Salve a tutti. In riferimento alla conferenza "Dieta vegetariana, una scelta sostenibile?", è comparso un articolo sul Corriere della Sera (
http://www.corriere.it/salute/nutrizione/10_maggio_12/adolescenti-vegetariani-annachiara-sacchi_f66b1cac-5d87-11df-8e28-00144f02aabe.shtml) che riassume il punto di vista di Luciana Baroni e, per contro, del dott. Ghiselli che sostiene che la dieta veg*ana sia "solo una moda". Vorrei riportare la corrispondenza che abbiamo avuto io e il buon dottore pubblicata sul suo forum (dunque di pubblico dominio). Per comodità, incollo qui il mio post e la sua risposta (visibili comunque qui -->
http://forum.corriere.it/nutrizione/15-05-2010/premesse-o-pregiudizi-1547365.html.
Buongiorno dott. Ghiselli,
l'appunto che vorrei fare alle sue considerazioni non è di carattere medico (riconosco i miei limiti di profano in materia), bensì sociologico: quale evidenza Le permette di stigmatizzare con tanta superficialità le ragioni della scelta vegetariana, riducendola a mera moda giovanile o risposta all'assenza di ideologie forti? Il Suo presupposto pecca di un egocentrismo percettivo tutt'altro che scientifico (Lei parla anche di un'educazione alimentare laica che non può accettare il vegetarismo, ma Le vorrei ricordare l'opinione di uno dei massimi teorici della laicità in materia, Richard Dawkins -->
http://www.dailygarlic.com/vegetarian-diet/2008/01/25/) Le principali ragioni del vegetarismo sono di carattere etico nella sua accezione più ampia (Peter Singer, Henry Salt, Tom Regan, Jeremy Rifkin le risultano gli ispiratori teorici di una moda o, piuttosto, di una filosofia?), e i suoi reiterati tentativi di ridicolizzare i vegetariani sono degni delle più balorde asserzioni da bar-sport. La Sua sociologia prêt-à-porter non può costituire una premessa valida ad un'indagine scientifica disinteressata ed imparziale, se non altro per l'evidente retroterra ideologico (per meglio dire, culturale) che connota il suo approccio alla questione. Lei considera gli alimenti di origine animale alienandoli dalle implicazioni morali che il loro consumo comporta, ma al contempo non Si risparmia di dispensare una considerazione morale-sociologica della scelta vegetariana: si decida, o affronta la questione nella sua totalità olistica (e, dunque, esce dall'ambito esclusivamente medico per abbracciare una riflessione profonda sulle ragioni del vegetarismo) oppure ci risparmi le Sue considerazioni superficiali e si limiti all'aspetto medico.
Ecco la sua risposta:
Ghiselli Sabato, 15 Maggio 2010
E' superficiale chi parla di cose che crede di conoscere ed è egocentrico chi giudica in base al sé. Io parlo solo di ciò che conosco invece e riferisco la letteratura scientifica...che non è né superficiale, né egocentrica. E le ribadisco che non esiste nessun motivo salutistico per eliminare i prodotti animali, anzi mentre esiste una convincente evidenza che un consumo eccessivo (badi bene, non un consumo moderato) di carni rosse e carni conservate possa essere coinvolto nella patogenesi del cancro del colon e nelle malattie cardiovascolari, mentre non solo non esiste evidenza che anche latticini e carni bianche si comportino nello stesso modo, ma anzi, ci sono molte evidenze che pesce e carni bianche siano addirittura protettivi per la mortalità generale. Quindi non esistono motivi scientifici e una dieta corretta deve essere by partizan, un tot di vegetali e un tot di animali, scegliendo accuratamente tra i primi e tra i secondi. Non esistono prodotti vegetali sempre buoni e non esistono prodotti animali sempre cattivi. Quindi la scelta vegetariana è sostenuta da altri motivi: etici o ambientalistici (gli ultimi mi comportano un certo sforzo per distinguerli dai primi). Io non ridicolizzo i vegetariani, anzi, rispetto le loro scelte finché rimangono confinate nell'etica. Quando degenerano in motivazioni scientifiche sensa senso non posso far altro che controbattere. Il vegetariano oltretutto ci farebbe anche più bella figura a rivendicare la sua scelta come etica e quindi in favore di qualcun altro, invece che salutistica e quinti prettamente egoistica. Finché il vegetariano non si arrampica sugli specchi cercando di distorcere la realtà a favore del suo dogma bene, altrimenti devo dire le cose come sono. Analizi invece in un solo post, un vegetariano quanti insulti o mancanze di rispetto nei miei confronti riesce ad accumulare. Nel suo post ne conto almeno sei, si renda conto.