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PANZEROTTOVEGETALE,
16/10/06 11:04
salve , sono un nuovo iscritto e volevo confrontarmi con delle persone che la pensano come me sul cibo vegan ,vegetariano e onnivoro !
Una settimana f,a mi e' capitato di entrare in un alimentaretto e guardando il banco dei salumi, ho notato un mortadellone gigante che emanava un odore a dir poco gustosissimo volevo sapere che cosa ne pensate della mia esperienza grazie !
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Marina,
16/10/06 11:28
Ciao,
ma tu da quanto tempo sei vegan?
Certo che al pensiero dell'odore della mortadella, a me viene piu' la nausea che la voglia di assaggiarla...
Ciao,
Marina
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hunter,
16/10/06 11:30
PANZEROTTOVEGETALE ha scritto:
salve , sono un nuovo iscritto e volevo confrontarmi con delle persone che la pensano come me sul cibo vegan ,vegetariano e onnivoro !
Una settimana f,a mi e' capitato di entrare in un alimentaretto e guardando il banco dei salumi, ho notato un mortadellone gigante che emanava un odore a dir poco gustosissimo volevo sapere che cosa ne pensate della mia esperienza grazie !
penso che hai fatto male a non comprarla visto che la ritieni gustosissima, e non un cadavere che emana puzzo di morte
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Internauta,
16/10/06 11:30
PANZEROTTOVEGETALE ha scritto:
salve , sono un nuovo iscritto e volevo confrontarmi con delle persone che la pensano come me sul cibo vegan ,vegetariano e onnivoro !
E che manca???Su tutto!!;)
Una settimana f,a mi e' capitato di entrare in un alimentaretto e guardando il banco dei salumi, ho notato un mortadellone gigante che emanava un odore a dir poco gustosissimo volevo sapere che cosa ne pensate della mia esperienza grazie !
Anch'io stamattina son andata al mercato rionale,e
c'erano migliaia di odori,polli
fritti,formaggi,mortadelle, etcetc.,poi son finito in una bancarella con ogni tipo di legumi e a vedere tutti quei colori mi son commosso,avevano pure la soia verde,pensavo di trovarla solo in erboristeria invece..
Per quando riguarsa la tua esperienza,bè presumo a che ha parte l'odore non te freghi niente del maialino scannato e triturato.Gustoso per te,per me ed altri puzza insopportabile.
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impronte,
16/10/06 12:16
PANZEROTTOVEGETALE ha scritto:
LA MORTADELLA E' BONA !! MA E' MORTE !
Esatto! :-) Io andavo matta per lo speck e ammetto che lo speck abbia un ottimo sapore, ma non lo mangio perchè è parte di un cadavere e io non mangio i cadaveri.
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Zorro,
16/10/06 12:57
Drogato!!!
Z
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LordSalad,
16/10/06 13:45
sinceramente anche il mio stomaco è ancora attratto da odori di salumi. Ma, allo stesso tempo penso che:
1)Mi piace il loro odore perchè ne ero ghiotto fino a 2 mesi fa (che vergogna), ma ora più che l'odore mi balza in mente quello che sono.
2)Possono odorare ed attrarre quanto vogliono ormai, ma ora sono fermo nella mia scelta "spirituale"
3) Penso che pian piano il loro odore mi attirerà sempre meno.
4) anche una sedia salata ed ingrassata come quei prodotti (di morte e sofferenza) profumi ed attragga come una mortadella.
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Raggio_verde,
16/10/06 14:22
Lord Salad ha scritto:
sinceramente anche il mio stomaco è ancora attratto da odori di salumi. Ma, allo stesso tempo penso che:
1)Mi piace il loro odore perchè ne ero ghiotto fino a 2 mesi fa (che vergogna), ma ora più che l'odore mi balza in mente quello che sono.
2)Possono odorare ed attrarre quanto vogliono ormai, ma ora sono fermo nella mia scelta "spirituale"
3) Penso che pian piano il loro odore mi attirerà sempre meno.
4) anche una sedia salata ed ingrassata come quei prodotti (di morte e sofferenza) profumi ed attragga come una mortadella.
Quoto tutti i punti.
Scusate se intervengo ancora su quest'argomento, se scrivo ancora di comprendere la difficoltà di essere vegan pur essendolo da qualche mese, con una buona dose di convinzione, e pur affermando che dal punto di vista etico non è la stessa cosa che essere vegetariani. Non trovo che passare tempo a leggere etichette o temere di non essere abbastanza professionali se si dice che si è vegani siano delle motivazioni sufficienti per scegliere di restare vegetariani, ma non me la sento proprio di dire che vivere vegan sia facile. Ho fatto 5 anni da vegetariana, il mio ragazzo è vegetariano e ho appena fatto una vacanza con una mia amica vegetariana. Beh, se parliamo di difficoltà la loro vita (e la mia di prima) è mille volte più semplice della mia di adesso. E nonostante io riesca ad organizzarmi bene, compro le cose in anticipo, cucino, mi informo, rinuncio di buon grado quando non ho alternative ecc. ecc. chi mi sta vicino vede la complessità di questa scelta di vita ed io, davanti all’evidenza, non posso far altro che confermargliela. Questo non vuol dire – spero di non essere fraintesa – che non sia fattibile e auspicabile, ma che è difficile convincere qualcuno della necessità di farla quando vedono le difficoltà pratiche (che comunque ci sono anche se io le affronto quasi sempre con un sorriso). Quando quest’estate sono stata in Trentino con il mio ragazzo mi ero portata praticamente la dispensa da casa per non avere problemi (avevamo affittato apposta un mini appartamento) e sono stata benissimo, e ora che sono stata a Berlino grazie alla guida ai locali preparata da demon vegan e al fatto che è piena di posti tra italiani e orientali non ho avuto problemi. Ma una sera la mia amica vegetariana, dopo due giorni passati insieme mi ha detto sconvolta che lei non solo non riuscirebbe mai ad essere vegana, ma che il vedere tutte le limitazioni che abbiamo nel mangiare (e non solo) la spingeva addirittura a rinunciare ad essere vegetariana. Non ci ho dormito la notte per questa cosa. Che potevo dirle? Che vivere vegan era una passeggiata? No, perché non lo è. E allora ho dovuto prima confermarla sul fatto che non mangiare carne era importantissimo, che non era affatto uguale mangiarla o no, e che il veganesimo è un passo ulteriore da fare quando uno se la sente, perché le difficoltà ci sono, ma dipendono esclusivamente dal fatto che la società non è ancora in grado di confrontarsi con noi. Ci tenevo a sottolineare che i bastoni tra le ruote non ce le mette il veganesimo in quanto tale ma solo la società, semplicemente perché non è ancora in grado di affrontarci. Se in pasticceria non trovo un dolce – le spiegavo – non è perché i vegani non mangiano dolci ma solo perché non si è diffuso l’uso di ingredienti non animali per la preparazione degli stessi – che sono ottimi. E cercavo di spiegarle (ma non so davvero quanto ci sia riuscita) che per me, adesso, non aveva nessun valore rinunciare alle mie idee di rispetto per gli animali solo perché una fottuta società se ne frega altamente di farmi un dolce con il latte di soia. O mi risponde che l’opzione sul pasto vegetariano e vegano in aereo (scelta in fase di prenotazione su Internet) è riservata solo per gli ospiti della business class e non certo per l’economy (con la quale ho viaggiato – ma gliel’ho scritto sul questionario per la valutazione del servizio che essere vegetariani non è un lusso). La mia scelta non è neppure dettata dalla sensazione fisica di ribrezzo nei confronti della carne: a me l’odore degli affettati o di una grigliata non fa affatto schifo ma ho semplicemente scelto di mettere il puro piacere del palato (o il ricordo di esso) al secondo posto, dopo l’etica. Tra ciò che ritengo eticamente commestibile scelgo cioè quello che ritengo più appetibile per il mio palato (è la scelta “spirituale” di Lord Salat). Alla mia amica ribadivo che è una questione di scala dei valori e il rispetto per gli animali è per me molto più importante sia del puro gusto, sia del disturbo del cameriere di non mettere la mozzarella nel mio panino, sia della mia fatica di leggere le etichette e rinunciare all’occorrenza a ciò che mi piace.
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LordSalad,
16/10/06 14:43
secondo me la vedi troppo come una costrizione dover rinunciare a tutto questo...
certo è difficile. Ed io, ovviamente che mi vado a complicare la vita, sto iniziando addirittura a limitare cereali e legumi (seguendo la dieta di ehret, non ancora del tutto). Ripeto, per me è stato facile cambiare, sarà che vivo da solo, che non ho mai amato la carne (anche se una grigliata non la rifiutavo...ancora che vergogna), ma sto cercando di sperimentando sul mio corpo le migliorie di una dieta per vivere e non per incatenarci a consuetudini insalubri!!!
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Sabrina,
16/10/06 16:41
Raggio,il problema sta proprio in quel che dici tu,non è essere vegan che è faticoso,sarebbe semplicissimo se non ci fosse una certa ostilità intorno a noi,sia nel trovare le cose giuste,sia a livello di rapporti con gli altri che non perdono mai occasione per criticare questa scelta alimentare che a moltissimi suona ancora come qualcosa di bizzarro se non peggio. La nostra fatica sta nello scontrarci con tutte queste cose,ma credo anche che con il tempo ci si faccia maggiormente l'abitudine,l'importante
è non perdere di vista ciò che ci ha convinti a seguire questa strada,e la consapevolezza che solo perseguendola potrà continuare ad esistere la possibilità che in futuro si faccia sempre meno fatica ad integrarsi con le abitudini alimentari e non di questa società. Anche a me non disgusta affatto l'odore di salumi o qualunque altro cibo animale, sono stata abituata a mangiarlo per anni,e non posso far si che di punto in bianco non mi faccia più alcun effetto,ma questo non è importante,perchè la ragione per cui ho smesso di mangiare carne è ben più importante di un sapore e di un gusto,per cui evitare di mangiarla non la posso vivere come una rinuncia,come per esempio accade quando si è a dieta e si deve rinunciare a determinati cibi ipocalorici,è soltanto una conseguenza di quella che per me è una priorità .La cosa fondamentale è che adesso ogni volta che sento un odore so anche bene a cosa devo associarlo,quando vedo in un reality un gruppetto di vip che giocano a fare i sopravvissuti e tenendo tra le mani un pesce che sta ancora boccheggiando decidono se mangiarselo crudo o cucinarlo..se tagliargli prima la testa o la coda...io non vedo che tra le mani hanno del cibo,vedo soltanto un essere vivente che sta agonizzando,è questo punto di vista che non ti fa più tornare indietro.
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Marina,
16/10/06 17:16
Mah, guardate, secondo me la prendete troppo sul tragico.
Magari e' solo che siete vegan da poco, se vi puo' consolare vi dico che io non vedo tutti questo problemi, sara' che e' solo passato del tempo, nel mio caso 9 anni, ok, ma penso basti meno :-)
Riguardo agli amici che vedono il vostro esempio, a me e' capitata la cosa opposta a quella che descrive raggio, cioe' sono andata a trovare per un paio di giorni una mia amica che era vegetariana da anni, e non le ho detto proprio niente della scelta vegan, abbiamo solo cucinato a casa sua un po' di cose vegan, un po' io, ma soprattutto lei, e quando sono tornata a casa poi lei mi ha scritto che aveva deciso di diventare vegan perche' aveva visto che
non era per niente difficile e che si possono mangiare un sacco di cose buone...
Percio', prendetela un po' piu' tranquilla, dai :-)
Ciao,
Marina
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Raggio_verde,
16/10/06 17:20
Grazie Sabrina. Mi sento molto vicina a questo tuo modo di sentire (e non è la prima volta :-) rispetto a quanti provano un vero disgusto nei confronti dell’odore della carne grigliata, o degli affettati. Mi sono sempre sentita un po’ in colpa per questo, ma nello stesso tempo a mio modo orgogliosa di poter dimostrare agli onnivori che osservano stupiti “Non sai cosa ti perdi” che scegliere di non nutrirsi della sofferenza degli animali può avvenire anche senza perdere il gusto che quei “cibi”, vuoi per lunga consuetudine, vuoi per i ricordi a cui sono legati, in qualche modo mantengono nella mia personale percezione. Perché la percezione della sofferenza può anche non essere diretta (come per molti veg*), ma mediata, come per me, dalla compassione, dalla razionalità, dal sentimento. Io mi domando sempre se quel pasto, o quel mio abito o altro, che non mi causano repulsione, valgono quell’immenso sacrificio e la risposta è sempre stata no. Con i latticini e le uova è più difficile forse perché è ancora più indiretta, e perché ahimé sono presenti davvero in moltissimi prodotti. E non è neppure la gola a mettermi in crisi, ma proprio la difficoltà di percepire la morte dietro un dolcetto.
Ma non vederla non significa che non c’è, e allora vado avanti per la mia strada.
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Raggio_verde,
16/10/06 17:32
Marina ha scritto:
Riguardo agli amici che vedono il vostro esempio, a me e' capitata la cosa opposta a quella che descrive raggio,
Questo è confortante. Io sono molto demoralizzata per quello che mi ha detto la mia amica vegetariana. Sono 8 mesi che cerco di dare l'esempio cucinando un po' qua un po' là, mostrando che ci sono tante cose buone da mangiare ma poi prima il mio ragazzo (che secondo me un pensierino al veganesimo l'aveva fatto - ma comunque resta vegetariano), poi lei (che addirittura mi ha detto che vedere me le stava facendo passare la voglia di essere vegetariana! - e sì che ha ammesso che io sono una che mangia di gusto) mi hanno buttato un po' giù. Perché entrambi la vedono fattibile tra le mura domestiche ma troppo limitante fuori.
Percio', prendetela un po' piu' tranquilla, dai :-)
Sì, hai ragione, mi devo mollare un po' :-)
Ciao, Vale
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Sabrina,
16/10/06 17:40
no Marina,per me non c'è niente di tragico anzi,fino ad
ora non ho riscontrato nessuna difficoltà,qualche incomprensione con qualche amico e qualche bisticcio con gente molto ottusa,ma per quel che riguarda
l'alimentazione in sè,mi sono subito adattata. Quello di cui ho parlato non voleva essere un elenco delle fatiche a cui siamo sottoposti noi vegan,era solo una constatazione della realtà,e cioè che se a me a te e ad altri viene naturale fare quello che facciamo,per la maggioranza della gente ancora non è così e mi pare che questo sia evidente,e di conseguenza qualche volta capita anche di doversi scontrare con questa realtà,ma ripeto,senza vederla come un qualcosa di tragico ed insostenibile,soltanto una conseguenza più che sopportabile in proporzione a tutto quel che di positivo comporta.