I poeti lavorano di notte; pagina 32

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466 Claire, 18/07/11 22:54

Il poeta dice la verità

VOglio piangere la mia pena e te lo dico
perché tu mi ami e mi pianga
in un crepuscolo d'usignoli,
con un pugnale, con baci e con te.

Voglio ammazzare l'unico testimone
per l'assassinio dei miei fiori
e mutare il mio pianto e i miei sudori
in un eterno covone di duro grano.

Che mai finisca la matassa
del ti amo mi ami, sempre ardente
col decrepito sole e luna vecchia.

Che quanto tu non mi darai e non ti chieda
sarà per la morte, che non lascia
neppure l'orma sulla carne fremente.

467 Claire, 18/07/11 23:04

Il poeta parla al telefono con l'amore

La tua voce inondò la duna del mio petto
nella dolce cabina di legno.
Lungo il sud dei miei piedi fu primavera
e per il nord della mia fronte fior di felce.

Pino di luce nello spazio stretto
cantò senza alba e senza semina
e il mio pianto appese per la prima volta
corone di speranza sul soffitto.

Dolce e lontana voce da me emessa.
Dolce e lontana voce da me gustata.
Lontana e dolce voce addormentata.

Lontana come scura cerva ferita.
Dolce come un singhiozzo tra la neve.
Lontana e dolce nel midollo immersa!

468 Claire, 18/07/11 23:08

Il poeta chiede al suo amore della città incantata di
Cuenca

Ti è piaciuta la città che goccia a goccia
ha scolpito l'acqua in mezzo ai pini?
Hai visto sogni e volti e sentieri
e i muri di dolore che il vento sferza?

Hai visto la crepa azzurra di luna rotta
che il Jùcar bagna di vetri e di trilli?
Hanno le tue dita baciato gli spini
che d'amore incoronano la remota roccia?

Hai pensato a me mentre salivi
al silenzio che la serpe sopporta,
prigioniera dei ceppi e delle tenebre?

Non hai visto per l'aria trasparente
una dalia di pene e d'allegrie
che ti mandava il mio cuore ardente?

469 Claire, 18/07/11 23:17

Ay voz secreta del amor oscuro!

Ay voz secreta del amor oscuro!
Hay balido sin lanas! Ay herida!
ay aguja de hiel, camelia hundida!
Ay corriente sin mar, ciudad sin muro!

Ay noche inmensa de perfil seguro,
montana celestial del angustia erguida!
Ay perro en corazòn, voz perseguida,
silencio sin confìn, lirio maduro!

Huye de mì, caliente voz de hielo,
no me quieras perder en la maleza
donde sin fruto gimen carne y cielo.

Deja el duro marfil de mi cabeza,
apiàdate de mì, rompe mi duelo!,
que soy amor, que soy naturaleza!

(Ahi voce segreta dell'amore oscuro

Ahi, voce segreta dell'amore oscuro!
Ahi belato senza lana! Ahi ferita!
Ahi ago di fiele, camelia reclinata!
Ahi corrente senza mare, città senza mura!

Ahi notte immensa dal profilo netto,
montagna celestiale d'angoscia eretta!
Ahi cane nel cuore, voce inseguita,
silenzio sconfinato, iris matura!

Fuggi da me, calda voce di gelo,
non volermi perduto nella boscaglia
dove senza frutto gemono carne e cielo.

Lascia il duro avorio nella mia testa,
abbi pietà di me, spezza il mio dolore!
Ch'io sono amore! Ch'io sono natura)

470 Lifting_Shadows, 22/07/11 10:49

Io non volevo, ma Eweg e Claire hanno insistito e un mio post si è trasformato in una poesia, dal titolo "Autunno, pensieri".

Le foglie rosse e gialle che fanno il tappeto per terr infuocato dal sole al tramonto...
l'aria che inizia a diventare frizzante...
e i primi odori di legna nei caminetti...
le piogge, il cielo scuro scuro con le luci della città che se ti sforzi con l'immaginazione, ma proprio tanto, puoi fare finta di vivere da un'altra parte...

...d'inverno per sedermi sul wc ci devo pensare due volte.

Appartengo ad un filone della poesia contemporanea che tratta di argomenti spesso legati alla natura e agli animali, un rapporto d'amore e di rispetto, caratterizzato dalla chiusura metaforica, che lascia capire che non tutto ciò che è stato appena cantato è perfetto.

471 Claire, 25/07/11 22:54

Subito sera
(S. Quasimodo)

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

La capra
(U. Saba)

Ho parlato a una capra.
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d'erba, bagnata
dalla pioggia, belava.
Quell'uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per cella, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.

472 Claire, 25/07/11 22:56

Natale
(G. Ungaretti)

Natale.
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.

Lasciatemi così
come una cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono.

Sto
con le quattro
capriole del fumo
del focolare.

473 Claire, 3/08/11 14:52

Galoppate, destrieri dai piedi di fuoco,
verso la casa di Febo. Un cocchiere come Fetonte
vi avrebbe già frustato, spingendovi verso occidente,
per ar calare di colpo una notte coperta di nubi.
E tu, notte, che metti in scena l'amore,
stendi il tuo fitto sipario,
che fa chiudere gli occhi anche ai vagabondi,
così che Romeo, senza che nessuno lo veda o ne parli,
possa saltare tra queste braccia.
Basta agli amanti la reciproca bellezza
per illuminare i riti d'amore;
o, se l'amore è cieco, meglio s'accorda alla notte.
Vieni, dunque, notte severa, signora dall'abito sobrio, tutta in nero, e insegnami a perdere una partita già vinta, là dove sono in palio due verginità immacolate.
Copri col tuo mantello nero il sangue inesperto
che mi assale le guance, così che l'amore mai sperimentato cresca in audacia, e senta il sincero atto d'amore
come semplice modestia. Vieni, notte!
E vieni, Romeo, vieni, giorno nella notte,
tu che giacerai sulle ali della notte
più bianco della neve fresca sulla groppa di un corvo. Vieni, notte gentile, vieni notte amorosa dalle nere
ciglia,
dammi il mio Romeo, e quando sarò morta
prendilo e taglialo in tante piccole stelle:
egli renderà così bello il volto del cielo
che tutti al mondo si innamoreranno della notte
e non pregheranno più il giorno chiassoso.
Oh, sono riuscita a comprare il palazzo dell'amore,
ma non ancora a venirne in possesso,
e, sebbene venduta, non sono ancora stata goduta.
Mi è così noioso questo giorno,
come la sera di vigilia d'una festa di una bambina impaziente,
che ha già i vestiti nuovi ma non può ancora indossarli.

(Romeo e Giulietta III, ii)

474 Claire, 10/08/11 22:33

Romeo:

(...) Oh, amore mio, mia sposa,
la morte, che ha succhiato il miele del tuo respiro,
ancora non ha dominio sulla tua bellezza.
Ancora non sei vinta. Lo stendardo della bellezza
è ancora rosso sulle tue labbra e sulle tue guance,
e la pallida bandiera della morte sin lì non è arrivata. Tabaldo, giaci lì, nel tuo sudario insanguinato?
Quale altro favore più grande potrei farti,
che spezzare la giovinezza di chi fu mio nemico
con quella mano che ha spezzato la tua?
Perdonami, cugino. Ah, cara Giulietta,
perché sei ancora così bella? Dovrei credere
che anche la Morte senza corpo può innamorarsi,
che lo scarno mostro aborrito vuol tenerti qui,
nelle tenebre, come sua amante?
Per questa paura rimarrò sempre con te,
e mai me ne andrò da questo palazzo d'oscura notte.
Qui, qui resterò, coi vermi che ti fanno da ancelle,
qui fisserò il mio riposo eterno,
liberando questa carne stanca del mondo
dal giogo delle stelle avverse.
Occhi, guardate per l'ultima volta!
Braccia, stringetela per l'ultima volta!
E voi labbra, che siete le porte del respiro,
suggellate con un bacio legittimo
un contratto eterno con la Morte ingorda.
Vieni, amaro capitano, vieni, guida disgustosa,
tu, pilota disperato, scaglia la tua logora barca stanca di mare
d'un colpo contro gli scogli taglienti.
Ecco, bevo al mio amore! Ah, onesto speziale,
sono rapidi i tuoi veleni. Così, con un bacio, io muoio.

(Romeo e Giulietta V iii)

475 Claire, 10/08/11 22:42

Mercutio:
Ah! Allora, lo vedo, la regina Mab è venuta a trovarti.
Essa è la levatrice delle fate, e viene,
in forma non più grossa di un agata
all'indice di un anziano,
tirata da un equipaggio di piccoli atomi,
sul naso degli uomini, mentre giacciono addormentati.
I raggi delle ruote del suo carro son fatti di esili zampe di ragno;
il mantice di ali di cavallette,
le tirelle del più sottile ragnatelo;
i pettorali di umidi raggi di luna,
il manico della frusta di un osso di grillo,
la sferza di un filamento impercettibile;
il cocchiere è un moscerino in livrea grigia,
grosso neppure quanto la metà del piccolo insetto tondo, tratto fuori con uno spillo dal pigro dito di una
fanciulla.
Il suo cocchio è un guscio di nocciola,
lavorato dal falegname scoiattolo o dal vecchio verme,
da tempo immemorabile carrozzieri delle fate.
In questo arnese essa galoppa da una notte
all'altra attraverso i cervelli degli amanti,
e allora essi sognan d'amore; sulle ginocchia dei cortigiani,
che immediatamente sognan riverenze;
sulle dita dei legulei, che subito sognano onorari,
sulle labbra delle dame che immantinente sognano baci,
su quelle labbra che Mab adirata spesso
affligge di vescicole perché il loro fiato è guasto
da confetture; talvolta essa galoppa sul naso di un sollecitatore,
e allora, in sogno, egli sente l'odore d'una supplica, talora va, con la coda di un porcellino della decima,
a solleticare il naso di un parroco mentre giace addormentato,
e allora egli sogna un altro benefizio;
talora ella passa in carrozza sul collo di un soldato,
e allora egli sogna di tagliare gole nemiche, sogna brecce, agguati, lame spagnole, e trincate profonde cinque tese; poi, all'improvviso, essa gli suona il tamburo nell'orecchio,
al che egli si desta di soprassalto,
e spaventato bestemmia una preghiera o due, e si riaddormenta.
Questa Mab è proprio quella stessa che nella notte
intreccia
le criniere dei cavalli, e nei loro crini sozzi ed unti fa dei nodi fatali,
che una volta strigati pronosticano molte sciagure.
Lei è la strega, che quando le fanciulle giacciono supine, le preme, e insegna loro per la prima volta a portare,
e ne fa delle donne di buon portamento.
(...)

(Romeo e Giulietta, I, iv)

476 Claire, 25/08/11 22:14

Stasera mi sento "francese" :-D

Uno dei miei autori preferiti
PAUL ELUARD

In pena

In pena per un cielo infranto
per la pioggia che ci bagnerà
vado pensando alla gioia grande
che se vorremo ci prenderà.

Tra dovere ed inquietudine
esita quasta vita rude.
(È una molto grande pena
confessarlo, ora)

Qui ogni cosa odora d'erba.
Su tutto il cielo, in cielo, il volo delle rondini
ci distrae, ci fa pensare...
Io penso una speranza quieta.

Senza rancore

Lacrime dalle palpebre, dolori dei dolenti,
dolori che non contano e lacrime incolori.
Non chiede nulla, lui, non è insensibile,
triste nella prigione e triste quand'è libero.

È un tempo tetro, è una notte nera
da non mandare in giro neanche un cieco. I forti
siedono, il potere è in pugno ai deboli,
e in piedi è il re, vicino alla regina assisa.

Sorrisi e sospiri, insulti imputridiscono
nella bocca dei muti e negli occhi dei vili.
Non toccare nulla! Qui brucia, là arde;
codeste mani son per le tasche e le fronti.

Un'ombra...
Tutta la sciagura del mondo
e il mio amore addosso
come una bestia nuda.

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
ruota un moto di danza e di dolcezza,
aureola di tempo, arca notturna e sicura
e se non so più quello che ho vissuto
è perchè non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento, risa profumate,
ali che coprono il mondo di luce,
navi cariche di cielo e di mare,
caccia di suoni e fonti di colori,

profumi schiusi da una cova di aurore
sempre posata sulla paglia degli astri,
come il giorno vive di innocenza,
così il mondo vive dei tuoi occhi puri
e tutto il mio sangue va in quegli sguardi.

Nusch

Sentimenti visibili
vicinanza leggera
chioma di carezze.

Senza ombre nè dubbi
dai gli occhi a quel che vedono
visti da quel che guardano.

Fiducia di cristallo
tra due specchi
ti si perdono gli occhi nella notte
per unire desiderio e risveglio.

Libertà

Su i quaderni di scolaro
su i miei banchi e gli alberi
su la sabbia su la neve
scrivo il tuo nome

su ogni pagina che ho letto
su ogni pagina che è bianca
sasso sangue carta o cenere
scrivo il tuo nome

su le immagini dorate
su le armi dei guerrieri
su la corona dei re
scrivo il tuo nome

e in virtù d'una parola
ricomincio la mia vita
sono nato per conoscerti
per chiamarti

libertà.

477 AntonellaSagone, 26/08/11 08:21

sbaglio o con quest'ultima è stata fatta una canzone?

478 Claire, 26/08/11 11:15

AntonellaSagone ha scritto:
sbaglio o con quest'ultima è stata fatta una canzone?

"Libertà" è una delle poesie contemporanee più conosciute al mondo, perciò, anche se non lo so con certezza, è facile immaginare che ne abbiano fatto una canzone.

E' bellissima.

479 AntonellaSagone, 26/08/11 14:22

PLACE DU CARROUSEL (Jacques Prévert)

Place du Carrousel
al tramonto di un bel giorno d’estate
il sangue di un cavallo
ferito e senza redini
scorreva sul lastrico

E il cavallo era la’
ritto immobile
su tre piedi
E l’altro piede ferito
ferito e lacerato
ciondolava.

Proprio a fianco
ritto immobile
vi era anche il cocchiere
e la carrozza anch’essa immobile
inutile, come un orologio rotto.
E il cavallo taceva
il cavallo non si lagnava
il cavallo non nitriva
egli era la’
aspettava
ed era cosi’ bello, cosi’ triste, cosi’ semplice
e cosi’ ragionevole
che non era possibile trattenere le lacrime

Oh
giardini perduti
fontane dimenticate
praterie soleggiate
oh dolore
splendore e mistero dell’avversita’
sangue e bagliori
bellezza percossa
Fraternita’

480 Claire, 27/09/11 01:57

In questi giorni non faccio che cercare di mettere a tacere le urla che mi sento dentro e non ce la faccio mai.
Allora leggo chi, meglio di me, ha saputo dar voce al suo "rumore" che le bruciava dentro

Ieri ho sofferto il dolore (Di A. Merini)

Ieri ho sofferto il dolore,
non sapevo che avesse una faccia sanguigna,
le labbra di metallo dure,
una mancanza netta d'orizzonti.
Il dolore è senza domani,
è un muso di cavallo che blocca
i garretti possenti,
ma ieri sono caduta in basso,
le mie labbra si sono chiuse
e lo spavento è entrato nel mio petto
con un sibilo fondo
e le fontane hanno cessato di fiorire,
la loro tenera acqua
era soltanto un mare di dolore
in cui naufragavo dormendo,
ma anche allora avevo paura
degli angeli eterni.
Ma se sono così dolci e costanti,
perchè l'immobilità mi fa terrore?

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!