostri.

Diciamo che il loro interesse quando sono con te è essere gentili: a molti piace avere rapporti lavorativi sereni quindi quello che vedi come altruismo è spesso in realtà una forma di egoismo volta ad avere un clima piacevole intorno.

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!