Editoriale di Lucik.; pagina 3

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31 Lucik, 20/10/05 22:31

Ho fatto il trasloco a Tortona...
Mi riorganizzerò...

32 Lucik, 20/10/05 22:45

...vedrò di riprendere nei prossimi giorni con qualche spunto...
Ciao, Luciano.
Vedremo il prossimo che verrà...

33 Lucik, 27/10/05 22:00

27 ottobre, 2005.

Che strana la sensazione di "tristezza" che si prova non perchè si ama qualcuno, ma per il fatto di sapere che forse non scoprirai mai cosa avrebbe potuto essere. Come avresti potuto SEMPLICEMENTE legarti a una persona (a cui sei già legato per "insoliti" casi della vita), al di là del nome con cui chiamiamo i sentimenti. La vita può essere in mille modi diversi... e questi modi sono dati da quegli avvenimenti che accadono, o che invece non accadono. E quando sei lì, vedendo il perfetto forse, ti vengono in mente questi pensieri. Potrebbe essere o non essere, ma le cose che vedi e senti dire sembrano insieme il tutto e il suo contrario. Alla fine, fai uno più uno e ti rendi conto che in fondo, prima o poi, la mancata realizzazione di una certezza nel senso positivo, equivale una certezza nel senso negativo. E puoi solo sospirare per quante strade può avere la vita... e al fatto che quell'una poteva esserci e non sai se ci sarà. Ti riprendi, ricordando come eri prima del momento in cui tutto ebbe inizio, riprendendo quella strada che appartiene solo a te. Ma con in mente quello che provi per aver visto dentro qualcuno (cosa che succede raramente) e doverti subito allontanare. Vuoi o non vuoi, ci son cose che dipendono da te... ma altre che dipendono solo da altri... Anche se ripensando a certe cose, non comprendi come possano essere diverse da quello che sembrano.

Good luck ragazzi :-)

34 Lucik, 1/02/06 15:50

1 febbraio 2006
La legittimazione dell'offerta.

Vale a dire, "se lo vendono, vuol dire che va bene".
In una società di ricezione passiva del mondo esterno, lo scaffale diventa l'espressione legittimatrice del proprio contenuto. Le persone nominano come proprie fiduciarie i banconi, le vetrine e i punti vendita. Una blanda rinuncia alla propria capacità di usare la mente dando per implicito che quello che possiamo mettere nel carrello sia del tutto possibile... possibilità che equivale a normalalità, senza bisogno di approfondimenti personali. Negli Stati uniti vendono le armi al supermercato... ("la costituzione dà il diritto di difendersi...").

L'altra sera sentivo al telegiornale una ragazza, in Cina, che diceva... io non mangiavo carne di cane, ma da quando sono qui a (non ricordo se era Pechino o un'altra città importante), ho visto che i cani vengono allevati allo stesso modo come i maiali, i conigli (o pecore, quel che era) ecc, ed ho cominciato a farne uso... molto buona.

Evviva l'adeguamento!!!

35 Samy, 17/02/06 11:35

Recentemente ho dato un esame di Sociologia della Comunicazione, e quello che emerge, alla fine di vari studi in campi del tutto differenti (dalla popular music al fenomeno del transessualismo) è semplicemente il fatto che le persone TENDENZIALMENTE (lo sottolineo perchè è ovvio che si parli in linea di massima e non dei singoli) vogliono solo una vita tranquilla: alcuni schemi a cui conformarsi ad ogni costo e poche scelte da compiere. Sotto quest'ottica è bello che siano gli altri a scegliere per te, basta che ti diano la possibilità di credere di essere tu quello che fa la scelta, lasciandoti un range di prodotti tra cui spaziare.
Penso che l'hobby moderno più diffuso sia lo spegnimento rapido del cervello....sigh...(e mi ci metto in mezzo anch'io...doppio sigh)

36 Tableboy, 17/02/06 22:07

Scusa la mia enorme ignoranza in geografia dove è Tortona? Scusa la stronzata che mi è venuta spontanea su Tortona essendo io amante dei dolci.
Posso venire a vivere anchio a Tortona adoro le torte ?

37 Lucik, 18/02/06 15:40

Tortona. Metà strada tra Genova e Milano. Stessa distanza con Torino. Non è una grande torta...
A proposito... se ci fosse una gentile fanciulla vegana che mi volesse fare una torta buona... :-)

38 Lucik, 6/03/06 23:52

Storia Economica. 6 marzo 2006.
Un'pò di cultura, al fine di una interessante
riflessione.

Dunque, si parte.
Un tempo, e non mi riferisco alla preistoria bensì ad epoche ben meno distanti, un tempo, dicevo, il lavoro delle persone era quello di dedicarsi alla terra per produrre il cibo necessario per vivere. Il lavoro dell'uomo, quindi
era questo... attivarsi per mantenersi. La responsabilità maggiore e il problema più grave era dovuto proprio alla disponibilità di cibo. E ogni anno, a seconda del raccolto, la vita delle persone poteva prosperare o subire gravi conseguenze.
A un certo punto della storia le terre, che fino a quel momento erano di proprietà comune, poterono essere divise per legge, consentendo un uso individuale di quella che fu la proprietà privata. Fu oggettivamente l'origine di
quello che sarebbe stato il divario tra ricchi e poveri all'interno di una stessa società (prima tribù/clan). La rilevazione di questo aspetto non è una condanna sia chiaro, e nemmeno un giudizio negativo. Semplicemente, in un passaggio di convivenza basato sulla collaborazione e su un destino comune nella buona e nella cattiva sorte, si è passati a una convivenza di individui con un destino più marcatamente al singolare a seconda del rendimento personale della propria attività. Oggettivamente, quando non si appartiene ad uno stesso ambito, si crea il terreno per i distinguo e le differenze. Accentuale poi dal tempo nel corso degli anni e dei secoli.
Ma veniamo alla cosa fondamentale che volevo dire.
Con la proprietà privata, si accentuò fortemente l'iniziativa personale, poichè una persona era la diretta beneficiaria del risultato economico (e non) del proprio lavoro. Potendo disporre del proprio operato, innescò un processo di migliorie e di invettiva nell'aumentare il rendimento e la produttività dell'attività agricola (concimi, attrezzatura, colture migliorative ecc...).
E FU QUESTO che cambiò il mondo: il passaggio da una produzione per la sussistenza, ad un surplus di produzione dovuto alle migliorie tecniche e tecnologiche, che poteva essere destinato alla VENDITA... generatrice di denaro. Il denaro così generato potè essere usato per gli investimenti nelle altre attività non agricole. Il crescere di queste attività porò successivamente a quella che fu la prima rivoluzione industriale: il passaggio dell'economia da una base agricola, a una base industriale... la protagonista di cui fu.... LA CITTA'.
Maggiore produzione e stock di provviste alimentari nella campagna, ed il maggior diffondersi delle attività cittadine, permisero e portarono a uno spostamento demografico dalla prima a quest'ultima. Che prosperò, crebbe, si ingrandì, si modernizzo... arrivò alla seconda rivoluzione industirale 1850, meccanizzazione e motorizzazione dell'industira.

La "morale" di tutto... è che a TUTT'OGGI noi viviamo
nelle città, ci lavoriamo, usufruiamo dei suoi servizi, abbiamo banche, assicurazioni, cinema, negozi di alta teconologia, beni per il tempo libero e tutto il resto... perchè la campagna ci da da mangiare. Da da mangiare a coloro che possono dedicarsi ad altri lavori... medici, insegnanti, ricercatori, ingegneri e tutti gli altri. Senza quella stessa base che era l'unica dall'inizio del mondo fino pochi secoli fa, tutte queste altre persone, e noi stessi, non potremmo nè avremmo potuto dedicarci ad altro... tutto "l'altro" che ha portato ciò che
definiamo progresso. Con tutti i suoi vantaggi e tutta la sua distruzione.

Ora che viviamo in un mondo globalizzato, tecnologico, che non dorme mai... tante persone, come tante tra noi, tornano alla campagna, dove poter realizzare il sogno del poter vivere guardando il cielo e la natura, seguendo il ritmo delle stagioni, lavorando per avere direttamente quel cibo, che gli altri comprano coi soldi di un lavoro diverso... in un ambiente molto più stressante ed innaturale.
Per ripossedere quell'origine, in cui il lavoro dell'uomo fosse quello di vivere le giornate e di procurarsi il cibo per continuare a farlo.

Grazie per la vostra attenzione. Spero abbiate gradito. Professor Lucik.

39 Samy, 7/03/06 09:08

Esimio professore =)

Secondo me la Sua analisi, altrimenti perfetta ;o) , manca di analizzare le motivazioni che hanno spinto l’uomo verso certe scelte e forse solo comprendendo cosa ci spinge ad muoverci potremmo cambiare il risultato del nostro percorso.

PUNTO 1: Ad esempio per me è molto importante osservare come all’interno delle società, di ogni società, anche quelle preistoriche, ci sia una suddivisione gerarchica. Nella preistoria poteva essere chi cacciava di più, o la donna che faceva più figli, ma comunque questa gerarchia esisteva (come esiste anche in qualsiasi gruppo di animali, fossero essi un branco di lupi o due gatti in una casa). In questo senso la divisione del terreno e la creazione della proprietà privata non sono “oggettivamente l'origine di quello che sarebbe stato il divario tra ricchi e poveri all'interno di una stessa società” , in quanto questa divisione c’è sempre stata, sebbene sotto forme diverse. Casomai questa divisione ha favorito:
1. L’aumento del divario tra queste due condizioni.
2. L’aumento della tipologia di doti naturali che davano la possibilità di migliorare la propria condizione. Ora non era più, infatti, solo la forza fisica a dare possibilità di sopravvivenza (anche se chi era sia forte che intelligente ha sempre avuto più possibilità di sopravvivere rispetto a chi era solo forte) ma anche l’intelligenza e la capacità di formulare strategie.

Tutto questo a cosa mi porta? A pensare che, a livello pratico e non teorico, non esista una società che si possa basare solamente sull’uguaglianza. Noi NON siamo uguali, siamo tutti diversi, e ognuno ha delle caratteristiche che lo predispongono ad un ruolo diverso nella società: chi al comando, chi alla produzione, chi al coordinamento, chi all’amministrazione, ecc.

Stabilito questo possiamo riflettere sullo “spirito” con cui la gente riveste i propri ruoli:
· Se la comunità è di tipo individualista allora le persone saranno rivolte solamente ai propri interessi.
· Se la comunità è di tipo…comunitario allora le scelte saranno orientate al bene comune.

A questo va aggiunto un ultimo fattore: la caratterialità dei singoli individui.
Personalmente ritengo che la società nella quale cresciamo ci influenzi tantissimo (ma davvero tantotantotanto), ma rimane sempre un “essenza” (che chiamo così in mancanza di altri termini) che ci porta a comportarci in modo diverso in situazioni simili. Pertanto persone egoiste saranno sempre tese verso i propri interessi, anche in una società di tipo comunitario. In questo caso solo la partecipazione attiva alla vita comunitaria da parte di tutti potrebbe portare un freno ad azioni che potrebbero essere più o meno dannose, secondo il concetto del Panopticon di Bentham (il controllo costante porta l’uomo a comportarsi secondo le regole di quella specifica società x paura di essere colti in castagna – molto sinteticamente).

PUNTO 2: La ricerca del surplus, dell’accumulo, non credo nasca come ricerca di ricchezza fine a se stessa, ma piuttosto come ricerca di tutela! Quando hai passato tutta la vita in balia della natura (e la natura, ricordiamocelo, non è proprio dolce e gentile) non sapendo se quell’inverno avrai cibo a sufficienza o meno, credo che tu colga ogni singola possibilità di metter da parte qualcosa.
Solo successivamente, una volta placata la fame, parte l’accumulo della “Roba” (Verga docet), perché ormai questo è diventato parte di te.
In Maus, Spiegelman racconta la storia di suo padre, stato per anni in un campo di concentramento. Una volta anziano è diventato un accumulatore folle! Tutto poteva servire, tutto poteva tornare utile!
Per i nonni che sono stati in guerra il fatto che noi non si mangi carne è assurdo, perché per loro era un miraggio, era il simbolo della salute (forse sto divagando…)

PUNTO 3: La ricerca del cambiamento, identificata nel passaggio dalla campagna alla città prima e nel suo opposto di oggigiorno, va comunque ad identificare la costante ricerca del miglioramento che fa parte di ognuno di noi.
In origine le case delle città erano viste come un passo da gigante verso il futuro: avere l’acqua corrente, il bagno in casa, ecc. Oggi semplicemente identifichiamo il miglioramento dello stile di vita in modo diverso (aria pulita, spazio, silenzio, natura, ecc.) ma l’essenza che ci spinge a muoverci è sempre la stessa: la ricerca di qualcosa di migliore, di una qualità di vita superiore.

Oddea, ho fatto un tema: sarà meglio che faccia stop per ora!
Mi dia pure il voto prof, ma sia clemente mi raccomando! =)))
Laura

40 Lucik, 7/03/06 12:29

Che bello averti letto...!

(Il resto arriva poi, per ora l'importante è la frase che sta qua sopra).

E aggiungo... :-)

41 Lucik, 7/03/06 14:56

Bellissimo... tra il tuo rivedere un tema da ulteriori angolazioni ed altri riferimenti, tra la tua conoscenza e capacità di unire pensieri tuoi con concetti di analisi di altri studi, tra cose fondamentali che "so"/penso anche
io, come l'individuo fatto d'essenza e d'influenza (dell'essenza e diversità fin da bambini lo avevo
accennato come pensiero in un bigliettino alle superiori, 17 anni).
Bellissimo il tuo riprendere una storia, ripartendo a monte della stessa (una diversità ulteriore e precedente a quella descritta) e vedere le motivazioni/finalità/istinti sottostanti alle cause (cosa fa una persona... e perchè lo fa). La dinamica di un istinto/comportamento collocato in diversi ambiti, dalla sopravvivenza alla modernità.

Io volevo in definitiva raccontare di come sia semplice la vita che si è persa (sebbene guadagnando altre cose alcune utilissime altre insensate e paradossali). O meglio, di cosa sia, possa o debba essere la vita in sè... L'origine, la sua natura, la sua calma. Ovviamente nel passato questa vita era accompagnata dal relativo rischio di sopravvivenza, dato che quest'ultima era legata direttamente alle condizioni di abbondanza/carestia che poteva cambiare di anno in anno. Ai giorni d'oggi questa vita ha un piacevolissimo richiamo non solo dal punto di vista di serenità della vita, del vivere con calma guardandosi attorno, vivendo, vivendo, VIVENDO (nel suo significato semplicissimo) in ogni giorno, da quando si alza il sole a quando tramonta e appaiono le stelle (lacrime della madre terra che pianse per il sole che... ...com'era nell'ultimo dei Mohicani??? :-) ), ma ha un fortissimo richiamo perchè questo senso della vita lo puoi trovare con la "sicurezza" e le possibilità della modernità. Per lo meno per chi riesce, ne ha le possibilità, o il coraggio di decidersi/prendere/e fare per realizzarlo (e tu sai che io lo voglio fare... E quando ci riuscirò, non ti dimentico :-) ). Certo che chi già oggi vive in un'epoca di marcata precarietà, il pensare di abbandonare qualcosa di già incerto, per qualcos'altro di cui non sa quasi nulla, non è un pensiero che si prende così in considerazione. Eppure per alcuni è la fortunata soluzione. Prima lavoravi la terra per avere da mangiare, e lo facevi nella natura. Ora lavori in mezzo al caos ed allo stress, dimenticando quel silenzio che servirebbe per ritrovarsi nel mondo e per accorgersi di certi pensieri e sentimenti, e lo fai per avere i soldi che ti servono per comprare quello che altrimenti avresti avuto lavorando la terra. E' un discorso che va preso per una parte, perchè i soldi che rimangono permetterebbero anche molto altro... però per molte persone, una volta pagato l'affitto e comprato un paio di cose, non è che ne abbiano molto altro da spendere. Il lavoro della modernità, per molte persone, è diventato un sopravvivere...

Per la proprietà privata volevo toccare la questione solo in quella parte, perchè se avessi voluto parlarne diversamente, arlando di "altri" temi, lo avrei fatto con la dovuta "dedizione" (e passione) :-)

Che bello, e ti fa restare coi pensieri in sospeso, leggere in una persona (o in una certa persona) cose particolari e importanti che hai pensato tu (io).
Il fatto (che dicevi) che non siamo assolutamente tutti uguali. Infatti per me l'uguaglianza sta nei diritti,
nelle possibilità e nella solidarietà affinche la diversità non porti alla difficoltà ed abbandono nel vivere di qualcuno. Il fatto che solo chi approva uno spirito e una concezione potrà realizzarla nella pienezza della sua qulità e nobiltà. Il tuo richiamo al concetto del controllo opposto alla condivisione e quindi voluta partecipazione. "Divago anche" io... peno a quella notizia in cui in una comune italiano, DOPO che hanno messo una telecamera vicino a una discarica, le persone hanno smesso di abbandonare
"in modo improprio" (eufemismo) oggetti buttati. Poi il
tuo richiamo STUPENDO di concetti (tuoi e di altri)... la causa antropologica e strategica (d'istinto, di pensiero e di calcolo) dell'accumulo dei "beni" e della ricerca del cambiamento, la proposta filosofica di questa causa come comune denominatore che lega quei tempi e quegli uomini ai giorni nostri ed ai comportamenti/istinti/propensioni ancora di oggi. Tuttavia c'è un linea molto chiara che passa l'accumulo individuale, e si trasforma in uno scompenso assolutamente polarizzato su estremi della società, delle opportunità, delle condizioni di vita.
Giusto acume, previdenza, sicurezza... fan strada a barricate opposte di status ben diversi, di ingiustizie sociali, di sfruttamento contro arricchimento sullo sfruttamento stesso. L'inizio di un evento è un conto, ma l'evoluzione prende le sue pieghe, i suoi cambiamenti, le sue diverse realtà (come si vedono con lo scorrere del tempo).
Per ultima cosa, la ricerca del cambiamento e del miglioramento, il fatto del trasferirsi prima dalla campagna in città, per poi reindirizzare la tendenza... forse (sicuramente!) le cose hanno un trend positivo nella parte della curva crescente ( :-) ), per poi estremizzarsi verso condizioni negative oltre una certa soglia. Come spesso succede, toccata la parte dei limiti possibili (quando la curva diventa più che degenerativa), ci si scuote, ci si rende conto, si ricerca non solo quel punto in cui si sta meglio, ma quello che forse avevi perduto, senza riconoscerlo troppo (la coincidenza delle due cose miglioramento/origine dovrebbe far riflettere :-) ). Il richiamo umano, oltre a quello di convenienza.

Per la divisione delle terre potevo scrivere l'origine del CRESCENTE divario tra ricchi e poveri. Ci sono tante forme di diversità in tante forme di società. Alcuni cambiamenti innescano tendenze determinanti. Io ho descritto quella. E le tue considerazioni richiamano altre, significative, intelligenti, attente, vive e belle considerazioni.

Spero il "voto" si sia capito dalle cose che ho scritto.
Non potrei nemmeno dartelo, perchè sono in conflitto d'interesse per la simpatia e l'apprezzamento.
Ciao Professoressa, qualsiasi "critica", osservazione, rilievo di analisi tu mi faccia, più che "preoccuparmi",
mi fa piacere :-)
Nei limiti e con eccezioni ovviamente (non si sa mai a dire le cose in modo assoluto) :-)
Quando ti va di fare gli studenti scapestrati che saltano la lezione e si fanno un giro, fammelo sapere :-)

42 Lucik, 3/04/09 21:14

3 aprile 2009.

Dedica.
A quelli che conoscono Ally McBeal e che ricordano un amore unico, speciale, irripetibile. Il primo grande amore.

Ci sarà una sola Ally e ci sarà un solo Billy per ognuno di noi. Per sempre.

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"Mamma, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."

La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.

Scrivi la storia con noi