L'impassività degli onnivori; pagina 2

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16 AntonellaSagone, 22/02/14 14:35

per me non si tratta di etica ma di comunicazione. Voglio dire, si può fare informazione senza giudicare.
Io non giudico nessuno; chi mangia carne, che lo faccia per ignoranza o per egoismo o per superficialità o per compiacere gli amici e quant'altro, è una cosa che non mi riguarda e che nemmeno mi metto a giudicare: io stessa prima di essere vegan ero onnivora e non posso nascondermi dietro a un dito e fingere che, pur ignorando certi aspetti, dentro di me non sapessi cosa significava.

Quindi, non giudico. però DESCRIVO quello che è.
Dire che mangiare animali "è sbagliato" non serve, perché quando ci si esprime così non ci si sta focalizzando sugli animali, ma su chi li mangia. Stiamo a discutere di quanto chi mangia animali faccia benen of accia male.
Invece focalizzarsi sugli animali significa dire che scegliere di mangiarli implica inevitabilmente la loro sofferenza e morte.

Poi personalmente io uso un approccio in prima persona, del genere "sai anche io reagivo come te, facevo come te, poi ho scoperto che... e ora mi sento felice perché... " (è così facile, mi sento meglio fisicamente, mi sento felice per gli animali, non inquino ecc ecc)

è possibile che la persona comunque reagisca sentendosi sotto accusa: questo è buon segno. Significa che dentro di sé sa già che la sua scelta non è moralmente sostenibile. Non spetta a noi rincarare la dose; a noi spetta solo ribadire che se vuole, può cambiare modo di mangiare, se non vuole se ne deve assumere tutta la responsabilità, senza che noi gli offriamo l'appiglio di fare da censori, dirottando così il loro disagio interiore e i loro rimorsi di coscienza verso un più comodo bersaglio.

17 Andrea, 22/02/14 16:27

Non è che io vada da uno che mangia carne a dirgli: "tu stai facendo una cosa sbagliata", ma non credo affatto che si debba nascondere che si ritiene sbagliato uccidere degli animali per mangiarli (o mangiarne i prodotti o indossarne la pelle ecc.).

Non è un atteggiamento "censorio" altrimenti dovremmo anche stare attenti a non dire che si ritiene sbagliato insultare una persona per la propria etnia o il bullismo dei ragazzini ecc. ecc.

Non credo basti far vedere che è possibile vivere senza uccidere animali, è fondamentale far sapere che sempre più persone ritengono che abbiano il nostro stesso diritto alla vita e di conseguenza che ucciderli o sfruttarli sia eticamente sbagliato. Il che non vuol dire che sia la prima cosa che si dice all'onnivoro di turno.

18 AntonellaSagone, 22/02/14 18:48

ma io infatti non sto dicendo che non bisogna parlare di questo aspetto, ma solo che non bisogna usare la parola "sbagliato" (che si riferisce alla'azione della persona che mangia", bensì usare la parola "sofferenza e morte" che si riferisce all'animale che viene allevato e ucciso per diventare cibo. E' una questione di scegliere su cosa focalizzare l'attenzione, per evitare dove possibile arroccamenti ma nello stesso tempo, lungi da me voler evitare di parlare della cruda realtà dello sfruttamento e morte animale per causa dell'industria del cibo animale!

con certe persone può anche far presa il concetto che il comprotamento di mangiare cibi animali o derivati è ben lontano dall'essere una "libera scelta" ma è il risultato di una fortissima pressione culturale e manipolazione mediatica delle industrie, basata su falsità, distorsioni e omissioni delle informazioni. In una parola,
<<cari onnivori, siete stati truffati e presi in giro per anni, sta a voi ribellarvi a questa manipolazione e fare una scelta veramente "libera"!>>

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!