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16 Babai, 17/05/09 23:41

Che delusione...
Dopo un inizio straordinario della Gabanelli sulla relazione tra consumo di carne e fame nel mondo il programma è diventato un paragone tra allevamenti intensivi e bio, diventando uno spot per questi ultimi, come se fosero la risposta al problema esposto all'inizio dalla Gabanelli!
Mai vista un'incoerenza del genere in Report.
Prima si dice che la carne è un problema ecologico e poi non si domanda a nessuno se esiste un'alternativa (l'intervento della Baroni limitato a poche parole sull'eccesso di proteine).
Come dire che il traffico è un problema e poi invece di parlare di bicicletta e mezzi pubblici si facesse tutto un paragone tra emissioni di un SUV e di un'utilitaria a GPL, con annesso spot per i parcheggi privati magari.

Alcune sono state cose molto interessanti, come la faccenda dell'energia derivata dalla cacca delle galline, che lo Stato paga 4 volte quella delle centrali elettriche normali perchè viene considerata un'alternativa pulita - e quindi di fatto incentiva l'allevamento dei polli in batteria in quanto i loro escrementi fruttano quattro volte tanto le uova.

(raccapriccante la figura dell'allevatrice di Cremona)

Domani dalle 18.00 ale 19.00 l'autore del serivioz, Piero Riccardi è sul forum a rispodere alle domande degli ascoltatori.. http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=246585&f=141

17 FrancescaF, 18/05/09 00:25

Molto delusa. Nervosa. Servizio incompleto e tendenzioso. Non ha fornito soluzioni concrete. La Baroni è passata inosservata. L'unico che ha detto qualcosa di rilevante è stato il biologo di cui però non ricordo il nome. E se è davvero biologico un allevamento in cui una mucca vive per 14 anni in un fazzoletto di terra siamo davvero caduti in basso. Non si sono sognati nemmeno di dire che può esistere un mondo in cui le mucche non vengono allevate del tutto e si può mangiare veg.

E' vero, non mi aspettavo un servizio sull'etica e sull'amore verso gli animali, ma qualcosa di più corposo.

Domani, i carnivori che sono stati "colpiti" dal servizio non penseranno a diventare veg ma penseranno a fiondarsi in un negozio che vende carne di "mucche alimentate bene" ("bene"...mah).

Tralasciando appunto l'allevatrice di Cremona che, oltre alle idiozie che ha detto parlando delle mucche come macchine di produzione (cosa che ci aspettavamo), assomigliava anche alla figlia di Fantozzi.

Ciao,
Francesca

18 letitbe, 18/05/09 09:28

che delusione... nemmeno io mi aspettavo chissà cosa però speravo almeno che accennassero alle condizioni disumane in cui vivono gli animali! o almeno che mostrassero cosa succede negli allevamenti, come vengono tenuti gli animali, perchè secondo me le immagini che abbiamo visto sono degli animali tenuti meglio in italia... poi quando ho saputo che l'argomento era "i danni per l'economia e per la salute"pensavo che avrebbero detto quanto la carne faccia male non che sono solo gli scarichi degli allevamenti a far male! a parte qualche breve accenno al fatto che "mangiamo troppa carne" non ne hanno proprio parlato! anche secondo me quel documentario non ha fatto riflettere nessuno, hanno parlato degli animali come se fossero automobili e basta... che peccato

19 FrancescaF, 18/05/09 10:06

Non capisco perché l'informazione debba essere sempre pilotata dalle lobby, non capisco perché siano così rari i giornalisti che, pur di dire la verità, accettino il rischio di "saltare per aria".

E certo che Report è conosciuto per essere un programma che ha il coraggio della verità e di spiattellare le cose per bene.

E' stato decisamente meglio il discorso di Tozzi su Gaia Scienza, che, però, ho avuto modo di vedere solo on line: 3 minuti a 360 gradi.
Anche se è davvero raccapricciante che il discorso etico sul rispetto nei confronti degli animali sia sempre messo come ultimo punto.

Sono schifata.

20 pier, 18/05/09 10:18

io credo che si stia sbagliando un po' il punto di vista.

Report ieri non ha fatto una puntata sull'etica degli animali, e non ne ha parlato mai (sbagliando sia chiaro) ma ha parlato solo da un punto di vista antropocentrico di allevamenti e inquinamento, e spreco di risorse.
Da quel punto di vista, non hanno detto cose del tutto false, è indubbio che l'allevamento a ciclo chiuso porta delle notevoli riduzioni di inquinamento, l'errore è stato non precisare che questo è un tipo di allevamento MOLTO PARTICOLARE, ed esistente in Italia solo come realtà sperimentali e che non è certo la realtà italiana del biologico, che invece è in buona parte una riproposizione dell'intensivo con qualche piccolissima variante, modificando i mangimi e poco altro.

il problema è che non è stato chiarito a sufficienza ma solo detto tra le righe in maniera non del tutto incisiva, che quel sistema, funziona se si mangia un decimo della carne di oggi... è stato detto che ne mangiamo troppa.... ma non quanto troppa... questo è il problema.

dopo di che, cmq ben vengano servizi così, che cmq hanno mostrato gli allevamenti a chi non vuole sapere come sono fatti

21 Andrea, 18/05/09 10:26

FrancescaF ha scritto:
Non capisco perché l'informazione debba essere sempre pilotata dalle lobby

Secondo me è pilotata anche dal pubblico: la gente non ama sentirsi dire, per quanto in modo pacato, che mangiare carne è sbalgiato. Ad esempio non dice nessuna grande associazione animalista: non è conveniente criticare i propri clienti.

non capisco perché siano così rari i
giornalisti che, pur di dire la verità, accettino il rischio di "saltare per aria".

Più che i giornalisti , penso ci sia il problema di chi poi manda in onda i progammi. Una conduttrice (non faccio nomi) se non sbaglio ha detto che le è assolutamente proibito anche solo dire di essere vegan in televisione: il pezzo verrebbe tagliato e lei non mandata più in onda.

22 FrancescaF, 18/05/09 10:38

Andrea ha scritto:
Secondo me è pilotata anche dal pubblico: la gente non ama sentirsi dire, per quanto in modo pacato, che mangiare carne è sbalgiato. Ad esempio non dice nessuna grande associazione animalista: non è conveniente criticare i propri clienti.

Appunto per questo bisogna avere il coraggio. Bisogna avere il coraggio di essere personaggi "scomodi".

Più che i giornalisti , penso ci sia il problema di chi poi manda in onda i progammi.

Certo, ma i giornalisti assecondano. Si adeguano. E poi sono pochi i giornalisti con l'anima giornalistica, dell'informazione pura (se ci addentriamo qui andiamo off-topic).

Una conduttrice (non faccio nomi)
se non sbaglio ha detto che le è assolutamente proibito anche solo dire di essere vegan in televisione: il pezzo verrebbe tagliato e lei non mandata più in onda.

Che vergogna. Da non credere! Appunto, l'origine del blocco informativo arriva dalle lobby, sono loro i poteri forti. Tutto ciò che viene dopo sono gli scagnozzi, i tirapiedi e via dicendo. E' vero, se si avesse il coraggio di dirlo, magari in diretta (lì non possono tagliare), poi si salta e non si ha più la possibilità di predicare e diffondere un seppur minimo sentore di informazione debole.

Ecco, io sono schifata proprio per questo. L'informazione ufficiale è piena di queste schifezze.

Grillo (che non è un giornalista ma un comico - assurdo!) è stato cacciato dalla tele (ora lo rivogliono, va beh) e lui predica sul web con un potere mediatico mai visto prima. Bisogna vedere se chi fa informazione, vuole davvero fare informazione o ha bisogno (come in molti, anche di noi, purtroppo) di ricevere uno stipendio!

Ecco, forse Grillo potrebbe fare una denuncia di questo tipo.
Forse bisognerebbe rivolgersi proprio a lui. Basta che si vada contro i poteri forti...

23 Babai, 18/05/09 10:47

Mah, credo che nessuno possa pensare che abbiano detto cose false, e certo il coraggio di mostrare capannoni di pulcini e indicarli e dire che fanno male l'hanno avuto (e ora quegli alevatori si potranno vergognare di fronte ai quattro gati della bassa padovana che hanno riconosciuto i capannoni).
Creo però che lo svolgimento del tema sia stato sbagliato date le premesse iniziali, non dato il mio gusto personale.

La premessa non era l'etica del'allevatore, vero, ma era che l'allevamento di carne distrugge il pianeta, e ne hanno pure fatto degli esempi.
Il MANIFESTO [ :-) ] della trasmissione dice "Tra qualche anno diventeremo 10 miliardi, si potrà produrre carne per tutti?". La risposta ovviamente non può essere la carne biologica, a meno di allargare il pianeta di 10 volte (come ha detto giustamente il biologo-di-cui-non-si-conosce-il-nome), ma purtroppo le sue risposte non sono state messe in relazione al problema iniziale.
Per cui i ragazzi sono andati fuori tema, mi dispiace, meno male che il resto della puntata è stato dedicato ai maneggi della Moratti, se no sarei andato a letto triste.

24 FrancescaF, 18/05/09 11:09

pier ha scritto:
Report ieri non ha fatto una puntata sull'etica degli animali,

Sì, questo era chiaro fin dall'inizio. Però, per la mia essenza più profonda, mi indispongo sempre quando non si dice neppure una parola sull'animale e le sue sofferenze e non ce la faccio a stare zitta.

e non ne ha parlato mai (sbagliando sia chiaro)

Chiaro.

ha parlato solo da un punto di vista antropocentrico di allevamenti e inquinamento, e spreco di risorse.

Ma anche da questo punto di vista è stato scadente! Troppi allevatori hanno parlato. Bisognava far parlare più medici, biologi, studiosi con le palle (quello dell'università di Barcellona non mi è piaciuto, aveva una comunicatività confusa). Il discorso sulla pollina, ripeto, mi è piaciuto perché affrontato sotto tutti i punti di vista (testimonianza, aspetti economici, ecologici, scientifici). Ma sui danni che la carne fa appunto all'uomo e alla sua salute (rimango sull'antropocentrico) si è detto poco (solo due minuti di Baroni).

Da quel punto di vista, non hanno detto cose del tutto false,

No, non "false" ma povere e soprattutto tendenziose! Che forse è peggio! Ora la gente pensa che il bio, quel bio, è figo! Sai, sono dei boccaloni.

è indubbio che l'allevamento a ciclo chiuso porta
delle notevoli riduzioni di inquinamento,

Sì, ma non può soddisfare la richiesta di carne di consumatori fuori di testa con questi tipi di allevamenti! E' comunque economicamente insostenibile (parlo di economia non di etica se no azzero tutto)! Proprio qui ci si doveva inserire col discorso del veganismo e dire che bisogna ridurre drasticamente il consumo di carne! Quando mio padre era ragazzo, ogni famiglia, a scopi di pura sussistenza, aveva un paio di mucche, una decina di galline e qualche capretta e lì era economicamente sostenibile perché mangiavano la carne una volta ogni due settimane! Non si può pensare di avere allevamenti a ciclo chiuso con la richiesta spaventosa di carne che c'è ora. Non bisogna agire sulla offerta ma sulla domanda! E' lì la potenza della massa (noi).

l'errore è stato
non precisare che questo è un tipo di allevamento MOLTO PARTICOLARE, ed esistente in Italia solo come realtà sperimentali e che non è certo la realtà italiana del biologico, che invece è in buona parte una riproposizione dell'intensivo con qualche piccolissima variante, modificando i mangimi e poco altro.

Sì, qui, dai, è stato tendenzioso! Ma quello non è bio! E non è vitale. Una mucca che per anni e anni vive in un fazzoletto di terra.
Ma le mucche al pascolo, oh, dove c***o sono???
il problema è che non è stato chiarito a sufficienza ma solo detto tra le righe in maniera non del tutto incisiva, che quel sistema, funziona se si mangia un decimo della carne di oggi...

Esatto. E' stato detto a denti stretti..."forse mangiamo troppa carne". Bella la scena iniziale della carne ovunque nei supermercati. L'unica cosa eticamente bella e pura è stata la frase del capo Seattle. Un exploit di buon senso e pensiero libero!

è stato detto che ne mangiamo troppa.... ma non
quanto troppa... questo è il problema.

Ed è qui che probabilmente devono tacere se no saltano...
dopo di che, cmq ben vengano servizi così, che cmq hanno mostrato gli allevamenti a chi non vuole sapere come sono fatti

Certo è che hanno fatto vedere gli allevamenti più "belli", puliti. Ci sono cose molto più inguardabili. Hanno fatto vedere innocenti mucche squartate e va bene, hanno fatto vedere migliaia di poveri polli e tacchini tenuti in capannoni e qualche immagine veloce su quelli in batteria e va bene, hanno detto che i distrubutori di pollame sono due, che la GDO è la solita cacca, che l'economia del trasporto è sbagliata, su questo bene.

Ma era incompleto.

Incompleto da un punto informativo. Il problema della carne, dai problemi che causa all'uomo al pianeta (tolgo controvoglia per un millisecondo il discorso etico su creature innocenti che vengono sistematicamente trucidate) è risolvibile alla radice (dopo i disastri inconcepibili che sono arrivati a fare in qualche decennio) con una dieta veg o semi-vegetariana (dio, quanto mi fa schifo questa espressione). Non hanno detto una volta la parola VEGETARIANO!!! (a meno che io non mi sia persa qualcosa).

Ed anche tendenzioso, ribadisco (sul discorso dello psudo-bio - che io son contro pure al vero bio).

Ciao,
Francesca

25 FrancescaF, 18/05/09 11:13

La risposta ovviamente non può essere la carne
biologica, a meno di allargare il pianeta di 10 volte (come ha detto giustamente il biologo-di-cui-non-si-conosce-il-nome

Ho trovato il nome, Gianni Tamino, Docente di Biologia presso il Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Padova.

Era giusto trovarlo se non altro per le cose che ha detto! :-)

26 pier, 18/05/09 11:22

FrancescaF ha scritto:
La risposta ovviamente non può essere la carne
biologica, a meno di allargare il pianeta di 10 volte (come > ha detto giustamente il > biologo-di-cui-non-si-conosce-il-nome

Ho trovato il nome, Gianni Tamino, Docente di Biologia presso il Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Padova.

Si Gianni è Vegetariano da una vita, e davvero un'ottima persona, ha partecipato a moltissime conferenze proprio sul tema consumo di risorse ed ecologia, insieme a lui organizzammo anni fa sia una conferenza all'European Social Forum a Firenze che una analoga a Porto Alegre.

Davvero una bella persona e mi ha fatto molto piacere rivederlo ieri, dopo purtroppo molti anni che non capita più di incrociarci

27 Andrea, 18/05/09 11:24

FrancescaF ha scritto:
Una conduttrice (non faccio nomi)
se non sbaglio ha detto che le è assolutamente proibito > anche solo dire di essere vegan in televisione: il pezzo > verrebbe tagliato e lei non mandata più in onda.

Che vergogna. Da non credere! Appunto, l'origine del blocco informativo arriva dalle lobby, sono loro i poteri forti.

Non so.. io credo che almeno il 50% della soggezione non sia nei confronti delle lobby ma del pubblico, che alla fine porta soldi, e che non vuole sentirsi dire che sta facendo una cosa sbagliata, che dovrebbe cambiare abitudini.

Ad esempio, neppure le campagne delle associazioni animaliste "istituzionalizzate" dicono alla gente di ridurre il consumo di prodotti animali. Ricordo campagne sulle "mucche a terra" in cui si diceva espressamente che l'unica cosa da fare per alleviare il problema era fare una donazione all'associazione. Campagne sui trasporti dei cavalli in cui si invitava a donare soldi e ad informarsi sulla provenienza della carne di cavallo (!) Nessun accenno al fatto che il singolo possa cambiare le cose con le proprie scelte.

Eppure non subiscono certo pressioni dalle lobby sui loro siti e sui loro giornali.

Il concetto imperante mi sembra essere che se vuoi qualcosa dalla gente (soldi, l'acquisto di una tessera, che guardi la tua trasmissione invece di un'altra) devi dire alla gente quello che vuole sentirsi dire, rassicurarla.

Con questo non dico che non ci siano forti pressioni dalle lobby nè negare le responsabilità di chi fa informazione.

28 pier, 18/05/09 11:31

Andrea ha scritto:
Non so.. io credo che almeno il 50% della soggezione non sia nei confronti delle lobby ma del pubblico, che alla fine porta soldi, e che non vuole sentirsi dire che sta facendo una cosa sbagliata, che dovrebbe cambiare abitudini.

Ad esempio, neppure le campagne delle associazioni animaliste "istituzionalizzate" dicono alla gente di ridurre il consumo di prodotti animali. Ricordo campagne sulle "mucche a terra" in cui si diceva espressamente che l'unica cosa da fare per alleviare il problema era fare una donazione all'associazione. Campagne sui trasporti dei cavalli in cui si invitava a donare soldi e ad informarsi sulla provenienza della carne di cavallo (!) Nessun accenno al fatto che il singolo possa cambiare le cose con le proprie scelte.

Eppure non subiscono certo pressioni dalle lobby sui loro siti e sui loro giornali.

Il concetto imperante mi sembra essere che se vuoi qualcosa dalla gente (soldi, l'acquisto di una tessera, che guardi la tua trasmissione invece di un'altra) devi dire alla gente quello che vuole sentirsi dire, rassicurarla.

Con questo non dico che non ci siano forti pressioni dalle lobby nè negare le responsabilità di chi fa informazione.

concordo, su tutta la tua linea, tra l'altro ricordiamoci che report ha da poco affrontato a viso molto aperto la più potente lobby italiana (quelli che hanno il logo con la croce per intenderci) e non credo abbia problemi dalla lobby degli allevatori, sono appunto altri i problemi...

29 FrancescaF, 18/05/09 11:54

pier ha scritto:
concordo, su tutta la tua linea, tra l'altro ricordiamoci che report ha da poco affrontato a viso molto aperto la più potente lobby italiana (quelli che hanno il logo con la croce per intenderci) e non credo abbia problemi dalla lobby degli allevatori, sono appunto altri i problemi...

All'aspetto del pubblico viziato e capriccioso non ci avevo pensato, ma secondo me il discorso sui poteri forti rimane.

Dicendo "lobby", non mi riferisco all'allevatrice cerebrolesa di Cremona ma alla GDO, ma ai giganti che devono fare business enormi su quantità spaventose (lo dimostra il fatto che ieri si parlava anche del margine destinato alla distribuzione che è la fetta più grossa e a quello destinato al produttore che è infimo e che viene stabilito dai distributori), che non so neppure se abbiano una lobby fatta e finita (come gli allevatori, i produttori di latte, etc). Forse ho usato un termine improprio.

Gli allevatori sono molti, come noi, più o meno. La GDO ha il coltello dalla parte del manico, si è visto. Gli allevatori sono manichini (non li giustifico, ci mancherebbe) e i consumatori sono manichini. Dato che il potere negoziale di entrambe le parti è frammentato, e quindi pressoché innocuo, i giganti la fanno da padroni, stabilendo i prezzi e quindi pilotando i consumi! Estremizzando il concetto, se la carne costasse 100 euro al chilo, cazzo, saremmo tutti vegan! Solo che i consumatori hanno il vero potere senza però saperlo. E' ciò che diciamo noi vegan.

I giganti della GDO non compaiono neppure formalmente ed istituzionalmente ma appena li tocchi, ci pensano loro ad investire centinaia di migliaia di euro in disinformazione con le loro campagne pubblicitarie subliminali e pilotando i prezzi.

E comunque se davvero non sono le lobby o gruppi di poteri economicamente forti, per una volta si poteva andare contro al pubblico...Certo, rischioso ed impopolare, ma avrebbe scosso le coscienze della gente che è il vero ago della bilancia.

Boh, forse sono troppo estremista, me la sto prendendo troppo...! :-)

30 Andrea, 18/05/09 12:25

FrancescaF ha scritto:
Gli allevatori sono manichini (non li giustifico, ci mancherebbe) e i consumatori sono manichini. Dato che il potere negoziale di entrambe le parti è frammentato, e quindi pressoché innocuo, i giganti la fanno da padroni, stabilendo i prezzi e quindi pilotando i consumi!

Io sui consumatori non sono d'accordo. Ritengo che abbiano enormi responsabilità.

Un tempo anche io pensavo che i consumatori fossero "vittime" della cattiva informazione, ora ragiono così:

- 100 persone si sono sempre sentite dire che mangiare carne è necessario e sono stati forzati a non pensare agli animali uccisi. Diciamo che per ora li consideriamo incolpevoli, vittime della cattiva informazione.

- A questo punto se li facciamo rfilettere sul fatto che stanno ammazzando animali e li mettiamo di fronte all'evidenza che senza carne si vive benissimo, anzi molto meglio, dovrebbero quasi tutti diventare vegan. Invece solo un'esigua minoranza lo fa, diciamo il 3%

Quindi per come la vedo io il 97% delle colpe va ai singoli (informati o no mangiano carne) e il 3% va alle lobby e all'informazione, che frenano i pochi che farebbero questa scelta.

Ovviamente è una banalizzazione, le dinamiche sono molto più complesse, ma alla fine responsabilizzo molto di più i singoli.

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!