Il 1 luglio ho ricevuto una mail da AgireOra che riportava questa segnalazione:
Sul tema della sperimentazione animale per i cosmetici, un aspetto
importante è invitare le aziende ad aderire allo Standard internazionale
"cruelty free", che è l'unico che assicura che le aziende aderenti non
incrementino la vivisezione.
Questo Standard è spiegato a questa pagina, e la certificazione legata
ad esso è quella che ha come simbolo un coniglietto che salta con 2
stelline:
http://www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free/standard_internazionale.html Qualsiasi "rassicurazione" che le aziende possono dare non ha alcun
valore, se non vi è un'adesione formale a questo standard.
In particolare, evidenziamo una risposta ricevuta dal servizio clienti
di Esselunga pochi giorni fa:
"Esselunga ha intrapreso un impegno in cui, per i prodotti a proprio
marchio, non verranno utilizzati nuovi componenti su cui sono stati
eseguiti o commissionati test di tal genere dal momento in cui il
prodotto è stato messo in vendita. In questo modo pensiamo di ostacolare
l'immissione in commercio di nuovi elementi e quindi di bloccare
automaticamente questa procedura in attesa di una normativa chiara ed
efficace che ne vieti la possibilità.".
Questo è molto simile a quello che lo Standard cruelty free prevede,
anche se qui è scritto in modo un po' troppo fumoso, ma quello che
possiamo fare è contattare Esselunga per chiedere di aderire in modo
formale allo Standard.
Ho contattato il servizio clienti e questa è stata la loro risposta:
Gentile Cliente,
con la presente desideriamo ringraziarLa per le Sue espressioni di fiducia nei nostri confronti e per la Sua cortese segnalazione relativa alla vendita di prodotti cruelty free, che è per noi un incentivo per migliorare i nostri servizi e che ci permette di trasmetterLe informazioni in merito.
L'impiego di test su animali per le verifiche di sicurezza da parte dell'industria cosmetica ha subito, negli ultimi anni, una costante e progressiva limitazione; ormai da 20 anni, infatti, ancor prima di quanto imposto dalle leggi, nell'ambito dell'Unione Europea non vengono più svolte sperimentazioni su animali per la produzione di cosmetici. Questo risultato è stato ottenuto soprattutto grazie all'impegno dei produttori, in collaborazione con il mondo scientifico e le istituzioni, volto alla ricerca e messa a punto di metodi alternativi. A dimostrazione di questo vi è l'ultimo rapporto ufficiale pubblicato dalla Commissione Europea, secondo il quale nel 2005 solo lo 0,04% di tutti gli animali era "impiegato" per valutare la sicurezza di ingredienti da usare nei cosmetici; tale dato oggi si è azzerato.
Attualmente, la maggior parte delle valutazioni sulla sicurezza si basa sui lavori e sulle informazioni provenienti da studi passati, che hanno utilizzato la sperimentazione animale, oppure su elementi raccolti grazie a moderni sistemi, come i test in vitro o su pelle ricostruita, ed attraverso i cosiddetti "metodi in silico", che sfruttano le applicazioni informatiche. Progressivamente, tra marzo 2009 e marzo 2013, il divieto si estenderà anche alla commercializzazione di cosmetici contenenti ingredienti testati su animali in paesi extra UE. Infatti, nonostante gli importanti progressi ottenuti in questi anni, il ricorso esclusivo a metodi alternativi necessita ancora di impegno e sviluppo delle conoscenze scientifiche, affinché queste metodologie possano garantire tutti gli aspetti di sicurezza dei prodotti e degli ingredienti, a tutela della salute dei consumatori, che rimane la priorità per il legislatore e per tutta l'industria cosmetica.
Nella speranza di averLe trasmesso una risposta esauriente in merito, rimaniamo a Sua disposizione e Le porgiamo i nostri migliori saluti.
Servizio Clienti Esselunga