cruelty-free

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1 Autosblindo, 22/05/06 13:07

Ciao,

scusate se ritorno sull'argomento cruelty-free. Dopo aver letto il topic presente su questo forum https://www.veganhome.it/community/messages.php?forum=1&topic=23886&page=5, dopo aver letto su http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-d.html, dopo aver letto la news apparsa oggi sul sito di promiseland http://www.promiseland.it/view.php?id=1662, vorrei avere alcuni chiarimenti per essere sicuro di aver ben compreso. Farò delle affermazioni, e vi pregherei intanto di rispondermi dicendo se sono vere o false, e, se lo riterrete necessario, ampliando il discorso, cosa gradita.

- Al fine dell’adesione dello standard, il produttore di cosmetici si impegna ad utilizzare materie prime che sono state scoperte, e quindi testate in quanto nuove, prima di un determinato, anno che deve dichiarare. Pertanto l’azienda XXX che aderisce allo standard dichiarando come anno il 1990, può utilizzare solo materie che sono state scoperte prima di quell’anno.

- Se la materia prima YYY scoperta nell’anno 1985, utilizzata dal produttore XXX che aderisce allo standard dichiarando come anno il 1990, fosse ritestata nel 1995, questo non impedirebbe, ai fini dell’adesione dello standard, al produttore XXX di utilizzare la materia prima YYY. In quanto, per aderire allo standard, conta solo il test effettuato sulle materie prime nuove.

Grazie per i chiarimenti.

Carlo P.

2 Andrea, 22/05/06 13:54

Autosblindo ha scritto:
- Al fine dell’adesione dello standard, il produttore di cosmetici si impegna ad utilizzare materie prime che sono state scoperte, e quindi testate in quanto nuove, prima di un determinato, anno che deve dichiarare. Pertanto l’azienda XXX che aderisce allo standard dichiarando come anno il 1990, può utilizzare solo materie che sono state scoperte prima di quell’anno.

Esatto. Faccio notare che e' esattamente l'opposto di quanto affermato dalle amabili crature di SaiCosTiSpalmi, che mentono sia sul soggetto che sull'oggetto dello standard (!)

- Se la materia prima YYY scoperta nell’anno 1985, utilizzata dal produttore XXX che aderisce allo standard dichiarando come anno il 1990, fosse ritestata nel 1995, questo non impedirebbe, ai fini dell’adesione dello standard, al produttore XXX di utilizzare la materia prima YYY. In quanto, per aderire allo standard, conta solo il test effettuato sulle materie prime nuove.

Esatto. Pero' sono 2 cose diverse. La sostanza puo'
essere ri-testata come ogni sostanza o alimento puo' esserlo.

Ad esempio il sale e' un alimento vegan. Ma il sale viene testato sugli animali. Tutto viene testato, non per questo non e' vegan o non e' crulety-free, perche' quei test
non sono legati al fatto che quelle sostanze siano messe in commercio o meno, ma al fatto che qualcuno si guadagni lo stipendio facendo test assolutamente inutili su ogni cosa.

Dire che il crulety-free e' una bufala, o che l'alimentazione vegan e' una bufala per questo motivo e' assolutamente ridicolo.

I test oggetto dello standard cruelty-free sono specifici per le sostanze di nuova immissione sulmercato. Non comprando cosmetici che usano nuove sostanze (come buona parte di quelli venduti dal negozio on-line delle amabili creature di cui sopra) si evita di incrementare la sperimentazione animale.

3 Marina, 22/05/06 14:05

Autosblindo ha scritto:
- Al fine dell’adesione dello standard, il produttore di cosmetici si impegna ad utilizzare materie prime che sono state scoperte, e quindi testate in quanto nuove, prima di un determinato, anno che deve dichiarare. Pertanto l’azienda XXX che aderisce allo standard dichiarando come anno il 1990, può utilizzare solo materie che sono state scoperte prima di quell’anno.

Piu' che "scoperte", diciamo "messe in commercio per la prima volta", perche' i test sono obbligatori per la
messa in commercio.

Poi e' chiaro, che, come dice Andrea, si puo' testare sempre e comunque tutto, ci sono un sacco di studi sui topi per "scoprire" le varie proprieta' nutrizionali dei
legumi o centomila altre cose vegetali, ma non per questo i fagioli non sono "cruelty-free"...

Ciao,
Marina

4 invernomuto, 22/05/06 19:45

Io ho trovato la dicitura "cruelty-free" pure sulla CARNE per cani. Evidentemente gli animali in questione non stati abbattuti bensì si sono suicidati volontariamente.
Curioso vero?

5 Andrea, 22/05/06 19:51

invernomuto ha scritto:
Io ho trovato la dicitura "cruelty-free" pure sulla CARNE per cani.

Ma noi non parliamo di una generica dicitura
"cruelty-free" che ovviamente non significa niente, ma di uno standard ben preciso per cosmetici e prodotti per la casa:

http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-d.html

6 Marina, 22/05/06 20:23

Lo Standard si riferisce solo ai test su animali, non agli ingredienti animali o meno. E comunque NON riguarda i cibi, ma solo i cosmetici. Infatti su VIVO abbiamo aggiunto anche un'ulteriore informazione che indica se il prodotto contiene ingredienti animali.

Ciao,
Marina

7 invernomuto, 22/05/06 20:36

C'ero già ragazzi,era solo un po' di folklore...

8 Marina, 22/05/06 20:37

invernomuto ha scritto:
C'ero già ragazzi,era solo un po' di folklore...

:-P
Siamo troppo seri, ok ;-)

Ciao,
Marina

9 Haderian, 22/05/06 21:28

l'erbolario ha aderito ma nella lista di vivo non c'è ankora...

10 Marina, 22/05/06 22:16

Haderian ha scritto:
l'erbolario ha aderito ma nella lista di vivo non c'è ankora...

Aho', e dacci tempo, no? :-P

Ciao...
Marina

11 Gipsy, 22/05/06 22:19

Ciao Marina, non dormi mai, eh?

12 Andrea, 22/05/06 22:28

invernomuto ha scritto:
C'ero già ragazzi,era solo un po' di folklore...

Tra i vari difetti dei moderatori di veganHome c'e un'assoluta mancanza di senso dell'umorismo ;)

13 Marina, 22/05/06 23:33

Andrea ha scritto:
Tra i vari difetti dei moderatori di veganHome c'e un'assoluta mancanza di senso dell'umorismo ;)

Oh, parla per te :-P
Il mio senso dell'umorismo non ha alcuna mancanza :-)

Ciao,
Marina

14 Autosblindo, 23/05/06 20:21

Ciao e grazie per le conferme che avete dato alle mie affermazioni.

Scusate se torno sull’argomento, del quale qualcuno si sarà sicuramente stufato di leggere o scrivere. Se non fosse questo il luogo corretto indicatemi a chi posso eventualmente chiedere.
Riflettendo sulle risposte che mi avete dato, e sugli argomenti trattati dai link che ho ne precedente post indicato, volevo farvi delle domande:

1) Esiste una lista che contempli tutte le materie prime con relativa data di messa in commercio per la prima volta (e non scoperte come giustamente mi ha corretto Marina)? E’ consultabile da chiunque? Avete un link?
Vi chiedo questo sia per una pura curiosità, sia perché rafforzerebbe il mio credo allo standard (in ogni momento potrei verificare la correttezza dell’operato), e sia in relazione alla seconda domanda.

2) Riporto una parte di un post scritto da Andrea:

- Quindi il "cruelty-free" NON E' una bufala ma e' una delle cose piu' vicine all'impatto zero.
- Ancora meglio se e' cruelty-free e bio/eco
- Ancora meglio se e' auto-prodotto (senza ingredienti animali ovviamente).

Ammesso che abbia la possibilità di ottenere qualsiasi materia prima (so che non sarebbe possibile), scartate quelle di origine animale, scartate quelle non bio/eco, come mi devo regolare con le altre? Utilizzo quelle con l’anno di messa in commercio più vecchio, o in questo caso non avrebbe senso e vanno bene tutte? Ecco parte del motivo della richiesta al punto 1

3) Esiste un elenco di materie prime di origine animale, scritte nella stessa maniera in cui compaiono negli inci dei prodotti? Se è apparentemente facile individuare ingredienti come miele o cera, potrebbe non esserlo per altri.

Ringrazio anticipatamente per le risposte che vorrete darmi.

Carlo P.

15 Andrea, 23/05/06 21:24

1) Esiste una lista che contempli tutte le materie prime con relativa data di messa in commercio per la prima volta (e non scoperte come giustamente mi ha corretto Marina)? E’ consultabile da chiunque? Avete un link?

La risposta la lascio a Marina, a quanto so queste informazioni sono disponibili, non so se esiste un database centralizzato, completo, aggiornato e consultabile via web o se per averel sia necessario qualche passo in piu'.

Vi chiedo questo sia per una pura curiosità, sia perché rafforzerebbe il mio credo allo standard

A questo propostio riporto un'osservazione della stessa Antonella de Paola alle critiche delle "spalmine" (il termine affettuoso e' ovviamente mio, non della De
Paola).

Circa meta' delle aziende sono certificate da enti esterni che queste infomrazioni le hanno a disposizione e ci lavorano quotidianamente, quindi se anche non sono facilmente reperibili dai singoli, lo sono da chi certifica.

L'altra meta' sono auto-certificazioni. Il che significa che sottoscrivono un documento su carta intestata con firma del responsabile legale. Se mentono le conseguenze sono gravissime. Infatti sono 10-20 le ditte che hanno aderito, altrimenti lo farebbero tutte.

Sarebbe come mentire negli ingredienti di un alimento.

Chi nonostante questo non si fida dell'auto-certificazione puo' scegliere quelle certificate da enti esterni (sul
sito di VIVO e' presente anche questa infomrazione).

Ammesso che abbia la possibilità di ottenere qualsiasi materia prima (so che non sarebbe possibile), scartate quelle di origine animale, scartate quelle non bio/eco, come mi devo regolare con le altre? Utilizzo quelle con l’anno di messa in commercio più vecchio, o in questo caso non avrebbe senso e vanno bene tutte?

Non ho capito bene la domanda. Se fissi un anno, ad esempio il 1998 e usi sempre sostanze prodotte prima sei a posto. Se scegli un anno vicino non hai grossi limiti.

Il concetto di "piu' vecchio" varia col tempo.

Se decidi di produrre cosmetici cruelty-free e la tua attivita' dura anni, il fatto di scegleire ingredienti "vecchi" non ha molto senso: tra 10 anni un ingrediente
del 2007 sara' vecchio.

Devi fissare, ad esempio, il 2000 e usare solo ingredienti messi in commercio prima.

Ma forse non ho capito la domanda.

3) Esiste un elenco di materie prime di origine animale, scritte nella stessa maniera in cui compaiono negli inci dei prodotti? Se è apparentemente facile individuare ingredienti come miele o cera, potrebbe non esserlo per altri.

Anche qui confermera' o smentira' marina. A quanto so
ogni sostanza ha una sorta di "carta d'identita'" che
dice tutto su di essa. Non so quanto sia facile analizzare queste informazioni. E' il motivo per cui servono le certificazioni mentre per il cibo basta leggere gli ingredienti.

andrea

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