Com'era il film?!
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Lucik,
27/12/05 23:46
Qualcuno stasera ha visto su raidue "I passi
dell'amore"? Quello dei due liceali che si innamorano,
con un finale toccante?
A me é piaciuto molto.
Comunque d'ora in poi, per chi lo vuole, qui si fanno commenti a caldo sul film appena visto!
Dopo il film e prima di andare a dormire, se guardandolo ti é venuto un pensiero/sensazione che vuoi esprimere... scrivilo.
Ciao.
2
Sabina,
29/12/05 00:43
Io l'ho visto...
...quante lacrime...
...quanto amore...
...mi ha fatto anche pensare: Qual'è la mia lista delle cose da fare? Cosa ci metterei?
E se sapessi che ho poco tempo per fare tutto, cosa farei? Ci penso spesso ultimamente...forse perchè voglio fare tante cose e mi sembra di non averne il tempo. Sono talmente tante che quando le penso arrivano tutte insieme annullandosi nel caos...
Una cosa che ho capito in questa vita è che sarà la Vita stessa a dirmi quando sarà il momento di fare "cosa",
tutto quello di cui ho bisogno mi arriverà nella perfetta sequenza spazio/tempo...devo solo saper ascoltare me stessa e la Vita.
Dico alla vita cosa voglio e lascio che succeda...
Forse non farei molto di più di quello che già faccio...a tutto c'è un perchè, affannarmi a fare tutto e in fretta serve a poco...capire invece il "perchè" certe cose accadono è l'unica vera cosa saggia da fare...io credo. Quando mia madre se ne stava andando era enormemente preoccupata perchè non era riuscita a fare certe cose prima di andare, perchè non ricadessero su di me in seguito...non ha fatto in tempo...un paio le ho risolte io mentre lei era in ospedale e questo l'ha tranquillizata un po'...ma poi, inevitabilmente queste sono arrivate: per quanto possano sembrare sproporzionate per una ragazzina di 21 anni agli occhi degli altri, ora, dopo più di 4 anni, mi rendo invece conto che invece era proprio così che doveva andare, che quei 21 anni passati con lei era a tutto questo erano serviti, che nulla viene a caso, nessun pensiero, nessun dolore, nessun problema, nessun amore perso...niente. Mia madre mi diceva sempre che il Signore non ci aveva dato una croce se non avevamo le spalle per portarla. Lo ha detto una donna che era in carrozzina dall'età di 6 anni. E ve
lo dice una ragaza di 25 che porta sulle spalle una croce da 35... E sapete una cosa? Non cambierei neanche un virgola della mia vita...perchè oggi non sarei la persona forte che sono...e forse domani non riuscirei a fare tutto quello che è scritto sulla mia lista.
"Vivete per il presente, sognate per l'avvenire, imparate dal passato."
Se avessi pochi giorni di vita l'unica cosa che farei è vivere...semplicemente...con il sorriso nel cuore e
l'Amore nell'animo, assaporando ogni istante, cercando di donare speranza e Amore a chiunque...perdonando ogni azione, perchè anche io sbaglio...ma non perchè starei per morire, (non serve così) ma perchè vivrei secondo ciò che sento dentro e mettendo in pratica il mio credo, la mia verità, cercando di vivere nel mio giusto...
...Quello che mi chiedo è: perchè limitare tutto questo agli ultimi istanti di vita, quando invece potrei vivere così serenamente ogni giorno della mia esistenza...?
Credo che sarà il primo punto alla mia lista...
Vi abbraccio.
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shivers,
29/12/05 15:10
Prendete un romanzo che gronda buoni sentimenti adolescenziali; trovate le facce giuste da brava-ragazza-così-brava-che-la-sfottono (lei) e da finto-ribelle-in-attesa-di-redenzione (lui); neutralizzare Darryl Hannah nel ruolo della suocera più o meno benedicente e mettere in scena un po' di recite scolastiche, da sempre galeotte per le cotte. Sorbire il tutto con solenne superficialità zuccherosa. Il risultato sarà un prodotto perfetto per donne avvilite dalla lacrima facile.
Il film, di una modestia avvilente, instilla finanche il dubbio che l'autore abbia voluto far passare una storia d’amore di cartapesta come l’utopico archetipo sognato di tutte le storie sentimentali. Personaggi stereotipati oltre ogni dire.
4
shivers,
29/12/05 15:12
A History of Violence
Regia: David Cronenberg
Tom Stall (Viggo Mortensen) è un uomo apparentemente tranquillo, docile e riflessivo: vive in una middletown statunitense, lavora in un fast-food di sua proprietà e la sera torna a casa dalla famiglia composta dalla bella moglie avvocato (Maria Bello) e dai due figli, di cui uno (Ashton Holmes), adolescente, è spesso soggetto alle angherie di due compagni di scuola. Un giorno, Tom è costretto per legittima difesa ad uccidere due rapinatori e, suo malgrado, diviene un eroe mediatico. Appresa la notizia, nella cittadina giunge un malvivente di Philadelphia, Carl Fogarty (Ed Harris), il quale, convinto che dietro a Tom si nasconda in realtà Joey Cusak, uno spietato killer reo di averlo derubato e sfigurato, intende vendicarsi del torto subito. David Cronenberg, dopo la splendida parentesi altamente letteraria di “Spider”, si (ri)affaccia al cinema di genere americano per instillarvi le sue fisime della perdità d’identità, della violenza celata nelle pieghe della società e negli anfratti dell’animo umano e, non ultima, della mutazione che, pur poco avvertita dalla critica maggioritaria, è nondimeno ben presente nella trasformazione di Tom in Joey ogni qualvolta questi, venendo attaccato, si sente in pericolo. Realizza un film fluido, splendidamente diretto e fotografato (è ottima la diversificazione cromatica tra la prima parte, in toni da quasi commedia, dai colori autunnali e distensivi, e la seconda, invece caratterizzata dalle fredde luci al neon di Philadelphia), che regala emozioni gelide e disturbanti e che pone domande a tratti imbarazzanti sulla reale natura ontologica dell’uomo e sull’effettiva impossibilità di conoscere autenticamente chi ci sta a fianco, magari per l’arco di una vita intera. Notevoli prove per Mortensen e Harris, istrionico e quasi irriconoscibile William Hurt nel ruolo di Richie, fratello di Joey.
Critica soggetta a copyright di shivers
5
Lucik,
30/12/05 00:41
Non é solo questione di struttura e metrica di un film, ma di concetti, di sensazioni che si richiamano e ti nascono dentro. Per un volto, un'espressione, un gesto, una
musica, un tramonto. Io posso anche non aver seguito in dettaglio tutto il film, ma poteva bastare una scena che racchiudeva tutto un senso, tutto un sentimento, una storia. Il finale toccante. Commovente. Mi é piaciuto.
6
Lucik,
30/12/05 00:52
Ovviamente mi riferivo al film di prima. Ovviamente!
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shivers,
30/12/05 10:02
Lucik ha scritto:
Ovviamente mi riferivo al film di prima. Ovviamente!
Cioè alla porcata. :D
8
shivers,
30/12/05 10:12
Poi è chiaro che se uno ha dentro sè la profondità, riuscirà a compensarla anche con un film, un libro, una musica o un'altra opera superficiale, ma in questo caso l'opera non avrà aggiunto nulla al suo pensiero. Non parlavo di metrica e di linguaggio, infatti, ma di profondità di pensiero. Tra Wilbur Smith e Thomas Mann c'è differenza, mi pare, come ve n'è tra Mozart e B. Spears e tra Charles Chaplin e Massimo Boldi, ma è chiaro che lo spunto per una riflessione te lo può dare anche una ciofeca. Solo che magari se ti leggi i Buddenbrook, ti ascolti il Requiem o ti guardi Luci della città, la riflessione può essere molto più profonda.
E certo accostarsi ad un'opera superficiale è più
semplice, perché non richiede attenzione e impegno particolari, ma come accade spesso, più alto è l'impegno e più grande sarà la ricompensa, in questo caso sotto forma di emozioni e pensieri.
9
dada,
30/12/05 12:43
shivers ha scritto:
A History of Violence
Regia: David Cronenberg
Tom Stall (Viggo Mortensen) è un uomo apparentemente tranquillo, docile e riflessivo: vive in una middletown statunitense, lavora in un fast-food di sua proprietà e la sera torna a casa dalla famiglia composta dalla bella moglie avvocato (Maria Bello) e dai due figli, di cui uno (Ashton Holmes), adolescente, è spesso soggetto alle angherie di due compagni di scuola. Un giorno, Tom è costretto per legittima difesa ad uccidere due rapinatori e, suo malgrado, diviene un eroe mediatico. Appresa la notizia, nella cittadina giunge un malvivente di Philadelphia, Carl Fogarty (Ed Harris), il quale, convinto che dietro a Tom si nasconda in realtà Joey Cusak, uno spietato killer reo di averlo derubato e sfigurato, intende vendicarsi del torto subito. David Cronenberg, dopo la splendida parentesi altamente letteraria di “Spider”, si (ri)affaccia al cinema di genere americano per instillarvi le sue fisime della perdità d’identità, della violenza celata nelle pieghe della società e negli anfratti dell’animo umano e, non ultima, della mutazione che, pur poco avvertita dalla critica maggioritaria, è nondimeno ben presente nella trasformazione di Tom in Joey ogni qualvolta questi, venendo attaccato, si sente in pericolo. Realizza un film fluido, splendidamente diretto e fotografato (è ottima la diversificazione cromatica tra la prima parte, in toni da quasi commedia, dai colori autunnali e distensivi, e la seconda, invece caratterizzata dalle fredde luci al neon di Philadelphia), che regala emozioni gelide e disturbanti e che pone domande a tratti imbarazzanti sulla reale natura ontologica dell’uomo e sull’effettiva impossibilità di conoscere autenticamente chi ci sta a fianco, magari per l’arco di una vita intera. Notevoli prove per Mortensen e Harris, istrionico e quasi irriconoscibile William Hurt nel ruolo di Richie, fratello di Joey.
Critica soggetta a copyright di shivers
L'ho visto qualche giorno fa e mi è piaciuto parecchio, è fatto molto bene anche se forse come trama non è nuovissima.. quando sono uscita dal cinema sono rimasta per un pò a pensare alla moglie di Tom che alla fine lo riaccetta in casa.. ho cercato di immedesimarmi : potrei mai tornare ad una vita normale sapendo che mio marito è in realtà anche un'altra persona con un passato come il
suo??
Non so rispondermi..
Cmq Shivers avevo intenzione di chiedere un tuo giudizio avendo letto che adori Cronemberg.. :-)
Ciao
Daniela
10
shivers,
30/12/05 12:54
Il mio giudizio sul film è quello sopra espresso ed è molto positivo.
Sulla moglie di Tom e sulla sua decisione (per la verità la decisione, silente, è di tutta la famiglia) è difficile esprimere un giudizio. Analizzando il gesto in chiave metaforica, può essere inteso come il comportamento abituale della società civile che, senza proferir parola, permette alla violenza di "sedersi a tavola". Tra
l'altro, hai notato cosa c'è sul piatto che la bambina offre al padre? A proposito di violenza. La carne in Cronenberg è presente pressoché sempre.
Ciao.
11
Lucik,
31/12/05 11:39
Shivers, sappi che quando parli di film... diventi cattivo :-)
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Skorpio81,
3/01/06 11:02
shivers ha scritto:
A History of Violence
Regia: David Cronenberg
Mi ha un po' deluso. Anche Cronenberg ci sta lasciando... :-(
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Lucik,
8/01/06 16:46
Ho appena finito di vedere "I Goonies" :-)
Era il film di quando avevo 10 anni... la pellicola resta uguale, noi invecchiamo :-)
Shivers, non fare commenti eh. Questo film é un ricordo.
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Barbi,
8/01/06 20:13
che figata i Goonies!..quanti ricordi! noi cresciamo ma io li apprezzo adesso come li apprezzavo allora.Peccato che oggi sono uscita e me lo sono persa! :-(
15
shivers,
9/01/06 11:54
Skorpio81 ha scritto:
shivers ha scritto:
A History of Violence
Regia: David Cronenberg
Mi ha un po' deluso. Anche Cronenberg ci sta lasciando... :-(
MA CHE DICIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ERESIAAAA!!!!
DAVID N. 1
:-)