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346 eweg, 27/04/11 17:21

Andrea ha scritto:
"leggi il vangelo e capirai le mie scelte" (so
cohe non mi crederete ma giuro che è vera anche questa risposta).

Probabilmente si riferiva alle lettere di Paolo, dove Paolo scrive ai vari gruppi cristiani che c'erano allora di non sindacare sulle scelte alimentari di altri gruppi.

Solo che la nostra non è una scelta alimentare.

347 Carlovegan, 27/04/11 18:25

Col senno di poi non posso che dare ragione voi e cioè valutare con attenzione cosa fare, la mia convinzione, a non tornare indietro, è dovuta al fatto che da onnivoro e poi da vegetariano ho contribuito ad uccidere troppi essere viventi e che ora ho sulla coscienza. Quindi indietro noi non torniamo. A suffragio di quello che voi avete detto, e cioè di fare le cose con prudenza, posso dirvi che fra le persone che stiamo cercando di convincere a diventare vegan vi è anche chi lo farebbe per questioni salutistiche e la loro visione è qualcosa di questo genere:
"cosa vuoi che sia un pezzo di formaggio ogni tanto".
Nel nostro piccolo lavoro sia io e mia moglie abbiamo deciso di convincere a diventare vegan solo coloro che lo farebbero per l'amore verso gli animali perchè con gli altri probabilmente è tempo sprecato.
Voglio scusarmi per questa mia irruenza che ho, è che sono incazzato con me stesso per quello che ho fatto da onnivoro e da vegetariano.

348 Marina, 27/04/11 19:07

Carlovegan ha scritto:
A suffragio di quello che voi avete detto, e cioè
di fare le cose con prudenza, posso dirvi che fra le persone che stiamo cercando di convincere a diventare vegan vi è anche chi lo farebbe per questioni salutistiche e la loro visione è qualcosa di questo genere:
"cosa vuoi che sia un pezzo di formaggio ogni tanto".
Nel nostro piccolo lavoro sia io e mia moglie abbiamo deciso di convincere a diventare vegan solo coloro che lo farebbero per l'amore verso gli animali perchè con gli altri probabilmente è tempo sprecato.

Mah, no, anche uno che lo fa per salute, e magari dimezza il consumo, è già una buona cosa, sono sempre animali salvati. Quindi fare informazione in questo senso va bene sempre.

Il problema di cui si parlava era invece il non far sembrare troppo difficile la scelta vegan, dicendo a un neofita "e questa questa e questa marca le devi escludere perché hanno a che fare con Promiseland". Inizia a diventare problematico, perché restringi il campo dei possibili acquisti, e specie per uno che magari non ha cpaito bene il problema è una cosa difficile da spiegare.

Ciao,
Marina

349 ariel444, 27/04/11 19:12

Carlovegan ha scritto:
Voglio scusarmi per questa mia irruenza che ho, è che sono incazzato con me stesso per quello che ho fatto da onnivoro e da vegetariano.

mi pare che hai preso la cosa per il verso giusto, complimenti Carlo, e piena solidarietà...

350 Andrea, 27/04/11 19:17

Carlovegan ha scritto:
Nel nostro piccolo lavoro sia io e mia moglie abbiamo deciso di convincere a diventare vegan solo coloro che lo farebbero per l'amore verso gli animali perchè con gli altri probabilmente è tempo sprecato.

Mah non saprei.. molta gente lo fa per la salute ma poi apprezza anche gli altri aspetti o almeno non torna indietro. Cioè: magari uno per inerzia non prende la decisione di diventare vegan per gli animali, ma se lo fa per motivi salutistici poi non torna indietro perché in quel caso dovrebbe decidere a mente fredda di riprendere a uccidere animali.

Voglio scusarmi per questa mia irruenza che ho, è che sono incazzato con me stesso per quello che ho fatto da onnivoro e da vegetariano.

No no, l'irruenza ci vuole.. il dubbio comunque non è "se" queste aziende pagheranno ma solo il "come".

351 pamela, 27/04/11 22:55

Marina ha scritto:
Carlovegan ha scritto:
A suffragio di quello che voi avete detto, e cioè
di fare le cose con prudenza, posso dirvi che fra le persone > che stiamo cercando di convincere a diventare vegan vi è > anche chi lo farebbe per questioni salutistiche e la loro > visione è qualcosa di questo genere:
"cosa vuoi che sia un pezzo di formaggio ogni tanto". > Nel nostro piccolo lavoro sia io e mia moglie abbiamo deciso > di convincere a diventare vegan solo coloro che lo farebbero > per l'amore verso gli animali perchè con gli altri > probabilmente è tempo sprecato.

Mah, no, anche uno che lo fa per salute, e magari dimezza il consumo, è già una buona cosa, sono sempre animali salvati. Quindi fare informazione in questo senso va bene sempre.

Il problema di cui si parlava era invece il non far sembrare troppo difficile la scelta vegan, dicendo a un neofita "e questa questa e questa marca le devi escludere perché hanno a che fare con Promiseland". Inizia a diventare problematico, perché restringi il campo dei possibili acquisti, e specie per uno che magari non ha cpaito bene il problema è una cosa difficile da spiegare.

Io non mi sono posta il problema di restringere il campo. Ho occasione di parlare soprattutto con onnivori, tra cui diverse persone più o meno interessate alla scelta vegan. Anche alla maggior parte degli onnivori fa orrore la vivisezione. Ho avuto la sensazione che sia sufficiente dare una marca per ogni tipologia di prodotti e la gente sia disposta ad usare solo quella, pur di evitare soffrenze terribili agli animali.
Anni fa avevo segnalato un blog di ricette demerdificabile ad un'amica onnivora e ultimamente le ho spiegato sommariamente la questione certificazioni, senza entrare in troppi dettagli e lei ha capito benissimo di cosa stavo parlando, perché purtroppo situazioni analoghe in altri campi ne conosciamo tutti.

Ciao

pamela

352 seitanterzo, 27/04/11 23:44

Carlovegan ha scritto:
A suffragio di quello che voi avete detto, e cioè
di fare le cose con prudenza, posso dirvi che fra le persone che stiamo cercando di convincere a diventare vegan vi è anche chi lo farebbe per questioni salutistiche

Ma no, qualunque sia il motivo, l'importante è che uno vegan lo diventi, il resto dipenderà dalla propria evoluzione personale.
Io lo divenni soltanto perchè lessi un libro dove in uno dei capitoli si parlava dei danni globali sull'ambiente e sulla salute. Pensai che se ci fosse scritto lì sarebbe di certo stato vero, e decisi di provare perchè l'autore affermava fosse la miglior alimentazione per la propria salute. Non sapevo nemmeno cosa significasse essere vegan, volli solo provare per un po', dato che l'autore invitava a farlo almeno per un mese, facendoti chiedere se dopo questo periodo saresti tornato indietro, nonostante l'aver conquistato evidenti positivi cambiamenti, che prima non credevi possibili, lo fossero con una semplicità
disarmante.
E' come quando ti regalano l'abbonamento a Sky per 6 mesi. Alla fine del periodo probabilmente non potrai più farne a meno, e ti abbonerai pagando! Bella metafora, per uno che della tv ne fa a meno da anni....

Voglio scusarmi per questa mia irruenza che ho, è che

sono
incazzato con me stesso per quello che ho fatto da onnivoro e da vegetariano.

Dai, non serve a nulla procrastinare sul passato, meglio concentrare le energie "sull'adesso", è di quetso che abbiamo tanto bisogno! ;)

353 fasguvh, 28/04/11 07:55

seitanterzo ha scritto:
Io lo divenni soltanto perchè lessi un libro dove in uno dei capitoli si parlava dei danni globali sull'ambiente e sulla salute. Pensai che se ci fosse scritto lì sarebbe di certo stato vero, e decisi di provare perchè l'autore affermava fosse la miglior alimentazione per la propria salute. Non sapevo nemmeno cosa significasse essere vegan, volli solo provare per un po', dato che l'autore invitava a farlo almeno per un mese, facendoti chiedere se dopo questo periodo saresti tornato indietro, nonostante l'aver conquistato evidenti positivi cambiamenti, che prima non credevi possibili, lo fossero con una semplicità disarmante.

pura curiosita'... che libro e'?

354 Carlovegan, 28/04/11 12:44

Grazie Ariel444 per il tuo pensiero mi ha fatto molto piacere.

Grazie Marina, Pamela, Andrea e Seitanterzo per le risposte chiarificatrici! Io ho tanto da imparare in questo affascinante mondo vegan e grazie alle vostre spiegazioni rivedo la mia posizione sulla, se così si può chiamare, "evangelizzazione".

355 Andrea, 28/04/11 13:10

pamela ha scritto:
Io non mi sono posta il problema di restringere il campo. Ho occasione di parlare soprattutto con onnivori, tra cui diverse persone più o meno interessate alla scelta vegan. Anche alla maggior parte degli onnivori fa orrore la vivisezione. Ho avuto la sensazione che sia sufficiente dare una marca per ogni tipologia di prodotti e la gente sia disposta ad usare solo quella, pur di evitare soffrenze terribili agli animali.

Nei discorsi faccia a faccia nemmeno io mi faccio scrupoli, la mia paura sono quegli utenti che senza alcuna guida arrivano su un sito come questo, iniziano a sfogliare l'elenco di negozi, prodotti, ecc. ecc. e iniziano a vedere cose tipo: "i prodotti di quest'azioenda sono vegan me è meglio non comprarli perché..." e via la questione della terra promessa. Non so, avrei paura di allontanarli.

Magari si potrebbero segnalare in qualche modo le aziende che fanno cose non etiche e mettere una nota generica per tutto il database che spiega che se un negozio/prodotto/locale/marca è segnalata vuol dire che la riteniamo utile, e che quindi il neo-vegan può comprarla, ma che scegliere un'alternativa è meglio.

Onestamente mi sento poco a posto anche lasciando la situazione attuale: ad esempio stiamo pubblicizzando aziende che hanno detto chiaramente che l'etica per loro viene dopo gli affari, e questo non va bene.

Dovremmo anche premiare le realtà interamente vegan rispetto a quelle che sono solo "vegan-friendly", e quelle che fanno qualcosa di concreto per gli animali.

Al momento un locale come il Rewild che è vegan, gestito da vegan, e organizza un sacco di eventi benefit ha la stessa visibilità negli elenchi di un locale onnivoro con solo alterantive vegan. E' profondamente ingiusto nei cofronti delle attività veraemnte etiche.

Insomma, il database è eccezionale per la quantità di dati e l'attendibilità ma è tropponeutrale, dobbiamo differenziare in positivo e in negativo.

356 Amexis, 28/04/11 22:31

stavo pensando che ci sono davvero molte difficoltà di orientamento:
ho parlato con vegani che dicono che andare in un luogo che promuove il veganesimo, ma lo fa con aziende che uccidono e sfruttano animali non è molto diverso che andare a comprare tofu o seitan al biologico che vende anche carne o comprare verdure e frutta al supermercato.
Ho parlato con vegani che pensano che promuovere con ogni mezzo il veganesimo non sia poi così disdicevole se può portare grandi interessi alla causa vegana. Ho ragionato con persone che credono che andare in un caseificio e fare una proposta di guadagno duplicato ad un bufalicida per fare una mozzarella vegana sia comunque una buona cosa, perchè vedere mozzarelle di marca con una V gigante in fronte potrebbe far capire alla gente quanto sia bella la nostra scelta.

Non li ho giudicati male, dopo averci parlato (ma mentre parlavano loro si), perchè ho capito che il loro percorso è ancora lungo e che sono stati portati su una strada sbagliata. Bisogna solo far capire loro che l'etica non ha prezzo e che le vite degli animali sono più importanti di qualsiasi business. Non siamo qui per fare la famiglia del mulino Bianco Vegano, siamo qui per salvare animali, direttamente o indirettamente ma noi questo dobbiamo fare. E se i miei fatturati e la mia pubblicità dovessero aumentare per un salumiere che mi fa fare la pubblicità vegana a Pippo Baudo, io non sarei per nulla favorevole, anzi boicotterei chi scende a compromessi e chi crede che il fine giustifichi i mezzi.
Ragazzi, queste situazioni sono pericolose, io stesso ho avuto delle situazioni spiacevoli, ma sto cercando di colmare la mia ignoranza. Queste persone, e non parlo in particolare di quelle con cui ho fatto un bel discorsetto, ma in generale, vanno aiutate sennò si rischia di avere il paradosso. C'è chi sta facendo proseliti con la pubblicità e sta mettendo in testa cattive idee a chi si avvicina al veganesimo.

357 Andrea, 29/04/11 11:33

Amexis ha scritto:
ho parlato con vegani che dicono che andare in un luogo che promuove il veganesimo, ma lo fa con aziende che uccidono e sfruttano animali non è molto diverso che andare a comprare tofu o seitan al biologico che vende anche carne o comprare verdure e frutta al supermercato.

Le differenze sono:
- questi negozi non dicono di essere negozi vegan, e non pretendono di spiegare cosa significhi essere vegan
- questi negozi non spacciano prodotti non vegan per prodotti vegan, portando persone vegan a incrementare le vivisezione, ad esempio.
- questi negozi non attaccano i volontari che hanno portato alla diffusione della scelta vegan su cui ora loro fanno soldi, cercando di eliminarli come "concorrenza"

Ho parlato con vegani che pensano che promuovere con ogni mezzo il veganesimo non sia poi così disdicevole se può portare grandi interessi alla causa vegana. Ho ragionato con persone che credono che andare in un caseificio e fare una proposta di guadagno duplicato ad un bufalicida per fare una mozzarella vegana sia comunque una buona cosa, perchè vedere mozzarelle di marca con una V gigante in fronte potrebbe far capire alla gente quanto sia bella la nostra scelta.

Su questo devo dire di essere in parte d'accordo: finché non ci sono negozi, aziende, prodotti interamente vegan, l'unica cosa da fare è spingere chi non lo è a introdurre alimenti vegan.

Intendiamoci, non ho la minima simpatia per chi produce sia alimenti vegan che non vegan, non prenederi un centesimo da loro, questa è una guerra e loro sono il nemico.

Ma al momento siamo in tale inferiorità numerica che se diciamo: "o tutto vegan o niente" otteniamo niente. Quasi tutti i prodotti come latte di soia, panna, seitan, tofu, arrivano da aziende che hanno anche prodotti non vegan, questo è un dato di fatto. E le aziende che producono solo alimenti vegan spesso non sono gestite da persone vegan.

Ma comunque non è quello che fa la terra promessa: loro prendono realtà che di vegan non hanno niente e dietro pagamento le spacciano per "vegan-friendly".

Non siamo qui per fare la famiglia del
mulino Bianco Vegano, siamo qui per salvare animali,

Noi sì, ma purtroppo molti invece cercano la giornata in compagnia, il sito in cui non si parli di sofferenza degli animali ma solo di ricette ecc. ecc. Sono vegan a cui non interessano gli animali: per qualche motivo loro non vogliono ucciderli, ma non giudicano sbagliato farlo, la considerano una cosa soggettiva, come ascoltare un genere musicale invece di un altro.

L'unico merito che va alla terra promessa è quello di aver capito questa cosa e di sfruttarla economicamente: attiri gente che mangia carne conspaevole del male che fa, gente vegan che rispetta e ammira chi mangia carne consapevolmente (perché hanno almeno preso coscienza dell'effetto delle loro azioni, ho letto spesso). Danno una gratificazione egoistica dicendo palle sul fatto di essere il sito più visitato d'Ialia sulla scelta vegan ecc. ecc. e il gioco è fatto.

Io non so come si possa dialgoare con chi è vegan ma se ne frega degli animali, e temo siano questi il grosso dei loro utenti.

358 Amexis, 29/04/11 14:22

Andrea ha scritto:
Le differenze sono:
- questi negozi non dicono di essere negozi vegan, e non pretendono di spiegare cosa significhi essere vegan
- questi negozi non spacciano prodotti non vegan per prodotti vegan, portando persone vegan a incrementare le vivisezione, ad esempio.
- questi negozi non attaccano i volontari che hanno portato alla diffusione della scelta vegan su cui ora loro fanno soldi, cercando di eliminarli come "concorrenza"

Sono d'accordo la penso allo stesso modo ;-), solo che trovarsi a discutere di queste cose con queste persone lo trovo ridicolo, bisogna pure fargli rendere conto delle differenze. Però poi ci arrivano eh ;-)
Su questo devo dire di essere in parte d'accordo: finché non ci sono negozi, aziende, prodotti interamente vegan, l'unica cosa da fare è spingere chi non lo è a introdurre alimenti vegan.

Intendiamoci, non ho la minima simpatia per chi produce sia alimenti vegan che non vegan, non prenederi un centesimo da loro, questa è una guerra e loro sono il nemico.

Ma al momento siamo in tale inferiorità numerica che se diciamo: "o tutto vegan o niente" otteniamo niente. Quasi tutti i prodotti come latte di soia, panna, seitan, tofu, arrivano da aziende che hanno anche prodotti non vegan, questo è un dato di fatto. E le aziende che producono solo alimenti vegan spesso non sono gestite da persone vegan.

Ma comunque non è quello che fa la terra promessa: loro prendono realtà che di vegan non hanno niente e dietro pagamento le spacciano per "vegan-friendly".

Sui mozzarellari che fanno mozzarelle vegane mi esprimo dicendo che posso comprare la loro merce e posso dire ad altri che esiste un loro prodotto vegano, ma non direi mai nè che sono etici nè che sono cruelty free ed è questo il concetto che voglio far capire a chi crede che la certificazione vegan ok non abbia una filosofia diversa da quello che fa uno che va al supermercato e compra la verdura in un posto dove si trovano anche cadaveri.
Non siamo qui per fare la famiglia del
mulino Bianco Vegano, siamo qui per salvare animali,

Noi sì, ma purtroppo molti invece cercano la giornata in compagnia, il sito in cui non si parli di sofferenza degli animali ma solo di ricette ecc. ecc. Sono vegan a cui non interessano gli animali: per qualche motivo loro non vogliono ucciderli, ma non giudicano sbagliato farlo, la considerano una cosa soggettiva, come ascoltare un genere musicale invece di un altro.

L'unico merito che va alla terra promessa è quello di aver capito questa cosa e di sfruttarla economicamente: attiri gente che mangia carne conspaevole del male che fa, gente vegan che rispetta e ammira chi mangia carne consapevolmente (perché hanno almeno preso coscienza dell'effetto delle loro azioni, ho letto spesso). Danno una gratificazione egoistica dicendo palle sul fatto di essere il sito più visitato d'Ialia sulla scelta vegan ecc. ecc. e il gioco è fatto.

Io non so come si possa dialgoare con chi è vegan ma se ne frega degli animali, e temo siano questi il grosso dei loro utenti.

Io sono sicuro che una via c'è Andrea, ne sono sicuro, perchè la gente non è solo attratta dal marketing, ma soprattutto dai messaggi che passano e noi possiamo fare la nostra parte.

359 seitanterzo, 29/04/11 15:21

fasguvh ha scritto:
pura curiosita'... che libro e'?

"Come ottenere il meglio da se e dagli altri", di Anthony Robbins, vegan, uno dei maggiori esperti al mondo di comunicazione, motivazione e PNL.

Però si tratta di un libro dell'85, nei primi anni ne regalai diverse copie, conobbi anche alcune persone che divennero vegan leggendolo, ma di alimentazione ne parla su un solo capitolo con molti concetti ormai obsoleti.

Oggi lo sostituirei con "La Dieta Skinny Bitch", più attuale e completo ma con un impatto simile.

360 pamela, 29/04/11 23:38

Andrea ha scritto:
pamela ha scritto:
Io non mi sono posta il problema di restringere il campo. Ho > occasione di parlare soprattutto con onnivori, tra cui > diverse persone più o meno interessate alla scelta vegan. > Anche alla maggior parte degli onnivori fa orrore la > vivisezione. Ho avuto la sensazione che sia sufficiente dare > una marca per ogni tipologia di prodotti e la gente sia > disposta ad usare solo quella, pur di evitare soffrenze > terribili agli animali.

Nei discorsi faccia a faccia nemmeno io mi faccio scrupoli, la mia paura sono quegli utenti che senza alcuna guida arrivano su un sito come questo, iniziano a sfogliare l'elenco di negozi, prodotti, ecc. ecc. e iniziano a vedere cose tipo: "i prodotti di quest'azioenda sono vegan me è meglio non comprarli perché..." e via la questione della terra promessa. Non so, avrei paura di allontanarli.

Magari si potrebbero segnalare in qualche modo le aziende che fanno cose non etiche e mettere una nota generica per tutto il database che spiega che se un negozio/prodotto/locale/marca è segnalata vuol dire che la riteniamo utile, e che quindi il neo-vegan può comprarla, ma che scegliere un'alternativa è meglio.

Onestamente mi sento poco a posto anche lasciando la situazione attuale: ad esempio stiamo pubblicizzando aziende che hanno detto chiaramente che l'etica per loro viene dopo gli affari, e questo non va bene.

Dovremmo anche premiare le realtà interamente vegan rispetto a quelle che sono solo "vegan-friendly", e quelle che fanno qualcosa di concreto per gli animali.

Al momento un locale come il Rewild che è vegan, gestito da vegan, e organizza un sacco di eventi benefit ha la stessa visibilità negli elenchi di un locale onnivoro con solo alterantive vegan. E' profondamente ingiusto nei cofronti delle attività veraemnte etiche.

Insomma, il database è eccezionale per la quantità di dati e l'attendibilità ma è tropponeutrale, dobbiamo differenziare in positivo e in negativo.

Io metterei delle stelline. Cinque stelle luminosissime al Rewild e una stellina pallida per i vegan friendly. Zero stelle, ma anzi un buco nero ai fiancheggiatori dei vivisettori e comparame vario.

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!