Esperienze "veganizzanti" da piccoli; pagina 7
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Giulia85,
31/03/12 22:36
E' bello leggere che altri la pensano come me,a volte capita di scoraggiarsi un pò.
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jessie,
1/04/12 22:37
Mi piacerebbe condividere un'esperienza molto triste, ma che mi segnò molto.
Quando ero bambina, i miei migliori amici erano il mio cane e i miei due gatti (uno dei quali fu il primo pet che entro nella nostra famiglia).
Quando avevo 10 anni, il mio gattone più anziano, Cico, morì di calcoli ai reni.
Ho sofferto tanto. E fu davvero un lutto in famiglia. (Ancora adesso sto male al pensiero - come sto male a pensare agli altri lutti che sono venuti in seguito)
Vidi soffrire tantissimo pure l'altra mia gattina e il mio cane.
In quel momento mi resi relamente conto che gli altri animali provavano amore e dolore, proprio come noi.
(che gli altri animali avessero sentimenti, ne ero già convita proprio per l'attacamento che avevo per i miei).
Ho avuto un nonno fantastico, che mi ha sempre insegnato a rispettare gli altri animali, in quanto anche loro provavano emozioni come noi, e in quel momento me ne resi realmente conto.
Pure se, per diversi motivi, diventaì vegatariana solo anni dopo, iniziaì realmente a vedere le cose in modo diverso.
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Fortunatamente non ho mai assistito all'uccisione di nessuno, anche se quando avevo 15 anni, ero a casa di mia nonna, al tavolo (in cui anche pranzavamo), che sbrigavo i compiti, e nel mentre lei solitamente preparava il mangiare, e un giorno di punto in bianco, si mise a pulire un pollo (già ucciso dal contadino che gliel'aveva dato)!
La mia reazione di orrore fu istantanea, e da quel giorno non fece più nulla di simile.
Anche se mia nonna fu l'unica nella mia famiglia ad avere sempre qualcosa da ridire sul fatto che fossi vegetariana (ai tempi), anche se non ha mai provato a rifilarmi carne o pesce con l'inganno.
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patihedwig85,
6/04/12 23:57
Caspita!
Credo un po a tutti noi è successo qualcosa di simile...
io avevo due galline per esempio, che adoravo... ma sono finite nella zuppa...
per due settimane niente pollo... questo a 8 anni circa...
a 10 invece mi hanno ammazzato il mio maialino... (mio padre me l'aveva regalato... (ma ora capisco che solo per farmi contenta... le intenzioni erano chiare già dall'inizio per loro) ma ho sofferto tanto...
sono diventata prima vegetariana all'età di 21 anni senza un motivo proprio specifico... mi faceva solo schifo pensare che la carne che mangiavo era sempre quella che mi rifiutavo di mangiare a 8 e 10 anni.. col tempo ho dato un corpo alla mia scelta e ora sono vegana e felice della mia scelta...
Mio figlio non capisce (lui mangia con suo padre la carne purtroppo) ma prima o poi glielo farò capire...
:)
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Adrienne8588,
16/04/12 23:57
Frugando nei ricordi, mi sono venuti in mente un paio di episodi di quando ero bambina, riconducibili alla successiva scelta veg.
1) Sono sempre stata un’amante sfegatata dei gatti, sin da piccola. Alle elementari, quando succedevano i classici litigi tra compagnette di classe, alcune di queste, con un discreto strato di pelo sullo stomaco, per farmi dispetto mi raccontavano un aneddoto (inventato di sana pianta… spero!) in cui trovavano per strada un gatto malato, lo picchiavano e lo gettavano oltre un muro. Della serie: il buongiorno si vede dal mattino.
2) A otto anni ero andata coi miei genitori ad una fiera in una città vicina. Lì c’era il solito stand in cui vendono animali (coniglietti, pesciolini, cavie peruviane…). Passiamo di lì, e mi innamoro di un coniglietto nano bianco che dalla sua gabbietta si faceva accarezzare e mi leccava il dito. Volevo comprarlo a tutti i costi (avrei risolto ben poco), e non c’era verso di farmi cambiare idea. Per riuscire a staccarmi da lì, cosa fecero i miei genitori? Mi dissero Okay, te lo compro, ma a patto che, appena diventa grande a sufficienza, lo mettiamo in pentola e poche storie, “com’è giusto che sia”, perché è così che si fa, e bon. Inorridii all’idea e mi allontanai.
Però già da lì qualche ingranaggio iniziò a muoversi: c’era tutta questa differenza tra la mia gattina e quel coniglietto destinato a “finire in pentola”?
3) Alle medie una professoressa ci aveva fatto leggere alcuni articoli presenti sull’antologia (lo so, fa strano trovare certi articoli-denuncia in un’antologia scolastica a misura di undicenne: può essere la memoria che m’inganna, ma mi pare fossero proprio lì!) in cui si parlava di maltrattamento animale a proposito di pellicce, mattanza delle foche e allevamento di galline ovaiole in batteria. La prof era dichiaratamente animalista, forse anche veg(etari)ana, anche se non ne ho mai avuto la conferma effettiva. La cosa che mi colpì più di tutto fu il fatto che gli animali usati per produrre le pellicce fossero destinati ad una sofferenza atroce durante l’uccisione, con la convinzione che più l’animale soffre prima di morire, più il manto risulta lucente o la carne gustosa. Questa cosa mi aveva seriamente sconvolto.
4) Stavolta ero più grandetta, ma ricordo un servizio al tg sulla mattanza dei tonni, durante un pranzo domenicale. Io inorridisco e tuono contro il massacro. Interviene il solito parente di sani principi ad annullare brutalmente il mio discorso e, dato che in quel momento si stavano mangiando i gamberoni, mi fa “E questi, come pensi siano stati uccisi, con un buffetto?” o qualcosa del genere. Per coerenza col discorso, mi alzo da tavola e smetto di mangiare. La reazione di tutti? “Ma quanto sei tonta, non sai cosa ti perdi, grazie che così la tua parte me la mangio io, stupidina…”. Immaginatevi una tavolata di adulti tronfi e crocidanti in un “tutti contro uno” il cui scopo è fare polpette di una ragazzetta quattordicenne o poco più che cerca di farsi una sua idea sul mondo. Insomma, sei piccolo, non combatti armi pari, sei solo contro tutti, hai torto anche quando hai ragione, e nessuno si degna di darti il beneficio del dubbio o quanto meno lasciarti in pace: devono usare la tattica dello schiacciasassi, c’è poco da fare (e poi saremmo noi quelli che fanno “terrorismo psicologico”… Sigh!).
Avrebbe potuto essere il momento in cui optare decisamente per il vegetarismo… E invece non lo fu, perché, tempo qualche giorno, e l’episodio finì seppellito sotto la cappa pesante della quotidianità, una quotidianità che vuole inculcarti a viva forza che mangiare animali e usare altre parti di essi per vestirsi è normale amministrazione e non si scappa.
Non so come, ma di lì in poi fu l’anestesia della coscienza. Perché da una parte c’erano questi piccoli segnali, dall’altra una consuetudine che ti dice che mangiare pezzi di carcassa è una cosa normale, che “non c’è altra soluzione, e anche se c’è, chissene, smettila di fare i capricci e di porti problemi inutili”.
Da una parte, una consapevolezza sotterranea e acerba, dall’altra un tran tran quotidiano che smentiva sistematicamente tutto ciò. Era una consapevolezza-nonconsapevolezza, quasi inconscia, attutita. Sapevo che esisteva un altro modo, sapevo almeno a grandi linee che si poteva diventare (almeno) vegetariani e cominciare un proprio percorso, ma per molto tempo non riuscivo a focalizzarne la possibilità, a prenderne atto concretamente. Ho iniziato a prenderla seriamente in considerazione all’alba del miei vent’anni (meglio tardi che mai). E non tornerei indietro per niente al mondo.
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Giulia85,
17/04/12 00:18
Adrienne ti capisco bene,io da piccola avevo momenti in cui dicevo di non voler mangiare la carne perchè già mi piaceva leggere,sfogliavo i giornali di mia mamma e ricordo ad esempio un'intervista (mi pare)a Brigitte Bardot che diceva "non si mangia chi si ama" e io mi impuntavo su questa cosa,poi mia mamma si preoccupava un pò,magari mi portava dal pediatra (cacciatore,con i cani da caccia in giardino)che diceva che la carne ci voleva e io non ricordo come ma ricominciavo evidentemente,poi i bambini sono abbastanza facili da fregare e alla fine fanno quello che vogliono i genitori.Più grandicella,dalle medie circa in po per qualche anno ogni volta che c'erano fiere e simili compravo qualche animale,pesciolini,criceti uccellini convinta seriamente di salvargli la vita,di fare qualcosa di buono,in quegli anni ci eravamo trasferite in campagna e potevo finalmente tenere animali e purtroppo non ho fatto altro che dare soldi a persone che meriterebbero di morire di fame.
Quando ero piccola fino ai 10 anni ho vissuto a firenze e li' si teneva la "festa del grillo",vendevano dei grilli in minuscole gabbiette a forma di casina,decorate ecc.le persone li compravano li tenevano qualche giorno per sentirli cantare poi dopo tot tempo si stufavano e li portavamo al parco per liberarli,il problema è che queste casette avevano una piccola apertura da cui i grillai facevano passare i grilli,alcune avevano anche un apertura piu grande da spalancare quando li volevi liberare ma molte no,e io andavo al parco e trovavo gabbiette abbandonate con il grillo dentro che non riusciva ad uscire e allora mi mettevo d'impegno per rompere la gabbietta e liberarlo.Che festa squallida.
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Adrienne8588,
17/04/12 00:58
Oddio, questa non la sapevo!
Ihih, mi sono ricordata di un altro episodio ("piccoli veg crescono"), ero proprio piccina, all'asilo: il menu ovviamente prevedeva carne o almeno derivati 5 giorni su 5 (l'alternativa era l'ovetto à la coque o il formaggino o i bastoncini di pesce il venerdì... Immaginate un po'), ma la fettina, quella proprio la detestavo: grigia, stopposa, asciutta, sapore di nulla. Quel giorno mi impunto e inizio a fare i capricci. La suora inizia a rompermi le scatole, io ero molto capricciosa per mangiare e lei sempre lì a insistere... A un certo punto mi girano le scatole (ingenuità dei bambini!), sbatto il pugno sul tavolo e le faccio "Ma come te lo devo dire che questa carne non la voglio?". Ora, il senso era "non mi piace", ero piccina e non mi ponevo problemi etici XD Però mi piace vederlo come un eloquente presagio!
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jessie,
17/04/12 02:56
Adrienne8588 ha scritto:
Oddio, questa non la sapevo!
Ihih, mi sono ricordata di un altro episodio ("piccoli veg crescono"), ero proprio piccina, all'asilo: il menu ovviamente prevedeva carne o almeno derivati 5 giorni su 5 (l'alternativa era l'ovetto à la coque o il formaggino o i bastoncini di pesce il venerdì... Immaginate un po'), ma la fettina, quella proprio la detestavo: grigia, stopposa, asciutta, sapore di nulla. Quel giorno mi impunto e inizio a fare i capricci. La suora inizia a rompermi le scatole, io ero molto capricciosa per mangiare e lei sempre lì a insistere... A un certo punto mi girano le scatole (ingenuità dei bambini!), sbatto il pugno sul tavolo e le faccio "Ma come te lo devo dire che questa carne non la voglio?". Ora, il senso era "non mi piace", ero piccina e non mi ponevo problemi etici XD Però mi piace vederlo come un eloquente presagio!
questa cosa mi ha fatto venire in mente i traumi della mensa delle elementari!
da bambina maggiavo pochissime cose e in quantità molto ridotte, e odiavo con tutto il cuore la mensa, solo che i miei genitori, lavorando, non riusciamo a farmi evitare quell'inferno sempre, e a volte mi toccava.
avevo l'abitudine che quando c'era cibo che non gradivo, di non volerlo prendere, per non sprecarlo.
mentre la maestra mi obbligava a farmelo mettere nel piatto tra le mille minacce di castighi su ricreazioni che avrei saltato e scemenze simili, la esasperavo dicendo che io non lo mangiavo lostesso, anche se mi metteva in castigo.
quindi mi sgridava dicendo che sprecavo cibo, mentre c'erano bambini che morivano di fame, e questo mi faceva star realmente male (e nella mia scuola era una frase che dicevano in continuazione).
l'apice fu raggiunto quando la maestra mi fece mangiare con la forza un bastoncino di pesce, imboccandomi proprio lei. finito il bastoncino, lei era tutta sorridente, mentre io mi sono alzata e ho corso fino al bagno per rimettere.
:(
ne avrei altri sulla mensa, ma davvero lasciamo stare, come hanno sempre pensato pure i miei genitori, in quel posto mi hanno rovinato per anni! fino ai miei 17 anni (quando sono diventata vegetariana) pesavo a malapena 40 kg (sono 1,64) facendo immatire mia mamma per farmi mangiare, non volevo mangiare quasi nulla, provare nulla di diverso, etc etc.
i progressi li ho avuti diventando prima vegetariana, e poi i miglioramenti incredibili da quando sono vegana (spesso mia mamma è stupita da quanto mangio e quanta roba mangio) anche se sono leggermente sotto il peso che dovrei essere, finalmente vivo bene il mio rapporto con il cibo, e ho sempre voglia di provare nuove cose :)
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Adrienne8588,
17/04/12 05:17
Concordo perfettamente sull'orrore delle mense scolastiche da bambini. Non mi spiegherò mai, poi, perché gli adulti (di solito i genitori, con cui generalmente si è più in confidenza e si può anche "patteggiare", ma anche maestre, suore e educatori in genere) abbiano questa fissa per "obbligare" il ragazzino a mangiarsi per forza una cosa che non gli piace o che semplicemente non gli va. Cioè, ottieni il risultato esattamente opposto, ovvero trasformargli il pasto in un momento da vivere male, controvoglia, in un incubo. Se poi uno estremizza e sfocia in un disturbo alimentare, mi sembra un atteggiamento per niente costruttivo. Boh, sarà il retaggio da dopoguerra, chissà.
Io ero già "viziosetta" di mio, specie quando ero molto piccola, e questo insistere, minacciare e ricattare mi rendeva la cosa solo più antipatica. Non mangiavo un sacco di cose di cui adesso vado matta, per dire (alcune verdure in testa XD), con la carne non ci sono mai andata molto d'accordo, infatti non è stata una gran rinuncia.
C'è stato poi un breve periodo in cui il 90% degli alimenti mi nauseava proprio, e probabilmente era un effetto psicosomatico per il fatto di mal tollerare il sedermi a tavola (il che significava farmi rompere le scatole se mangiavo troppo poco o non gradivo qualcosa... Poi, vabbè, c'era anche tutta una serie di cibi che proprio non mangiavo di default). Poi la cosa è svanita nel nulla.
Verso i 10 anni poi ero ingrassata di brutto perché, a furia di "brava, hai mangiato tutto!" ero passata all'estremo opposto, ovvero vedere il mangiar tanto come fonte di gratificazione non solo fisica ma anche psicologica.
L'unico retaggio che mi è rimasto, è il fatto che non mangio il pomodoro "nudo e crudo", mentre adoro tutti i piatti a base di pomodoro come la pasta al sugo, la pizza... Però il pomodoro deve essere rigorosamente passato XD
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Lia78,
17/04/12 10:41
Adrienne8588 ha scritto:
L'unico retaggio che mi è rimasto, è il fatto che non mangio il pomodoro "nudo e crudo", mentre adoro tutti i piatti a base di pomodoro come la pasta al sugo, la pizza... Però il pomodoro deve essere rigorosamente passato XD
Anch'io ero così!! Ma poi per fortuna mi è passato, ora mangio anche il pomodoro in insalata...
Comunque concordo su tutta la linea con il discorso mense scolastiche, secondo me è giusto che far assaggiare tutto ma poi se non piace non capisco a che pro forzare. Soprattutto quando poi i bambini sanno benissimo che gli adulti hanno le loro preferenze e se c'è qualcosa che non piace non la mangiano!
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AntonellaSagone,
18/04/12 10:19
mi colpiscono sempre molto i racconti di quando da bambini si è stati forzati a mangiare, eprché è una cosa che ho visssuto anche io... Ne ho parlato altrove qui con dovizia di particolari e sinceramente mi nausea solo dovermi ripetere, dico solo che venivo imboccata e costretta a masticare a schiaffoni, nonostante gli sforzi di vomito (in particolare per la carne).
Oggi, guardando indietro la mia esperienza personale (che purtroppo ricordo come fosse ora, sensazioni comprese) e anche come psicologa, posso dire che inboccare a forza qualcuno, costringerlo a mangiare, è una vera e propria forma di ABUSO non riconosciuta dai manuali.
Bisognerebbe creare una voce apposita nei manuali psichiatrici per descrivere questa patologia, come c'è per dire l'anoressia e la bulimia, cioè il disturbo di non comprendere correttamente i segnali di fame e di appetenza del proprio corpo, così ci dovrebbe essere l'abuso nutritivo, cioè l'incapacità di comprendere correttamente i segnali di fame e di appetenza di un'altra persona!
Per chi si chiede perché mai gli adulti lo fanno, posso dire che mia madre mi amava tantissimo e si sarebbe davvero buttata sotto un treno per me, il punto è che era assolutamente convinta che sarei morta se non mangiavo la carne e tutto il resto. Mia madre non ha mai alzato le mani su di me per nessunissimo altro motivo e per tutto il resto era amorevole e comprensiva, ma per il cibo si forzava a farmi questa violenza quotidiana, convinta di salvarmi la vita :-(
Questo dà la misura della profondità con cui sono stati fatti i lavaggi dei cervelli ai nostri genitori e perché anche oggi reagiscono a volte con tale violenza al fatto che ci rifiutiamo di mangiare i cibi che loro ritengono "gli unici" che possono sostentare un essere umano.
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Adrienne8588,
18/04/12 22:49
Nel mio caso si trattava di un "abuso" più psicologico/dialettico che fisico. L'insistenza si dispiegava più con parole/minacce/sgridate che schiaffoni, e il peso psicologico che può avere su una bambina piccola la propria madre che la guarda con aria ostile e incavolata senza che le abbia fatto nulla di male, che la sgrida e minaccia castighi senza motivo apparente... Brrr! E' orrendo poi il fatto di vedere in quel momento il genitore, in cui di solito si cerca protezione, come "nemico", ecco, come qualcuno più forte psicologicamente e fisicamente che volendo può fare di te quello che vuole. C'erano le volte che mia madre mi prendeva con le buone, cercava di distrarmi colorando un disegno o raccontandomi una storiella (ed io nel frattempo mi distraevo e mangiavo XD); altre volte in cui si trasformava in un sergente (forse le giravano le scatole per altri motivi...).
Che poi a volte lo fanno quasi con sadismo compiaciuto, come a dire "qui comando io".
Comunque da bambina il mio problema principale era la mensa alla scuola materna (asilo delle suore); in casa, per quanto ci siano stati alcuni momenti tutt'altro che piacevoli soprattutto nell'impatto psicologico, era già un po' più vivibile che all'asilo. Sarà anche il fatto che da un genitore certe cose le accetti meglio, un insegnante di fronte agli altri bambini ti mette più in soggezione. Proprio non sopporto l'idea in genere di poter approfittare di qualcuno perché più piccolo o debole (che poi è lo stesso motivo per cui sono veg). Figuriamoci che fino a qualche anno fa un mio incubo ricorrente era stare seduta a pranzo in una lunga tavolata di amici/parenti/sconosciuti: seduti a fianco a me, un bimbo che piange perché non vuole finire ciò che ha nel piatto, con un adulto grasso e dal sorriso perfido (non so poi se fosse il padre, fratello, conoscente o che altro) che cerca di obbligarlo con aria compiaciuta e addirittura gli rabbocca continuamente il piatto. Ad un certo punto sgabbio di brutto, afferro il piatto pieno e lo lancio in faccia all'adulto str...udel. Satisfaction (rivalsa onirica?) XD
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AntonellaSagone,
18/04/12 23:00
voi non ci crederete, ma uno dei miei incubi ricorrrenti da bambina (6-7 anni) era il seguente:
mi trovavo seduta in classe nella mia classe di prima elementare, e c'era uno strano bugicattolo a fianco alla cattedra, cone una grossa cabina di metallo).
Entrava la maestra, ma non era la mia maestra bensì una supplente.
La supplente era una strega, e si vedeva benissimo perché aveva anche l'aria da strega. Lei chiamava a una ad una le alunne, come per l'appello, e le faceva entrare dentro questa cabina. Dopo poco, dall'altra parte usciva, come portato su un nastro traspertatore, un enorme barattolo di carne in scatola, tipo Simmenthal... pure con l'etichetta con la figura di un bambino! (sapete, la simmenthal la mamma me la propinava sempre, sull'etichetta c'è una mucca).
io aspettavo tremando il mio turno... anche se mi sono sempre svegliata prima.
Poi è passato il tempo, ma una volta da adolescente mi sogno che stavo al lunapark e vedevo passare una brutta vecchiaccia... la riconosco: "Ma quella è la strega dei miei incubi da bambina! ADDOSSO!!!"
e così insieme ad alcuni amici la inseguivamo per il luna park, per "corcarla" senza pietà...
a proposito di rivalse oniriche! :-))