Proprietari di Animali Vegan Testimonianze; pagina 2

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16 Marina, 16/05/11 21:03

Tribil ha scritto:
Io non dico che sia giusto, sono la prima a farmi le paturnie quando apro una scatoletta per i miei mici.
Non sono giuste tante cose, lo so. Si cerca di fare il meglio possibile.

Ok, ma allora non dire che è naturale così, da tuo messaggio traspare che così "è giusto", invece non lo è, è sbagliatissimo, solo che a volte non abbiamo scelta.

A volte ho pensato di allevare galline e alla loro morte naturale darle in pasto ai miei mici.

Oddio, daresti i gatti in pasto ai cani alla loro morte naturale per esempio? Qui è un po' lo stesso...

Io sono d'accordissimo con te e con le teorie, ma ancora non me la sento di sperimentare sui miei mici.

Non è questione di sperimentare.
Se i gatti tollerano bene quel cibo, va benissimo, è già in commercio da anni e molti lo usano, quindi il problema non si pone. Se non lo tollerano lo vedi subito, perché lo vomitano tutte le volte.

O devo fare le prove sui gatti semi-randagi a cui dò da mangiare?

Questo è più difficile, perchè se sono tanti e mangiano tutti assieme, non riesci poi a capire quale gatto non lo tollera, quindi nelle colonie non si può purtroppo usare (costo a parte).

Ciao,
Marina

17 Andrea, 16/05/11 21:21

Carlovegan ha scritto:
Comunque è mia intenzione passare alle
crocchette vegane però conosco al momento solo quelle della Ami che sono sponsor degli emeriti signori di terra promessa e quindi dare i soldi a questa azienda proprio non mi va, però se non ci sono alternative.......
Non me la sento di
dare del cibo fai da te perchè non vorrei esagerare in proteine o non distribuire correttamente i nutrienti,

Esatto, non ci sono alternative in questo caso. Il fai da te non va bene per i gatti perché sono carnivori: certe sostanze o le prendono dalla carne o devono essere sintetizzate in laboratorio, è impossibile nutirre un gatto in modo vegan senza far ricorso a prodotti appositi.

Ragazzi dai ma non fissiamoci.Ho letto già in passato la questione delle certificazioni veganok,si capisce che questa non assicura nulla per quanto riguarda uno stopo sui cosmetici

Il problema non è che non assicura niente, i problemi sono decine (sostegno avivisezione, consumo di carne, pesce, derivati, uso di pelle e pellicce ecc. ecc) tra cui, quello che forse mi fa più ribrezzo: il fatto che i tenutari di Promiseland scrivano alla gente che cerca prodotti crulety-free che negli ultimi anni sono stati aboliti i test sugli ingredienti, quindi si può comprare qualunque prodotto senza problemi. C'è per caso qualcosa di più grave del prendere le pochissime persone che vogliono fare scelte etiche e ingannarle? E' come uccidere animali che sono sul punto di essere salvati.

E avere una manciata di realtà vegan (che per inciso credo che a parte eccezioni non paghino) dà una facciata di credibilità ai loro progetti, facciata che usano per fare le cose di cui sopra. Quindi chi per un po' di pubblicità si rende complice di tutto questo per me non ha scusanti.

Ovviamente sono il primo a fare eccezione per prodotti Amì e prodotti per animali Vegusto (solo quelli per animali) visto che non ci sono alternative.

18 Tribil, 16/05/11 21:23

Beh sappiamo che di naturale non c'è molto in questo mondo...
Anche partorire senza l'epidurale è non è naturale, ma io sarei la prima a farlo.

Per le galline effettivamente non l'avevo mai vista come la dici tu..

Io per giusto intendevo dire "etologicamente" giusto.
Lo so che gli allevamenti sono quanto di più etologicamente ingiusto possa esserci.
Non è naturalmente giusto nemmeno il gatto che uccide il topo/uccellino/lucertola senza mangiarla. Ovviamente se me ne accorgo li libero il prima possibile, ma non li controllo costantemente.
E chissà quanti grilli i miei mici si sono pappati in questi giorni, o magari li hanno uccisi giocando. Non è giusto ma che ci posso fare..

Non è giusto mettere al mondo dei figli (io infatti non ne vorrei) quando ce ne sono a migliaia che muoiono di fame, o, per stare in Italia, quando ce ne sono centinaia in orfanotrofio.
Lo trovo un egoismo la maternità a tutti i costi. (qui mi aspetto le ire di molte donne)

Cosa è giusto, cosa è naturale?
Fare un figlio e non pensare che ce ne sono a pacchi che vivono di stenti (terzo mondo in particolare) o che saranno dei "svantaggiati" perchè non hanno avuto la fortuna di una famiglia?

Odio tirare in ballo l'essere umano quando si parla di animali, visto che mi fanno più pena gli ultimi.
Era per farmi capire che GIUSTO e NATURALE sono parole molto difficili in questo mondo...

Scusate l'OT, ma lo ritenevo necessario. Magari se qualcuno è interessato può aprire una discussione a parte.

VEGAN GATTOFILI ASPETTO IL VOSTRO INTERVENTO!

19 Andrea, 16/05/11 21:36

Tribil ha scritto:
Non sono proprio d'accordissimo...è come dire che le vitamine sintetiche e naturali siano identiche, cioè lo sono ma si sa che è meglio mangiarsi un'arancia che un cebion.

La frutta ha tutta una serie di sostanze che servono e quasi sempre gli integratori hanno tutta una serie di sostanze che non servono, quindi sostituire frutta con integratori non è il massimo. Però se una sostanza non si prende con gli alimenti ma con un integratore non ci sono problemi.

Inoltre non ci sono motivi per sostituire un'arancia con un cebion mentre ci sono motivi molto seri per sostituire carne con alimenti vegan. Se poi uno non lo vuole fare è un altro discorso, ma è solo un blocco mentale nostro.

E poi magari la taurina non è sintetica...

La taurina dei cibi vegan deve esserlo, altirmenti non sarebbero vegan.

E poi le proteine vegetali sono diverse da quelle animali.

Esatto, per questo non si possono nutrire i gatti con normali cibi vegetali ma servono anche cibi integrati.

Noi vegani/vegetariani dovremmo saperlo benissimo!! Chi è vegan anche per salute sa che le proteine vegetali non acidificano il corpo come quelle animali, e noi non abbiamo l'enzima uricasi. I carnivori invece sì, hanno una struttura anatomica e fisiologica FATTA PER digerire e assimilare cibi (proteine) animali.

Certo, questo dice solo che:
- loro possono mangiare carne senza avere problemi (possono, non dovono)
- se non mangiano carne devono avere sostanze particolari come la taurina addizionate nel cibo (a differenza di noi)

Magari qui sarebbe ideale l'intervento di un veterinario.

I veterinari vegan che ho conosciuto sono totalmente a favore, quelli non vegan ovviamente non capiscono la cosa ma di fronte alla documentazione di marche come Amì non hanno manifestato obiezioni all'alimentazione vegan per cani e gatti. Poi ci sono le visite di controllo e gli esami del sangue periodici che dimostrano che il gatto sta bene. Non è che se dai cibo vegan a un gatto questo esplode, se avesse carenze uno se ne accorge e corre ai ripari.

Ma poi sono marche che usano in tutti il mondo, a quanto so Amì è distribuita in 25 stati e l'Italia è il fanalino di coda per numero di animali vegan. Ti pare che se ci fossero problemi non sarebbero venuti fuori? Non ho mai conosciuto un vegan che non tenga ai propri animali.

Più che un blocco io vedo snaturare la vera fisiologia dei mici. Sappiamo che l'uomo non è un carnivoro, anche per questo non mangiamo carne. Sappiamo che il felino è un carnivoro, dovremmo dunque farlo diventare vegano?

Il felino è un predatore carnivoro, lo abbiamo snaturato nel momento in cui lo obblighiamo a dipendere da noi umani per il cibo. Poi una volta che gli hai dato il cibo ed ha tutti i ntureinti lui non sa se era carne o meno.

Farlo dipednere da noi per il cibo lo snatura 10.000 A quel punto perché non snaturarlo 10.001 e salvare altri animali? Per lui non cambia praticamente niente.

Nelle zone di mare i gatti mangiano il pesce appena pescato (gli scarti) crudo e non lavato.

Ma non è mica naturale per un predatore aspettare che un umano peschi pesce per mangiarlo..

I veri Norvegesi/Siberiani
sono ritenuti abili pescatori. Anche nei freddi torrenti del nord, visto la loro pellicciotta.

Allora usiamo gli esquimesi come esempio di popolazione che deve mangiare carne.. mi dispiace ma dare pesce al "gatto medio" non è più naturale che dare cibo vegan con taurina di sintesi.

Appunto, già vivono in un mondo non naturale per loro, li abbiamo "piegati" alle nostre necessità, dobbiamo piegare anche la loro dieta??

Certo, perché una volta piegata la loro natura di un fattore 10.000 rifiutare di piegarla fino a 10.001 per salvare altre vite animali è assurdo. Allora se hai un giardino, in inverno lascialo fuori, non è naturale che stia in una casa riscaldata. Quando sta male non portarlo dal veterinario: in natura sarebbe morto (selezione naturale). Ma queste cose giustamente non le fai, per il bene del tuo gatto. Però una forzatura infinitamente minore come quella del cibo la rifiuti, eppura salverebbe un sacco di altri animali.

E ti assicuro che snaturi molto pià un gatto portandolo dal veterinario o dandogli un posto caldo (cose che vanno assolutamente fatte eh, ci mancherebbe altro) che dandogli cibo vegan invece di cibo con carne

Io cerco di stare infatti sui volatili e sul pesce perchè di certo in natura un gatto non mangerebbe un manzo.

Il punto non è carne / non carne o il tipo di carne. Il punto è se la preda se la cattura lui o no. Se proprio non si accetta che dare loro carne o cibo vegan addizionato sia la stessa cosa, almeno accettiamo che dare un tipo di carne o un altro sia lo stesso. E in questo caso bisogna assolutamente dare carne di manzo perché uccidendo "solo" un manzo si produce un quantitativo di carne che richiederebbe l'uccisione di qualcosa tipo 1000-2000 pesci o volatili. Quindi possiamo uccidere 1000-2000 volte meno animali usando il manzo. Minimo questo va fatto.

E poi, visto che tanti hanno cani, anche per il cane vivere con gli umani non è molto naturale...dovrebbe vivere in branco con i suoi simili. Quindi secondo me questo discorso non è da considerare molto.

Il discorso invece va considerato eccome: nessuna specie dovrebbe dipendere da noi, cani e gatti come tutti gli altri animali dovrebbero vivere in pace in mezzo alla natura (che ovviamente non dovrebbe essere attraversata da strade e automobili). Però alcuni nostri simili hanno creato il fenomeno della loro dipendenza dall'uomo, quindi sta a noi cercare di limitare i danni.

Tenere un cane in casa non è l'ideale rispetto alla vita in natura dei loro antenati, ma visto che l'alternativa è lasciarlo al canile quello è il male minore. Di certo non prendiamo un cane e lo liberiamo nel bosco dove non saprebbe sopravvivere. Non scegliamo la cosa più naturale per i cani e gatti che stanno con noi, ma cerchiamo di mediare tra le loro esigenze e il fatto di dare loro la possibilità di vivere. Non capisco perché non fare lo stesso per salvare molti altri animali.

Sicuramente la sparo grossa dicendo che utilizzando gli scarti (più o meno scarti dipende dalla qualità del prodotto) non adatti all'alimentazione umana si evita comunque uno spreco. Certo si "finanzia" il mercato del macello.

Purtoppo non sono scarti. Forse (ma non credo) le marche veramente pessime sono costituite da scarti, ma dare quelle per me è maltrattamento dell'animale. Le marche anche appena decenti non sono fatte di scarti. Piuttosto si può chiedere al macellaio di regalare degli scarti o anche venderli: si danno soldi al macellaio ma nessun animale viene ucciso per quella carne.

In conclusione io vorrei giustificarmi che quando non ci saranno più macelli (!) vedrò come nutrire i miei pelosi. Certo che tutti cercano la perfezione, ma non è di questo mondo. Ok facciamo il possibile, ma un qualche compromesso è da mettere in conto. Secondo me.

Tenere un animale con sè è già un compromesso tra la sua natura che lo vorrebbe libero e la volontà di dargli una sitemazione che sia il meno peggio per lui. A quel punto si può spingere un po' di più questo compromesso e salvare, otlre a lui anche decine di volatili, pesci ecc. ecc.

Oppure non circondiamoci di pelosi carnivori (ricordo che il gatto non è come il cane) e fine della discussione.

Non sono minimamente d'accordo. Adesso adirittura sembra che sia meglio non avere gatti che averli e farli mangiare vegan.
Salvare un gatto (parto dal presupposto che uno non compri animali) e nutrirlo con cibo salutare, che lui non può distinguere da cibo a base di carne è un'azione assolutamente etica. Piuttosto è chi non vuole dare cibo vegan ai gatti che non deve prenderli, perché così non si trova a dover ucciere altri animali.

Aggiungo due cose:

1. In natura non tutti i cuccioli supravvivono, solo i più forti riescono a procacciarsi il cibo. E quando un predatore si ammala non riesce pià a catturare animali e muore. Ogni pasto è una lotta in cui la preda può benissimo farcela.

Se veramente volete rispettare la nautra, di fronte a una cucciolata dovreste sopprimere eventuali gatti deboli o malati, non farli curare. Appena il vosto gatto sta male, dovreste smettete di nutrirlo: in natura non mangerebbe. E ovviamente non protarlo dal veterinario e non curarlo. Allora sì che potrete dire di rispettare la natura. Altrimenti avete solo deciso che il vostro gatto ha più diritto di vivere degli altri animali: giocate a fare Dio e decidete voi che tutte le "prede" che hanno la sventura di finire lungo la strada del vostro gatto moriranno e che lui avrà sempre pasti in abbondanza.

2. Anche ammettendo che mangiare scatolette con carne sia naturale e mangiare scatolette vegan non lo sia (NON è così, ma facciamo finta), per far mangiare in modo "naturale" il vostor gatto uccidete in modo del tutto innaaturale (allevamento e macello) innumerevoli altri animali. Allora non è meglio far mangiare in modo leggermente meno naturale lui e rispatmiare una morte innaturale agli altri animali?

Alla fine avrete diminuito enormemente l'innaturaltià" che causate.

Scenario A:
- il gatto mangia vegan (innaturale)

Scenario B:
- il gatto mangia carne (sempre innaturale perché non caccia lui il cibo ma facciamo finta che lo sia un po' meno)
- decine di animali vengono allevati in minuscoli box (innaturale), uccisi a poche settimane o mesi in un macello (innaturale)

Se pensiamo solo al gatto e ce ne freghiamo degli altri animali allora possiamo anche pensare che lo scenario B sia il più naturale, ma se prendiamo in cosniderazione le vite di tutti gli animali coinvolti allora lo scenario A - gatto vegan - è anche quello globalmente pià naturale.

Ovviaemente non ce l'ho con te: vedo gente vegan da anni ragionare ancora con la forma-mentis dei carnivori per i condizionamenti a cui siamo sottoposti, quindo a maggior ragione se si parla di gatti i condizionamenti sono infinitamente pià forti. E' solo che non riesco ad accettare che tutti questi animali muoiano solo perché si crede erroneamente di fare la scelta più naturale.

20 Andrea, 16/05/11 21:38

Tribil ha scritto:
A volte ho pensato di allevare galline e alla loro morte naturale darle in pasto ai miei mici. Posso provare, ma devo aspettare anni e dovrei avere un allevamento di polli...

Dovresti anche averne talmente tanti che ne muoia uno ogni 2-3 giorni.. che so.. 10.000 tra polli e galline?

Inoltre appunto essendo cibo vegan non è mai stato "testato", intendendo anche il lato meno cruento della cosa (dare cibo vegan ai gatti e vedere come va, senza farli vivere in gabbiette o ecc.).

Non devi cercare esperienze dirette, non ti serve a niente sapere che tizio nutre il gatto vegan da 6 anni senmza problemi, perché poi ti chiederesti (giustamente) "e se la carenza si manifesta in 7 anni"?

Quello che conta è che il cibo vegan si vende in tutto il mondo da anni, e che i gatti vegan vivono tutta la vita in salute come quelli non vegan.

Come detto sopra solo l'italiana Amì è distribuita in 25 stati, quasi ovunque vende pià che in Italia. Gli animali vegan sono per lo più di persone vegan quindi è una piattaforma di test non cruenti su animali enorme.

Tra l'altro parlavo con uno dell'Amì (che mi ha dato i dati di cui sopra) e mi ha detto che molti dei loro clienti notrono i gatti vegan pur non essendo vegan perché è comunque più salutare delle scatolette con carne. Infatti trovarai molti stand dell'Amì a eventi non vegan (a parte il veganfest intendo) proprio perché sembra che sia più facile un'alimentazione salutare con cibo vegan che con scatolette anche di buona qualità.

A questo aggiungi controlli periodici del gatto (che andrebbero fatti comunque) e se ci fossero problemi uno se ne accorge dalle analisi e ha tutto il tempo di rimediare, non è che il gatto esplode di colpo per aver mangiato cibo vegan!

21 Tribil, 16/05/11 22:14

Andrea hai ragione, ma purtroppo ancora non sono molto convinta.
Farò comunque una prova, magari dando cibo vegan e non 50e50.

Già con il "classico" cibo (e parlo di ottime marche) c'è lo spauracchio dell'insufficienza renale, causa fosforo magnesio ecc.
Già ho sempre paura che vengano investiti o che spariscano...
Ho il timore di vivere con una nuova ansia "è il cibo giusto?".

Ma poi questi cibi vanno bene per i micini piccoli? (non ne ho ma è una curiosità)
Si sa che il cibo varia con l'età.

Non lo trovo utile per me sapere che è un cibo super venduto, che ci sono molti gatti vegan. Potrei dire che ci sono molti carnivori al mondo e, ahimè, tanti vivono anche troppo!
Insomma che un prodotto sia venduto (sul fatto che se non si dice che non fa bene non è una garanzia secondo me) e i gatti vivono comunque non mi tranquillizza!

Magari posso scendere a un compromesso e dare cibo vegan in una percentuale, meglio che niente, no? (se sono d'accordo pure loro, i gatti son famosi per essere schizzinosi)

22 Tribil, 16/05/11 22:17

Tribil ha scritto:
ci
sono molti carnivori al mondo e, ahimè, tanti vivono anche troppo!

Intendevo molti UMANI carnivori!

23 Andrea, 16/05/11 22:43

Tribil ha scritto:
Farò comunque una prova, magari dando cibo vegan e non 50e50.

Qui però rischi che l'abitudinarietà del gatto gli faccia rifiutare il nuovo cibo a priori. All'inizo sono sempre diffidenti, se hanno ancora il vecchio cibo non credo passino a mangiare anche il nuovo.

Già ho sempre paura che vengano investiti o che spariscano...
Ho il timore di vivere con una nuova ansia "è il cibo giusto?".

Un investimento non lascia scampo, un cibo sbagliato se uno fa controlli periodici non fa correre rischi, c'è tutto il tempo per rimediare eventualmente (ma non succede, sono cibi assolutamente adeguati).

Ma poi questi cibi vanno bene per i micini piccoli? (non ne ho ma è una curiosità)
Si sa che il cibo varia con l'età.

Penso proprio di sì, ma conviene chiedere. Comunque ci sarà la versione per gatti piccoli diversa da quella per gatti adulti, come per le marche non vegan

Non lo trovo utile per me sapere che è un cibo super venduto, che ci sono molti gatti vegan.

Il punto non è che ci siano tanti gatti vegan, ma che godano di ottima salute e che essendo per la maggior parte gatti di persone vegan non sono certo trascurati o lasciati a loro stessi. Viste le resistenze di molti vegan a dare cibo vegan ai gatti figuriamoci se non ci sarebbero notizie in merito a eventuali problemi.

La verità è che come nel caso dell'alimentazione vegan per esseri umani puoi avere tutte le rassicurazioni che vuoi ma alla fine l'unica cosa che conta è l'osservazione che i vegan sono la categoria pià sana in assoluto. E questo non lo scopri chiedendo su un forum, ma più che altro dall'osservazione delle codnizioni salute dei vegan di tutto il mondo.

Insomma che un prodotto sia venduto (sul fatto che se non si dice che non fa bene non è una garanzia secondo me) e i gatti vivono comunque non mi tranquillizza!

Se per cambiare idea ti servono testimonianze dirette di molte persone (2-3 non bastano, qualche decina sono il minimo per fare della statistica) che hanno nutirto un gatto vegan per 10-15 anni (un gatto vegan da 5-6 anni non dà molte infomrazioni) non ce la farai mai.

Magari posso scendere a un compromesso e dare cibo vegan in una percentuale, meglio che niente, no? (se sono d'accordo pure loro, i gatti son famosi per essere schizzinosi)

Certo, meglio che niente, ma vengono comunaque uccisi animali inutilmente. Ma resto dell'idea che essendo i gatti molto abitudinari non accettino facilmente metà cibo di un tipo e metà di un altro, e che quindi rifiutino quello arrivto per secondo. Per un cane invece non ci sarebbe problema a cambiare spesso sapori, anzi..

24 Tribil, 17/05/11 12:13

Ho riflettuto ieri sera...

1) Nel cibo per animali sono gli scarti (le marche peggiori) o alimenti non adatti al consumo umano per motivi commerciali. Es. pesci sottotaglia comunque pescati con le reti a strascico o altri sistemi.
Quindi nessun animale viene ucciso con la SOLA finalità di nutrire un gatto/cane.
Semplicemente invece di smaltire materie invendibili, ci fanno del cibo per animali.

--> di conseguenza nessun animale muore per il mio gatto, ma muore perchè c'è un uomo che si vuole mangiare la parte più "prelibata".
Questo mi fa sentire un po' meno in colpa. Ditemi però se sbaglio.

2) In un mondo vegan gli allevamenti non esistono, nemmeno la caccia e la pesca, quindi il mio gatto non saprebbe cosa mangiare...ovvero io non avrei cosa dargli se non cibo vegan. Non vivendo in un mondo vegan abbiamo comunque una materia che nessuno comprerebbe (scarti e non adatti per il commercio) e che andrebbero distrutti. E' un peccato...almeno sfamiamo degli animali.
Ma ovviamente non posso pensare così (anche se la realtà è questa) altrimenti dovrei dire che non divento vegan perchè il mondo non è vegan e, nonostante la mia scelta, gli animali verrebbero comunque uccisi.

--> darò ai miei mici un po' di cibo vegan per limitare questo commercio, ritenendo comunque che per fare una scatoletta di cibo per mici l'animale viene ucciso indirettamente, cioè è sempre colpa del non vegano che mangia la sua carna. E' solo "reciclare" una cosa che andrebbe comunque smaltita.
Non siete d'accordo?

Sul fatto che sbaglierei a dare 50e50 non sono d'accordo. Intanto i cambiamenti di cibo devono essere sempre graduali, pena problemi digestivi (cacchetta vomito).
Poi non è vero che se si inserisce un secondo cibo loro lo snobbano per principio. Loro lo mangiano se lo ritengono più buono, altrimenti lo lasciano. Quindi la differenza la fa l'appetibilità del prodotto (spero naturale perchè non voglio dare appetibilizzanti), e non perchè mangiano 2 o più cibi.
(ai miei cambio l'umido molto spesso, il punto non è questione di cambiare, è questione di gusti!)

25 Tribil, 17/05/11 12:25

Confermo che i cibi di bassa qualità contengono: farine animali, fatte da di tutto e di più e di certo non dalle parti commestibili (zoccoli, corna, peli, cotenne, interiora non vendibili ecc.), oppure carni animali ma rientriamo in quanto sopra.
I cibi migliori contengono parti NON DESTINATE AL CONSUMO UMANO PER MOTIVI COMMERCIALI: pesci sotto taglia, di altro specifico però non so.

Ho seguito forum di gatti e alimentazione e non ho mai sentito che vengano inseriti filetti o bistecchine che potrebbero essere benissimo mangiate dall'uomo. Figurarsi se un produttore svende la merce così! Ovvio che la "qualità migliore" viene pagata di più.

E' un modo per smaltire gli scarti. L'industria alimentare lo fa con tutto!

E' per far capire che un animale non muore per essere dato in pasto a cani e gatti, ma perchè c'è un uomo cadaverivoro che paga per mangiarsi le sue membra "migliori"!

26 Lifting_Shadows, 17/05/11 14:05

Tribil ha scritto:
Ho riflettuto ieri sera...

1) Nel cibo per animali sono gli scarti (le marche peggiori) o alimenti non adatti al consumo umano per motivi commerciali. Es. pesci sottotaglia comunque pescati con le reti a strascico o altri sistemi.
Quindi nessun animale viene ucciso con la SOLA finalità di nutrire un gatto/cane.
Semplicemente invece di smaltire materie invendibili, ci fanno del cibo per animali.

E' lo stesso ragionamento che si fa per la pelle: la mucca non viene uccisa apposta per ricavarne la pelle (a parte eccezioni) ma comunque acquistando capi in pelle alimenti quel mercato.

2) In un mondo vegan gli allevamenti non esistono, nemmeno la caccia e la pesca, quindi il mio gatto non saprebbe cosa mangiare...

In un mondo vegan il tuo gatto non sarebbe il tuo perchè non ci sarebbe bisogno di prendersi animali in casa...cani e gatti, come tutti gli altri animali, provvederebbero da soli al loro sostentamento, morendo quando non ce la fanno, vivendo se ce la fanno, ammazzando prede o diventando loro prede.

Non ho mai avuto gatti ma se ne avessi uno credo che almeno il tentativo di farlo mangiare vegan lo farei, sperando che gli piaccia quel cibo, perchè sono sicura che ci sia dentro tutto ciò di cui ha bisogno (d'altronde i mangimi in vendita sia per cani che per gatti non mi sembra scongiurino molte malattie a giudicare dalla mia esperienza diretta e indiretta, anzi, alcune le favoriscono proprio. E al mio cane non davo certo le marche scarte. Quindi non li farei così perfetti. So anche di mangimi per conigli fatti con ingredienti che provocano in loro una malattia dolorisissima, eppure sono in vendita).

27 Andrea, 17/05/11 15:20

Tribil ha scritto:
Ho riflettuto ieri sera...

1) Nel cibo per animali sono gli scarti (le marche peggiori) o alimenti non adatti al consumo umano per motivi commerciali. Es. pesci sottotaglia comunque pescati con le reti a strascico o altri sistemi.
Quindi nessun animale viene ucciso con la SOLA finalità di nutrire un gatto/cane.
Semplicemente invece di smaltire materie invendibili, ci fanno del cibo per animali.

No, non è assolutamente così. Senza offesa ma sei vegetariana praticamente da 2 giorni e pretendi di dare lezioni a chi studia queste cose da 10 anni. Poi non si tratta di "riflettere", bisogna studiarsi bene i dati sugli allevamenti, entrate uscite, ecc. ecc.

Primo solo il mangiare di infima categoria è fatto con scarti, non certo l'Almo che dai tu ai tuoi gatti. Se vuoi vermaente cibo fatto con scarti devi usare marche veramente pessime, e accorci la vita del tuo gatto di un bel po' di anni:

https://www.veganhome.it/articoli/contenuto-cibi-animali/

In secondo luogo l'industria della pesca e dell'allevamento vive anche con i cosiddetti "materiali di scarto". La pelle, come ha sottolineato Lifting Shadows, ad esempio viene considerata da alcuni materiale di scarto, ma fornisce agli allevatori il 15% del loro fatturato. Il 15% è la differenza tra mandare avanti un'attivtà e chiuderla.

E' sbagliato pensare che allevamenti e pesca esistano per nutrire gli umani. Allevementi e pesca esistono per portare profitti e una bella percentuale di questi viene da qulli che molti considerano erronemaente scarti.

Se veramente vuoi carne che non incrementi l'uccisione di animali come ho detto devi andare da un macellaio e comprare o farti regalare i pezzi di carne che butterebbe via. Quelli sono già stati pagati e veramente non incrementano l'uccisione di animali. Non so quanto siano salutari per un gatto però.

2) In un mondo vegan gli allevamenti non esistono, nemmeno la caccia e la pesca, quindi il mio gatto non saprebbe cosa mangiare...ovvero io non avrei cosa dargli se non cibo vegan. Non vivendo in un mondo vegan abbiamo comunque una materia che nessuno comprerebbe (scarti e non adatti per il commercio) e che andrebbero distrutti. E' un peccato...almeno sfamiamo degli animali.

Assolutamente no, vedi sopra.

--> darò ai miei mici un po' di cibo vegan per limitare questo commercio, ritenendo comunque che per fare una scatoletta di cibo per mici l'animale viene ucciso indirettamente, cioè è sempre colpa del non vegano che mangia la sua carna. E' solo "reciclare" una cosa che andrebbe comunque smaltita.
Non siete d'accordo?

Assoltuamente no, vedi sopra.

Sul fatto che sbaglierei a dare 50e50 non sono d'accordo. Intanto i cambiamenti di cibo devono essere sempre graduali, pena problemi digestivi (cacchetta vomito).
Poi non è vero che se si inserisce un secondo cibo loro lo snobbano per principio. Loro lo mangiano se lo ritengono più buono, altrimenti lo lasciano. Quindi la differenza la fa l'appetibilità del prodotto (spero naturale perchè non voglio dare appetibilizzanti), e non perchè mangiano 2 o più cibi.
(ai miei cambio l'umido molto spesso, il punto non è questione di cambiare, è questione di gusti!)

Non sono d'accordo. Quasi tutti i gatti di cui conosco le abitudini alimentari (parenti, conoscenti ecc. ecc) tendono comunque a preferire il cibo a cui sono abituati e sembra che il nuovo non gli piaccia. Dopo un po' che li hai abituati magari li vedi strafogarsi ogni volta mentre quello di prima lo mangiavano in modo normale.

Ad esempio ho visto un gatto passare da Almo ad Amì e all'inizio rifiutava l'Amì, solo quando gli è stato tolto l'Almo ha preso a mangiare Amì e appena abiutato la divorava con una voracità mai vista (e non ci sono sotanze che li attirano come per le grandi marche).

D'altra parte lo facciamo anche noi umani.

Sempre in base alla mia esperienza chi già parte prevenuto nei confronti del cibo vegan per gatti e fa la prova 50% / 50% rinuncia appena vede che il gatto preferisce il vecchio cibo scambiando l'abitudinarietà per rifiuto.

La tranizione graduale va benissimo, ma si deve fare una prova onesta, e non farsi impietosire subito la prima volta che il gatto non mangia il nuovo. I gatti sanno imporsi molto bene quindi ci vuole un po' di polso in questo caso.

28 Andrea, 17/05/11 15:21

Tribil ha scritto:
I cibi migliori contengono parti NON DESTINATE AL CONSUMO UMANO PER MOTIVI COMMERCIALI: pesci sotto taglia, di altro specifico però non so.

Ho seguito forum di gatti e alimentazione e non ho mai sentito che vengano inseriti filetti o bistecchine che potrebbero essere benissimo mangiate dall'uomo. Figurarsi se un produttore svende la merce così! Ovvio che la "qualità migliore" viene pagata di più.

E' un modo per smaltire gli scarti. L'industria alimentare lo fa con tutto!

E' per far capire che un animale non muore per essere dato in pasto a cani e gatti, ma perchè c'è un uomo cadaverivoro che paga per mangiarsi le sue membra "migliori"!

No, non è vero. Se vuoi dare carne ai tuoi gatti nessuno può impedirtelo, ma non dire cose inesatte, altrimetni farai fare scelte sbagliate agli altri.

Il cibo per animali di qualità come Almo NON è fatto di scarti.

I cibi di cui parli tu NON sono quelli che dai al tuo gatto, sono quelle marche che nessuna persona sana di mente darebbe a un animale.

29 brinella, 17/05/11 15:23

Confermo quello che ha detto lifting,la mia coinquilina ha un criceto e siamo riuscite a trovare solo una marca di cibo per criceti che non contenga semi di girasole che sono pericolosissimi perchè grassi e difficili da digerire.
Ogni volta che non riesce a trovare la marca giusta e deve prenderne un'altra ci mettiamo li tutte e due e togliamo tutti i semi di girasole e a volte sono anche il 40% del sacchetto totale.
Più di un veterinario ci ha detto che lo fanno di proposito a metterne così tanti così il criceto invece di vivere 5 anni in media ne vive 2!!!e poi se ne comprano altri..è vergognoso!

30 Andrea, 17/05/11 15:25

Lifting_Shadows ha scritto:
(d'altronde i mangimi in vendita
sia per cani che per gatti non mi sembra scongiurino molte malattie a giudicare dalla mia esperienza diretta e indiretta, anzi, alcune le favoriscono proprio. E al mio cane non davo certo le marche scarte. Quindi non li farei così perfetti. So anche di mangimi per conigli fatti con ingredienti che provocano in loro una malattia dolorisissima, eppure sono in vendita).

Assolutamente sì. Credo che solo Almo sia salutare come il cibo vegan, altre 2-3 marche possono essere simili, le altre sono causa di infinite malattie. Se un gatto non è allergico al cibo vegan non darglielo è un crimine anche nei suoi confronti.

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