Io invece oggi ho scritto una mail a un giornale. E' questa che segue...
Vorrei esprimere un pensiero in riferimento all'articolo (uscito su un quotidiano locale qualche giorno fa), che si rifà alla "festa del
sacrificio" (festività della religione musulmana).
In tale occasione, l'8 novembre 2008, in località Mandrogne sono stati
uccisi tantissimi animali, (più di 200 montoni che non raggiungono
l'anno di età), secondo rito islamico. Com'è noto il "rito" consiste
nello sgozzamento degli animali per i quali sopraggiunge morte, dopo
lunga agonia, per dissanguamento.
Non che gli animali nati negli allevamenti e uccisi nei mattatoi
"tradizionali" vivano una vita con minori sofferenze.
Eppure in questo caso, con deroga consentita dallo Stato alle
normativa vigente, ai montoni non viene "nemmeno concesso" lo
stordimento preventivo che altrimenti avrebbero avuto (e che altri
avrebbero).
Nemmeno la minima "accortezza" di legge per farli soffrire in modo
leggermente minore è stata applicata.
Sottolineando che il mio pensiero è di tipo etico e giuridico (difatti
esprimo l'illegittimità ad uccidere animali per fini umani
a
prescindere dal metodo usato) e non è di tipo religioso o interraziale, chiedo: con che merito il rispetto delle "tradizioni" di
altri paesi o di altre persone, passando per il tramite del riconoscimento della pluralità delle religioni, viene ad intaccare la
normativa nazionale a "tutela" di qualcuno, animale od essere umano
che sia. Le norme di uno Stato dovrebbero rappresentare il punto
dinamico su cui procede una società nel corso della propria evoluzione
civile ed etica. In nome di chi e di cosa, quindi, queste
si
dovrebbero disconoscere, facendo passi indietro? (Anche laddove
purtroppo già di per sè, il caso dei diritti degli animali, il
progresso è stato lentissimo e latente nel corso dei secoli).
Se volete scrivere un contributo/parere sulla questione, mandate una mail a:
direttore@ilpiccolo.netcon riferimento all'articolo apparso su "Il Piccolo" il 5 dicembre 2008, che vi riporto qui di seguito.
FESTA DEL SACRIFICIO, A MADROGNE
Lunedì al macello, per l'intera giornata. Saranno
sgozzati, secondo il rito islamico, circa 200 montoni
ALESSANDRIA - Per i cattolici lunedi' e' la festa della Immacolata concezione, per gli islamici si celebra la
Festa del sacrificio. Uno dei momenti clou sara' a Mandrogne, dove c'e' un macello che e' stato individuato come luogo adatto per procedere allo sgozzamento dei montoni, circa duecento. E altrettante famiglie presenzieranno al rito, con il sacrificio che viene materialmente effettuato dal capofamiglia.
Nel mondo islamico le cerimonie avvengono nelle singole case. In Italia e' naturalmente proibito dalla legge
per evidenti motivi di igiene.
La carne di montone, che non deve aver superato l'anno
di vita, viene divisa in tre parti, una tenuta dal copofamiglia, una che viene donata ad altre famiglie e
una distribuita ai poveri. Il rito proseguira' per
l'intera giornata nel macello di via Boschetto che e'
stato individuato come adatto per questo tipo di macellazione ovina, dopo una accurata serie di controlli sanitari. Solo intorno alle 18 tutte le famiglie avranno
la loro carne.