Alimentazione carnivora e associazioni umanitarie; pagina 4

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46 FrancescaF, 26/06/09 20:45

Capisco. E' proprio per questo che deve essere fatta informazione. Più informati si è, più scelte giuste si fanno. Sempre se si ha coscienza e sensibilità, ovviamente.

47 ladyoscar, 28/06/09 19:57

Marina ha scritto:


Personalmente, mi fa ancora piu' rabbia chi mangia la "carne bio" che chi mangia quella "normale". Perche' nel secondo caso c'e' la speranza che non ci abbia ancora pensato e che una volta capito possa agire di conseguenza, nel primo caso invece ci hanno pensato e hanno deciso di non agire affatto.

Hai ragione, non l'avevo mai vista in questi termini ma in effetti è vero!
Per quello che dicevi tu Andrea, è vero che nel commercio equo c'è qualche prodotto che contiene derivati animali, ma sono proprio pochi: il miele, alcuni tipi di biscotti e qualche cioccolata al latte. non dico che sia giusto intendiamoci, dico solo che se lo paragoni a qualunque altro negozio di alimentari ce ne sono sicuramente di meno. c'è pure la nutella vegan e anche i baci di dama sono vegan! Oltretutto, visto l'andazzo generale, quelli che vedo mi sembrano segnali positivi: purtroppo sono ancora poche le persone che pensano che non sia giusto comprare cose in pelle, e come dicevi tu sono tante le associazioni animaliste che si ritrovano a festeggiare con carne e grigliate...
...e poi, quando mi dicono "Tu sei vegetariana, fai i banchetti per gli animali, ma prima di fare qualcosa per gli animali non pensi alle persone?" sai che soddisfazione dire "Io per le persone da 15 anni faccio volontariato all'equo e solidale, e tu cosa fai???" e lì di solito scende il silenzio... ;-)

48 Andrea, 28/06/09 20:42

ladyoscar ha scritto:
non dico che sia giusto
intendiamoci, dico solo che se lo paragoni a qualunque altro negozio di alimentari ce ne sono sicuramente di meno.

Sì certo, ma infatti io non lavorerei mai in un negozio di alimentari !

49 Babai, 28/06/09 23:00

...e poi, quando mi dicono "Tu sei vegetariana, fai i banchetti per gli animali, ma prima di fare qualcosa per gli animali non pensi alle persone?"

Oppure si può rispondere "Lo sto appunto facendo: essere vegan salva il pianeta, il tuo pianeta"

50 starsinflames, 1/07/09 01:19

Andrea ha scritto:
Queste associazioni vivono di contributi delle persone e dire al 99% di loro che sono la causa del disastro a cui assistiamo farebbe perdere loro un sacco di soldi.

Magari invece grazie al senso di colpa, ottengono ancora piu' soldi.

Voglio fare un esempio stupido.

Quest'anno sono andata in Brasile e (purtroppo) abbiamo preso parte a una gita organizzata che ci portava in villaggi di "indigeni" immersi nella foresta.

Inutile dire quanto tutto fosse organizzato, e quanto le persone del villaggio facessero esattamente tutto quello che chi come me si aspettava di vedere.

Capanne, copricapi di piume colorate, gonnellini di
paglia..

E poi, in fondo al villaggio, la casetta in muratura del capo con fornelli, frigo, tv ecc... (TRISTE)

C'è da dire pero' che tutti quei bambini, sporchi di fango e che giocavano con ogni cosa che trovavano in natura, hanno suscitato un forte istinto materno in tutte le donne presenti alla gita.
Ho visto regalare a bambini di tutto, dalle caramelle, ai giocattoli a addirittura paia di occhiali da sole di qualche costosa marca ("ma tesoro, questa bambina non ha niente. Le piacevano i miei occhiali di vogue da 300 euro e io glieli ho regalati"). E questo da persone che magari, prima di allora, non hanno neanche mai solo pensato di fare una donazione all' UNICEF o altre associazioni del genere.

E' vero anche che le cose fatte per moda o per senso di colpa non sono fatte realmente con il cuore e con la convinzione, ma faccio una domanda...

Meglio un 15enne vegetariano per moda, perchè lo è il cantante del suo gruppo preferito (e magari a lui degli animali non frega niente) o un 15enne onnivoro?

Secondo me puntare sulle mode e sui sensi di colpa puo' già essere un passo avanti... Risparmia in ogni caso qualche vita.

51 Andrea, 1/07/09 09:19

Andrea ha scritto:

Queste associazioni vivono di contributi delle persone e dire al 99% di loro che sono la causa del disastro a cui assistiamo farebbe perdere loro un sacco di soldi.

starsinflames ha scritto:

Magari invece grazie al senso di colpa, ottengono ancora piu' soldi.

[ ... ]

Quest'anno sono andata in Brasile e (purtroppo) abbiamo preso parte a una gita organizzata che ci portava in villaggi di "indigeni" immersi nella foresta.
Ho visto regalare a bambini di tutto, dalle caramelle, ai giocattoli a addirittura paia di occhiali da sole di qualche costosa marca ("ma tesoro, questa bambina non ha niente. Le piacevano i miei occhiali di vogue da 300 euro e io glieli ho regalati"). E questo da persone che magari, prima di allora, non hanno neanche mai solo pensato di fare una donazione all' UNICEF o altre associazioni del genere.

Però in questo caso la gente che regala gli oggetti prova un senso di colpa "finto", pensa "poveri bambini, e noi invece siamo così fortunati" e aprono il portafogli.

Il "vero" senso di colpa che dovrebbero provare è ben altro: la principale causa di povertà nel Brasile è il fatto che tutte le risorse vengano usate per nurtire gli animali negli allevamenti: invece di dare caramelle o giocattoli la gente doveva smettere di mangiare carne per aiutare veramente quei bambini.

Secondo me puntare sulle mode e sui sensi di colpa puo' già essere un passo avanti... Risparmia in ogni caso qualche vita.

Il senso di colpa però nasce quando prendi atto del fatto che è tua la colpa della morte degli animali, che è quello che stiamo appunto dicendo dovrebbe essere messo in evidenza. Queste grandi associazioni non lo fanno, anzi fanno di tutto per nascondere il rapporto causa-effetto tra consumo di carne e morte degli animali.

Per come la vedo io, banalizzando un po', il "vero" senso di colpa (inteso come "se muoiono è colpa mia") aumenta le probabilità che una persona diventi veg*ana mentre il "finto" senso di colpa ("io sono fortunanto e qui poveri bambini/animali no") aumenta le probabiltà che la gente dia soldi.

52 FrancescaF, 1/07/09 11:19

Il "senso di colpa" del donare gli occhiali è un bel modo per pulirsi la coscienza! Specialmente per quella gente che ha bisogno di buttare via 300 euro per coprirsi gli occhi. Eh, ma questa gente è specialista nel "coprirsi gli occhi". Il punto non è il senso di colpa, il punto è il senso di responsabilità, che scaturisce dalla compassione e dall'altruismo, non dal senso di colpa, vero o presunto.

Intanto, giusto per vostra informazione, Save The Children non ha risposto dopo 6 giorni! CVD!

53 Andrea, 4/07/09 22:30

FrancescaF ha scritto:
Intanto, giusto per vostra informazione, Save The Children non ha risposto dopo 6 giorni! CVD!

Ancora nessuna novità immagino..

54 FrancescaF, 5/07/09 01:01

Andrea ha scritto:
Ancora nessuna novità immagino..

Assolutamente no. Nel vocabolario della lingua italiana non c'è parola che possa descrivere il mio ribrezzo. Ma non finisce qui. Piuttosto stampo dei volantini a mie spese e mi metto a volantinare selvaggiamente ovunque denunciando questo stato di cose. Lo so, è una goccia del mare, ma è una goccia in più.

55 Enzo83, 31/07/09 10:54

http://www.emergency.it/img/giornale/emergency48.pdf
Pagina 14

56 Marina, 1/08/09 14:42

Bene!

Intere frase sono tratte dal nostro sito alla pagina: http://www.nutritionecology.org/it/panel2/intro.html
(anche se non viene citato)

Riporto una parte dell'articolo del giornalino di Emergency sopra citato, intitolato:
"L'umanità nutrita sempre peggio"

------------
Quando il prezzo del pane
al chilo aumenta a dismisura,
quando scoppiano
le rivolte per le tortillas messicane,
o ad Haiti si infornano biscotti
di fango, siamo ormai di fronte
ai disastrosi effetti di una manovra
finanziaria globale che mette
a repentaglio la salute e persino
la sopravvivenza di molta parte
dell’umanità. Già ora, secondo
l’Organizzazione mondiale della
sanità, la metà degli esseri umani
– circa 3 miliardi di persone – soffre
di una qualche forma di malnutrizione,
una parola dai significati
diversi, ma sempre preoccupante.
Il termine viene infatti usato per
indicare uno squilibrio nell’assunzione
di nutrienti e altri fattori
necessari per una vita sana che
può manifestarsi sotto forma di
denutrizione, carenza di proteine,
vitamine o minerali, o sovralimentazione.
E nei paesi in via di sviluppo
una persona su cinque soffre
della più grave tra le varianti
della malnutrizione: la fame.

È noto che la maggior parte dei
casi di malnutrizione tra i poveri è
generata da un accesso non equo
alle risorse alimentari, piuttosto
che da un’insufficiente produzione
di cibo.
In effetti, la produzione agricola
potrebbe essere più che sufficiente
per nutrire l’intera popolazione
umana. La questione risulta davvero
sottovalutata, se si osserva
che, in questa situazione, una
quota consistente di risorse viene
usata come mangime per animali,
anziché per nutrire direttamente
persone affamate.
Le strategie agricole adottate negli
anni passati si sono rivelate un
vero e proprio disastro: istituzioni
pubbliche e private hanno promosso
attivamente nei paesi in via di
sviluppo la diffusione di allevamenti
di bestiame su larga scala
per la produzione di carne e latte,
senza considerare che gli animali
da allevamento consumano molte
più calorie di quante ne producano
sotto forma di carne, latte o uova.
Quando ancora non si era manifestata
con evidenza la querelle sui
biocarburanti e le riconversioni
delle colture per la loro produzione,
emergeva già che i cereali erano
prodotti e immessi sul mercato
più per allevare bestiame che per
soddisfare un bisogno alimentare
umano.
Le stime ufficiali, in particolare
della Fao, l’Organizzazione delle
Nazioni Unite per l’alimentazione
e l’agricoltura, e dell’Organizzazione
mondiale della sanità, dicono
chiaramente che l’aver dirottato
gran parte della produzione cerealicola
dall’alimentazione umana
alla produzione di mangimi animali
ha obbligato i paesi in via di sviluppo
a importare i cereali a caro
prezzo, aumentando enormemente
il problema della malnutrizione.
In questi paesi, infatti, la dieta si
basa prevalentemente su cereali e
legumi che forniscono la maggior
parte dei carboidrati e delle proteine
necessarie alla sopravvivenza.
Il paradosso è che questo tipo di
dieta, che potrebbe essere adottato
con grandi vantaggi per la
salute anche da parte dei paesi
industrializzati, inizia a essere
trascurato anche nei paesi dov’era
tradizionale: chi può, preferisce
una dieta di tipo occidentale nella
quale la maggior parte del fabbisogno
proteico è derivato dalla
carne.
[...]

----------------

Peccato che poi tra le cose da fare non citi la diminuzione del consumo di carne *per tutti*, pero' e' gia' buono che abbiano scritto quanto sopra, usando proprio i contenuti del sito del NEIC.

Chissa' che anche queste associazioni inizino a rendersi conti di queste cose, e agiscano di conseguenza...

Ciao,
Marina

57 FrancescaF, 13/09/09 22:43

Qualche giorno fa sono riuscita dopo continui rimandi a scrivere su questo tema una lettera a Beppe Grillo (che per me chiaramente non è il dio in terra ma un canale di informazione formidabile) dato che Save The Children non mi ha neppure risposto con una risposta automatica.

Davvero vergognoso.

Potreste anche voi inviare un lettera (se volete il mio modello mandatemi un mp) se avete tempo e voglia e lo ritenete opportuno!

Magari facendo pressione, possiamo riuscire ad ottenere qualcosa.

Anche se temo che questo argomento stia sui cosiddetti anche allo stesso Grillo. Troppo dura ammettere di essere parte del problema e mostrare a tutti lo stesso...

Ciao!

58 Marina, 13/09/09 23:24

Mi pare che Grillo si sia espresso in merito non molto tempo fa dicendo che a lui la carne piace e quindi la mangia senza problemi.

Ciao,
Marina

59 FrancescaF, 13/09/09 23:43

E quindi facciamo pure affamare un miliardo di persone senza porci problemi?

Bah...bell'etica.

60 FrancescaF, 13/09/09 23:46

FrancescaF ha scritto:
E quindi facciamo pure affamare un miliardo di persone senza porci problemi?

Bah...bell'etica.

Tralascio il discorso della sofferenza degli animali (che per me è in testa a tutto) entrando nelle loro menti speciste che falsamente si preoccupano delle persone.

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!