Apicoltura, salute delle api, impollinazione

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1 Puzzola, 23/02/15 20:00

Ciao a tutti,

io e il mio ragazzo siamo vegetariani da diversi anni e conviviamo; in questi ultimi mesi siamo "vegani in casa", ovvero non compriamo più derivati animali nella spesa.

Abbiamo un amico che da un anno circa pratica l'apicoltura. Ha poco più di dieci favi, che sono tra l'altro stati decimati da un acaro che si chiama Varroa Destructor: punge le api succhiando la loro emolinfa e si nutre allo stesso modo anche delle larve, causando malformazioni e decimando la popolazione dell'alveare in poco tempo.

Come tutti sappiamo, purtroppo le api selvatiche e gli altri impollinatori sono molto pochi (anche a causa di questo parassita, che le attacca con grande aggressività).

Il nostro amico apicoltore sostiene che, se non ci fossero gli apicoltori a curare le api, anche le api domestiche (mellifera e cerana) sarebbero decimate da questo acaro oltre che da tutti gli altri agenti che purtroppo le danneggiano (insetticidi, pesticidi...)

Contando anche l'importanza di questo insetto per il ciclo vitale delle piante, cosa pensate dell'apicoltura sotto questo punto di vista?

Sapete qualcosa di più sulla Varroa Destructor?

2 Andrea, 23/02/15 20:25

Non credo minimamente che senza gli apicoltori ci sarebbero questi danni. Comunque visto che senza api l'uomo scomparirebbe dalla faccia della terra, in caso di rischio di estinzione verrebbero semplicemente tutelate per salvarci la pelle.

Se abbiamo bisogno delle api a maggior ragione smettiamo di sfruttarle e ucciderle.

3 Puzzola, 24/02/15 11:09

Purtroppo dire credo o non credo, senza informazioni, è abbastanza inutile: per questo chiedevo se qualcuno ha più info.

Al momento senza un tornaconto economico nessuno è disposto a prendersi cura delle api, questa è una realtà: e non mi fido abbastanza dell'umanità da pensare che sicuramente se ne accorgerà prima che sia troppo tardi.

Non vorrei essere fraintesa, questo post non significa "vegani di tutto il mondo, mangiate miele"

Sarebbe ad esempio anche un bello spunto se qualcuno iniziasse davvero a praticare apicoltura senza fini di lucro. Magari anche solo un favo in giardino

4 Andrea, 24/02/15 12:39

Puzzola ha scritto:
Purtroppo dire credo o non credo, senza informazioni, è abbastanza inutile

Su qualunque argomento non banale ci sono varie opinioni e si discute facendo ipotesi: su un forum di discussione è normale che una persona dica che crede che una cosa stia in un certo modo.

Sarebbe ad esempio anche un bello spunto se qualcuno iniziasse davvero a praticare apicoltura senza fini di lucro. Magari anche solo un favo in giardino

L'apicoltura è per definizione l'allevamento delle api per sfruttarne i prodotti, il fine è il lucro o nei casi limite il semplice consumo personale (anche se molti apicoltori negano che l'utilizzo personale sia definibile apicoltura, altri usano il termine "apicoltore hobbista" per questo caso limite).

Diciamo che sarebbe bello se le persone permettessero alle api di costruire un favo e lo lasciassero lì, non so se esiste un modo per incoraggiare la cosa. Ma a quel punto dovrebbero non interferire, e non sarebbe più "apicoltura" ossia "allevamento di api".

Quindi per rispondere, senza "credo" che ti danno fastidio,: no, l'allevamento delle api non aiuterà mai le api. Fornire loro la possibilità di costruire favi senza far loro del male sì: se non lo fa nessuno possono farlo i singoli cittadini (quelli che hanno un giardino di proprietà ovviamente, nelle aree comuni i favi vengono eliminati) anche se è una goccia nell'oceano.

5 Guest, 24/02/15 12:54

Puzzola ha scritto:
Al momento senza un tornaconto economico nessuno è disposto a prendersi cura delle api, questa è una realtà: e non mi fido abbastanza dell'umanità da pensare che sicuramente se ne accorgerà prima che sia troppo tardi.

Il problema è pensare che "bisogna prendersi cura" delle api; le api non hanno bisogno che qualcuno si prenda cura di loro; il problema è più ampio e parte dall'uso di sostanze chimiche, come hai detto tu, dalla mancanza, quindi di areali non contaminati, e da tanti altri fattori.

Sarebbe ad esempio anche un bello spunto se qualcuno iniziasse davvero a praticare apicoltura senza fini di lucro.

C'è sempre un fine egoistico e sarebbero comunque sfruttate per il materiale che producono per costruire la loro
"casa".

Magari anche solo un favo in giardino

..aspettando che i vicini prendano un insetticida. Purtroppo, come hai detto tu, l'umanità non è clemente.

Puzzola ha scritto:
io e il mio ragazzo siamo vegetariani da diversi anni e conviviamo; in questi ultimi mesi siamo "vegani in casa", ovvero non compriamo più derivati animali nella spesa.

Se foste vegan anche fuori casa.. fareste un passo in più anche per le api poiché non mangereste prodotti animali, animali nutriti con vegetali (anche ogm) chimicamente contaminati, che per crescere hanno bisogno di quello spazio che incontaminato favorirebbe le api, la loro selezione o addirittura una conquista di reti di nicchie ecologiche differenti, tali da non causare competizione tra popolazioni della stessa specie; tutto ciò probabilmente le renderebbe più forti contro parassiti e altre "entità biologiche" di diversa natura.

Puzzola ha scritto:
Abbiamo un amico che da un anno circa pratica l'apicoltura. Ha poco più di dieci favi, che sono tra l'altro stati decimati da un acaro che si chiama Varroa Destructor: punge le api succhiando la loro emolinfa e si nutre allo stesso modo anche delle larve, causando malformazioni e decimando la popolazione dell'alveare in poco tempo.

Questo dimostra proprio il fatto che gli apicoltori non sono in grado di salvare le api in modo efficiente e ottimale come vogliono far credere. Il problema non è aumentare senza controllo il numero di individui di una specie, il problema è di salvaguardare gli individui che esistono già, permettergli di avere spazi (non artificiali) e lasciare che la natura faccia il suo corso. Inoltre gli apicoltori non "allevano" api per salvare il mondo, quindi la loro opinione non conta come non conta la parola degli allevatori di mucche quando parlano del valore nutrizionale del latte.

Quindi la migliore cosa è diventare vegan e dare l'esempio; poi se si vuole comprare biologico è ancor meglio.

Intanto leggi qui: https://www.vegfacile.info/domande-vegan/domanda-miele-vegan.html

6 Puzzola, 24/02/15 14:16

Andrea ha scritto:
Su qualunque argomento non banale ci sono varie opinioni e si discute facendo ipotesi: su un forum di discussione è normale che una persona dica che crede che una cosa stia in un certo modo.

Quindi per rispondere, senza "credo" che ti danno fastidio

Andrea, guarda che non sto polemizzando (mi pare di sentirti irritato): dico che senza informazioni precise, i miei e i tuoi "credo o non credo" non servono a molto ai fini del discorso

l'allevamento delle api non aiuterà mai le api. Fornire loro la possibilità di costruire favi senza far loro del male sì

è proprio quello che vi sto chiedendo: secondo le mie informazioni, senza i trattamenti stagionali (i più diffusi sono metodi meccanici, e trattamenti con timolo e mentolo) l'acaro Varroa Destructor decimerebbe le api. Le api "lasciate semplicemente vivere" morirebbero quasi tutte nel giro di qualche anno, o comunque morirebbero in numero tale da creare gravi problemi alla biodiversità della flora selvatica e all'agricoltura.

A questo proposito chiedevo se aveste maggiori info: le api domestiche europee, ad oggi, sono in grado di sopravvivere al di fuori dell'allevamento?

Se non fossero in grado, cosa pensate della questione "apicoltura"? (intendo sia quella produttiva, sia quella hobbistica come quella del nostro amico, sia quella puramente di tutela dell'ape senza raccolta di NESSUN prodotto)

7 Puzzola, 24/02/15 14:33

le api non hanno bisogno che qualcuno si prenda cura di (((((
loro; il problema è più ampio e parte dall'uso di sostanze chimiche, come hai detto tu, dalla mancanza, quindi di areali non contaminati, e da tanti altri fattori.

Purtroppo, se è vero che il problema causato dall'acaro Varroa Destructor è così grave, hanno bisogno di trattamenti stagionali.

C'è sempre un fine egoistico e sarebbero comunque sfruttate per il materiale che producono per costruire la loro "casa".

indendevo naturalmente senza nessun fine di lucro, senza prelevare NESSUN prodotto dell'ape, e limitandosi SE NECESSARIO ai trattamenti contro le malattie

..aspettando che i vicini prendano un insetticida. Purtroppo, come hai detto tu, l'umanità non è clemente.

"giardino", o azienda agricola, o bosco..... insomma, non immaginiamo per forza il giardino condominiale!

Se foste vegan anche fuori casa.. fareste un passo in più anche per le api poiché non mangereste prodotti animali, animali nutriti con vegetali (anche ogm) chimicamente contaminati, che per crescere hanno bisogno di quello spazio che incontaminato favorirebbe le api, la loro selezione o addirittura una conquista di reti di nicchie ecologiche differenti, tali da non causare competizione tra popolazioni della stessa specie; tutto ciò probabilmente le renderebbe più forti contro parassiti e altre "entità biologiche" di diversa natura.

Personalmente preferisco avere i miei tempi nella conquista di un nuovo stile di vita, ti ringrazio comunque per l'incoraggiamento.

Questo dimostra proprio il fatto che gli apicoltori non sono in grado di salvare le api in modo efficiente e ottimale come vogliono far credere. Il problema non è aumentare senza controllo il numero di individui di una specie, il problema è di salvaguardare gli individui che esistono già, permettergli di avere spazi (non artificiali) e lasciare che la natura faccia il suo corso.

Se appunto per salvaguardare gli individui che già esistono sono necessari questi trattamenti? Se lasciare che la natura faccia il suo corso significa perdere impollinatori indispensabili come le api?

la natura faccia il suo corso. Inoltre gli apicoltori non "allevano" api per salvare il mondo, quindi la loro opinione non conta come non conta la parola degli allevatori di mucche quando parlano del valore nutrizionale del latte.

Lo so benissimo che non lo fanno per salvare il mondo, ma non significa che siano individui malvagi e demoniaci che vogliono ingannarci con menzogne........ la loro opinione conta, se è sensata!! Il mio amico non è un industriale del miele, produce miele per la famiglia e qualche amico... non ha interessi nel raccontarmi frottole (non sarebbe un mio amico se fosse una persona del genere). Inoltre il discorso non era una diatriba polemica "vegan vs allevatore" con tutti che tirano acqua al proprio mulito, ma una semplice chiacchierata del tipo "come stanno le tue apine?" --> "non molto bene [discorso sulla Varroa]"

Quindi la migliore cosa è diventare vegan e dare l'esempio;

magari anche la Varroa diventa vegan.... ;-)

sarebbe davvero una cosa così "non vegan" aiutare una specie animale contro un'altra (anche gli acari sono animali), se questa specie è così importante per l'ecosistema e la biodiversità?

8 Marina, 24/02/15 14:38

Puzzola ha scritto:
Se foste vegan anche fuori casa.. fareste un passo in più > anche per le api poiché non mangereste prodotti animali, > animali nutriti con vegetali (anche ogm) chimicamente > contaminati, che per crescere hanno bisogno di quello spazio > che incontaminato favorirebbe le api, la loro selezione o > addirittura una conquista di reti di nicchie ecologiche > differenti, tali da non causare competizione tra popolazioni > della stessa specie; tutto ciò probabilmente le renderebbe > più forti contro parassiti e altre "entità biologiche" di > diversa natura.

Personalmente preferisco avere i miei tempi nella conquista di un nuovo stile di vita, ti ringrazio comunque per l'incoraggiamento.

Dico solo una cosa su questo: qui non è una questione di stili di vita, ma di causare o meno la morte degli animali. Per questo prima si smette, meglio è. Essere vegan è una cosa da fare per gli altri, non per noi stessi. Fosse solo per noi, per la nostra salute e benessere, vabbè, ognuno fa quello che vuole, ma se si parla di evitare di contribuire alla domanda di prodotti che uccidono animali... allora bisogna farlo subito, non appena se ne capisce la necessità, senza aspettare.
Quindi è ovvio che in un sito vegan se una persona non lo è la si inviti a diventarlo, prima possibile.

9 Puzzola, 24/02/15 14:47

Dico solo una cosa su questo: qui non è una questione di stili di vita, ma di causare o meno la morte degli animali. Per questo prima si smette, meglio è. Essere vegan è una cosa da fare per gli altri, non per noi stessi. Fosse solo per noi, per la nostra salute e benessere, vabbè, ognuno fa quello che vuole, ma se si parla di evitare di contribuire alla domanda di prodotti che uccidono animali... allora bisogna farlo subito, non appena se ne capisce la necessità, senza aspettare.
Quindi è ovvio che in un sito vegan se una persona non lo è la si inviti a diventarlo, prima possibile.

Capisco benissimo, e condivido quello che pensi, per questo ti ho ringraziato. Ma allo stesso modo conosco i miei limiti, e so che se non procedo con gradualità e secondo i miei tempi potrei fallire in questa cosa, che invece mi sta estremamente a cuore proprio per i motivi che hai detto: si tratta della vita e libertà di altri individui, qualcosa su cui assolutamente non scherzo.

10 Marina, 24/02/15 15:40

Puzzola ha scritto:
Dico solo una cosa su questo: qui non è una questione di > stili di vita, ma di causare o meno la morte degli animali. > Per questo prima si smette, meglio è. Essere vegan è una > cosa da fare per gli altri, non per noi stessi. Fosse solo > per noi, per la nostra salute e benessere, vabbè, ognuno fa > quello che vuole, ma se si parla di evitare di contribuire > alla domanda di prodotti che uccidono animali... allora > bisogna farlo subito, non appena se ne capisce la necessità, > senza aspettare.
Quindi è ovvio che in un sito vegan se una persona non lo è > la si inviti a diventarlo, prima possibile.

Capisco benissimo, e condivido quello che pensi, per questo ti ho ringraziato.

Non hai ringraziato me, ma Didi ;-)

Ma allo stesso modo conosco i miei
limiti, e so che se non procedo con gradualità e secondo i miei tempi potrei fallire in questa cosa, che invece mi sta estremamente a cuore proprio per i motivi che hai detto: si tratta della vita e libertà di altri individui, qualcosa su cui assolutamente non scherzo.

A maggior ragione non capisco la necessità della gradualità, né della paura di "fallire": è una semplice decisione di usare o non usare certi prodotti, dipende solo da noi e non esistono difficoltà di sorta.
Quel che mi preme è che non passi il messaggio che serva chissà che: non serve nulla, se non la nostra decisione.

11 Andrea, 24/02/15 17:44

[ Ho cancellato le varie giustificazioni sul perché non essere vegan. Purtroppo non possiamo impedire alla gente di uccidere animali ma questo è un sito vegan con una policy molto chiara ]

Puzzola ha scritto:
Andrea, guarda che non sto polemizzando (mi pare di sentirti irritato)

Non sono irritato, sottolineavo che se fai una domanda in un forum la frase "Purtroppo dire credo o non credo, senza informazioni, è abbastanza inutile" è del tutto priva di senso oltre che maleducata. Si discute; su certe tematiche quando nessuno ha la verità in tasca uno può dire la sua opinione, preceduta da un "credo che". Hey, anche ai clienti a volte rispondo "non lo so, è un argomento che non conosco, ma CREDO che quel messaggio di errore non sia un problema". Nessuno mi ha mai risposto "dire credo o non credo, senza informazioni, è abbastanza inutile".

dico che senza informazioni precise, i miei e i
tuoi "credo o non credo" non servono a molto ai fini del discorso

Il discorso è nato da "un mio amico apicoltore dice che", non da dati di fatto quindi accetta i "credo che".

Ho sentito gente dire che se permettiamo a persone di diverse etnie di avere figli "misti" la razza umana scomparirà. Ho sentite gente dire che non facciamo lavorare i bambini vietnamiti di 8 anni per fare le scarpe da ginnastica moriranno di fame quindi o compri le scarpe fatte da schiavi bambini o sei un assassino di bambini. Adesso ho sentito un apicoltore dire che se non alleviamo le api moriranno. Vuoi link a studi scientifico sul fatto che le 3 cose sono delle stronzate? Non credo ce ne siano.

è proprio quello che vi sto chiedendo: secondo le mie informazioni, senza i trattamenti stagionali [...]

Parafrasandoti, con i "secondo le mie informazioni" non si va da nessuna parte.

Secondo le mie informazioni (un amico del fratello di un cugggino di terzo grado del mio panettiere di fiducia - che era anche un po' alticcio quando ha elaborato questa teoria-), le api si estingueranno a meno che non corriamo tutti completamente nudi per i prati zompettando tra i fiori e cantando a squarciagola la sigla dell'ape maia [1]. Qualcuno ha info per dimostrare che non è vero? Ovviamente i "Credo che.." non sono accettati perché non aiutano.

Se non fossero in grado, cosa pensate della questione "apicoltura"? (intendo sia quella produttiva, sia quella hobbistica come quella del nostro amico, sia quella puramente di tutela dell'ape senza raccolta di NESSUN prodotto)

Apicoltura significa allevare api: regolarne la riproduzione, prelevarne i prodotti, per poi rivenderli. Alcuni ammettono che si utilizzi il termine "apicoltura" anche se i prodotti si usano solo per sé stessi e gli amici, altri no, altri ancora parlano di "apicoltori hobbistici" ma c'è comunque come presupposto l'utilizzo di api gestendone ogni fase della vita, dalla nascita alla morte per prenderne i prodotti, altrimenti non è apicoltura.

Come detto sopra se ci si limita a lasciare i favi esistenti dove stanno e al limite (se possibile, non lo so) a favorirne la creazione (per intenderci, l'equivalente apesco della casetta per gli uccelli con il cibo a disposizione nei mesi invernali) allora la trovo una cosa positiva, ma non è apicoltura.

L'apicoltura è sempre inammissibile, e pensare che possa aiutare le api è semplicemente assurdo.

Riferimenti bibliografici
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[1] https://www.youtube.com/watch?v=dJJb8e8ockI

12 pamela, 24/02/15 21:47

Ho visto una foto di contadini cinesi arrampicati sugli alberi ad impollinare manualmente. Lo fanno per molte ore al giorno, perché le api nella loro zona sono scomparse. Penso che molti contadini preferirebbero ospitare delle api sul loro terreno piuttosto che impollinare in cima agli alberi, sapendo che il raccolto sarà molto inferiore a quello determinato dalle api. Io sono sempre felice quando vedo api tra le mie piante e, se potessi, costruirei un'apposita casa per loro. Cerco di piantare fiori che le attirino e di non disturbarle. In un gruppo FB frequentato anche da apicultori, ho appreso che c'è compravendita di api, possono essere importate anche da altri paesi. Immaginate lo stress per api tedesche o francesi, dico paesi a caso, non ricordo di quali si parlasse, al ritrovarsi in Italia, con un clima diverso da quello originario. E noi, ignari di quello che combinano altri umani, a domandarci perché le api si ammalino.

13 Guest, 25/02/15 13:59

Puzzola ha scritto:
Abbiamo un amico che da un anno circa pratica l'apicoltura. Ha poco più di dieci favi, che sono tra l'altro stati decimati da un acaro

Il nostro amico apicoltore sostiene che, se non ci fossero gli apicoltori a curare le api, anche le api domestiche (mellifera e cerana) sarebbero decimate da questo acaro oltre che da tutti gli altri agenti che purtroppo le danneggiano (insetticidi, pesticidi...)

Il tuo amico dice che senza apicoltori le api sarebbero decimate da questo acaro; ma lui pur essendo un apicoltore non ha potuto contrastare la decimazione.

Questo dimostra che essere sfruttate da un apicoltore (che sia a livello familiare o industriale non cambia) non risparmia le api dalla morte.

Puzzola ha scritto:
precisamente per questo STO CHIEDENDO, come indicato anche nella suddetta citazione: CHIEDO INFORMAZIONI. se non le avete, potete rispondere "non lo so"

Ti abbiamo risposto in più modi, ma forse sei tu che si sei messa sulla difensiva e non hai letto attentamente le risposte.

Eccole, le rendo più esplicite:

Andrea ha scritto:
no, l'allevamento delle api non aiuterà mai le api. Fornire loro la possibilità di costruire favi senza far loro del male sì: se non lo fa nessuno possono farlo i singoli cittadini (quelli che hanno un giardino di proprietà ovviamente, nelle aree comuni i favi vengono eliminati) anche se è una goccia nell'oceano.

pamela ha scritto:

Ho visto una foto di contadini cinesi arrampicati sugli alberi ad impollinare manualmente. Lo fanno per molte ore al giorno, perché le api nella loro zona sono scomparse.

- Gli apicoltori sono utili per contrastare la decimazione? NO.

- E' possibile aiutare le api in qualche modo? SI.
1) Diventando vegan.
2) Invitando a non consumare i prodotti della api.
3) Lasciando alle api la possibilità di riprodursi in totale libertà (questo lo può fare un privato cittadino che vede le api nel suo giardino e non le ammazza).

- Possiamo convincere l'umanità a salvare le api senza sfruttarle? NO.

Ma perché la popolazione mondiale se ne frega?

Non lo so, ma se è per questo non gli importa né dell'acqua che beve, né delle scorie nucleari, né dei cani randagi, né dei fringuelli in via di estinzione in altri paesi del mondo (ricordo che ci sono altri animali, oltre le api, che sono naturalmente nostri "aiutanti" nell'agricoltura).

Spero che rileggerai le risposte con calma. A volte leggere il messaggio con altri toni aiuta.

14 Andrea, 25/02/15 14:26

Una precisazione altrimenti non si capisce: ho cancellato un messaggio dell'utente "Puzzola" per altre offese e toni strafottenti (inviti a farsi una tisana, a non dire opinioni personali perché non è costruttivo ecc. ecc.). Probabilmente nel frattempo Didi stava rispondendo quindi c'è la sua risposta ma non il messaggio originale a cui risponde (ma dalle parti quotate si capisce comunque il discorso).

15 AntonellaSagone, 11/03/15 08:36

tutta questa discussione mi sembra piuttosto assurda. è come quando vengono a chiedere a me che mi occupo di allattamento le "prove" che allattare non causa otosclerosi. Le portassero loro le prove di teorie astruse... non ci sono ricerche, che so, che allattare causi unghie incarnite ma mi sembra improbabile, come mi sembra improbabile che cantare nudi la canzione dell'ape maya protegga le api (Andrea, grazie per questa chicca mattutina, you made my day).

Le prove che sia una cavolata che servono gli apicultori per salvare le api dal tal parassita?

Mi risulta che le api hanno milioni di anni, come sono arrivate fino ad oggi senza ammalarsi? Guarda caso oggigiorno le api stanno scomparendo, e quelle delle arnie fatte dall'uomo non reggono ai parassiti. L'uomo fa i trattamenti ma nonostante ciò vengono decimate.
dunque, per me, uomo = parassiti e malattie delle api. Mi sembra abbastanza evidente.

Se poi davvero anche le api selvatiche vengono decimate dal parassita (ma le osservazioni vengono fatte invece proprio sulle api allevate, quindi già in condizioni non del tutto naturali, con miele che viene sottratto periodicamente ai favi, ecc!), chiediamoci perché questo parassita sia diventato così aggressivo... scommettiamo che c'è sempre lo zampino umano che ha causato uno squilibrio? allora indaghiamo questo e combattiamo l'elemento che crea squilibrio (magari i pesticidi e le schifezze che riversiamo sull'ambiente??) invece di puntare sulla carta dei bravi apicultori che fanno i trattamenti ai favi...!

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!