Buongiorno a tutti!
In effetti, quando ero piccola assomigliavo ad Heidi ma non sono svizzera. La fototessera? Che tristezza! Al massimo carico qualche foto di me con i miei supercagnoni! Ieri sera facendo zapping ho visto la pubblicità della Granarolo su La7, che forse conoscerete già. Cosa si vede? Una scenetta pseudo-bucolica assurda in cui le mucche pascolano libere nei prati, arrivano questi tizi vestiti in modo elegante e subito dopo con un guinzaglio o una corda portano le mucche a casa della famigliola felice e consegnano nelle mani del bambino la bottiglia di latte (parte dello spot si vede anche sulla home page dell'azienda). Ora, posto che si è contro anche ogni tipo di allevamento delle mucche sui prati perché ciò non risolve il problema del massacro alla radice, credete veramente che il latte della Granarolo provenga da allevamenti di questo tipo?! Sul sito parlano di 1000 allevatori consorziati che allevano 60000 mucche. Il fatto che le mucche vengano portate al guinzaglio è una cosa che fa incazzare noi, pensatori superiori, ma non i boccaloni che stanno davanti alla tv senza senso critico, pensando in definitiva che la Granarolo lasci le mucche sui prati. E’ questo il messaggio che passa. Penso anche alle mucche che sono state "usate" per fare la pubblicità, ammesso che non sia un montaggio. Il punto è il seguente: esiste una legislazione in merito alla pubbilcità ingannevole. Credo che i manager della Granarolo prima di lanciare sul mercato una pubblicità del genere controllino ogni singola riga dei regolamenti ma credo che la presentazione del prodotto sia ingannevole perché certe persone possono acquistare il latte Granarolo proprio perché pensano che dietro la loro bottiglia di latte esista una realtà di questo tipo e nel frattempo accrescono i profitti degli allevamenti intensivi. Ora, bisognerebbe essere certi della provenienza del latte Granarolo, essere certi che provengono da allevamenti intensivi. Bisognerebbe informarsi più approfonditamente. Quindi sarebbe opportuno poter fare una segnalazione alla Agcm. Chiarisco: non sulla base di una filosofia vegana (non avrebbe alcun senso), ma come singoli cittadini. Un consumatore può segnalare. Noi non siamo "consumatori", ma amici o familiari possono esserlo e comunque siamo potenziali consumatori. Meglio contrastare questo tipo di pubblicità che non farlo. Quante persone acquisterebbero ancora il latte se vedessero veramente come viene prodotto e quali implicazioni ha la sua produzione? L’Agcm, accertata l'ingannevolezza della pubblicità, può disporre la cessazione dello spot pubblicitario ma anche e soprattutto l’imposizione della rettifica! Non so quanto si potrà ottenere da questo, forse è un'azione inutile, con basso potenziale informativo per tutti coloro che acquistano latte. E' per questo che vi chiedo un consiglio, un parere, cosa ne pensate. Pensate che debba creare una discussione su un altro forum (ho visto che c’è una discussione sulle pubblicità) o va bene questo? Scusate ma essendo nuova, faccio pasticci.
Questa è la normativa dell’Agcm in merito alla pubblicità ingannevole.
http://www.agcm.it/AGCM_ITA/OPUSCOL/COMEFUNZ.NSF/a42cbcc68dfb8f06c125677c002e142a/57452bc8236cd54bc1256be60030ea73/$FILE/OP_PI-2002.PDF Ovviamente questa azione può essere portata avanti in qualsiasi caso di questo tipo. La pubblicità che vi ho portato ad esempio è solo uno dei tanti esempi, appunto.
Ho controllato nella policy e non ho letto che non si può citare il nome di un'azienda quindi l'ho citato. LUCIK, tra l'altro sulla policy ho letto anche quanto segue:
Non usate abbreviazioni "da SMS": scrivete "che", "non" e "perché", invece di "ke", "nn", "xke". Scrivendo un SMS queste abbreviazioni fanno effettivamente risparmiare tempo, ma su un forum non guadagnate niente e rendete la lettura difficile a tutti.
Quindi devi tornare a parlar normale per forza!! E la mia lezione di ieri non ha nessuna validità! :-)
Ciao, attendo vostre opinioni! E perdonate la valanga di parole propinatevi..ed eventuali errori/orrori.
Francesca