Myeu ha scritto:
Buongiorno a tutti! In questi giorni stavo riflettendo sulla normativa europea 2013, e mi chiedevo, dopo quasi 6 anni dall'entrata in vigore, quanto impatta sulla vivisezione la scelta di acquistare prodotti di grandi multinazionali come Unilever. C'è stata un'effettiva riduzione dei test? La "gente comune" può ritenersi a posto con la coscienza limitatamente all'uso di prodotti per l'igiene della persona che non sono presenti nella lista VIVO?
La risposta è no, perché il problema dei test sui prodotti cosmetici in realtà non è mai stato quello dei test specifici per i cosmetici stessi. Mi spiego meglio: una volta sì, molti anni fa, quando ancora veniva testato sia il prodotto finito che gli ingredienti. Poi i test sul prodotto finito sono stati aboliti, già da tanti anni e il problema si è spostato sugli ingredienti, ma quello che non sempre risulta chiaro è che ci sono ingredienti creati appositamente per l'industria cosmetica e altri invece creati primariamente per altri scopi che però poi vengono usati nei cosmetici.
Il divieto del 2013 vieta solo i secondi: un cosmetico non può essere venduto in Europa se contiene ingredienti che hanno subito test appositi per i cosmetici, ma può benissimo contenere ingredienti testati su animali per altri scopi. Quindi non è vero che ad oggi i cosmetici venduti hanno tutti ingredienti non testati. Invece questo è vero per le marche che aderiscono allo standard cruelty-free.
Teniamo anche conto che per i detersivi è ancora peggio, perché per essi non esiste nemmeno il divieto di test su animali per i loro ingredienti specifici, quindi vanno assolutamente scelti solo quelli che aderiscono allo standard del leaping bunny, il coniglietto che salta con le 2 stelline.
Sul fatto che gli animali usati per i test di tossicità delle sostanze chimiche siano diminuiti: certo che lo sono, ma non tanto per i cosmetici, quanto per i test di tossicità che si fanno per tutti gli altri prodotti. E non solo dal 2013, ma da ben prima, sono diminuiti lungo tutto l'arco degli anni della battaglia contro i test cosmetici.
Ricopio da questo mio articolo che ti invito a leggere per approfondire meglio:
https://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1360---
C'è di più, perché gli stessi test che si fanno nel campo della cosmesi si fanno anche in tutti gli altri campi e quindi una volta convalidato un metodo senza animali per l'industria cosmetica questo poi dovrà essere obbligatoriamente utilizzato anche negli altri campi, vale a dire per i test di tossicità di tutte le sostanze chimiche, ma anche nel campo farmaceutico. Ogni sviluppo di metodi alternativi per i "test cosmetici" ha ripercussioni su TUTTO il settore dei test di tossicità e quindi salva moltissimi animali, in tutto il mondo; questa è una cosa GRANDIOSA e importantissima.
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E' per questo motivo che la battaglia per i test cosmetici è importante, perché coinvolge anche gli altri settori.
Invito te e gli altri a leggere tutto l'articolo, comunque.
Myeu ha scritto:
E soprattutto, sarà per questo motivo che alcune marche stanno smettendo di aderire allo Standard?
Io non credo che stiano smettendo nelle altre nazioni, ma solo in Italia, perché qui c'è una disinformazione pazzesca. Tutti cercano di creare confusione nella testa delle persone: le aziende cosmetiche che non hanno mai aderito allo standard; le finte certificazioni come veganok - che poi con Promiseland sono moltissimi anni che fa disinformazione sul cruelty-free; le singole persone che si definiscono "esperte" e creano delle loro liste personali su chi è cruelty free e chi no. Eccetera.
In più, in Italia abbiamo l'ulteriore problema dell'Istituto per l'Autodisciplina Pubblicitaria, l'IAP, che ha deciso di avere il diritto di decidere lui se in Italia si può usare o meno una certificazione che esiste in tutto il mondo da molti anni. Per l'IAP, gli spot di Assocarni che dicono che la carne fa bene e aiuta l'ambiente, vanno bene, non sono ingannevoli. Invece, hanno deciso di dare battaglia alle aziende che hanno aderito allo Standard e impediscono loro di apporre il bollino del leaping bunny in quanto ingannevole! E' una cosa veramente fuori da ogni logica e mi chiedo con che diritto possano impedire di usare un marchio che rappresenta una certificazione.
Tuttavia, lo stanno facendo. Chiaramente, le aziende possono aderire lo stesso e non mettere il bollino sui prodotti, ma è chiaro che questo per loro è un grosso danno e quindi alcune smettono di aderire e le nuove ci pensano due volte. Questo nelle altre nazioni non avviene.
In definitiva, anche se al momento le cose si stanno complicando anziché semplificando, bisogna continuare a comprare cruelty-free e per i detersivi è ancora più importante.