Pellicce cinesi

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1 Ailan, 29/06/12 18:55

Sono sotto shock. Ho appena visto un video sull'allevamento e uccisione degli animali da pelliccia in Cina, e sto così male che credo non riuscirò a mandare giù nemmeno una foglia d'insalata. Io mi sono sempre rifiutata di indossare un capo che avesse fodere in pelliccia, nemmeno da bambina (già allora mi faceva orrore), ma non sapevo che la maggior parte delle pelli viene dalla Cina, e non sapevo nemmeno che scuoiassero vivi gli animali! Maledetti... Che i cinesi avessero poco riguardo per la vita, umana o animale che sia, già si sapeva, ma non immaginavo arrivassero a tanto! Sono sconvolta...
Possibile che la comunità internazionale non faccia niente di fronte a questa barbarie??

2 mirko_v, 29/06/12 19:04

Io li ho sempre odiati e non metterei mai piede in cina o giappone, neanche se mi pagassero vitto e alloggio, ma è vero anche quello che viene detto qui:

(tratto da vegfacile.info)

Chi ama gli animali non li mangia.
(tratto dal libro "Diventa vegan in 10 mosse", Ed. Sonda, 2005. Per gentile concessione dell'editore)

Spesso si sente dire che i cinesi non amano gli animali. Parlare di "amore" è sempre difficile ma, di sicuro, vedere i mercati di animali delle città del sud della Cina e sapere che nei piatti cinesi ci sono cadaveri di cani, e di gatti, a volte bolliti e scuoiati vivi e coscienti, porta alla conclusione istintiva che, decisamente, proprio non amino gli animali.

Anche in altre nazioni in Asia, in Medio oriente, in America Latina esistono mercati di animali vivi, pronti per essere macellati e mangiati freschi dai clienti, che, di nuovo, smontano completamente la famosa, bellissima frase "Se i macelli avessero le pareti di vetro, tutti sarebbero vegetariani".

Qui è diverso, tutto è più nascosto, e i motivi sono tanti e diversi.
Forse la necessità di nascondere la brutalità dei macelli, o i metodi di produzione di una pelliccia, in alcune nazioni del mondo nasce anche dal fatto che si instaurano rapporti affettivi fra esseri umani e alcuni, più fortunati, animali definiti spesso "animali d'affezione" o, secondo la terminologia anglosassone, "Pet animals". O semplicemente "pets". Se si instaura il rapporto col "proprio" cane, forse si diventa più "empatici" verso tutti gli animali che, in qualche modo, assomigliano al "proprio".
Ad esempio, negli USA, nazione di forti consumi carnei, la carne di cavallo, pet animal, è spesso considerata "improponibile" al pari della carne di cane.

O forse questa è solo una mia idea, forse solo un modo per cercare di capire come sia possibile amare più i cani dei maiali, più i gatti dei conigli, più i cavalli delle mucche. Per me è difficile capire da un punto di vista emotivo queste differenze e, se devo seguire un discorso razionale-scientifico, allora scopro che i maiali hanno una intelligenza più "umana" rispetto ai cani e, seguendo la logica specista, dovrebbero avere leggi a loro protezione migliori delle leggi a protezione del cane.

Ma la scienza non c'entra niente quando si parla di affetti, empatia, amore.

Spesso, il primo passo per smettere di mangiare animali - TUTTI gli animali, non solo i "pets" - è proprio questo: amare i propri animali. Il proprio gatto, il proprio cane. E fare un collegamento, semplice, ma non banale, non ovvio, non scontato: questi animali, che io amo, sono come gli altri, che io mangio. Per questo accade non di rado che chi fa volontariato in un rifugio per animali, o che si occupa di colonie di gatti liberi - quindi una persona che gli animali li ama veramente, che dedica loro tempo, energie, risorse - diventi vegetariano, o vegano. Altre volte non accade, non si fa il "collegamento".

Quali animali si "amano" e quali si "mangiano" è dunque, sempre solo una questione di abitudine. Non di "cultura", non voglio chiamare cultura lo sterminio di animali. Semplice abitudine.

Immaginate un terrificante allevamento e macello di maiali e cani; in Cina potreste vederlo, io l'ho visto. Un cinese in Italia potrà vedere un allevamento e macello di soli maiali. Un italiano, vedendo la macellazione dei cani, dirà che i cinesi non amano gli animali. Ma non rischiamo che un cinese, vedendo ammazzare i maiali, possa dire che gli italiani non sono affatto amanti degli animali, ma soltanto degli incomprensibili ipocriti?

3 Andrea, 29/06/12 22:18

Anche per le pellicce non creo di ci sia poi tanta differenza tra quelle cinesi e quelle prodotte in altri paesi.

4 Carlovegan, 29/06/12 22:39

mirko_v ha scritto:
Io li ho sempre odiati e non metterei mai piede in cina o giappone, neanche se mi pagassero vitto e alloggio, ma è vero anche quello che viene detto qui:

Sarebbe da mettere piede soltanto nel sud dell'India ed in posti simili (se ce ne sono) dove gli animali sono rispettati!
Noi italiani non credere che siamo tanto migliori dei cinesi o dei giapponesi. Qui in Italia nei macelli i poveri maiali finiscono coscienti nelle vasche di ebollizione, oppure vedi a Green Hill in che modo sopprimono i cani adulti ed i cuccioli, per non parlare di cosa fanno nei vari stabulari sparsi per l'Italia.
E che dire poi di quel vecchio merdoso che su RaiUno (poi cacciato) spiegava il procedimento di preparazione per la cottura dei gatti?
Che dire di quel giornalista merdoso che su Radio24 (non cacciato) si vantava di aver mangiato un cane?
Che dire degli italiani musulmani che sgozzano nelle loro case il capretto vivo?
Che dire poi della macellazione halal sempre fatta in Italia?
Che dire del compaesano che tira il collo alla gallina?
Che dire della COOP, per esempio, che è la più grande catena di distribuzione che commissiona l'uccisione di un'infinità di animali?

5 Guest, 29/06/12 22:59

Carlovegan ha scritto:
Sarebbe da mettere piede soltanto nel sud dell'India ed in posti simili (se ce ne sono) dove gli animali sono rispettati!

Mah..io piuttosto direi che c'è un consumo di animali molto minore rispetto a molte altre nazioni perché la maggior parte delle persone non può permettersi di comprarne i pezzi. Poi..si..per carità.. la mucca è sacra e non viene uccisa, ma i maiali li fanno fuori comunque (almeno nella "parte" non islamica dell'India..anzi..neppure lì). Però..ecco.. da qui a dire che c'è un rispetto degli animali...boh.. di sicuro la loro cultura religiosa (ormai stratificata e diversificata) fa tanto in merito, quindi ci saranno delle persone in India che sanno veramente cosa sia la compassione e che hanno creato delle piccole "Ippoasi"; però direi che non si può parlare mai di rispetto generico anche se si tratta del sud dell'India. Se mantenere una mucca in città perché è sacra secondo le credenze religiose..e non nel proprio habitat.. senza abbastanza cibo (l'erba) che le serve e farla divenire pelle e ossa.. significa rispettarla... direi che non è così; certo..almeno lì le mucche son vive e non vengono uccise.. però non parlerei di puro rispetto.

Ovviamente spero di sbagliarmi.

6 Carlovegan, 29/06/12 23:17

Guest ha scritto:
Ovviamente spero di sbagliarmi.

Didi mi sa che non ti sbagli! Ho generalizzato io, addirittura ho idealizzato che le popolazioni del sud dell'India avessero pieno rispetto degli animali, invece è più logico pensare che ci siano delle comunità, delle ippoasi, dove gli animali non vengono toccati e sfruttati, quindi pardon per l'informazione non esatta che ho dato

7 mirko_v, 29/06/12 23:35

Carlovegan ha scritto:
Noi italiani non credere che siamo tanto migliori dei cinesi o dei giapponesi.

Ma hai letto il brano che ho copiato da vegfacile? Se non si è capito era un modo per dire che sono perfettamente cosciente del fatto che noi italiani non trattiamo gli animali meglio dei cinesi, ciononostante non andrò mai in Cina e/o Giappone comunque.

8 Carlovegan, 30/06/12 00:09

Ma hai letto il brano che ho copiato da vegfacile?

Si!

Se non si
è capito era un modo per dire che sono perfettamente cosciente del fatto che noi italiani non trattiamo gli animali meglio dei cinesi,

"Io li ho sempre odiati e non metterei mai piede in cina o giappone, neanche se mi pagassero vitto e alloggio, ma è vero anche quello che viene detto qui:"

E' che in questa affermazione mi pareva che dessi la colpa in prevalenza ai cinesi ed ai giapponesi.

ciononostante non andrò mai in
Cina e/o Giappone comunque.

Un altro qui che non ci metterà piede in quei paesi!

9 mirko_v, 30/06/12 00:35

Carlovegan ha scritto:
"Io li ho sempre odiati e non metterei mai piede in cina o > giappone, neanche se mi pagassero vitto e alloggio, ma è > vero anche quello che viene detto qui:"

E' che in questa affermazione mi pareva che dessi la colpa in prevalenza ai cinesi ed ai giapponesi.

In prevalenza no, e appunto per questo ho copiato quel brano.

10 AntonellaSagone, 30/06/12 02:00

giusto per mettere un ountino sulle i, e premesso che anche io sono sgomenta e orripilata del livello di violenza e insensibilità generale e mancanza di rispetto epr la vita che c'è in quei paesi, c'è da ricordare però che ci sono animalisti anche lì e anzi sono dei veri eroi a lottare per il rispetto degli animali in quel clima e in quella
cultura.

giusto perché non sopporto le generalizzazioni...

11 Carlovegan, 30/06/12 03:01

Antonella ma su questo non si discute, agli animalisti va tutto il rispetto di questo mondo

12 Andrea, 30/06/12 09:30

AntonellaSagone ha scritto:
giusto per mettere un ountino sulle i, e premesso che anche io sono sgomenta e orripilata del livello di violenza e insensibilità generale e mancanza di rispetto epr la vita che c'è in quei paesi, c'è da ricordare però che ci sono animalisti anche lì e anzi sono dei veri eroi a lottare per il rispetto degli animali in quel clima e in quella cultura.

giusto perché non sopporto le generalizzazioni...

OK, ma il non andare in determinati paesi (ed evitare per quanto possibile i loro prodotti aggiungo) è proprio un boicottaggio ai rispettivi governi. A meno che uno non vada ad aiutare gli attivisti locali, anche io sono contrario ad andare per turismo o lavoro in un paese con un regime come quello cinese (animali, arresti e uccisioni di attivisti, questione tibetana ecc. ecc.).

Anzi, solitamente in paesi del genere sono per primi gli attivisti locali a chiedere il boicottaggio economico.

13 Guest, 30/06/12 09:36

Andrea ha scritto:
Anzi, solitamente in paesi del genere sono per primi gli attivisti locali a chiedere il boicottaggio economico.

Anche perché è l'unica vera "arma impattante e "pacifica"" che le persone hanno; forse al governo cinese non frega nulla.. però può rivelarsi un'arma efficace soprattutto in futuro.

14 mirko_v, 30/06/12 10:33

Guest ha scritto:
forse al governo cinese non frega
nulla..

Gliene frega, gliene frega...la Cina è un paese che in pochi anni è passata dall'essere praticamente un paese agricolo e feudale a uno degli stati più avanzati e potenti del mondo. Merito anche del turismo, naturalmente, e tutto fa brodo per danneggiare la loro economia.

15 verdetartarugo, 2/07/12 13:01

Carlovegan ha scritto:
Sarebbe da mettere piede soltanto nel sud dell'India ed in posti simili (se ce ne sono) dove gli animali sono rispettati!

Anche in India gli unici che rispettano gli animali al 100% sono i giainisti, gli altri sono comunque vegetariani (meglio di nulla).

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!