AntonellaSagone ha scritto:
mi se4mbra troppo bello per essere vero! Immagino che il medico scriverà la ricetta rosa generica e poi metterà in mano al paziente un foglio a parte con la specifica della marca... altrimenti come fanno a prendere i premi dalle aziende farmaceutiche? E come faranno le farmaceutiche a controllare che i medici "comprati" facciano il loro lavoro, ora che non avranno più la possibilità di controllare le ricette? (cosa che non dovrebbe avvenire nemmeno ora, ma so che in qualche modo lo vengono a sapere)...
Mi pare però che, per i farmaci mutuabili, la differenza di costo tra il generico e quello griffato sia a carico del paziente. E con i tempi che corrono...
Io credo comunque che, a parte che il fenomeno denota comunque una qualche evoluzione culturale da salutare positivamente, il senso sia quello di cominciare a prescrivere il farmaco non griffato fin dalla prima volta, in modo che il paziente non si affezioni a quella specifica griffe.
Poi, parliamoci chiaro, i problemi di fondo non è che si risolvano così. Anzi, e prendetela come una provocazione: per me i farmaci dovrebbero costare 10 volte tanto (come più o meno diceva Grillo della benzina). In questo modo si comincerebbero a usare quando effettivamente servono e, sperabilmente, la gente inizierebbe a interrogarsi di più sulla reali cause delle malattie, a pensare di più alla prevenzione e, comunque, a smettere di pensare alla pillolina che risolve tutto. Una forma di pensiero magico-infantile degna di uno studio psicoanalitico, secondo me...
In ogni caso, quando vedi che tanti medici ancora sono convinti che latte e latticini rappresentino una buona fonte di calcio, convengo con il Tuo pessimismo...