situazione schifosa; pagina 2
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Lucik,
15/03/06 18:03
Mah, se dovessi scoprire di aver mangiato carne senza saperlo... non "invertirei" il processo. Per me è una bella cosa la "purezza" (come conseguenza nell'aver dato attenzione a una cosa più importante che viene prima), ma andare a riprenderla come correzione di una svista in modi un'pò forzati... forse si può anche accettare e passare oltre. Poi, a ognuno il suo ovviamente.
Non è un rapporto matematico tra contenente e contenuto! L'etica non toglie la nostra facoltà di natura onnivora.
Si capisce il simbolismo, l'impressione, l'intransigenza nei confonti di una cosa condannabile (che entra/entrerebbe a far parte di una persona nel modo più diretto).
E' bella la purezza. Per certe cose la posso pretendere. Per altre, sono tranquillamente "quello che mastica la realtà senza fare una piega".
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nonnapapera,
15/03/06 20:37
demon vegan ha scritto:
nonnapapera ha scritto:
Credete che il coniglio
si senta meglio nella tazza di un gabinetto che nello > stomaco di un uomo?
con sto discorso allora essere vegan o no non fa differenza. a sto punto amngiamo senza interrogarci so cosa mangiamo. io domenbica sono stato ad un aperitivo in un locale. c era una tavola piena di cose.. premetto che non avevo cenato.
ho mangiato solo sottoaceti. manco i grissini perche non sapendo gli ingredienti non mi sono fidato. c era anche il riso allagreca senza carne. ma come faccio a sapere se non c era burro o altro? allora ho evitato pure quello. e avevo fame. e tutti si riempivano davanti a me. pazienza. quando torno a casa mangio no?
quindi non giustifico le eccezioni volontarie. fare il vegan è uno "sforzo" spesso. le difficolta vanno sconfitte con la coerenza
Scusami, ma fra l'ammazzare il coniglio e mangiarlo e l'ammazzare il coniglio e lasciarlo sul ciglio della
strada che differenza c'è? Che differenza c'è fra l'ammazzare il coniglio e usarlo per concimare i campi,
per farci una pelliccia o per divertimento? E che differenza c'è, di grazia, nel mangiarlo e poi vomitare?
Te lo dico io. Meno sensi di colpa e un precedente pericoloso, perchè ci si può più efficacemente autopunire con un'ora di volontariato al canile comunale o tenerseli
e meditarci su.
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Pazzerellona,
15/03/06 21:11
nonnapapera ha scritto:
Ragazzi, non mi fate più sentire questo tono nei confronti di una persona. Table boy va incoraggiato a migliorare e non demolito senza pietà. Dobbiamo sostenerci fra di noi e fare gruppo, altrimenti siamo le cassandre rompipalle che i carnivori immaginano noi siamo. La fermezza d'animo non si può prestare, ma si può accrescere con l'aiuto e la gentilezza. Quanti vegani sono ridiventati vegetariani perchè al primo problema sono stati colpevolizzati? Far sentire Table boy inadeguato di fronte a questa situazione più di quanto si sia già sentito secondo me è sbagliato. Imparerà dai suoi errori come abbiamo fatto tutti e come potrebbe succedere a chi lo ha criticato e per favore, non voglio più sentire di dita in gola. Credete che il coniglio si senta meglio nella tazza di un gabinetto che nello stomaco di un uomo?
Un bacione,
Angelica.
Quoto assolutamente Angelica, è proprio quello che volevo dire.
Io, personalmente, non sono intransigente nè con gli onnivori nè coi vegetariani nè coi vegani: trovo che l'intransigenza sia semplicemente qualcosa che ti rovina
la salute.
E' stato un cedimento, e punto. Domani è un altro giorno per migliorare se stessi.
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Lucik,
15/03/06 21:59
Io, personalmente, non sono intransigente nè con gli onnivori nè coi vegetariani nè coi vegani
Momento... Un conto è incorrere in eventuali inaspettati errori. Un altro è fare le cose, avere l'occasione e il modo di rifletterci, e continuare a farli con costanza.
Poi bisogna vedere cos'è l'intransigenza: se vuol dire
non guardare storto col dito puntato sul primo sconosciuto che incontri è un conto... se vuol dire adeguarsi (in certi sensi) è un altro.
Magari è la stessa cosa che volevi dire tu. Io preciso... che un "ripasso" dei fondamentali non fa mai male...
Di mio non tollero i cedimenti intesi come frivola debolezza. Comprendo gli errori. Che possono succedere. (C'è una differenza).
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Pazzerellona,
15/03/06 22:07
Io penso semplicemente che adesso demonizzare table boy non porti a nulla. Sono certa che lui sappia di aver sbagliato e che non lo rifarà più.
Insomma, si tratta del cedimento di una volta. Non siamo fatti di ferro! Solo perchè fino ad ora a nessuno di noi è successo, non vuol dire che non possa accadere... e sentirmi dare addosso e dire "che razza di vegan sei" non farebbe altro che avvilirmi inutilmente.
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Lucik,
15/03/06 23:12
Ma infatti. Per le cose siamo i primi critici di noi stessi.
Però, passando a una battuta...
Qui bisogna essere duri, qui si forgiano persone di carattere, non mangiaverdure! L'essere intransigenti fa il bene della persona. La "comprensione" morbida non educa! L'accondiscendenza solleva. Invece se si fa uno sbaglio, viene trattato duramente, e questo lo fa crescere e proseguire in modo corretto!
La durezza tempra e rinvigorisce. Non è un posto per diventare pappemolli... qui si diventa persone forti e coraggiose... qui si diventa uomini d'onore!
Ciao :-)
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Lucik,
15/03/06 23:23
Ma infatti. Per le cose siamo i primi critici di noi stessi.
"Per certe cose", volevo dire.
Però, passando a una battuta...
"Però" inteso come ora, adesso, faccio una battuta.
Che è detta in modo scherzoso... ma che, al di là di QUESTO discorso, ha una parte decisamente reale (ma qui andiamo su altri concetti e altri discorsi, del resto aperti ad essere discussi).
Come dicevo, una volta capito l'errore, puoi anche non fartene un cruccio, basta che resti come riferimento per il futuro.
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trueba,
16/03/06 01:21
Non mangiare carne è una scelta di vita. La nostra scelta ha più che altro un valore simbolico: non mangiare carne è segno di una diversa (nuova?) comprensione della vita, umana ed animale. [Questo almeno dovrebbe valere per i vegetariani e vegani che hanno intrapreso questo cammino per motivi etici] Una volta che l'animale è stato ucciso nulla lo riporterà in vita. Non mangiare la sua carne quindi non cambia le cose. Come potrebbero cambiare le cose? Lasciando da parte il tema della sensibilizzazione credo che le cose possano cambiare facendo calare la domanda di prodotti animali. Non credo che ciò che ha fatto table boy abbia influito negativamente sulla situazione degli animali, quindi non vedo perchè condannarlo. Possiamo considerare anche un'altra eventualità: si rinuncia a cibarsi di carne e fare uso di prodotti animali perchè il dolore che comporta può essere troppo grande. In questo caso però la questione diventa puramente soggettiva. Quindi, mi chiedo ancora, perchè criticare table boy allargando a lui il nostro modo di pensare e vedere le cose? Table boy è consapevole di quello che ha fatto e non ha bisogno di persone che puntano il dito contro di lui.
E' stato umile al punto da condividere con noi quest'esperienza, un'esperienza su cui possiamo
riflettere e confrontarci. In più ha anche detto che la prossima volta si regolerà di conseguenza. Non dimentichiamo che sbagliare è umano e soprattutto non dimentichiamo che la scelta che abbiamo fatto si colloca in un contesto più ampio dove il rispetto è fondamentale. E poi.. noi vegetariani/vegani..mica siamo perfetti?!
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Pazzerellona,
16/03/06 01:25
trueba ha scritto:
Table boy è consapevole di quello che ha fatto e non ha bisogno di persone che puntano il dito contro di lui. E' stato umile al punto da condividere con noi quest'esperienza, un'esperienza su cui possiamo
riflettere e confrontarci. In più ha anche detto che la prossima volta si regolerà di conseguenza. Non dimentichiamo che sbagliare è umano e soprattutto non dimentichiamo che la scelta che abbiamo fatto si colloca in un contesto più ampio dove il rispetto è fondamentale. E poi.. noi vegetariani/vegani..mica siamo perfetti?!
Ti quoto assolutamente e spero che questa discussione possa mantenersi pacata e ragionevole...
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bb,
16/03/06 09:05
Pazzerellona ha scritto:
trueba ha scritto:
Table boy è consapevole di quello che ha fatto e non ha bisogno di persone che puntano il dito contro di lui. E' stato umile al punto da condividere con noi quest'esperienza, un'esperienza su cui possiamo riflettere e confrontarci. In più ha anche detto che la prossima volta si regolerà di conseguenza. Non dimentichiamo che sbagliare è umano e soprattutto non dimentichiamo che la scelta che abbiamo fatto si colloca in un contesto più ampio dove il rispetto è fondamentale. E poi.. noi vegetariani/vegani..mica siamo perfetti?!
Ti quoto assolutamente e spero che questa discussione possa mantenersi pacata e ragionevole...
straquoto assolutamente!
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nads,
16/03/06 09:33
ciao
deve essere stata una serata orripilante, ma scusa che cavolo di ristorante non e' in grado di preparare un' insalata anche senza troppe pretese.
comunque il suggerimento che ti hanno dato, e cioe' mangiare prima mi sembra ottimo, io lo faccio anche quando vado a mangiare dalla suocera che mi giudica una pazza eccentrica e quindi temo che cerchi di infilare qualcosa di animale di nascosto nelle pietanze.
un'altra cosa: domani e' un altro giorno
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paoletta,
16/03/06 10:09
Mi pare che fare la "polizia vegana", per usare un
termine di Marina, non giovi a nessuno... serve solo ad inasprire i rapporti ed a provocare incomprensioni. Nessuno di noi è perfetto, possiamo sbagliare e crocifiggerci l'un l'altro non serve a nessuno, soprattutto a noi stessi.
Non esiste il "vegan assoluto e perfetto", ognuno lo è
con i suoi tentativi, le sue debolezze ed i suoi problemi e sicuramente nessuno di noi lo è. Il percorso per esserlo è vario e complesso, e passa anche per queste cose. Non vuole essere una giustificazione, ma è un dato di fatto.
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nads,
16/03/06 10:16
ciao Paoletta
sottoscrivo in pieno!!!
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demon_vegan,
16/03/06 12:56
che buonismo. allora via lalle trasgressioni .tanto se una volta ogni 6 mesi ci mangiamo qualcosa di animale non cambia nulla no?
w la coerenza vegan
in 14 anni da vegeta e 1 da vegan non ho mai trasgredito . piuttosto faccio la fame. è una questione di principio.
se dopo si devono avere i sensi di colpa meglio evitare di farseli venire.
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Lucik,
16/03/06 13:50
Non si dice di trasgredire. Si dice che uno può sbagliare, prenderne atto, e non farlo più per il futuro.
A questo punto dovremmo dire che siam passati dal parlare del fatto iniziale, a un discorso in generale.