I poeti lavorano di notte; pagina 34
496
freiheit,
28/11/11 14:36
Claire ha scritto:
Oh notte, dolce notte...
Non è ancora notte, ma quasi.
IL GELSOMINO NOTTURNO
(G. Pascoli)
La poesia della mia matura
"mmm si pascoli... E i poeti decadenti... (pensa: decadenti?? Che è?? saranno tristi! Ma son tutti tristi!! ah, flash! Sono come i poeti maledetti francesi!)... Si sono come i poeti maledetti francesi, solo che pascoli non beveva (straight edge)...cioè lui era proprio triste per sta cosa del nido...della famiglia...gli uccelli i fiori...si abbastanza depresso, viveva con le sorelle, un po' morboso. Questa poesia l'ha fatta per un amico che si sposava.. Descrive ehm... L'atto... La notte,., la prima notte di nozze in cui i due ehm.. Insomma concepiscono un figlio, sì!!!....."
497
Claire,
28/11/11 14:37
freiheit ha scritto:
Claire ha scritto:
Oh notte, dolce notte...
Non è ancora notte, ma quasi.
IL GELSOMINO NOTTURNO
(G. Pascoli)
La poesia della mia matura
"mmm si pascoli... E i poeti decadenti... (pensa: decadenti?? Che è?? saranno tristi! Ma son tutti tristi!! ah, flash! Sono come i poeti maledetti francesi!)... Si sono come i poeti maledetti francesi, solo che pascoli non beveva (straight edge)...cioè lui era proprio triste per sta cosa del nido...della famiglia...gli uccelli i fiori...si abbastanza depresso, viveva con le sorelle, un po' morboso. Questa poesia l'ha fatta per un amico che si sposava.. Descrive ehm... L'atto... La notte,., la prima notte di nozze in cui i due ehm.. Insomma concepiscono un figlio, sì!!!....."
già...
A me Pascoli piaciucchia.
Ma non è il mio preferito.
498
freiheit,
28/11/11 14:50
Claire ha scritto:
già...
A me Pascoli piaciucchia.
Ma non è il mio preferito.
A me piace questa di d'annunzio, spero non sia già stata postata,
La pioggia nel pineto
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.
Però leggo tante belle poesie qui, peccato che a scuola facciano studiare quasi solo poeti maschi
499
Claire,
28/11/11 14:52
la pioggia nel pineto è la mia poesia preferita in assoluto e la conosco a memoria. Anche mia figlia l'ha imparata tutta, ormai.
Ho postato molte poesie composte da poetesse qui :-)
501
freiheit,
28/11/11 14:55
Claire ha scritto:
la pioggia nel pineto è la mia poesia preferita in assoluto e la conosco a memoria. Anche mia figlia l'ha imparata tutta, ormai.
Eheh dovevo studiare per un interrogazione ma mi piaceva talmente tanto che su quella c'ero stata delle ore a ripeterla e a rileggerla ad alta voce, sicché anch'io l'avevo quasi imparata a memoria.
Ovviamente, il giorno dopo la prof mi chiese un autore che avevo appena appena guardato :)
Ho postato molte poesie composte da poetesse qui :-)
Yes, infatti per quello dicevo, non le conoscevo, sono
belle
502
Suffi,
28/11/11 21:57
Claire ha scritto:
Suffi ha scritto:
Claire, ti piace Salinas? Secondo me le sue poesie sono > speciali, una più bella dell'altra... :)
come promesso
E sto abbracciato a te
:')
503
freiheit,
13/12/11 15:40
Davanti allo scorrere delle sbarre, il suo sguardo
è diventato così stanco, che non trattiene più nulla.
Per lei, è come se ci fossero migliaia di sbarre,
e, dietro a migliaia di sbarre, nessun mondo.
Il morbido procedere dei suoi passi, agili e forti,
che si riavvolgono su cerchi sempre minori,
è come una danza di forze intorno ad un centro,
in cui, assopita, sta una grande Volontà.
Solo a volte si solleva, senza rumore,
il sipario delle pupille -. E allora un’immagine vi entra,
e attraversa il silenzio teso delle membra –
e, nel cuore, muore.
Der Panther (Im Jardin des Plantes, Parigi, 1902)
Sein Blick ist vom Vorübergehn der Stäbe
so müd geworden, dass er nichts mehr hält.
Ihm ist, als ob es tausend Stäbe gäbe
und hinter tausend Stäben keine Welt.
Der weiche Gang geschmeidig starker Schritte,
der sich im allerkleinsten Kreise dreht,
ist wie ein Tanz von Kraft um eine Mitte,
in der betäubt ein großer Wille steht.
Nur manchmal schiebt der Vorhang der Pupille
sich lautlos auf -. Dann geht ein Bild hinein,
geht durch der Glieder angespannte Stille -
und hört im Herzen auf zu sein.
*Rainer Maria Rilke, Neue Gedichte (“Nuove poesie”). Traduzione dal tedesco a cura di Adriana Silvestro
504
freiheit,
13/12/11 15:41
Dimenticavo il titolo!!! Der panther - la pantera
505
Claire,
5/01/12 22:04
Ti amo come se mangiassi il pane
Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.
Nazim Hikmet
506
Claire,
5/01/12 22:05
Ti libero la fronte dai ghiaccioli
che raccogliesti traversando l'alte
nebulose; hai le penne lacerate
dai cicloni, ti desti a soprassalti.
Mezzodì: allunga nel riquadro il nespolo
l'ombra nera, s'ostina in cielo un sole
freddoloso; e l'altre ombre che scantonano
nel vicolo non sanno che sei qui.
E. Montale
507
Claire,
7/01/12 18:41
LUI. - Col tuo petto qui sul mio,
Vero? andremo,
D'aria piene le narici, nei
Freschi raggi
Del bel mattino azzurro, che ci bagna
D'un vino di luce?…
Quando rabbrividendo il bosco muto
D'amore sanguina
Da ogni ramo, gocce verdi,
Chiare gemme,
E nelle cose aperte sento
Le carni fremere:
Nell'erba immergerai la tua
Bianca veste,
Rosando all'aria il blu che cerchia
I grandi occhi neri,
Innamorata della campagna,
Spargendo ovunque,
Come una spuma di champagne,
Gioioso riso:
Ridendo a me, brutale
D'ebbrezza, - così
Ti prenderei, - che bella treccia,
Oh! e berrei
Il tuo sapore, lamponi e fragole,
Oh carni in fiore!
Ridendo al vento che vuol baciarti
Ladro, vivace,
Alla rosa di macchia impigliata
A te, amabilmente:
Ridendo soprattutto, pazza, al tuo
Amante!…
Diciassette anni! Sarai felice!
Oh! vasti prati!
Vasta campagna amorosa!
- Di', vien più vicina!…
- Col tuo petto qui sul mio, unendo
Le nostre voci,
Andremmo lenti fino al burrone
E poi nei boschi!…
Poi, come una piccola morta,
Col cuore in estasi,
Mi chiederesti di portarti, avresti
Gli occhi socchiusi…
Io ti porterei palpitante
Per il sentiero:
Gli uccelli fileranno un andante
Au Noisetier…
Ti parlerei nella bocca; andrei
Stringendo il tuo corpo come
Un bimbo da mettere a letto,
Ebbro del sangue
Che scorre azzurro sotto la tua pelle
Bianco - rosata:
Parlandoti con la schiettezza…
Già!… - che tu sai…
I grandi boschi saranno profumati
Da linfa
E il sole in sabbia d'oro fino, su quel sogno
Verde e vermiglio.
La sera?… Riprenderemo la strada
Bianca, che va
Svagata come un gregge al pascolo
E intorno
I dolci frutteti dall'erba azzurra,
Dai meli contorti!
Fin da lontano si sentono i loro
Profumi forti!
Torneremo in paese, il cielo
Sarà quasi nero; nell'aria
Della sera fiuteremo
Un odore di latte;
Fiuteremo un odore di stalla,
Piena di caldo strame,
Piena d'un ritmo calmo di fiati,
E d'ampie groppe
Biancicanti sotto un lume incerto;
E, laggiù in fondo,
Fiera, una vacca lascerà cadere
A ogni passo lo sterco..
- Gli occhiali della nonna,
Col lungo naso
Nel messale; il boccale
Contornato di peltro,
Spumoso fra vaste pipe
Che, impavide,
Fumano: i labbroni orrendi,
Sempre fumando, azzannano
Dalle forchette il prosciutto
Ancora, ancora e più:
Il fuoco schiara le madie
E le cuccette:
Le natiche lucenti e grasse
D'un grosso pupo
Che, ginocchioni, ficca nelle tazze
Il bianco muso
Lambito da un grugno che bercia
In tono gentile,
Con leccatine alla faccia
Del caro bambino…
Nera, arrogante in punta di sedia,
Odioso profilo,
Davanti alla brace una vecchia
Fabbrica filo;
Cara, quante cose vedremo
In queste topaie
Quando la fiamma illuminerà, chiara, il grigio
Delle finestre!…
- Poi, piccolo e tutto annidato
Nei lillà
Neri e freschi: il vetro celato
Che ride là in fondo…
Tu verrai, ti amo, verrai!
Sarà bello.
Oh si, sarà bello, e vedrai…
LEI. - E il mio ufficio?
("le repliche di Nina" A. Rimbaud)
508
AntonellaSagone,
7/01/12 23:13
Claire ha scritto:
LEI. - E il mio ufficio?
mentre leggevo, temevo, sempre più trepidante, la fulminante risposta di lei... che puntualmente c'era!
509
AntonellaSagone,
7/01/12 23:16
Oh me, oh vita!
Domande come queste mi perseguitano,
infiniti cortei d’infedeli,
città gremite di stolti,
io sempre a rimproverarmi
(chi più sciocco di me, chi più privo di fede?),
occhi che invano cercano la luce, scopi meschini,
la battaglia che ricomincia sempre, i miseri risultati di ogni cosa, e
l’arrancare, le sordide folle che mi circondano,
gli anni vuoti e inutili della morte, io con la morte annodato.
La domanda, oh me! così triste, che ricorre:
che vi è di buono in tutto questo,
oh me, oh vita?
Risposta
Che tu sei qui,
che esiste la vita, e l’individuo,
che il potente spettacolo continua,
e tu puoi contribuire con un verso.
Walt Whitman
510
Claire,
8/01/12 14:15
AntonellaSagone ha scritto:
Oh me, oh vita!
Domande come queste mi perseguitano,
infiniti cortei d’infedeli,
città gremite di stolti,
io sempre a rimproverarmi
(chi più sciocco di me, chi più privo di fede?),
occhi che invano cercano la luce, scopi meschini,
la battaglia che ricomincia sempre, i miseri risultati di ogni cosa, e
l’arrancare, le sordide folle che mi circondano,
gli anni vuoti e inutili della morte, io con la morte annodato.
La domanda, oh me! così triste, che ricorre:
che vi è di buono in tutto questo,
oh me, oh vita?
Risposta
Che tu sei qui,
che esiste la vita, e l’individuo,
che il potente spettacolo continua,
e tu puoi contribuire con un verso.
Walt Whitman
:-)
Adoro Whitman soprattutto, lo ammetto, per le citazioni del film "L'attimo fuggente", uno dei più belli, per me.