aperitivi vegani; pagina 2

Gli utenti registrati possono scrivere una risposta

Pagina 2 di 2

16 Andrea, 2/05/15 16:45

Tom ha scritto:
Certo, se lasciata libera di riprodursi aumenta esponenzialmente: ma non è questo ciò che accade, perché la cova viene artificialmente limitata al fine di mantenere più o meno stabile il numero di esemplari.

Se anche bastasse questo, ma non ci credo, alla faccia del cruelty-free... Ma resta il fatto che avere N galli e N galline porta ovviamente al massacro. Se non ci sono N galli e N galline ma i galli sono molti meno sono stati ceduti o uccisi.

Tom ha scritto:
Quanto agli "aggiustamenti" nella scala gerarchica: si tratta di un comportamento del tutto naturale, perché si tratta di specie animali che tendono naturalmente ad istaurare gerarchie, e talvolta ciò avviene anche tramite comportamenti violenti.

Se capita in natura è naturale, se lo fanno perché convivenze tra individui e riproduzioni sono imposte e poi "si aggiustano in modo cruento" non è affatto naturale. Anche i gatti selvatici in natura possono azzuffarsi, ma se li allevi e li lasci riprodurre e lottare il fenomeno è infinitamente maggiore ed è imposto dall'uomo.

Tom ha scritto:
Mi limito comunque a descrivere la situazione, non ho la pretesa di giudicare in termini etici un simile comportamento animale, né di valutare se una simile situazione possa ritenersi indotta dall'uomo, e quindi criticabile dal punto di vista vegan.

Quando scrivi che è possibile mangiare uova senza crudeltà non ti limiti a descrivere una situazione..

Tom ha scritto:
Ripeto che innanzitutto dipende da quali specie si considerano, perchè vi sono animali, come le oche, che fanno già di per sé poche uova, e di queste ne covano pochissime. Le altre le abbandonano senza più curarsene. Quanto alle galline, è possibile che tu abbia ragione (ma anche qui dipende molto dalle specie), ma è poi necessario capire cosa implichi tale alterazione dei cicli. Bisogna infatti considerare l'entità dell'eventuale sovrapproduzione, per poi valutare l'incidenza di essa sulla salute dell'animale. [...]

Non è che qualche milione di persone ha deciso di non mangiare un dato alimento senza essersi prima informata.. Se fosse possibile ciò che descrivi allora le uova, se prodotte in determinati contesti, sarebbero vegan. Se fosse possibile i rifugi di animali sarebbero i primi a cedere le uova delle loro galline in modo che per ogni uovo "cruelty-free" ne venga comprato uno in meno di quelli "standard". E saremmo i primi a dire alla gente quali uova si possono consumare e quali no visto che ogni cosa che rende più facile la scelta vegan aumenta il numero di persone che la intraprendono.

Ma purtroppo (per gli animali) non è possibile: non esistono prodotti animali che non comportano violenza.

Pagina 2 di 2

Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!