L'ora di essere chiari

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1 Lucik, 10/05/06 22:36

L'ora di essere chiari.

Come si alternano i nostri modi di essere nella vita... Pur rimandendo sè stessi, si passano alternando nel tempo i modi di sentire, i modi di viverle il peso delle cose, i modi di essere sensibili, i modi di esprimerlo...
Si passa dal rimanere seri con un pensiero di rispetto per il dolore di chi muore quando nel ristorante vediamo i vicini di tavola... al diventare dei duri insensibili che conoscono i drammi del mondo ma che vanno tranquilli per la propria strada, immunizzandosi...

A volte è un evolversi... parti da un modo e ne scopri di altri.
Altre volte è un alternarsi... parti da un punto, ne scopri altri, e a un certo punto riconsideri il tuo modo di essere inizaile.

Si passa dalle espressioni di "zero sorriso" di quando senti parlare nel quotidiano di ricette, di vacanze al mare e di piatti di pesce, dell'uscita in compagnia al ristorante dove fanno bene da mangiare questo e quello... a un modo di essere "affabile" da un certo rodaggio che si
è scandito nel tempo, distinguendo la gravità delle cose dal fatto che chi ne parla non le conosce.

Per me è il momento di tornare ad essere "freddo". Ad essere serio, chiaro... mettere da parte le convenzioni di simpatia e dire le cose nella loro radice infraintendibile. Ricordare che in quello che dico c'è la responsabilità di qualcuno che prova dolore immenso... qualcuno che muore.
A volte si accetta il fatto che tu vai per la tua strada accettando il dolore del mondo, senza che faccia una piega. La gente mangia carne, è una realtà... e tu cammini con politico senso del "compromesso" acquisito.

NO. Basta con la concezione del fatto che gli altri sono come sono e va bene così. Basta con le filosofie astratte, per il gusto di parlare dei gironi più estremi dell'intelletualismo lasciando da parte la concretezza della fredda realtà che non ha bisogno di ragionamenti astrusi nei salotti del pensiero. Dolore, morte, ingiustizia.

Non c'è bisogno di gridare, non c'è bisogno di essere "antipatici", non c'è bisogno di essere "asociali",
non c'è bisogno di dire le cose con inproduttività... non c'è n'è assolutamente nè bisogno, nè utilità.
Ma ritorna la necessità e la consapevolezza di ritornare a sentire il dolore, di uscire dalle vesti della "tranquilla dipolomazia", di non essere più quelli che camminano per
la propria strada rapportandosi nei buoni rapporti di chi si muove nel mondo accettando il fatto che questo mondo, da qualche parte, è crudele ogni istante... è ora di tornare a risentire la gravità delle cose, e di risentire il peso e la responsabilità delle cose in ogni parola che dici.

Come dicevo... a volte il modo con cui concepisci le cose e il modo in cui ti rivolgi agli altri è un'evoluzione crescente... a volte è circolare.
Parti, prosegui, ritorni alle origini... o le rivedi e risenti aggiungendoci altre cose che hai imparato, altre cose che hai acquisito... altre cose che a un certo punto, seppur potevano essere conosciute da sempre, ti
"risvegli" e senti di dover riprendere.

La diplomazia resta per la comprensione di chi non sa, per la simpatia dei rapporti. Ma nel merito degli argomenti... le questini
non hanno spazi per "sorrisi".

Il connubbio (costruttivo) tra la cordiale e spontanea simpatia nelle relazioni personali e serietà e gravità degli argomenti su cui non è permessa intransigenza (nel senso di rischio di far sembrare la "simpatia" come un essere alla mano che fa passare come "scelte normali" lo sconvolgente fatto di uccidere un animale) è il lucido richiamo che non va dimenticato.

Le cose van dette chiare. Dolore, morte e sofferenza. Non sono cose che "se si capiscon, bene.. se no, fa nulla". Sono cose che van dette in modo chiaro. Sono cose gravi. C'è chi soffre, e chi muore. Non è permessa ironia. Non è permessa leggerezza. Questo non vuol dire fare i musi lunghi, esser "estremisti", i "sempreseri" o essere un presenza pesante.... assolutamente no. Vuole dire una cosa: poter essere alla mano in tutti i modi che si vuole... ma quando si parla di cose serie, darci tutto il loro peso... semplicemente in modo oggettivo, senza aggravarlo con enfasi "particolari". Ma la realtà è una, e quella
rimane. E purtroppo di suo non ha nessun sorriso. Essere alla mano va benissimo... ma coniugando l'intransigente forza della relatà.
Ed è ora che io torni a quell'origine in cui non c'erano "parvenze di accettazione" (migliorandola con tutto
quello che posso aggiungerci ora).

Spero possa essere un contributo che focalizzi il
"miglior" modo per vivere "nel mondo", ricordando la responsabilità di quell'altro mondo che pochi
conoscono...

Ciao, Luciano.

2 Haderian, 11/05/06 00:16

Mi piacciono le tue parole, condivido ciò che hai espresso qui.
I fatti gravi vanno considerati come tali perchè possa essere utile la nostra consapevolezza.
Utile a chi è vittima, utile a chi non sa, utile anche a noi stessi.
Diamo il giusto peso ad ogni cosa.

Ciao,
Francesco

3 michelangelo, 11/05/06 05:38

. . .

4 michelangelo, 11/05/06 05:53

............................................................ si passano alternando nel tempo i
modi di sentire, i modi di viverle il peso delle cose, i modi di essere sensibili, i modi di esprimerlo...
Si passa dal rimanere seri con un pensiero di rispetto per il dolore di chi muore quando nel ristorante vediamo i vicini di tavola... al diventare dei duri insensibili che conoscono i drammi del mondo ma che vanno tranquilli per la propria strada, immunizzandosi...

A volte è un evolversi... parti da un modo e ne scopri di altri.
Altre volte è un alternarsi... parti da un punto, ne scopri altri, e a un certo punto riconsideri il tuo modo di essere inizaile.
...........................................

Lucio, mi limito a un ciao.

l'ora di essere chiari. il momento di essere chiari...
il frangente giusto e/o opportuno per...

l'attimo stesso in cui si vive.. è la vita stessa

la mia vita di certo ha solo questo suo presente

l'ora di essere chiari è un po uno svegliarsi e dirsi:"cazzo, è veramente questa la realtà che ci circonda?"

A ME MANCAN FORZA,CORAGGIO E COERENZA PER PROVARE AD ESSER CHIARO CON ME STESSO.

Lucio,ne abbiam parlato avantieri al tel. a proposito del viaggiare.. del partire.

Finchè restiamo su sto globo,le cose non penso
cambieranno.
La sola distrazione potrà regalarci sorrisi.

la sola distrazione

5 shivers, 11/05/06 16:48

non c'è persona più felice di uno stolto, a patto che sia talmente stolto da non rendersene conto
chi fa di se stesso una bestia, si sottrae alla pena di essere uomo
si sopravvive divorando il prossimo e si muore divorati dal prossimo affiché sopravviva
essere vegan non serve a nulla e a nessuno, salvo che a noi stessi

6 dada, 12/05/06 09:47

shivers ha scritto:
essere vegan non serve a nulla e a nessuno, salvo che a noi stessi

Quoto alla grandissima.. quando ero stolta e inconsapevole ero felice.. ora che sono vegan e so, i miei sensi di colpa non mi lasciano sola un istante!
La scelta vegan aiuta ad alleviare solo un pò questa situazione ma cmq non basta mai!

7 Haderian, 12/05/06 10:13

shivers ha scritto:

essere vegan non serve a nulla e a nessuno, salvo che a noi stessi

Starai scherzando spero.
Essere vegan significa evitare di causare concretamente la sofferenza e la morte di un numero di animali relativo al tempo durante il quale eviti di consumare quei prodotti.

dada ha scritto:
Quoto alla grandissima.. quando ero stolta e inconsapevole ero felice.. ora che sono vegan e so, i miei sensi di colpa non mi lasciano sola un istante!
La scelta vegan aiuta ad alleviare solo un pò questa situazione ma cmq non basta mai!

E' logico che non basta mai, ma salvare anche la vita di
un solo animale è una vittoria (adoro quella frase sulla maglietta ^_^)!!

8 Zorro, 12/05/06 10:21

Haderian ha scritto:
E' logico che non basta mai, ma salvare anche la vita di un solo animale è una vittoria (adoro quella frase sulla maglietta ^_^)!!

Concordo con Shivers, è una vittoria per me, per te e solo per pochi altri.
Z

9 Haderian, 12/05/06 10:33

Zorro ha scritto:
Concordo con Shivers, è una vittoria per me, per te e solo per pochi altri.
Z

Per me è una vittoria, per lei o lui che sarebbe stato massacrato è un risparmio di sofferenza incredibile.

10 Andrea, 12/05/06 11:19

Haderian ha scritto:
Per me è una vittoria, per lei o lui che sarebbe stato massacrato è un risparmio di sofferenza incredibile.

pienamente d'accordo..

11 Lucik, 12/05/06 13:41

Mi piacciono le tue parole, condivido ciò che hai espresso qui.

Quando ti sei registrato e hai scritto diversi messaggi, nel leggere il primo (o i primi) mi è venuto da notatare il modo in cui scrivevi.

La sola distrazione potrà regalarci sorrisi.
la sola distrazione

Miky... non ho detto che non dobbiamo distrarci... sono sempre il solito ragazzo dalle grandi capacità di essere superficiale...
Ma ho imparato alcune cose vedendo il modo di parlare di Shivers nel privato... Ha un senso dell'oggettività che mi ha dato degli spunti di riflessione. Magari poi, in aggiunta, le "filtro" a mio modo :-) "Riesce" a dire
con ironia e sorriso che "si, certo, è così come dici...
ma stai ammazzando qualcuno (e non ci piove)", continuando a guardarti con tranquillità... :-)

Per il fatto a chi serva o meno l'essere vegani dobbiam ricordare e riconoscere 2 cose. La prima è che a livello teorico non esiste bene e male... ma la seconda è che nella realtà, nella confusione, nel non sapere in un modo assoluto... scegliamo chi essere, scegliamo in cosa credere, scegliamo la strada che sentiamo quella che va seguita. E seppure quello in cui una qualsiasi persona crede resterà non universalmente dimostrabile... tutti devono fare una SCELTA, sapendo quello che comporta. E va trasmesso la realtà che sappiamo riconoscere. Sopratutto... o diamo coerenza a ciò che pensiamo, alle valutazioni che diamo, oppure tutto è uno shieramento casuale... ci si ritrova tra chi è uguale e chi condivide, e ci si contrasta con chi non lo è... tutto senza un fondamento logico, senza uno spartiacque che argomenta con linee oggettive.
E comunque, seppur tutto può essere... so che ci son cose giuste e cose sbagliate... so che sto facendo quello che va fatto. Perchè è giusto così.

Sono partigiano, perciò odio chi non parteggia... odio gli indifferenti.
Antonio Gramsci...

Tutto può essere... ma TU senti quello che SAI essere giusto. E in tanti dubbi... fai quello che devi, e che senti di dover, fare.

12 Lucik, 21/05/06 15:00

Metto qui anche questo...

L'altro giorno al supermercato...

C'è una differenza del modo in cui ci si esprime quando lo fai per dire quello che sei e che vuoi, cosa in cui hai il dominio assoluto, e quando lo esprimi cercando di far capire agli altri le cose.

L'altro giorno al supermercato, arrivato alle casse, vedo uno stand sulla soglia d'ingresso/uscita con due ragazzi (entrambi di bella presenza, mica li scelgono a caso). Nel mentre della permanenza alla cassa, leggo i cartelli sullo stand... "La carne senza segreti"... Era uno stand sulla promozione al consumo (sicuro) della carne, sovvenzionato, in aggiunta, dall'Unione Europea. Cose riguardanti la sicurezza, l'etichetta ecc, ecc... ("Paradossalmente" il layout grafico aveva colori puliti e naturali... verdi...). Le persone camminavano per uscire, e veniva loro allungata una brochure, un pieghevole... Io nel frattempo guardavo con perplessità di chi è "addetto ai lavori" lo standino, leggiucchiando le frasi scritte. Prendo il mio sacchetto della spesa, vado verso l'uscita e mi allungano (come a tutti) il depliant in questione... io con tono di chi si era accorto in anticipo rispondo con cognizione: sono vegetariano... detto con l'ovvietà di tutto questo mondo :-) (poi gli ho detto anche ciao :-) ).

E' una bella cosa affermarlo...

E mi viene da pensare a quando qualcuno parla di come sia "difficile" vivere con gli altri... (cosa che ho letto anche di recente sul forum). Sentirsi dire certe cose. Sentirsi giudicare (???).
Si dice sempre con forza di come sia giusto, di come sia doveroso, di come sia insensata e malvagia la morte, il dolore e la sofferenza degli innocenti, senza che nella vita, le persone, se ne rendano nemmeno conto...
Di come si sia orgogliosi, fieri e consapevoli di fare quello che si fa...
Di sapere che dire l'ovvio, in un mondo che si trascina sulle proprie abitudini, risuona strano alle orecchie pigre e alla reattività sopita.
Di non importarsene, perchè quando fai la cosa giusta, sei disposto ad affrontare il mondo intero, perchè preso nel suo principio vale la pena essere soli dalla parte di chi vuole essere giusto piuttosto che nella maggioranza con le sue accettazioni goliardiche, ma dalla parte di chi uccide, a volte senza nemmeno "saperlo".

Eppure... eppure... eppure...
Ogni tanto si dicono le cose in sordina... del tipo "so
che quello che dico" (impersonale) "può sembrare
strano"...
Ecco... se già la pensi così, come fai a pensare che non lo pensino gli altri. Se i toni che usi sono quelli del timore riverenziale, che sì, sa le cose di suo (e si indigna anche), ma detto agli altri lo dice quasi come "ehm, cerco di buttarlo lì, se no mi prendono per matto"... beh, allora, te lo meriti anche. Purtroppo non se lo meritano gli innocenti. Forse quando parli di certe cose, fai meno danno a non dire nulla, piuttosto che a parlarne con "vergogna". Quella "vergogna" per dire cose che esulano
dal comune pensare, anche se poi nel forum parli di come questo sia un gretto e triste ripetersi delle cose che uno fa, senza mai prendere consapevolezza del minimo che lo circonda.

Io sono vegetariano. Per questioni ETICHE... e se permetti nella vita l'etica è qualcosa che fa la differenza tra un uomo ed un altro. Tra stima e debolezza. Tra scelta e nulla. Torniamo a dare importanza a certe parole. Quando le si dicono, diamo il peso al senso che hanno. Senza troppa enfasi. Ma l'importanza si.
Quindi sono vegetariano... (vegano)... come dire, nella vita voglio essere "giusto".
E poi leggo di come sia difficile?
Di quello che gli altri pensano? Allora, se gli altri pensano male, o sono privi di un minimo di cognizione intellettiva e quindi con me non hanno particolari occasioni di contatto... oppure sono io che ho fatto una pessima figura nell'esprimere le cose che so. Perchè nel dire io sono vegetariano, per i motivi etici che ci sono, non capisco cosa ci sia da doversi "preoccupare"?

Forse è un'pò come provare un'pò vergogna per il tuo
amico negro in un locale di bianchi all'inizio del secolo scorso. Sai che il razzismo è infame, ma pensi comunque a quello che possono pensare gli altri... Credi nelle cose, ma di fronte al peso dell'accettazione comune non affermi
i diritti civili... li fai passare simpaticamente come "è una buona cosa"...

Ricordare la realtà che si conosce, ricordare che sei quello che sei in mezzo a tanti altri che non sono te, he non hanno alcun peso nella responsabilità di cui sarai il solo a rispondere, serve per inflenzare TU gli altri dicendo la realtà, e non facendoti influenzare tu dagli ALTRI nel distorcere la realtà con senso di comune
inerzia.

La bellezza di affermare, di raccontare, di essere il testimone di una realtà di cui gli altri oggettivamente non sanno come te (e questo ti conferisce la posizione privilegiata da cui parlare), non ha timori nè soggezione riverenziale.
Il dire tale e quale "io sono vegetariano perchè per me uccidere gli animali è sbagliato, e NON LO FACCIO", non si capisce che timidezze debba avere per essere affermato.

Ciao, Luciano :-)

13 sun, 25/05/06 13:03

visto che è l'ora di essere chiari:"Luciano mi vuoi sposare?" ; )

14 Lucik, 25/05/06 14:27

Caspita! :-)
Che bella frase :-)
Ma sono impegnato con una ragazza! :-)

Grazie della considerazione però :-)
Ciao! Luciano :-)

15 sun, 26/05/06 02:05

OOOh nooo!!!allora devo andare a disdire le partecipazioni...!!!
scherzi a parte mi piace quello che scrivi!!!Ciao Ciao ; )

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"Mamma, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."

La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.

Scrivi la storia con noi