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Vento,
3/12/11 12:16
Io videogiocho dai tempi di Atari 2600 e Colecovision, ho imparato l'inglese grazie a The Legend of Zelda, su NES, SNES e N64... sono cresciuto con i videogiochi e non ne potrei fare a meno, non per dipendenza (gioco 1 ora la sera prima di dormire), ma perché trovo che siano, potenzialmente, la forma di sogno lucido definitivo. Commistione di cinema, arte visiva (le texture sono fatte e collocate a mano, come dipinti; le scenografie vanno analizzate nel complesso e nel singolo dettaglio come in un dipinto, i personaggi, se non sei un grafico dotato di talento, sembrano manichini senza vita), musica e narrazione.
Ovviamente parlo dei giochi di ruolo, o avventure, giochi come the sims e simili rientrano in categoirie gestionali e vanno analizzati sotto un'ottica diversa, come le simulazioni e i puzzle games.
Purtroppo, come ha detto Amexis, nei giochi passa spesso l'idea che la razza umana sia la sola che vada salvata, anche a costo della prorpia vita, e che gli animali sono alla stregua di oggetti messi lì solo per essere usati a proprio vantaggio, uccidendoli per trarne pelli, denti, materiali vari, da rivendere e salire di livello. Non accade solo in World of Warcraft (che non amo, lo considero un giochino volgare e privo di anima, ha successo solo perché provoca dipendenza negli utenti), ma alla stragrande maggioranza dei giochi.
Esempio recente, in Gears of War 3 si fanno continui riferimenti al bacon, a quanto i personaggi vorrebbero mangiare del bacon, o si possono calciare e massacrare delle galline che si trovano malauguratamente sul campo di battaglia. Mi pare di aver visto un video in cui si facevano addirittura punti calciando galline, e sul forum dove scrivevo gli utenti erano al settimo cielo "quel ca22o di pollo sta sempre in mezzo!!! hahahastralol lolol", e cose simili.
Per il resto Gears è un'avventura bellissima e ha scenografie da togliere il respiro, ma tant'è, gli autori vogliono il bacon.
Altro esempio, Two Worlds 2, un gioco di ruolo nel quale devi salvare (un'altra volta) il mondo dalla minaccia di un potente mago, per farlo il nostro prode guerriero dovrà uccidere temibili struzzi, facoceri, leoni, leopardi, e tutti gli animali che troverà razziando la savana. Ogni volta che ucciderà qualcosa, il nostrp eroe si lascerà andare anche ad un'esclamazione "yeah haha!", come a sottolineare che lui, si che è un figo.
La prima missione nel gioco? Cerca un gruppo di struzzi e uccidili, aprine lo stomaco e prendi le radici che hanno mangiato, ne faremo un lassativo per il cavallo, che non va al bagno da un po' e sta morendo di stipsi.
Mavvaccaghér.
Ho scritto una mail alla compagnia che lo ha creato, ovviamente nessuna risposta.
Stessa cosa avviene in Red Dead Redemption, un film western, meraviglioso, immersivo, stupendo... ha una storia ed un finale che strappano il cuore, ma ovviamente la prima missione vede il nostro prode mandriano (sì, lo fa per lavoro, è un mandriano e va a caccia), uccidere dei conigli che di notte mangiano gli ortaggi nell'orto. Io non sparai ai conigli e potei continuare ugualmente ricevendo improperi dai personaggi, ma tant'è, pareva che dovessi fare un massacro per due carote. Nel gioco puoi uccidere e scarnificare qualsiasi animale, prendendone le pelli, c'è anche la scenetta in cui lo squoia, lo schermo si riempie di sangue e lui esclama "certo che puzzi!".
La compagnia che lo ha creato è la Rockstar Games, attualmente la più potente nell'industria dei videogiochi, insieme ad Activision.
Una bella sorpresa mi è stata data dal recentisimo Skyrim, dove grazie ad un incantesimo chiamato "la pace di kyneth" gli animali selvatici che incontri vagando per il vastissimo mondo di gioco, si calmano e non ti attaccano. Ma anche in quel gioco, lupi ogni 20 metri, che non pensano ad altro se non a sbranarti, ovviamente puoi prenderne le pelli e venderle, farne corazze e abiti, alla faccia del viver civile.
La differenza in Skyrim è che puoi decidere di non farlo, di non uccidere, lasciando in pace gli animali.
C'è invece un caso particolarissimo, i giochi di Fumito Ueda, nei quali è trasmesso un immenso rispetto per la vita, di tutti, animali, persone, persino le cose, la nuda roccia, emana dignità.
Si tratta di ICO, Shadow of The Colossus (due giochi VEGAN come non se ne sono mai visti prima) e del futuro The Last Guardian.
In ICO siamo un bambino che, sul capo ha due corna di bue, e che viene portato a forza, da degli adulti con monili cerimoniali, in un enorme castello. Viene abbandonato in una stanza nella quale sono contenuti sarcofagi di pietra con delle feritoie, simili a loculi, ognuno con all'interno un bimbo con le corna, ormai morto.
Il piccolo riesce a scappare per puro caso, il suo sarcofago si spezza e cade a terra. Vagando nel castello, immenso, silenziosissimo, trova una gabbia sospesa in aria, con all'interno una bambina, Yorda. Lei non parla la sua lingua e non si comprendono se non a gesti. Il piccolo la aiuta a liberarsi dalla gabbia e insieme, tenendosi per mano in tutta la durata del gioco, cercano disperatamente una via d'uscita dalla fortezza.
I riferimenti vegan sono chiarissimi durante il gioco, il rispetto per ogni cosa, la delicatezza della vita, il modo in cui Yorda gioca con le colombe che scendono per mangiare, ICO con le corna da Bue e i sarcofagi simili alle batterie dove vengono rinchiusi i polli. La fuga disperata e gli adulti, che portando ICO esclamano "ci dispiace, è per il bene del villaggio".
E poi il finale... all'altezza dei film di Kim Ki Duk.
Dovreste giocarlo TUTTI, grandi e piccoli, in silenzio e da soli.
Shadow of The Colossus è ancora più deciso nel voler esprimere il concetto del rispetto per la vita, ed è il gioco dalla capacità espressiva più potente che abbia mai vissuto.
Due ragazzi, intorno ai 15 anni, percorrono a cavallo una ripida scogliera che sembra ergersi dalla nebbia stessa. Lei è senza vita, distesa sulle gambe del ragazzo e avvolta in un drappo. È stata sacrficata dal suo villaggio in nome di una divinità, e lui, deciso a riportarla in vita, si è messo in viaggio verso un luogo proibito, un deserto dove a nessuno è permesso entrare, cinto da crepacci e al centro del quale spicca una costruzione antichissima, che si dice essere il santuario di una divinità.
È così, infatti, e il ragazzo viene contattato da quest'ultima. Con la promessa di riportarla in vita chiede lui di uccidere i guardiani che lo tengono prigioniero, enormi colossi che popolano la terra senza vita.
La premessa è simile a molti altri giochi, o film fantasy, ma è lo svolgimento a colpire, dato che la terra non è affatto senza vita, delicatissime, lucertoile scivolano tra la sabbia e tartarughe si abbeverano alle fonti, falchi volano fieramente nel cielo e tutto - tutto - sembra vivere nel respiro della pace. I colossi stessi, sono giganti buoni, fatti di roccia e coperti da secoli di vegetazione. Non sono malvagi e forse nemmeno loro sanno perché si trovano lì, non parlano, possono solo esprimersi con i gesti e non capiscono come mai quel ragazzo li voglia uccidere.
Sembrano, nei propri comportamenti, in tutto e per tutto, animali. Esseri profondi che meritano tutto il rispetto possbile. Ma il ragazzo decide ugualmente di ucciderli, per ridare vita a quella che si ipotizzia sia la sorella.
Le scene in cui i colossi vengono uccisi sembrano esser prese da Earthlings, sono atroci e Ueda ha avuto cura di dare persino la possibilità di imprimere forza nel gfsto, spingendo con forza i tasti. Giocando, ci si sente dei mostri e si capisce quanto sia sbagliato uccidere.
Mano a mano che il ragazzo uccide i colossi, lui stesso muore sempre più, ne assorbe il sangue, l'anima, divenendo pallido, cadaverico, senza forze. Uccidendo loro, uccide sé stesso, uccide ciò che lo rende umano.
Non ico altro perché non voglio rovinare una simile perla a chi forse, un giorno, avrà la fortuna di giocarlo, ma il finale è così denso di significato che a stento potrei parlarne in così poche righe.
Infine, The Last Guardian, ma non ne parlerò dato che mi sto dilungando troppo, cercatene dei video su Youtube e capirete di cosa parlo quando mi riferisco al rispetto per la vita e al legame tra animali e persone.