jessica ha scritto:
Mia mamma mi chiama dicendomi che la famiglia ha già organizzato il pranzo al ristorante con menù fisso.
Al mio secco "tanto non ci sarà niente che potrò mangiare!" mi ha risposto: "Allora non torni più a casa? Non festeggerai mai più le feste? Non possiamo mica disdire la prenotazione per te!"
Mia mamma non capisce mai nulla quindi non c'è da stupirsi di queste domande...
NB: Ieri mi ha detto:"non mangi carne...ma gli affettati li puoi mangiare!"
Ciao. Se fossero stati i tuoi genitori ad aver prenotato al ristorante, come è già stato scritto nei precedenti post, tra le varie scelte che ti si offrivano vi era anche quella di non partecipare a questo momento conviviale, per quanto legato ad un' occasione cosiddetta importante. Ed è una scelta ben precisa, che rappresenta nello stesso tempo una presa di posizione chiara verso coloro da cui non sei stata "interpellata" al momento della prenotazione al ristorante. Gli altri in generale e la tua famiglia in particolare, non possono decidere per te in maniera tacita o, peggio, coatta. Non mi risulta esista il silenzio assenso quando s' invita qualcuno a pranzo.
Il cibo per l' essere umano incarna e rispecchia il concetto di individualità ed identità in senso assoluto come pocaltro nella nostra vita.
Pertanto, ogni volta che s' invita una persona a mangiare, gli si deve sempre chiedere cosa desidera, preferisce, gradisce. Quasi per principio. Non foss' altro perchè le motivazioni sulle quali si basano le scelte alimentari di ciascun individuo possono essere le più svariate e talvolta imprevedibili: etiche, dietetiche, gastronomiche, sanitarie, religiose, di appartenenza sociale, occasionali, territoriali, economiche, ecc. ecc. ecc.
Da ciò che scrivi traspare chiaramente come la tua scelta veg viene percepita e vissuta dai tuoi familiari come una limitazione alla loro "libertà".
Una "libertà" che però coincide con la tua "non libertà". Del resto tale intersezione la si ritrova, nel migliore dei casi almeno inizialmente, nella stragrande maggioranza delle famiglie in cui un membro decide di seguire un' alimentazione veg. (focalizzando l'attenzione sono sull' aspetto dieta).
E quanto più i tuoi parenti e conoscenti non arriveranno a comprendere il tuo sentire in tal senso, tanto più loro si sentiranno aggrediti dalle conseguenze di questa tua "scelta bizzarra", che "crea loro solo problemi", di questa "presa di posizione che proviene da qualcuno che non ha nulla a cui pensare". Tutte espressioni queste che, tra le più abusate ed inflazionate, puoi trovare nella grammatica di ogni vegetariano ed ancor più vegano.
Ora ipotizza che, per assurdo, ti viene diagnosticata una lieve (non occorre infatti che sia forte) forma di allergia ad ogni elemento (proteine, grassi ecc.) di origine animale. Di conseguenza, la dieta che seguirai farà sì che tu sia veg a tutti gli effetti.
In questo caso l' essere veg viene visto, tutt' al più, come un inconveniente che avrà sì delle ripercussioni sulle abitudini alimentari in casa tua, ma tutto sommato non più di tanto. Difatti, "basta solo organizzarsi" e poi "non è mica la fine del mondo". Quindi vieni presto riconosciuta automaticamente come veg.
La tua scelta, con le relative ripercussioni, diviene per il tuo ambiente familiare una vera e propria consuetudine, un dato di fatto. Come può esserlo, ad esempio, l' avere i capelli castani oppure l' essere alta 1,70 o ancora il chiamarti Jessica.
Poi c'è il secondo caso. Oggi tu, nell' ordine, senti, scegli, decidi di escludere ogni prodotto di derivazione animale dalla tua dieta. Sei quindi veg, sempre a tutti gli effetti.
Pertanto la differenza risiede nel fatto che, nel secondo caso, a differenza del primo, hai volutamente preso una posizione, hai compiuto una scelta volontaria, diretta, precisa. Non importa sulla scorta di quali motivazioni (etiche, morali, filosofiche, religiose, dietetiche, semplicemente perchè va di moda ecc.). Fatto sta che ti sei affermata. Hai cioè ribaltato delle consuetudini, contravvenendo così a delle regole generalmente osservate nella tua comunità primaria che, in questo caso, è rappresentata appunto dalla famiglia. Ed è qui che scatta il sentirsi minacciati da parte dei tuoi parenti, che pertanto si sentono in diritto-dovere di ricondurti all' ordine, alla "ragione". Perchè vanno salvaguardati quelli che sono gli "equilibri" in seno al vostro contesto, da loro faticosamente costruiti e gelosamente protetti. A tal fine possono arrivare, com'è stato, a sovrastare la tua identità perchè altrimenti la loro andrebbe in crisi. Ed ogni pilastro di carta su cui essa si regge è un pilastro fatto di timore e di paura.
Ed ecco perchè allora, a valle di tutto, se fossi stata la veg del primo caso, all'atto della prenotazione, con buona probabilità avrebbero chiesto al ristoratore la possibilità di prevedere un menù che escludesse carne e derivati animali. Ma visto che sei stata tu ad aver scelto deliberatamente di essere veg questo non è avvenuto. (Ma davvero non avevi altro a cui pensare ?)
E quanto sopra è tranquillamente applicabile ad ogni contesto all'interno del quale vivi e ti trovi ad interagire.
Si dice che se prendi una decisione e tutti non l' approvano e ti sono contro, allora stai pur certa che quella è la miglior scelta che tu avessi potuto compiere in quel momento.
Buona serata
Daniele