Quando il "mondo vegan" si presenta male
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Gas_snake,
4/10/14 23:46
Quella che voglio aprire vuole essere una lunga discussione, per riflettere assieme su tutti gli elementi che possono allontanare un onnivoro dall'alimentazione vegana.
La questione è complessa, non voglio buttarla sull'ironia, vorrei parlarne seriamente perchè purtroppo ci sono situazioni e ormai "realtà" che non danno ottimi suggerimenti sulla questione a chi guarda dall'esterno, anzi, inaspriscono il già presente astio.
Parto io con uno di questi: ---l'imprescindibilità--- del legame fra vegani ed alimenti appositi per i vegani.
Sarà capitato a tutti (avoja, siamo i maggiori acquirenti) di notare diciture sulle confezioni di alimenti per vegani come:"Ricco di calcio", "Con vitamina D", "Ottima fonte proteica", ecc. E sarà capitato a tutti di notare come non venga scritto invece sulle alette di pollo:"Ottima fonte proteica". Leggiamo però a volte sul latte:"Ricco di omega3", e storie varie.
Ad oggi è presente una sorta di terrorismo alimentare, atto a convincerci (per ovvie ragioni economiche) che il nostro corpo sia, di base, delicatissimo e potenzialmente carente di qualsiasi particella. Cosa assolutamente falsa.
Questo trend generale, unito all'alimentazione vegana, produce appunto alimenti che riportano in etichetta "la ragione per cui dovrebbero essere acquistati", come a voler sottintendere che da vegano tu sia obbligato a comprare tutte queste cose (peraltro in aumento).
La stessa associazione ci aiuta a farla un qualsiasi ristorante vegano, dove stenti a trovare "cose normali" e più che altro trovi seitan e derivati della soia. E' svilente che gli alimenti rappresentativi di un ristorante che si distingue perchè "vegano", siano anche gli stessi alimenti che vengono presentati ai vegani per far sì che sopperiscano alle loro --imprescindibili-- carenze.
Ritengo che questa realtà che si è venuta a creare riconfermi i luoghi comuni passati sulle carenze dei vegani, sulla naturalezza della dieta onnivora, e soprattutto allontani le persone che non hanno voglia di impegnarsi ad imparare carenze nuove ed alimenti nuovi (anche perchè costosi). Per di più, visto che le linee di questi prodotti, come detto, dimostrano che i vegani siano carenti e delicati, uno scenario simile svilisce pure l'ideale del vero uomo nella società. Cosa controproducente.
La questione sarebbe molto più semplice nella realtà dei fatti, e cioè:"Smetti di mangiare derivati animali e carne, non stare a fare attenzione a bilanciare alcuna dieta, lascia perdere soia e storie varie, sei a posto, ciao". Ma esistono luoghi comuni ben fondati in giro, ritengo purtroppo che gli "alimenti per vegani" li riconfermino in continuazione. Sarebbe bello non essere rappresentanti di una realtà così poco simile a "quella normale", visto che, di fatto... Mangiare vegano è semplicissimo, figurarsi vegetariano, dove già di norma un onnivoro medio lo sarà per 3-4 giorni alla settimana senza rendersene conto (eppure, in quei giorni, mica mangia tofu...).
Io personalmente argomento questo fatto e ritengo che sarebbe opportuno, anzichè ricreare un mondo (inutile) su misura e completo per chi "fa il passo", semplificare la questione vegana per ciò che realmente è, rendendola più accessibile e simile alla quotidianità attuale, senza aggiungere balle di contorno che non fanno altro che alienizzarla e renderla più complicata di quel che è. E ce n'è di gente incredula che ritiene sia doveroso riapportare tot quantità di tot nutrienti e che dunque la dieta vegana sia pericolosamente carente. Ma se tu sei un esempio vivente a cui non può dir di no, sul fatto che non serva bilanciare la dieta, non serva fare occhio alle proteine, non serva introdurre la soia... Sarebbe un ottimo biglietto da visita!
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Andrea,
5/10/14 00:05
Sfondi una porta aperta.. ormai tutto quello che facciamo è ripetere all'infinito che non servono accorgimenti o conteggi strani per essere vegan, ma che il semplice eliminare i prodotti animali è l'alimentazione ideale, che i cibi ricchi di calcio servono a onnivori e vegetariani, ecc. ecc.
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Marina,
5/10/14 00:14
Concordo con Andrea, ma non ho ben capito a che cibi ti riferisci.
Se al latte di soia, non ci vedo molto di male, tanto anche molte cose per onnivori sono arricchite di questo e di quello. In ogni caso è una scelta dei produttori.
Di altri prodotti, non so, a cosa ti riferisci?
Poi sulla questione tofu e seitan, secondo me non li si deve certo demonizzare, né, al contrario, ritenere essenziali: sono ingredienti come altri, si possono usare come no. Sarebbe assurdo rifiutarsi a priori di usarli, così come è assurdo mangiarli tutti i giorni.
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Gas_snake,
5/10/14 01:09
Sì appunto, il problema non sono gli alimenti singoli in sè ma il fatto che venga irrimediabilmente associato, alla dieta vegana, la -necessità- di assumere alimenti creati apposta, sottintendendo dunque la pericolosità (falsa) di questa dieta.
Come dici tu sono cose che si mangiano e andrebbero distribuite e prese per quello che sono verso tutti, non solo classificarli "per vegani".
Possiamo dire all'infinito che non serva bilanciare nulla, NOI lo sappiamo, tuttavia l'idea d'impatto, dall'esterno, rimane quella:"Alimenti per vegani". Così come ristoranti vegani che presentano proprio menù contenenti quegli alimenti. E' questo che non va bene...
(Io lo trovo addirittura offensivo da parte della ristorazione, perchè mi rappresenta come un malato terminale se gli alimenti cardine presentati al tavolo sono quelli creati apposta per sopperire alle presunte carenze. Ma questi son problemi miei...)
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Gas_snake,
5/10/14 01:15
Andrea ha scritto:
Sfondi una porta aperta.. ormai tutto quello che facciamo è ripetere all'infinito che non servono accorgimenti o conteggi strani per essere vegan, ma che il semplice eliminare i prodotti animali è l'alimentazione ideale, che i cibi ricchi di calcio servono a onnivori e vegetariani, ecc. ecc.
E menomale!
Tuttavia il marketing di quel tipo, su quei prodotti, non è fatto a caso, e a dire dalla crescita di questo mercato direi pure che funzioni... Io personalmente ho effettivamente conosciuto vegani (soprattutto neo-vegani e donne new age di mezz'età) che seguono rigidamente ferree dinamiche quotidiane e quel che è peggio le sparpagliano in giro. A occhio e croce, mi vien da dire che siano la maggioranza le persone vegane che abbiano deciso di mangiare "alimenti nuovi" per paura di carenze. Ne ho conosciuti comunque parecchi, parlo dal vivo.
Mi sento in qualche modo giustificato a spargere la preoccupazione per l'argomento.
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Andrea,
5/10/14 02:16
Gas_snake ha scritto:
Io personalmente ho
effettivamente conosciuto vegani (soprattutto neo-vegani e donne new age di mezz'età) che seguono rigidamente ferree dinamiche quotidiane e quel che è peggio le sparpagliano in giro. A occhio e croce, mi vien da dire che siano la maggioranza le persone vegane che abbiano deciso di mangiare "alimenti nuovi" per paura di carenze. Ne ho conosciuti comunque parecchi, parlo dal vivo.
Mi sento in qualche modo giustificato a spargere la preoccupazione per l'argomento.
Sì, negli ultimi anni è un disastro. Noi invitiamo chiunque assista a scene del genere (ad esempio su forum o pagine facebook a cui si partecipa) a spiegare brevemente come stanno le cose.
Fino a una decina d'anni fa nemmeno passava per la testa all'aspirante vegan che potesse avere bisogno di qualche accorgimento. Io non sapevo niente di nutrizione, internet non esisteva, ma non mi sarebbe mai passato per la mente che eliminare cadaveri in putrefazione, latte di un'altra specie (!) o mestruazioni di galline richiedesse qualche accorgimento..
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danvegan,
5/10/14 13:43
Purtroppo sono stati fatti autentici disastri, uno è quello esposto in questa discussione.
Ieri ero al vegfest di Crema: c'era una ragazza che parlava del fatto che non riusciva a perdere peso nonostante fosse vegana. Le ho chiesto cosa mangiasse. In pratica mangia sostituti della carne, seitan, tofu, mopur, wurstel, hamburger e salsicce vegetali sia a pranzo sia a cena. E' rimasta basita quando le ho spiegato che basta mangiare cereali, legumi, verdura, frutta, frutta secca e semi. I sostituti si magari una o due volte la settimana...
Ma mi sono chiesto: se questa ragazza, in due anni che è vegana non ha avuto accesso a queste informazioni, mentre conosce alla perfezione qualsiasi sostituto, forse significa che nessuno le ha mai parlato di questo, mentre tutti le avranno suggerito i sostituti?
Idem nel gruppo di confronto dell' ospedale milanese dove vado a veganizz... cioè, a parlare della mia esperienza. Persone che improvvisamente iniziano a postare foto di hamburger di soia e wurstel di tofu, e io ogni volta devo spiegare che si va bene ma di non fossilizzarsi su questi prodotti ma sui legumi; a volte ho dovuto postare la ricetta delle polpette di lenticchie per creare un compromesso.
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Marina,
5/10/14 16:44
Gas_snake ha scritto:
Possiamo dire all'infinito che non serva bilanciare nulla, NOI lo sappiamo, tuttavia l'idea d'impatto, dall'esterno, rimane quella:"Alimenti per vegani". Così come ristoranti vegani che presentano proprio menù contenenti quegli alimenti. E' questo che non va bene...
Io però continuo a non capire a che alimenti ti riferisci in questo caso.
(Io lo trovo addirittura offensivo da parte della ristorazione, perchè mi rappresenta come un malato terminale se gli alimenti cardine presentati al tavolo sono quelli creati apposta per sopperire alle presunte carenze. Ma questi son problemi miei...)
Anche qui non capisco.
Se parli di tofu e seitan e cose del genere, non sono stati creati per sopperire a carenze, sono cose che esistono da secoli e semplicemente le usiamo anche noi.
Le cose "fatte per sopperire a carenze" non capisco quali siano...
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danvegan,
5/10/14 18:11
Forse ti riferisci al fatto che il seitan è la parte proteica del grano... non so. Al di là del fatto che vengano usati spesso sostituti nei ristoranti, ci sono cibi che sono infinitamente ricchi di sostanze nutritive: lo sapevi che una ciotola di germogli di cavolo rosso ha le stesse sostanze nutritive di 2 metri quadri di cavoli rossi? Eppure nei ristoranti li ho visti raramente.
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Valeria_W,
5/10/14 21:58
Marina ha scritto:
Gas_snake ha scritto:
Se parli di tofu e seitan e cose del genere, non sono stati creati per sopperire a carenze, sono cose che esistono da secoli e semplicemente le usiamo anche noi.
Le cose "fatte per sopperire a carenze" non capisco quali siano...
Concordo il pensiero di Gas_snake: quel genere di alimenti, anche se esistono da secoli, non appartengono alla nostra cultura, qui da noi sono introdotti perché' fa comodo a parecchie case produttrici sul fatto che sono altamente proteici ed un vegano "poverino", ne ha veramente bisogno!
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Marina,
5/10/14 22:05
Valeria_W ha scritto:
Marina ha scritto:
Gas_snake ha scritto:
Se parli di tofu e seitan e cose del genere, non sono stati > creati per sopperire a carenze, sono cose che esistono da > secoli e semplicemente le usiamo anche noi.
Le cose "fatte per sopperire a carenze" non capisco quali > siano...
Concordo il pensiero di Gas_snake: quel genere di alimenti, anche se esistono da secoli, non appartengono alla nostra cultura, qui da noi sono introdotti perché' fa comodo a parecchie case produttrici sul fatto che sono altamente proteici ed un vegano "poverino", ne ha veramente bisogno!
Su questo sono in totale disaccordo, e non credo proprio sia così che sono visti o che vanno visti.
Oltretutto, queste cose le comprano anche gli onnivori e i vegetariani, sennò non sarebbero diffuse nei supermercati. Quindi, meno male che ci sono!
Sono ingredienti in più, utili per tante ricette,
versatili.
Si può farne a meno, ma non vedo perché attribuire loro dei difetti che proprio non hanno...
Poi nemmeno la patata apparteneva alla nostra cultura, fino a pochi secoli fa, se è per quello.
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Myeu,
6/10/14 09:16
Valeria_W ha scritto:
Marina ha scritto:
Gas_snake ha scritto:
Se parli di tofu e seitan e cose del genere, non sono stati > creati per sopperire a carenze, sono cose che esistono da > secoli e semplicemente le usiamo anche noi.
Le cose "fatte per sopperire a carenze" non capisco quali > siano...
Concordo il pensiero di Gas_snake: quel genere di alimenti, anche se esistono da secoli, non appartengono alla nostra cultura, qui da noi sono introdotti perché' fa comodo a parecchie case produttrici sul fatto che sono altamente proteici ed un vegano "poverino", ne ha veramente bisogno!
Questo è esattamente lo stesso discorso che ha fatto Calabrese in uno dei suoi innumerevoli tentativi di screditare l'alimentazione vegana.
Ha ammesso in un'intervista che è vero che nelle popolazioni asiatiche orientali è stato riscontrato che il consumo soia porta benefici effettivi, come la minore incidenza di tumori dell'apparato riproduttivo (che poi questa minore incidenza sia effettivamente merito solo dei fitoestrogeni o invece del minore consumo di latticini non gli è passato neanche per l'anticamera del cervello), ma ha anche sostenuto che questa tendenza è possibile solo nelle popolazioni orientali che mangiano soia da millenni, perché è nella loro cultura e ci sono abituati. Secondo lui per un occidentale sarebbe molto dannoso consumare soia, per fattori prettamente culturali.
D'altra parte, tornando al discorso principale, ho riscontrato una tendenza a pensare che i surrogati siano indispensabili per vivere bene, tant'è che purtroppo molti usano come scusa per non passare a vegan "Ma a me non piace il tofu! Non potreo mangiare quelle schifezze lì!".
Credo che ci voglia un'educazione alimentare per tutti, onnivori e vegani, che sono stati abituati a mangiare schifezze e pensano che facendo il passaggio non possano prescindere dal mangiarle ancora ma in versione vegetale (ovviamente non sto demonizzando i surrogati, ben vengano per aiutare il passaggio, e poi se sono buoni ne mangio anche io).
Bisognerebbe far capire alle persone che un'alimentazione vegana è basata soprattutto su cereali, legumi, frutta e verdura (con piatti che peraltro fanno parte della nostra tradizionale cucina mediterranea, dato che gli "esotici" tofu e seitan spaventano l'onnivoro medio)
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Gas_snake,
6/10/14 09:26
Sì hai ragione, non ho specificato: gli alimenti "sostitutivi" sono quelli che vengono acquistati apposta una volta che vengono eliminati dalla propria alimentazione carne e derivati. Dunque alimenti che prima neanche si conoscevano o che avevano un sapore non così appagante. Tutti gli alimenti che nell'immaginario comune "sono da vegano".
Anche io vorrei vederli come normalissimi ingredienti, ma a me va bene, il problema è l'imprescindibilità dell'associazione fra "vegano" e "alimenti sostitutivi per vegani", come se fossero obbligati a mangiarne. Questo rende la dieta vegana apparentemente carente se fatta solo eliminando carne e derivati, cosa che invece non è e purtroppo passa il contrario...
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Gas_snake,
6/10/14 09:27
Gas_snake ha scritto:
Sì hai ragione, non ho specificato: gli alimenti "sostitutivi" sono quelli che vengono acquistati apposta una volta che vengono eliminati dalla propria alimentazione carne e derivati. Dunque alimenti che prima neanche si conoscevano o che avevano un sapore non così appagante. Tutti gli alimenti che nell'immaginario comune "sono da vegano".
Anche io vorrei vederli come normalissimi ingredienti, ma a me va bene, il problema è l'imprescindibilità dell'associazione fra "vegano" e "alimenti sostitutivi per vegani", come se fossero obbligati a mangiarne. Questo rende la dieta vegana apparentemente carente se fatta solo eliminando carne e derivati, cosa che invece non è e purtroppo passa il contrario...
(Era per MARINA. Non ho ancora preso la mano e ho premuto "Rispondi")
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Gas_snake,
6/10/14 09:47
Marina ha scritto:
Valeria_W ha scritto:
Marina ha scritto:
Gas_snake ha scritto:
Se parli di tofu e seitan e cose del genere, non sono stati > > creati per sopperire a carenze, sono cose che esistono da > > secoli e semplicemente le usiamo anche noi.
Le cose "fatte per sopperire a carenze" non capisco quali > > siano...
Concordo il pensiero di Gas_snake: quel genere di alimenti, > anche se esistono da secoli, non appartengono alla nostra > cultura, qui da noi sono introdotti perché' fa comodo a > parecchie case produttrici sul fatto che sono altamente > proteici ed un vegano "poverino", ne ha veramente bisogno! >
Su questo sono in totale disaccordo, e non credo proprio sia così che sono visti o che vanno visti.
Oltretutto, queste cose le comprano anche gli onnivori e i vegetariani, sennò non sarebbero diffuse nei supermercati. Quindi, meno male che ci sono!
Sono ingredienti in più, utili per tante ricette, versatili.
Si può farne a meno, ma non vedo perché attribuire loro dei difetti che proprio non hanno...
Poi nemmeno la patata apparteneva alla nostra cultura, fino a pochi secoli fa, se è per quello.
Non sono cose che comprano anche gli onnivori abitualmente, nell'immaginario comune quelle sono "cose da vegano o vegetariano". Non c'è nessun problema ad importare alimenti, il problema è quando questi, importati o meno, simboleggiano l'alimentazione base di un vegano -nell'immaginario comune-, sottintendendo che l'alimentazione vegana sia, senza questi alimenti, carente. Ma nell'immaginario comune! E su questa faccenda non si può tergiversare con:"Massì lasciamo che la massa pensi", perchè è la massa che poi si mangia gli animali.
Anche io vorrei che nell'immaginario comune questi siano alimenti "per tutti", distribuiti dappertutto e non solo nei "reparti per vegetariani" o nei negozi del bio o nelle erboristerie grandi, e rilevabili solo nei menù dei ristoranti dichiaratamente vegani... Sono alimenti come altri ed oggettivamente non c'è alcun dubbio. Se non fossero strettamente ed imperativamente associati ai veg* non ci sarebbe nessuna negativa implicazione in merito.
Prova ad offrire a un onnivoro ignaro un piatto di seitan, della maionese di soia, delle polpettine vegetali... Vedi come reagisce.
Ti elenco qualche reazione:
1) Signora amica di mia madre, che mi vede mangiare un grissino con sopra della maionese di riso, e mi chiede cosa io stia mangiando, sapendo che io sia vegan. Io le rispondo "Maionese di riso, vuoi?" - "Ah no no io quella roba non la mangio, io sono per le cose normali".
2) Amico che mi accompagna in un negozio bio etico dove sono andato a far spesa per mia madre, e che passa davanti a file e file di alimenti "da vegano":"Ma che schifo cos'è questo? Cos'è quello?" Io ho provato a raccontargli che ci siano alimenti leggeri con lo stesso gusto di quelli fatti con i derivati (come il burro, il formaggio spalmabile di soia, la maionese di riso), ma aveva comunque l'andazzo schifato e gli ho proposto se volesse assaggiare del formaggio di soia, così ne avrei comprato per spizzicarlo più tardi con lui:"Ah nono per carità preferisco mangiare il formaggio normale". 3) Amici abituali che vado a trovare portandomi ogni volta la cena dal supermercato a fianco. Quando porto verdura nessuno commenta, tutto ok. Se voglio mangiare "una schifezza" e cerco qualche roba già pronta vegana da cucinare (involtini, polpettine, tofu vario), giù battute e commenti.
4) Pizzaiolo/kebabbaro a cui confesso di essere vegan e chiedo se utilizzi lo strutto nell'impasto. Mi risponde:"No no, poi questa è pure farina di soia quindi va bene per te". Come se fosse obbligatorio che io assuma soia.
5) Mio padre (onnivoro) che arriva e prende un piatto di spaghetti con sugo e "ragù di soia", che non si sente nemmeno, ma c'è. Mi chiede come mai io stessi mangiando del tonno (perchè sembrava effettivamente tonno), e gli dico semplicemente:"No è soia". Mangia ancora l'ultima forchettata e lascia lì il piatto, si alza e torna dov'era prima.
Credo che non ci sia bisogno che io prosegua, pure tu avrai ottenuto aneddoti analoghi, come tutti gli altri. Con eccezioni chiaramente, anche io ho ottenuto rarissimi casi in cui la reazione fosse semplicemente curiosa e positiva, ma per la maggiorparte questo è lo scenario.