agricoltura biodinamica (??!!??); pagina 4

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46 marco_s75, 2/04/09 12:17

pluto_1973 ha scritto:
Certo è che già la biologica che nn usa schifezze tossiche è sufficiente, quale è il valore aggiunto del biodinamico sull'impatto ambientale? Se nn c'è forse che forse il biologico MI basta ed avanza.

Non è proprio così, perche se leggi il disciplinare dell'agricoltura biologica consente l'uso di alcuni prodotti chimici "meno tossici" o ritenuti "innoqui" (????) per l'uomo (e l'ambiente ?), mentre quello della biodinamica, riti esoterici a parte, ha un elenco di sostanze ancora più ridotto. Credo che quindi l'impatto generale di una attività biodinamica sia comunque inferiore a quallo causato dal biologico e decisamente insignificante rispetto all'agricoltura svolta tradizionalmente.
Come al solito capisco che bisogna cercare il compromesso "meno peggio"!
Ciao

47 pamela, 4/04/09 21:26

Sarà minore l'impatto sull'ambiente, però per me è intollerabile l'idea che siano usate parti di cadavere animale. Tutti qui facciamo volentieri piccoli e grandi sacrifici perché queste cose non avvengano o non avvengano a causa di nostre scelte. Io non comprerò prodotti biodinamici, a meno che non sia sicura che il produttore è vegan e ha eliminato la parte che prevede corna e altre parti animali. Allo stesso modo ho evitato di acquistare un pennello kabuchi per il trucco minerale perché era fatto di peli di capra, anche se la venditrice cercava di convincermi che non era stato fatto alcun male alla capra. Forse un pennello sintetico ha un maggior impatto ambientale, ma non ha nessun impatto su quella capra che è stata tosata per il capriccio e la vanità di un certo tipo di donne, purtroppo la maggioranza.
Ciao

pamela

48 marco_s75, 6/04/09 12:47

Pamela, ammirabile!
Non posso che condividere la tua posizione. Brava! Permettimi comunque di pensare che tra l'impatto ambientale di una mia scelta e cercare, ribadisco cercare, di fare la scelta migliore, credo che mantenersi su scelte bio-logiche..bio-dinamiche sia sempre meglio.
D'altronde la stessa agricoltura biologica utilizza il letame, che è un prodotto animale sfruttato per nostro scopi. Ma se il letame è quello che è, cioè uno "scarto" fisiologico di animali, mi chiedo se la provenienza di tale letale sia veramente veg, oppure si mascheri la cosa pensando che gli allevamenti da cui deriva il letame esistano solo per produrre questo concime? Non credo.
Sono sempre dell'idea che alla fine qualche piccolo compromesso si debba cercare, senza per questo rinunciare agli ideali.
Ciao

49 pamela, 6/04/09 16:37

Da questo link http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_biodinamica
risulta che, oltre ad utilizzare corna di animali, l'agricoltura biodimanica utilizza altre parti di animali (non meglio specificate) e anche letame. Questo mi sembra che possa farla escludere decisamente, finché non ne esisterà una variante vegana.
Anche la permacultura prevede la concimazione con letame, di animali lasciati girare liberamente per l'appezzamento, ma credo che un agricoltore vega farebbe a meno di questo, oppure terrebbe degli animali come si fa nei rifugi, animali salvati e liberi.
Credo comunque che un compost di scarti vegetali sia più che sufficiente a nutrire un terreno. Conosco un giardino-frutteto non curato né concimato, piuttosto selvaggio, che sembra una foresta, in cui crescono piante i cui semi sono stati portati dal vento. Ho visto alberi carichi di frutti, ne ho mangiato qualcuno e ancora ne ricordo il sapore pieno.

La mia personale risposta al problema dello sfruttamento di animali in agricoltura è di cercare di coltivare ortaggi e frutta sul mio terrazzo, in mancanza di aziende sicuramente vegan per me raggiungibili. Capisco che non per tutti è possibile e non è detto che le mie coltivazioni abbiano successo e raccolto. Sarà comunque impossibile coltivare cereali, perché servono estensioni maggiori e piena terra. Per tutto quello che non produco o produrrò, penso che la scelta migliore sia il biologico,non avendo accesso a prodotti biodinamici vegan o di permacultura vegan.

Credo che noi dobbiamo cercare il minor impatto ecologico solo se questo è possibile, senza nuocere agli animali. Ad esempio il pile ha sicuramente un maggior impatto ecologico della lana, ma nessuno di noi acquisterebbe mai più abiti in lana. Questa obiezione mi è stata posta molti anni fa in un blog da un'onnivora.
Se la concia della pelle avesse meno impatto ecologico della fabbricazione di scarpe, cinture ecc. in materiali sintetici (non lo so qual'è l'impatto ecologico maggiore), io non mi pongo il problema dell'impatto ecologico, mi pongo prima il problema della salvezza degli animali e solo successivamente penso all'ambiente. Cioè cerco di evitare il più possibile che la morte e sofferenza di animali sia diretta conseguenza delle mie azioni. Successivamente penso alle conseguenze indirette. Posso, ad esempio, decidere di acquistare scarpe e borse in canapa o cotone piuttosto che in materiali sintetici. Al momento credo che sia il massimo che possiamo fare.
Ciao

pamela

50 Marina, 6/04/09 16:41

pamela ha scritto:
Ad
esempio il pile ha sicuramente un maggior impatto ecologico della lana,

Ma queso come fai a dirlo?
Al di la' dell'etica, voglio dire, su cui sono del tutto d'accordo con te, non credo sia cosi' automatico dire che la lana di produzione industriale inquini meno del pile.

Per quanto riguarda la pelle, poi, l'industria conciaria e' molto molto inquinantem, quindi non e' davvero una soluzione piu' "naturale" dell'uso di scarpe sintetiche.

L'industria della lana probabilmente e' meno inquinante di quella della pelle, pero'... bisognerebbe fare due conti.

Ciao,
Marina

51 pamela, 6/04/09 18:37

Hai ragione Marina. Mi sono avventurata in un territorio estraneo, non so niente di industrie, al massimo di artigianato minore autodidatta. Il mio pensiero si è fermato alla tosatura delle pecore, non ho pensato all'industria della lana.

Ciao

pamela

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